lunedì 10 maggio 2021

Secondo Indino

Secondo il sindacalista per Gnassi, collocato in confcommercio, l'apprensione degli operatori turistici e commerciali è tutta rivolta alla fusione (?) della Fiera di Rimini con quella di Bologna. Il virus ha provocato danni incalcolabili alle espressioni di questo regime. Credo di conoscerne più io, ma nessuno ha mai introdotto l'argomento, tra paure e fallimenti, considerandola inevitabile per una città scomparsa anche politicamente. Cagnoni ha rappresentato (da solo) una delle poche figure di rilievo nello sconsolato panorama, costretto a rivolgersi al Dott. Ravaioli per non scomparire. E' stato definito civico, termine talmente abusato che copre anche gli sconosciuti. Correttamente, il sindacalista del commercio sparito cita la collega del turismo scomparso. Riesce  ad esprimere delle "perplessità", il massimo consentito dal regolamento delle proprietà intellettuali circolanti. Il presidente della Confcommercio provinciale Gianni Indino, che nella gerarchia sindacale vale meno di Lucio Paesani, appena partito, ha subito precisato, per eccesso d'audacia, che: si tratta di un passaggio fondamentale che permetterà al nuovo soggetto di diventare il primo gruppo fieristico in Italia, il terzo d’Europa. Lui (spera) di rimanere anche su quel carro. Quanti ne leggeremo sempre provenienti da quel ramo del Lago di Gnassi?

Distrazione delle Masse

Come fosse Bergoglio, anche Biden vuole fare il "comunista" all'americana. Occorre ricordare cosa era successo in quel paesino con il Maccartismo. La proposta della Harris, la vera Presidente, fatta passare come opera di Biden, con quell'aria un pò così, sarebbe rivoluzionaria, Cancellare od interrompere le "proprietà intellettuali" poteva essere gradita prima della sceneggiata di Fedez, estendendola ai vaccini, diventa però argomento pericoloso. Colpisce il settore della ricerca, faccio un esempio: cancro. Alla proposta, la sola Merkel, impegnata in una campagna elettorale da povero Pd, al momento si è opposta. I tedeschi non si dedicano di solito alla beneficenza, ci sono motivi molto più forti, come la nazionalità di qualche vaccino sul mercato. Sarebbe una "sospensione" straordinaria che però, domani, può diventare regola pericolosa nel mercato. L'intenzione del segnaposto americano sarebbe quella (lodevole) di aiutare i paesi poveri, alzando, come ha fatto, il Muro di Trump al Messico. Niente da dire, se non fosse un'altra distrazione delle masse mondiali, con una mossa contro Russia e Cina paladine del terzo mondo. I Paesi più poveri e in difficoltà appoggiano la proposta della Casa Bianca, sperando in una maggiore solidarietà globale ma la Germania si oppone. La sospensione straordinaria dei brevetti sui vaccini annunciata dall’amministrazione di Joe Biden potrebbe essere l’inizio di una nuova fase nella lotta contro il Covid-19.  Finora gli Stati Uniti hanno ferocemente difeso i diritti di proprietà intellettuale delle loro aziende nelle controversie commerciali. In realtà l'annuncio è "solo" disponibilità a discuterne all'interno del' Organizzazione mondiale del commercio, che lo può ratificare solo con l'impossibile consenso all'unanimità. Un'altra commedia, per nascondere l'espressione del Presidente che viene ripreso sempre con immagini preconfezionate ed in comica corsetta. In Italia succede ancora con Giuseppi. Rivedremo Trump.

