venerdì 29 luglio 2016

Intervento Elezione Presidente II Commissione

Credo sia giunto il momento per illustrare pubblicamente alcune questioni che riguardano la II Commissione Consiliare Permanente. Credo che i cittadini debbano essere informati su questa vicenda, che è già stata strumentalizzata e distorta a sufficienza e in modo becero. La II Commissione è Importante La Seconda Commissione, Controllo e Garanzia, dovrebbe occuparsi anche di questioni amministrative importanti e delicate, se e quando necessario. Voglio fare presente che negli anni passati vi sono stati, in effetti, fatti ed episodi che avrebbero potuto essere affrontati nel contesto dei lavori della Seconda Commissione, magari evitando disastri amministrativi ed economici, disastri per la reputazione e l'immagine delle Istituzioni e della Città. Il Caso Aeradria Il caso Aeradria per esempio, avrebbe potuto essere analizzato, e per tempo, dalla Seconda Commissione Consiliare nell'ambito delle proprie prerogative. Avrebbe potuto essere affrontato durante il mandato amministrativo del Sindaco Ravaioli negli anni dal 2006 al 2011. Mi risulta che, a quel tempo, il Presidente della II Commissione fosse anche coinvolto, a qualche titolo, in Aeradria, e si trovasse quindi nella posizione di controllore e controllato. Difficile quindi che convocasse le parti interessate per una Commissione sullo stato finanziario e patrimoniale di Aeradria. Questo conflitto di interesse, potrebbe avere rappresentato un difetto di capacità di iniziativa libera e vigorosa, e potrebbe avere influito sull'efficacia dell'azione di controllo che deve essere esercitata dalla II Commissione. E chi ha pagato infine il costo di questa inefficienza? Lo hanno pagato Rimini e i riminesi, che non hanno più alcun controllo sulla gestione dell'aeroporto Fellini. Rimini e i riminesi, fra cui i creditori di Aeradria, che hanno subito perdite per decine di milioni di euro, a causa del fallimento. Rimini e i riminesi, che hanno visto distruggere il valore dei finanziamenti pubblici erogati con continuità e per anni, attraverso enti come il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, e che hanno subito perdite anche di fondi privati, come quelli di Banca Carim, perdite poi riversate sugli azionisti. Chi Sono i Responsabili Il processo penale deve ancora iniziare, e cinque indagati minori hanno chiesto il patteggiamento. Come ad oggi gli atti di indagine mostrano inequivocabilmente, fra gli indagati, ve ne sono due i cui atti amministrativi devono necessariamente essere tenuti sotto controllo anche dalla Commissione Controllo e Garanzia, oltre che dal Consiglio Comunale. E questo serve per tentare di evitare ulteriori potenziali e devastanti danni economici alla collettività e alle Istituzioni della città, come già accaduto con il caso Aeradria. Il Sindaco Andrea Gnassi e il Presidente Lorenzo Cagnoni infatti, sono fra i principali protagonisti del disastro Aeradria, e si trovano in questo momento a guidare le più importanti istituzioni amministrative ed economiche di Rimini e provincia. Chi Sono Cagnoni e Gnassi Secondo la Procura A tal proposito ritengo sia significativo leggere alcuni passi dell'Avviso della Conclusione delle Indagini Preliminari, redatto dai Pubblici Ministeri Paolo Giovagnoli, Procuratore della Repubblica, e da Paolo Gengarelli e Luca Bertuzzi, Sostituti Procuratore. "Indagati... (omissis)... Gnassi Andrea, (Omissis)... Cagnoni Lorenzo... (Omissis).... del delitto di cui all'articolo 416 del Codice Penale (associazione per delinquere NdR), perchè si associavano fra loro allo scopo di commettere più reati di false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta e altri reati fallimentari, abuso d'ufficio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, di cui agli articoli 2622 e seguenti del codice civile, 216, 217, 218, 223, 