martedì 21 agosto 2018

CS Gruppo di Maggioranza- Comune di Rimini

Salviamo il progetto di riqualificazione del lungomare di Rimini Nord. Seconda tappa. Rimini, 21 agosto 2018 - Salvare il lavoro fatto, i progetti pronti e già finanziati per il miglioramento del Water Front delle nostre località tuistiche. Con questo obiettivo il Gruppo di Maggioranza del Comune di Rimini ha lanciato una raccolta firme per salvare il progetto di riqualificazione del lungomare da Rivabella a Torre Pedrera, passando per Viserba e Viserbella. Dopo l’incontro della scorsa settimana a Viserba, mercoledì 22 agosto sarà la volta di Torre Pedrera. Gli organizzatori invitano la cittadinanza, gli esercenti di tutte le attività economiche, gli ospiti e chiunque sia interessato al miglioramento di questa zona della città a sottoscrivere la petizione. L’obiettivo finale è il ripristino del finanziamento che per Rimini “valeva” 18.032.000 Euro, cifra con cui, insieme ad altri finaziamenti, si sarebbe proceduto non solo al rifacimento completo di tutto il lungomare della Zona Nord ma anche al miglioramento della viabilità a mare della linea ferroviaria, realizzazione di un importante sottopasso carrabile e di numerosi parcheggi. Per spiegare la situazione attuale del progetto e le attività messe in atto da parte dell’amministrazione, nonché per la raccolta delle firme di sostegno, Mercoledì 22 agosto alle 21 al Bar Mirage di Torre Pedrera, saranno presenti i consiglieri di maggioranza della Zona Nord: Daniela De Leonardis, Giulia Corazzi, Lucilla Frisoni, Marco Zamagni e Juri Magrini. Sono attesi anche altri consiglieri di maggioranza nonché gli Assessori del Comune di Rimini Anna Montini, Roberta Frisoni, Jamil Sadegholvaad e Mattia Morolli. La petizione, attivata anche online, riguarda non solo Rimini, ma anche gli altri 95 comuni e aree metropolitane che all’improvviso hanno visto vanificare, oltre alle loro legittime aspettative, anni di lavoro, studio e ricerca, e si sono visti gettare nel cestino una progettazione esecutiva pronta per la gara di appalto delle opere.

Un Consiglio...Riparatore

Mi cimento in un consiglio pregno di presunzione, chiedendo al giornale di Scalfari, come socio di maggioranza culturale, di chiudere definitivamente con il Pd. Mi risponderete amici social, quelli che confondono (anche) il pallone riminese con Gnassi, che non è vero. Invece si, purtroppo. Ho letto quel giornale dalla nascita, anche controvento, quando era impossibile sfogliarlo, stante le dimensioni delle pagine. Come iscritto al Pci, correvo gli stessi rischi di Zerbini lontano dalle tavole europee, imbandite da Tajani. Repubblica era l'alternativa alla grigia stampa di partito. Ho distribuito l'Unità, lo confesso, leggendo solo Fortebraccio. Un maestro. Mentre Gambini, Piccari, Ghirardelli la ripetevano a memoria, ad ogni incontro. Anche Cagnoni era nelle mie condizioni, se non inventava la Fiera, sarebbe rimasto nel limbo del potere. Oggi ha quotato Marzotto. Penso che la maggioranza delle azioni del giornale siano nelle mani di De Benedetti, un nome, una garanzia. Il solo fatto che non abbiano mai azzeccato la previsione di un premier, dovrebbe condurli ad un passaggio di consegne. Magari a quei democratici convinti del WSJ. Sono sempre quelli che "gufavano" la scomparsa di Berlusconi. Non usavano lo spread di Draghi, ma più efficacemente la giustizia. Il sindaco di Rimini si è cimentato nell'ultima merolata, facendo credere a qualche decina di disperati viserbesi, che il disegnino di Ermeti sul periferico lungomare, li avrebbe salvati dalla chiusura delle loro attività. Non usciamo mai dalle comiche. Il turismo, come lo abbiamo inventato, è finito. I numeri (ufficiali) erano talmente alti che hanno permesso di vivacchiare per anni. Il mercato ha selezionato. Non è più la Rimini da 20 milioni di presenze, 3/4 in nero, alcuni (pochi) alberghi pieni, senza guardare gli incassi, gli altri desolatamente quasi vuoti. E' giusto che Gnassi sia destinato a chiudere la luce di questa ineguagliabile esperienza.