domenica 9 maggio 2021

Il Blog di Melucci


Melucci ha capito che per "non" sparire", devi usare gli strumenti della nuova propaganda. Le prime previsioni elettorali, inventate sempre per corroborare il suo candidato, le ordinò lui. Oggi usa Chiamami Città, il blog Cna, preso da un fallimento anche giornalistico. Si vede l'impronta e fa piacere che si diletti a scrivere, senza deleghe ai tre vecchi fighetti del Pci, da lui avversati. L'ultimo pezzo è migliore di quelli del ciclomunito giornalista del Carlino. Secondo il procuratore ed inventore della Petitti come sindaco (perdente) di Rimini, le primarie sono uno strumento obsoleto. Quando correva rischi, ha sempre tentato di cambiare il gioco. Anche nel resto della regione, in particolare a Bologna, sono alle seste/settime scelte. L'ultima che li divide è una sindaca del vicinato, per la metropoli del Pd.  A lui frega poco cosa succede sotto le torri degli asinelli, lo afferma per non perdere contro Jamil. Vuole rivedere lo statuto del partito, Ha capito che la debolezza della sua "garantita", vince solo ai Padulli. La presunzione dell'ex vice sindaco e gestore dell'urbanistica a domicilio, è arrivata però a "predire" cosa succederà dall'altra parte, quella che viene (sempre) data come sicura vincente, a meno che... Si è aggrappato a Barboni il senatore che non copia ed incolla come il grillino, diventato l'alleato più fedele di qualsiasi piddino venga presentato, Il senatore (vero) ha osato dire che le divisioni (sic) all'interno dei finti sinistroidi, avvantaggiano il centrodestra, se trovasse un candidato, aspettando Morrone. La frase è stata pronunciata tante volte in questi venti anni. Francamente sono affari loro, a me interessa Lucio Paesani, avendo qualche responsabilità per la sua candidatura. La nostra lista, caro Melucci, corre da sola, una scelta cercando di rappresentare quelli che avete abbandonato: i lavoratori riminesi. Sono molto diversi dallo stereotipo tradizionale e le partite iva sono i primi martiri delle clausure. Avete protetto e foraggiato solo quelle demaniali e non ho mai capito per quale ragione. E' giusto farlo, ma perchè solo e prima loro? Argomento che la prudenza e furberia di Melucci lo inducono al silenzio. Il centrodestra si è sempre incartato sul proprio candidato a sindaco, molte volte calato dall’alto dopo accordi bolognesi e romani, oppure con proposte oggettivamente deboli, che hanno permesso ai sindaci Ravaioli e Gnassi, ad esempio, di essere eletti al primo turno. Questa è l'integrale espressione del Bettini con piadina. Corretta e vera. Poteva aggiungere, conoscendole, le ragioni di (tutte) le "defezioni" sempre nel centrodestra. Lo vede più spaccato, ma senza le primarie. A Rimini l’unica candidatura certa è quella di Lucio Paesani, che "non" ha dato nessun ultimatum, solo qualche sonora briscola ai vostri esponenti di punta e tacco a spillo. Devo dire però che preferisco commentare Maurizio Melucci che le solite markette della propaganda cortilizia. Vecchia abitudine? Può darsi, si rimane però sempre nel campo della politica. Avete voluto ed ingoiato Gnassi, noi non siamo obbligati a "zuzzare" anche il designato.
PS  Mona Lisi concederà a Melucci tre assessori, due con il monopattino. 

Provate per Credere


E' guerra tra i magistrati? Non è mai scoppiata la pace. Quando succede noti subito le "appartenenze" della stampa. E' una scandalosa ma ipocrita disputa quasi tutta all'interno delle larghe sponde piddine, tenutarie del regime in scadenza. I giornali si dividono, quelli giallorossi che non hanno trovato il Mourinho per dimenticare i disastri societari, hanno diligentemente surrogato le cancellerie pubblicando i verbali, ovviamente secretati. Dove potevi trovare le notizie migliori? Repubblica, Fatto ed il Carlino solo per dossier locali che interessano però sempre il Pd di sostegno. Palamara, come hanno scritto i (pochi) giornalisti liberi di farlo, provenienti dal ristretto novero del garantismo fino a  sentenza contraria, era solo un pericoloso aperitivo del marciume presente da anni. L'assurdo, tutto italiano, è che anche le sentenze sembrano, non solo pilotate, ma già scritte in piazza o nelle redazioni. La magistratura, pilastro costituzionale, gode in questo momento della massima sfiducia, coinvolgendo anche la cosiddetta parte sana che però non appare. La Cartabia concede l'ìmpressione di osservare la disputa dall'alto. Capisco la difficoltà ad intervenire, lo stesso presidente sembra non veda l'ora di andarsene. Bruttissima vicenda, che avvolge un sistema da troppo tempo "viziato". Mi verrebbe da dire, lo dico: provate per credere. Augurio che non faccio a nessuno. Un tritacarne che colpisce tutta la famiglia, amici e perfino i parenti meno serpenti. La stampa è la prima beneficiaria. Le notizie partono (tutte) dalle procure e non potrebbe essere diversamente. I segreto è una burla. Non sono mai stati colpiti i divulgatori. Le accuse durano anni, le vere sentenze non le ricorda più nessuno. Negli altri paesi, quelli primi anche nell'accudire l'immunità del gregge, le libertà individuali sono sacre. I giudici che sbagliano, spesso volutamente, sono colpiti personalmente. L'unica riforma sancita anche da un referendum è stata subito cancellata dai futuri e possibili colpevoli in politica. Non riusciremo mai ad arrivare a quei livelli, lo si vede da come affrontiamo le emergenze. I numeri migliori li consente un "Alpino" non un medico, tanto meno Speranza. Ma per quanto ce lo dobbiamo tenere? E' compreso nel pacco Pd?