225, e 236 Legge fallimentare, 323 e 640 bis codice penale, reati fine esattamente indicati nei capi che seguono, costituendo e promuovendo un'organizzazione nell'ambito della quale strumentalizzavano gli incarichi direttivi, verticistici e apicali da loro rispettivamente ricoperti nelle società Aeradria SpA, Airport Infrastructure Srl, Riviera di Rimini Promotions Srl, nelle istituzioni pubbliche quali la Provincia di Rimini, l'Agenzia per il Marketing di Distretto della Provincia di Rimini, il Comune di Rimini, la Camera di Commercio di Rimini e nelle società partecipate pubbliche Rimini Holding SpA, Rimini Fiera SpA, e Società del Palazzo dei Congressi SpA... (omissis)..." Si tratta di oltre quaranta pagine che illustrano solo parzialmente quanto sarebbe accaduto in relazione alla gestione dell'aeroporto. Manca, per esempio, la parte che tratta la presunta tangente che sarebbe stata pagata al funzionario ENAC e docente universitario Roberto Serrentino. Quello che emerge, al di là di come si concluderà la vicenda processuale, è un uso spregiudicato delle posizioni di potere ricoperte, e i danni alle finanze pubbliche che anche i due amministratori Gnassi e Cagnoni avrebbero contribuito a causare. Cosa Gestiscono Cagnoni e Gnassi E' fuori di dubbio che in questo momento, a dire dei Pubblici Ministeri, abbiamo due indagati e prossimi rinviati a giudizio si suppone, due sospettati criminali, che continuano a gestire risorse pubbliche da posizioni apicali quali il Comune, la Provincia, la Presidenza di Rimini Fiera e di Società del Palazzo dei Congressi. I fatti di questi giorni peraltro, continuano a fare suonare campanelli d'allarme, vediamone alcuni. Uno dei principali consulenti di Lorenzo Cagnoni, colui che ha redatto dei piani finanziari della holding fieristico/congressuale e che sono stati puntualmente disattesi in senso negativo, Giovanni Maria Boldrini, risulterebbe indagato per falso in bilancio, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, e illecita ripartizione di utili nel contesto delle indagini sulla Cassa di Risparmio di Cesena. La Banca Popolare di Vicenza, protagonista di un dissesto che ha da poco bruciato oltre sei miliardi di euro dei risparmiatori, fatti per cui vi sono stati anche suicidi fra gli azionisti, si è vista affidare da Lorenzo Cagnoni il ruolo di Advisor per la quotazione in borsa di Fiera di Rimini SpA, pare senza che venisse espletato un bando di gara. Ancora, come evidenziato negli ultimi anni durante conferenze pubbliche e con articoli di stampa, e come recenti sentenze della Corte di Cassazione Penale a Sezioni Riunite sembrano confermare, i bilanci della holding fieristica sarebbero irregolari se non addirittura falsi, ipotesi che verrà appurata nei mesi a venire dalla magistratura, anche grazie alle nostre iniziative, che sono iniziate in tal senso già un anno fa con il deposito in Procura di una analisi sui conti economici. Stiamo insomma vivendo una stagione esplosiva per l'economia del territorio, anche a causa della gestione degli enti pubblici e delle società partecipate, che si sospetta già essere sfociata, e in più occasioni, in associazioni per delinquere. Come deve Essere il Presidente La II Commissione potrebbe assumere quindi un ruolo determinante negli anni a venire, per evitare che disastri come quello di Aeradria si ripetano, o che se ne verifichino di peggiori, come alcuni segnali sembrano già fare intuire. Il Presidente della II Commissione deve essere dunque libero da vincoli, vincoli come conflitti di interesse, libero da vincoli imposti dal proprio partito, magari a seguito di accordi fra parti politiche. Il Presidente della II Commissione dovrebbe avere spirito di iniziativa su questioni importanti e delicate, come quelle che riguardano la gestione delle partecipate, possibilmente senza attendere l'intervento della