PS Per il nostro ponte (pericolante) deve ringraziare i cinque stelle. Non se ne sono accorti, ma gli hanno fatto fare la scelta giusta. Loro però hanno i Concerti.... riparatori.

lunedì 20 agosto 2018

CS Gatteo Mare

“BRAVISSIMA TOUR” SBARCA A GATTEO MARE 
Giovedì 23 Agosto alle 21 in Piazza della Libertà, si svolge la tappa emiliano – romagnola di “Bravissima”, tour nazionale del concorso per giovani talenti. Presenta il talent show Valerio Merola, conduttore Rai-Mediaset (Domenica In, Fantastico, Scherzi a parte...) e attuale opinionista del programma “Mattino 5” condotto da Federica Panicucci. «Questo è il primo talent show della tv italiana – spiega l'ideatore e conduttore Valerio Merola - nasce infatti nel 1991 con l'allora esordio di Violante Placido, figlia del grande attore e regista Michele, che proprio dal palcoscenico di “Bravissima” fu lanciata nel mondo dello spettacolo e in particolare del cinema. Lo storico slogan era, ed è tuttora: non solo bella, ma anche brava. Anzi Bravissima! La partecipazione si articola nelle varie categorie in concorso ovvero ballo, canto, moda, cinema, tv, fitness, magia e la vincitrice dovrà dimostrare talento in più discipline». L’esibizione si alternerà a momenti di spettacolo dei giurati, tra i quali il fondatore del gruppo “I Nuovi Angeli” Valerio Liboni, il cabarettista Gabriele Marconi e il Mago Heldin. Sono ancora aperte le iscrizioni gratuite, età ammessa dai 15 ai 35 anni (ma per le più giovani esiste la categoria Bravissima Junior e per le over Bravissima Senior). Le ammesse dalla tappa di Gatteo Mare parteciperanno di diritto alla finale nazionale del 7-8 dicembre a Borgaro Torinese al Teatro Atlantic, con le telecamere di SKY per uno special dove sarà inserita anche un collegamento registrato della tappa di Gatteo Mare. Le registrazioni sono aperte fino al 23 agosto. Per informazioni e iscrizioni: tel. 339 5755712 Ingresso gratuito 
 Per informazioni: Ufficio Iat Piazza della Libertà 10, 47043 Gatteo a Mare (FC) tel 0547 86083 E-mail: iat@comune.gatteo.fc.it Ufficio Stampa Laura Ravasio – Nuova Comunicazione cell. 348 9330574 – email ravasio@nuovacomunicazione.com www.nuovacomunicazione.com https://www.facebook.com/NuovacomunicazioneRimini/

Due Facce

LegaCoop non condivide la necessità di allungare la scadenza del servizio di salvamento in spiaggia. La proposta era stata lanciata dalla Filcams Cgil di Rimini. In questo trafiletto che (fulmineamente) il curiale blog del Pd, ha pubblicato senza commenti, c'è la fotografia dello stato comatoso e perfino vergognoso del Pd. Si commuovono, per contratto, solo per i finti profughi. La Filcams Cgil tenta ancora di rappresentare una parvenza di sinistra e "protegge", direi adeguatamente, le richieste ed esigenze dei marinai di salvataggio. Una delle categorie più bistrattate, stretta fra le antiche prepotenze balneari e la sicurezza dei bagnanti, anche dopo gli sversamenti. Secondo l'ordinanza della Regione, compilata a Bologna, nota località balneare, il servizio di salvamento, deve terminare "non" prima del secondo fine settimana di settembre. Se (puta caso) ci sono dei turisti o indigeni che dopo quella data si vogliono bagnare sono ca..loro. Con la scusa di omologare le date la (ex) potente LegaCoop, rifugio per comunisti e socialisti, oggi tutor dei bagnini, ha sbattuto sul muso dei salvataggi la protervia e la ragione della (giusta) scomparsa del Pd anche dal mare. Volevate la conferma del mutamento genetico di un partito e relative associazioni  Come si diceva una volta: stanno con i padroni... della spiaggia.