sabato 8 maggio 2021

Resisti Mario

A Rimini, si voterà, con il consenso di Speranza e Burioni, entro il 15 ottobre. Gnassi avrà un'altra estate in regalo per le dodici inaugurazioni, a fette, dei lungomari e la corsa elettorale sulla spiaggia, con la giunta e, secondo l'ultima sentenza del Cts muniti di mascherine. Lo riconoscono lo stesso. Jamil avrà la canottiera con la scritta "Io succedo". Ho letto su Repubblica, oggi più di ieri, organo del Pd, che i suggeritori del partito consigliano a Draghi di rimanere fino al 2023. L'anno della definitiva scomparsa del grillismo, con le dovute indennità parlamentari. L'invito/ordine proviene dalla cabina di regia europea con le ultime volontà della Merkel e Macron. L'Angela paga una gestione fallimentare dei vaccini, Macron anche. La nuova Unione sarà molto diversa, ma l'Italia rimane 
debitrice seriale. A Speranza daranno il premio del 2 per cento. Abbiamo un piacevole intermezzo con la nomina del successore di Mattarella, nel gennaio 2022. A meno non trovino un'altra "variante" elettorale. Sono iscritto nel girone dei dubbiosi. Dopo qualche piccola scaramuccia protestante si aprono i locali fino alle 22, grazie a Salvini, poi forse alle 24 ma senza farla sembrare un'altra vittoria della Lega. Al figlio di Letta interessano quelli di Capalbio. Draghi non può prendere ora il posto di Mattarella. È troppo presto. Il suo lavoro non può finire tra otto mesi, sono i segnali d'allarme che il giornale delle veline, coperte dal segreto, sparge. La paura di andare a votare vince. SuperMario è più importante nel campionato europeo, quello italiano è un dominio interista. Maifredi ti rimpiango. Le cinque città più importanti, con sindaci giallorossi, frutto di un altro secolo, cambieranno. Figliuolo ha fatto capire che bastava uno serio. Ariosto Gnassi è furioso. Lo dice il Carlino.

Noi Amiamo Rimini

Dopo avere incontrato il senatore Barboni di Forza Italia abbiamo incontrato gli on.li Morrone e Raffaelli della Lega. Dagli incontri è emersa la comune opinione secondo la quale per vincere a Rimini e battere la settantennale egemonia della sinistra, occorre percorrere la strada del “candidato” espressione della “SOCIETÀ CIVILE”. Al momento nessuno può essere più “civico” di Lucio Paesani. La sua è una storia che include e non emargina. La sua azione politica non è animata né da spirito di vendetta né di rivalsa, ovvero non ha alcuna intenzione di “regolare i conti” con nessuno. Il gruppo “NOI AMIAMO RIMINI” è il risultato dell’aggregazione di donne e uomini impegnati nel mondo del lavoro e del volontariato. Essi provengono da ogni condizione e fascia sociale: dal mondo dell’impresa, del quale abbiamo raccolto “il grido di dolore” in questo momento di grave crisi di sistema provocata dalla pandemia, dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai giovani, dai pensionati. Il nostro è un progetto pluralistico, interclassista, trasversale ed inclusivo, attento ai bisogni e alle richieste di tutte le componenti sociali. Ci accomuna l’amore per la nostra città e il bene collettivo. Non coltiviamo l’invidia o la lotta di classe retaggio di tempi passati ma che purtroppo si riaffacciano periodicamente ad avvelenare il clima della convivenza civile. La nostra storia, il nostro studio, la conoscenza e la dedizione ai temi del territorio ci candidano naturalmente a guidare la “COALIZIONE CIVICA” di un centro-destra del fare, per il governo della nostra comunità. Aspettiamo da tempo che i partiti di opposizione esprimano un candidato civico più “autorevole” di Lucio, lo aspettiamo da diversi mesi ma evidentemente il trascorrere del tempo dimostra che questa è una ipotesi del “pensiero”, una speranza, una pia illusione. Una cosa tuttavia deve essere ben chiara da subito: non siamo disposti né disponibili a diventare il contenitore dei voti a disposizione di chi ci ignora oggi, nel caso di un ballottaggio che potrebbe esserci domani. Riteniamo temerario chi considera automatica una convergenza del voto dei nostri mondi a prescindere da una convergenza su programmi e persone. Nel caso non si addivenga all’accordo per una lista comune con un unico candidato civico a sindaco già al primo turno, la componente “NOI AMIAMO RIMINI” si manterrà libera di cercare motivi di aggregazione con liste per uomini e donne libere e di buona volontà per il bene comune. La nostra sarà un’azione limpida, lontana da intrighi o inciuci che non ci appartengono. La prossima legislatura porrà le basi per lo sviluppo e il rilancio del nostro territorio per le generazioni a venire che non può succedere seguendo le logiche di chi ha amministrato il territorio fino ad oggi, perseguendo la divisione ed anteponendo l' interesse di fazione. È con questo spirito che affronteremo la competizione elettorale. Amare Rimini è un valore universale, esso non è né di destra né di sinistra. Quindi siamo qui, pazienti e fiduciosi verso i possibili alleati che vogliano determinare UNA SVOLTA STORICA PER RIMINI. Nel frattempo continueremo a costruire la nostra “VIA CIVICA”. L’unica attualmente presente nello scenario riminese. Le sfide difficili ci affascinano. Stiamo aggregando le persone giuste per vincerle… perché, “NOI AMIAMO RIMINI”.
Lucio Paesani