Magistratura, come già accaduto in passato, intervento che normalmente è tardivo per sua natura. La Presidenza alla Lega Nord Fatte queste considerazioni, voglio motivare le ragioni, che ritengo valide, per cui credo che la presidenza della II Commissione non possa andare alla Lega Nord, in una ottica di gestione dell'interesse collettivo. La Lega Nord in passato si è distinta e ha avuto il merito di svolgere azione di controllo sull'operato della maggioranza del Partito Democratico a Rimini, e mi riferisco in particolare alla vicenda Palas. La costruzione del Palas è stata oggetto di una inchiesta penale, che non si è ancora conclusa, con sette richieste di rinvio a giudizio dell'aprile 2015. La Vicenda Palas I punti di criticità erano il tipo di acciaio utilizzato per le infrastrutture, di provenienza libica, e che mai avrebbe dovuto essere utilizzato, a causa dell'impossibilità di certificarlo, secondo la normativa allora vigente, e la quantità di acciaio utilizzata per l'armatura delle strutture portanti in cemento armato. La struttura ultimata nel 2010 era insicura e fuorilegge. Mentre dal punto infrastrutturale si è ovviato con il ricorso a rinforzi in fibra di carbonio, la criticità normativa ha determinato una situazione di stallo di tipo giuridico/amministrativo, cui si è potuto porre rimedio, solo con un intervento legislativo, in mancanza del quale il Palas appena realizzato non avrebbe potuto essere utilizzato. Per dirla in altri termini, il sospetto è forte che il Partito Democratico, e in particolare Lorenzo Cagnoni, pubblicamente amico dell'ingegner Franco Braga, Presidente della I Sezione Consiglio Superiore Lavori Pubblici, casualmente eletto Sottosegretario con il governo Monti, abbiano avuto una influenza relativamente alla modifica del DpR 380. Modifica introdotta con il Decreto Legge Salva Italia, e che prevedeva la possibilità di deroga all'utilizzo dei materiali e dei sistemi costruttivi espressamente disciplinati dalla norma allora vigente. Queste evidenze sono emerse, come si diceva, grazie all'azione politica della Lega Nord, che si è avvalsa del lavoro di un valido Consulente Tecnico, il quale ha rilevato le irregolarità all'origine dei reati penali, del rinvio dell'inaugurazione, degli interventi di rinforzo dei pilastri, e della inadeguatezza dell'opera per mancato rispetto delle norme vigenti. La Vicenda TRC La Lega Nord ha poi avuto la possibilità di fermare un'altra opera riminese, il TRC - Trasporto Rapido Costiero - che, anche a detta di esperti come Mauro Moretti e Gabriele Morelli, rispettivamente ex presidenti di Ferrovie dello Stato e di TRAM, non è sostenibile dal punto di vista della gestione economica a regime. Lo stesso Consulente Tecnico che ha rilevato le irregolarità per il Palas, ha fatto altrettanto con il TRC. Ha rilevato delle irregolarità che potrebbero costituire illeciti normativi e penali, per alcuni dei quali ho provveduto a depositare un esposto alle Procure di Rimini, di Ancona, alla Direzione Nazionale Antimafia, all'ANAC e ad altri enti, nel maggio 2015. Sospetti illeciti penali che avrebbero potuto determinare il blocco dei lavori già a fine 2013, ed evitato così la distruzione di ingenti risorse pubbliche. La Lega Nord, a tal proposito, ha depositato una interrogazione parlamentare, interrogazione realizzata con il supporto dello stesso Consulenze Tecnico, e che segnalava come il progetto approvato dal CIPE fosse fuorilegge, oltre a sospette demolizioni fuorilegge, dunque illeciti penali, interrogazione rispetto a cui però null'altro è stato più fatto. Questa interrogazione è stata fatta alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni regionali 2014, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro delle Infrastrutture. E' stata poi utilizzata per fini elettorali, con lo stesso Segretario Salvini che a Riccione ne ha