massimo lugaresi
lunedì 9 febbraio 2026
Avanti Così
Seguo su Linkiesta, le impronte lasciate da Mario Lavia con il commento dedicato alla Direzione del Pd. La paura è forte e vale per tutti. Non hanno scelte, lo posso affermare dopo una serata, con amici ed ex compagni al Festival dell'Unità, sotto il tendone del dopolavoro ferroviario. Un guazzabuglio di visioni ed opinioni che una volta avrebbero (giustamente) provocato congressi giornalieri. Tutti insieme velenosamente. Il richiamo al fascismo sembra sufficiente per calmare le correnti. Al microfono si esibiscono giovani, amanti delle Flottiglie e delle Ong che trovano (per caso) le ambite risorse assieme a vecchi comunisti riciclati nelle aree antagoniste. Il famoso cocktail piddino che ha permesso venti anni di regime, con tutti. Il campo largo è una riedizione piuttosto sfigata. Serve agli ex grillini, in edizione contiana, per guadagnare qualche poltrona, senza usare la (orientabile) piattaforma Rousseau. Eppure sembrano felici e contenti. Non piove su Schlein, ma il cielo del Pd non è sereno (cit. Mario Lavia). La direzione si schiera con la segretaria, evitando il processo in caso di vittoria del Si. Decisione condivisa da (quasi) tutti nel Pci. Allora il nemico da colpire, con sentenze e scomuniche era uno..solo. Il ribaltamento avvenuto, sconquassa anche la destra. Il Generale Vannacci ed il suo contrario, possono rimanere solo a destra. Anche se Matteo Renzi ha già preparato un piano. Altro segnale della decadenza etica e inarrestabile. Se vince il No, vinco io. Se vince il Sì perdiamo tutti: il partito è avvisato. Chi consiglia la segretaria? Ho trovato un'altra ragione per il sempre più convinto Si.

