massimo lugaresi
domenica 17 maggio 2026
La Trappola
La "Trappola di Tucidide" evocata da Xi Jinping durante l'incontro con Trump, è una teoria resa famosa dal politologo americano Graham Allison. Quando una potenza emergente (Cina?) minaccia di superare quella dominante (Stati Uniti) il rischio di una guerra diventa altissimo. Nel Pelopponeso diventò inevitabile quando Sparta ebbe paura della crescita di Atene. Tratto da Dagospia, pubblicato senza l'aiuto della sua intelligence a targhe alterne. La Trappola è uscita dalle fredde espressioni usate dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese nell'incontro, trasformato da Trump nel mercato d'Oriente. I fedeli imprenditori al seguito, scelti accuratamente, ringraziano il Tycoon. Naturalmente sono arrivate anche le minacce all'Iran che doveva arrendersi dopo 24/48 ore. Siamo in stato confusionale, l'inflazione sale come il nostro debito e Renzi Matteo impartisce la solita lezione. Vorrebbe il nucleare, argomento che, proiettato nel campo largo, provocherebbe crisi d'astinenza dal voto. Rimane il problema. La Trappola ha provocato una guerra 2400 anni fa. Attualmente ci sono solo circa 30 eventi bellici in atto, più o meno conosciuti. La strada è intrapresa, il copione mostra Putin nelle vesti del cattivo, Zelensky (ovviamente) il buono, il brutto lo conoscete.
sabato 16 maggio 2026
Tempo di Voto
E' iniziata la campagna in vista delle elezioni nel prossimo anno. A Rimini, Riccione e Cattolica sono previste anche le comunali. Nella nostra città da tempo (molto) vige una regola non scritta: vince la sinistra, quella che c'è, mentre la destra si accontenta di qualche timido regalino. Il centro vigila e decide con chi stare. Non è facile fare previsioni, lo affermano sia l'esito referendario che ha spinto elettori non previsti e soprattutto gli effetti politici delle guerre che hanno rivoltato il nostro mondo. Localmente valgono altri aspetti tra i quali il candidato sindaco. Quello uscente è quasi sempre in vantaggio. Dagospia non potendo usare o fotografare la Schlein, presunta segretaria di un partito che evita le riunioni per non spaccarsi, continua con gli scandali anche presunti che scoppiano nella destra. Quelli del centro sono condonati in attesa di probabili sviluppi. La Meloni viene descritta "azzoppata" dopo il risultato del referendum, mentre il Presidente Mattarella assume l'aspetto dell'unica icona usabile. Difficile fare previsioni con il garbino (politico) imperante. Trump va a visitare Xi e da imprenditore cerca di guadagnare qualcosa per lui e la sua larga schiera di seguaci della pazza finanza bellica. Di solito i grossisti delle armi ne escono trionfanti come un nuovo virus per le case farmaceutiche. I topi argentini però non sono seri come i pipistrelli cinesi. Dagoreport è il simbolo di una casalinga intelligence, forse per nascondere le imboccate dei soliti partner, giornalistici, politici e non solo. Il blog da anni gode di un successo mediatico, importante per un partito ed una coalizione pronta a scoppiare. Essere all'opposizione mantiene a galla anche Renzi, in verità era qualche spanna superiore a tutti, senza fatica. La "Melona", ironia infantile, ancora azzoppata dal referendum, è pronta a ritoccare in basso il premio di maggioranza, definito abnorme per paura che i sondaggi casalinghi non siamo (come sempre) sinceri. La corsa a Rimini è iniziata. Al momento sotto traccia. Le strategie sono immutabili. Vigili, polizia e carabinieri fanno quello che possono...fare.
massimo lugaresi
venerdì 15 maggio 2026
In Bilico
Quante sono in Europa, modello Ursula, le nazioni che stanno cambiando (rovesciando) gli attuali governi, fortemente europei e bellicisti? Tante, alcune hanno modificato solo l'appartenenza alla destra, altre (Gran Bretagna e Germania) pronte al grande salto. La lettura di Dagospia, con i veloci sguardi attirati sempre dalle stesse foto, diventa uno stufante invito. Tutti si riarmano, la guerra è alle porte e indovinate qual'è l'unico paese che nicchia. Non c'è nessun premio in palio, solo il solito, solitissimo tranello per indicare colpevoli il nostro paese e Crosetto. Dall'altra parte, la sinistra del campo largo, non può essere nominata senza mostrare crepe, dissonanze e rotture. Tra il Pd già composto da almeno due correnti ufficiali e il M5Stelle rappresentante della terza corrente diversa ma unita, c'è un abisso di vedute, ripianabile solo in caso di ritorno al governo, vietando però le lotterie edilizie. Dagospia ha stabilito qual'è, senza citare nessuna intelligence credibile, il colpevole leghista che (pensate) è contrario ad un armamento da guerra mondiale. Mentre Cina e Stati Uniti le due vere potenze mondiali stanno, sembra cortesemente, parlando, dividendosi il mondo. Era lecito aspettarlo. Fanno ridere le nostre ridicole liti.