Molto semplice

E' tutto molto semplice signori, se solo analizziamo e sottolineo "analizziamo" la questione, confortati dalle teorie del buon vecchio Freud. Il Viennese non sarà d'aiuto circa il "perché" ma getterà luce sul "come" avviene a livello di Psicologia del Profondo, scusate l'espressione, perché mai l'assessore al commercio del Comune di Rimini continui una specie di personale crociata "contro" il commercio. In particolare contro quello esercitato da immigrati bengalesi, con quei negozietti che se entri con poche decine d'euro compri tutto, pieni di patacate d'ogni tipo, di gadget elettronici, cineserie che durano una serata ma che a norma di legge se sono prodotti in regola hanno diritto di vendere. Anche se invero il target prediletto di detto assessore che mi appresto a sommariamente psicanalizzare, da par mio, sono i negozietti che vendono alimentari e in particolare bevande. Io, Es, Super Io: queste tre strutture intrapsichiche, supposte dalla teoria freudiana, spiegano la dinamica di quello che passa nella capoccia del dottore Sadegholvaad, mi scuso con.l'interessato e il lettore se non lo scrivo correttamente ma è un cognome così complicato, si fosse chiamato Pari Rosi Gori Mini mi sarei ricordato. Ebbene venendo all'uopo, ricordo per chi non lo rammenti che, a dire del Viennese, l'Io ossia quello che noi siamo, si formerebbe per una deformazione che continua anche da adulto dell'Es da parte del Super Io. L'Es è immorale, ruberebbe le caramelle a un bambino, per il gusto di farlo piangere, il Super lo disciplina e lo contiene imponendogli comportamenti socialmente edificanti, diciamo per sintesi e brevità. E l'Es dell'Assessore "vorrebbe" distruggere... col napalm i negozietti ma evidentemente non può e non solo perché se lo fa lo sbattono al fresco ma perché per sua fortuna intervengono le istanze del suo Super Io. Le quali gli impongono di agire secondo ciò che il consesso sociale ritiene non disdicevole e in qualche modo esso "cassa" le istanze dell' indomito Es (come quello di tutti e secondo la teoria freudiana non intendo insultare l'assessore parlo in astratto in via teorica ) e ne contiene la esuberanza facendogli compiere azioni più a norma e socialmente accettate. Azioni come chiuderli a raffica per la più piccola cazzata, tanto sono soltanto dei poveracci etc. e si potrebbe osservare che qui il Super lascia ampi varchi al discutibile (parlando sempre secondo la psicanalisi e dico di lui ma vale per ognuno di noi) Es di Jamil S. e questo notare perché la nostra società consente simili atti che il Super Io del commercial assessore può "omologare" per il suo Io. Quindi in fondo si potrebbe dire noi non sappiamo perché l'assessore abbia tanto in odio il piccolo commercio, certo sappiamo che non si perde un'inaugurazione di un supermercato e questo potrebbe suggerire illazioni che personalmente respingo, ma grazie alla Psicoanalisi sappiamo qualcosina di più circa cosa abbia nella testa l'assessore in oggetto.
 M. A.

La Parannanza

Ovvero il buon Borgomastro. Il sindaco/podestà di Rimini si è sempre dimostrato più portato alla comunicazione che all’amministrazione, manifestando come pochi altri doti di comunicatore. Purtroppo alle sue doti non corrispondono adeguate capacità amministrative che, invece, dovrebbe avere un buon sindaco. In questi anni, purtroppo, abbiamo assistito a farse e comiche rappresentazioni di una realtà riminese che esiste forse solo nella mente di Gnassi e dei suoi seguaci, di certo più propensi a far parte del gregge piuttosto che a svolgere il ruolo di consiglieri pensanti. I rendering, le lenzuolate fotografiche e le slides alla Matteo Renzi hanno così sostituito la capacità pensante, l’approfondimento culturale, la dialettica del confronto: in una parola quel sano dibattito che rende l’amministrazione pubblica una vera democrazia partecipata. Il lapidario funerario all’esterno del Castel Sismondo, vero scempio scellerato, la passerella con ponticello mobile nell’invaso dell’Augusto Tiberio, le demenziali progettazioni del cosiddetto parco del mare (che altro non sono che fumo negli occhi per nascondere l’inesistenza di una vera idea di riqualificazione turistica che prima di tutto deve essere identitaria se non addirittura ideologica) sono esempi emblematici di una realtà territoriale condannata al declino, frutto di questa vision sbagliata. Sorprendono, inoltre, le assenze pressoché totali di critica politica da parte delle altre rappresentanze partitiche. Da lustri avrebbero potuto conquistare la maggioranza di quel magico puntino sull’Adriatico che da decenni richiede una valida alternativa. Assistiamo ad un controllo egemonico e sistematico di una certa sinistra, che non si può altrimenti definire che affarista. In questa mancanza di opinioni, somigliante ad un inciucio, brilla di luce propria la compartecipazione di rappresentanze curiali che, all’ombra di pochi e particolari interessi associazionistici, stanno mettendo a repentaglio la stessa presenza dei cattolici impegnati in politica. Sarebbe oltremodo interessante che qualcuno si interessasse di verificare in quanti e quali ruoli sono stati catapultati amici, peones et parentes all’indomani delle ultime campagne elettorali renderizzate. Bisognerebbe chiedersi chi sono i consulenti del piano strategico, chi sono i rappresentanti delle società partecipate del Comune di Rimini (Anthea, ecc.), chi sono i beneficiati di incarichi professionali e di consulenza che supportano l’organizzazione degli eventi promossi dal sindaco/comune in questi anni. In un tale disastro politico, amministrativo e di credibilità istituzionale, in occasione dell’ultima, recente, nuda e cruda sceneggiata, tenuta dal nostro sindaco in merito ai mancati contributi concessi dal decreto “Mille proroghe”, noi ci saremmo aspettati da lui un doveroso atto di dignità: le sue immediate dimissioni da quel ruolo istituzionale che egli svolge in modo populistico. Tale comportamento lo rende del tutto inadatto a vestire quella fascia tricolore che è simbolo di democrazia e di rappresentanza di tutti i suoi cittadini. Lo consigliamo perciò a svestire ben presto quella amata fascia tricolore e a stringersi saldamente ai fianchi una rozza "parananza". Gli consentirà al meglio di perorare le cause delle attività del suo amato borgo che una certa “vision” ha tramutato in novella Disneyland o meglio in circo del fast food, dal quale gli auguriamo di non volersene più andare.
Don Camillo