Promessa o Minaccia?

Si è svolto, come richiesto dai capigruppo della maggioranza, il confronto per verificare la tenuta della stessa in consiglio comunale, alla luce delle recenti tensioni tra i sostenitori di Jamil Sadegholvaad da una parte e di Emma Petitti dall’altra. All’incontro era presente il sindaco Andrea Gnassi che ha bollato come una “aberrazione istituzionale” la richiesta arrivata da alcuni esponenti del gruppo consiliare del PD di bloccare di fatto l’attività amministrativa e di sottoporre le delibere che devono essere portate in consiglio ai candidati alle primarie. Siamo alla follia istituzionale mentre quella politica ha sballato da tempo. Il sindaco, per quanto abbia già fatto dell'umiltà il messaggio ai cittadini, dovrebbe mostrare in anteprima le delibere ai due candidati piddini? Occorre un intervento prefettizio o sanitario. Il secondo, se trovano un primario consenziente, sarebbe più utile. Il Sindaco "scosso" come un cavallo senese, ha risposto giustamente che non ne parla nemmeno con Bronzetti. Siamo oltre la fase comica. Stiamo superando il limite della sopportazione anche giornalistica, per quanto gli intensi e quotidiani allenamenti di questi dieci anni abbiano portato l'asticella della propaganda al grattacielo. Una richiesta “fuori da ogni principio delle culture e delle storie politiche” sembra abbia risposto il sindaco. Non farò subire ricatti a questa città. Prima di ogni cosa viene Rimini e solo Rimini. Sembra Paesani da piazza. Peccato finire così, con tanto rancore sparso come i parcheggi. Pensare che ci sono milioni di americani per Biden che vogliono prenotare la vacanza riminese grazie all'incontro del nostro informatore turistico con il console americano. Ogni viaggio che compie sono..Triangoloni che arrivano. In ogni caso tra lui e quelli che presentano, ci sono abiti eleganti di distanza e personalità. Il Pd in presa agli spasmi della probabile sconfitta, usa l'arma che conosce meglio: promesse. Ho saputo che stanno "studiando" la messa in sicurezza della Via Palotta. Dovrei gioire e votarli? Già il titolo mi fa incazzare. Cosa significa metterla in sicurezza? Porta voti? Oppure avete finalmente nella testa l'eliminazione di un passaggio a livello che tiene schiavi centinaia di cittadini? Basta con questa propaganda da due lire e due giornali, che si tramuta in milioni per le solite imprese. Non siete più in grado di governare, rappresentate una piccola componente della città, garantita a distanza ma sempre vicina allo stipendio. Gli eroi sono gli altri, quelli che vogliono lavorare, rischiando e soffrendo. Sarà arduo ristabilire il rapporto di fiducia che avete incrinato. Sapete cosa hanno chiesto al sindaco in scadenza? Non toccare più niente, fermati (sic), le delibere che devono essere portate in consiglio vanno sottoposte preventivamente e per approvazione ai candidati delle primarie stesse. Un golpe da quattro amici al bar, come quelli che volevano arricchire l'uranio. Tralascio le lacrime sparse sull'articolo di Newsrimini. Vorrei che ne lasciasse qualcuna per Paesani.