parlato pubblicamente durante un comizio, annunciando anche iniziative penali e presso le istituzioni europee, dopodichè nessuno si è mai interessato neppure al fine di avere risposta all'interrogazione. E' possibile desumere quindi, che si trattò di una mera operazione di facciata, effettuata anche, ma non solo, per i fini della campagna elettorale. E' mia opinione che l'accendere i riflettori mediatici sulla vicenda nel 2014, quando la Lega Nord ha avuto chiaro il quadro della situazione, avrebbe potuto determinare lo stop ai lavori e possibilmente la morte prematura dell'opera, con un buon risparmio di denari pubblici. Ricordiamo in tal senso l'effetto delle numerose iniziative mediatiche per la vicenda Palas, come per esempio la presenza del Ministro Castelli a Rimini. Invece non è successo nulla. E allora sorgono spontanee delle domande. Per quale ragione si deposita una interrogazione che viene lasciata poi in uno stato latente su temi così importanti? Si tratta di circa cento milioni di euro pubblici su cui c'erano serie ombre di illeciti progettuali che avrebbero determinato la revoca dei finanziamenti. Perchè la Lega Nord non si muove come fatto in precedenza con il Palas? Ciascuno può ovviamente darsi delle risposte. Per mio conto non posso non notare almeno alcune questioni. Perchè la Lega Nord non Agisce Non posso sostenere con certezza le ragioni per cui la Lega Nord, per mano dei suoi massimi dirigenti, ha deciso di non proseguire l'azione necessaria per fermare la realizzazione del TRC. Posso però riportare alcuni fatti. Per esempio, è un fatto che l'azienda esecutrice del tracciato del TRC, Italiana Costruzioni dei fratelli Navarra, già sfiorata dalle indagini di Tangentopoli, sotto indagine a Firenze nell'ambito dell'inchiesta Grandi Opere, ha realizzato i lavori di restauro della Villa Reale di Monza, sede dei Ministeri del Nord voluti dalla Lega Nord. E' quindi intuibile una vicinanza storica fra la Lega Nord e Italiana Costruzioni. E' un fatto che una situazione come quella creata dalla Lega Nord, con una interrogazione parlamentare, poteva causare un vero e proprio terremoto ed eventualmente determinare il blocco dei lavori, per un'opera del valore di un centinaio di milioni di euro, come già accaduto per il Palas. E' un fatto che una situazione del genere può avere costituito eventualmente una leva negoziale importante per trattative con il partito al potere. Non va trascurato infatti, che il blocco dei lavori del TRC avrebbe determinato, anche secondo le parole dell'ex Presidente della Provincia Vitali, una serie di azioni risarcitorie della Corte dei Conti che avrebbero potuto devastare le finanze delle istituzioni e dei decisori pubblici e politici locali. E' un fatto che, a detta di tutti i principali osservatori politici locali, la Lega Nord ha imposto un candidato sindaco sicuro perdente. E questo senza volere esprimere nessun giudizio rispetto la persona dell'avvocato Marzio Pecci. Fatto confermato anche dai risultati della coalizione, inferiori di dieci punti percentuali, rispetto a quelli di cinque anni orsono. Conclusioni Comunque la si pensi, è evidente che non vi siano le condizioni per affidare serenamente la Presidenza della II Commissione a un Consigliere della Lega Nord, a prescindere dalle qualità dello stesso. La Lega Nord è infatti un partito con una struttura organizzativa fortemente gerarchica e in cui i Funzionari Eletti, sostanzialmente, eseguono gli ordini dei dirigenti politici. E' evidente che, anche limitandosi alla lettura dei fatti qui esposti, manchino la chiarezza e la serenità necessari circa i presupposti di indipendenza e libero spirito di iniziativa, indispensabili a un Presidente della II Commissione, specie per un periodo delicato per le sorti della nostra città, come quello che i fatti di cronaca dicono ci aspetti.
Luigi Camporesi