domenica 19 agosto 2018

Obike

Obike, bike sharing, presente anche a Rimini, ha presentato istanza di fallimento a Singapore, sede della start up presente in molte città del mondo: Asia, Europa, Oceania, Rimini ed Italia incluse. Inizialmente era sembrata una cosa buona anche se vi era qualche perplessità sulla utilità e sul target potenziale. Nella realtà quando la "filiale" italiana che ha sede a Milano ha iniziato la sua attività anche a Rimini, inizio estate, mezzo mondo già sapeva che queste attività sono vocate al fallimento, soltanto noi italiani e riminesi non lo sapevamo e abbiamo beccato, ma erano già falliti quasi tutti e già nel 2017, quindi ben prima che giungessero qua si parlava di "bolla". In Cina centinaia di migliaia di bici dei vari gestori sono oggi rottami accatastati da smaltire e chi ha versato qualche euro di cauzione cerca di recuperarlo vendendo la bici su internet. L'impressione è che siano start up nate per fallire (la metà delle start up falliscono entro il primo anno) quindi era nell'ordine delle cose che finisse così. Il sogno di un'estate con queste bici invero abbastanza allo sbando per l'assenza di stalli è durato appunto un'estate. Il bike sharing che si tenta a livello mondiale di proporre da decenni non funziona (neppure soluzioni ipertecnologiche impensabili nei primi tentativi che risalgono a molti decenni fa es. in Olanda negli anni '60, a Rimini negli '80 ci sono riuscite, quindi forse occorrerebbe farsene una ragione che la cosa NON funziona anche andassero ad uranio le bici e si sbloccassero con l'iride. Per ragioni imperscrutabili, ormai dovrebbero averlo capito tutti, se lo fa un ente pubblico alla fine rimette soldi ed è una marchetta a favore di chi produce le bici come le rosse riminesi che sono ormai ferri vecchi arrugginiti che nessuno si cura quantomeno di togliere alla vista. Come quelle verdi che sono sparite tutte, non si sa a favore di chi. E adesso questo colosso mondiale che ha invaso la città di bici che riscuotevano molto gradimento ma alla fine i costi si sono rivelati superiori ai ricavi come si poteva forse prevedere e probabilmente era stato previsto e ora va tutto a schifio come poi volevasi dimostrare. La morale forse potrebbe essere che non tutto ciò che luccica in apparenza poi risulta essere oro e le centinaia presenti a Rimini finiranno come quelle in foto ora? La persona comune non era tenuta ad essere al corrente che queste attività sono fallite quasi tutte e quelle che non lo sono falliranno, ma chi ha portato a Rimini questo servizio doveva essere informato che era una storia il cui finale era già noto, speriamo ora se ne assuma la responsabilità e faccia quantomeno pubblica ammenda di aver portato a Rimini una cosa che già si sapeva sarebbe fallita e sarebbe durata lo spazio di un mattino... il tempo di scappare coi soldi della cassa!
AA