PS Bella l'uscita del Papa per i giovani, artigiani della Pace. Lo scandalo calcistico (ennesimo) sta copiando la ridicola trama dei precedenti.
massimo lugaresi
giovedì 14 maggio 2026
Stabilicum
Dopo il Mattarellum e Rosatellum arriva Stabilicum, presentato dalla Meloni per tutto (?) il centrodestra. Partono subito le prime social bordate, mostrando l'incapacità della sinistra di usare il comprovato metodo della collaborazione su alcuni argomenti condivisi. Siamo uno dei paesi che ha spesso cambiato le modalità elettive. La proposta prevede l'uso del proporzionale, aggiungendo, inevitabilmente, un robusto premio di maggioranza. Esclusa (subito) per comprensibili ragioni della sinistra, mettere nome (foto) del capo della coalizione, si procede con la speranza che le piccole famiglie non usino ostracismi. Sembra possibile nel guazzabuglio odierno un ritocco per avere il massimo della stabilità, tenendo compatte le due coalizioni. Anche a sinistra ci sono i Vannacci con famiglia e la scelta del comando porterà ad una scissione silenziosa. Nonostante le gufate quotidiane, la Meloni festeggia (?) 4 anni di dominio, non totale per la presenza della magistratura avversaria. Il referendum, dopo Garlasco, forse avrebbe avuto un esito diverso. Alcune certezze "mondiali" stanno crollando, inevitabile la caduta dei frammenti. La propaganda mette sempre Putin nel mirino, mentre da Kiev escono, sempre più frequentemente, scandalose verità. Zelensky, l'instancabile cercantone abbandonato, gira, non dimenticando di lanciare qualche drone rimasto. I suoi amici, Trump e Netan, hanno altro cui pensare e bombardare.
massimo lugaresi
mercoledì 13 maggio 2026
Ministri in Mutande
Mentre la Schlein omaggia Obama il presidente che nella prima cittadinanza della segretaria, detiene ancora (faticosamente) il record di iniziative belliche e bombardamenti. Il Pd, suo (?) partito, sempre democratico, non riesce a contrastare la destra e una leader perfetta per la sinistra di una volta. Usano il gossip e le intimidazioni giornalistiche, aiutati da una giustizia rafforzata dal vittorioso referendum. Un doveroso incipit per arrivare al prossimo scandalo governativo, annunciato con corna allegate e riguardante un altro ministro. Manca solo il nome, ma dall'articolo di Dagospia, copiato da Repubblica e nella foto della presunta amante, a volto coperto, si vede un notevole fisico, si capisce dove vogliono arrivare. Ci penserà Travaglio a condire mirabilmente sesso&politica. Non riescono a vincere politicamente la battaglia, usando un campo largo dove tutti possono entrare, anche i peggiori nemici. Preparano a Conte 5 Stelle un ritorno da protagonista. Povera sinistra con i giornali, pubblicamente sovvenzionati, usa la guerra giudiziaria, pensando di essere avvantaggiata. Pericolosa strategia che ha portato il fallimento dell'Europa e la moltiplicazione delle forze avversarie. Trump ha condotto gli States, storici padroni del nostro paese, nella inestricabile situazione odierna. Non abbiamo più forze di riferimento, girato spalle e convenienza al fornitore della migliore energia. Un pauroso salto nel buio, complice l'opposizione che, messa peggio, con una forte presenza di russofobici, non concede soluzioni. I miliardari profitti, festeggiati dai soliti, mostrano ancora una volta le (vere) ragioni delle guerre e gli improvvisi dietrofront per fare volare o crollare le borse.
massimo lugaresi
martedì 12 maggio 2026
Sembra
Sembra che (solo) in Italia, la sinistra possa mostrare qualche speranza di tornare al governo. Nel resto del mondo, le notizie per i democratici, sono brutte. Anche la Gran Bretagna di Starmer sta crollando. Una delle ragioni per cui Dagospia mette il tracollo britannico nell'ultima pagina, senza i soliti davanzali. I precedenti articoli parlano solo dei litigi nel centrodestra. A sinistra vola pace e concordia. Non ho ancora letto un modesto sondaggio su cosa pensa la tribù dei Dem delle guerre, senza usare il corner del facile disimpegno, tirando in ballo la Ducetta o le divisioni esistenti nella coalizone di governo. Sconfitta storica in Galles, con gli indipendisti e Reform UK del trumpiano Nigel Farage che veleggiano. Rimangono la Biennale di Venezia e soprattutto Garlasco.
massimo lugaresi
lunedì 11 maggio 2026
Finalmente
Con la collaborazione (scontata) di Repubblica, il mio blog di riferimento piddino, finalmente, trova l'occasione per una brevissima panoramica sulla presunta segretaria di tutto il Pd. Elly Schlein aveva già annunciato che con tre passaporti e la compagna sarebbe tornata dove in tanti auspicano. Leggendo l'articolo, con foto molto casta, si capisce che anche per Dagospia è impossibile sostenere una scelta sbagliata, per un partito unito solo dal desiderio e speranza di tornare al comando. Elly: tu vo fa l'americana. Battuta trita e ritrita, usata e cantata per tanti. La Schlein ha incontrato Obama, il suo mito, a margine del congresso dei progressisti che non riescono a trovare un candidato peggiore di Trump. Ai tempi dell'Università prima di piombare in Italia, accolta festosamente dal mago Prodi, quello delle previsioni infallibili, è stata volontaria nelle due campagne elettorali di Barack. Ricordo solo che il pacifista americano nei suoi due mandati ha continuato ed alimentato le guerre in Afghanistan e Iraq, aggiungendo l'intervento militare in Libia, Siria e guerra all'Isis, iniziando l'uso dei droni su Pakistan,Yemen e Somalia. Non c'è male, Trump sembra un dilettante repubblicano.
massimo lugaresi
domenica 10 maggio 2026
Feroci Risposte
Dagospia il blog del gossip, confezionato, alle volte, con leggerezza e necessaria ironia, è fonte storica della propaganda del Pd e sinistra familiare anche quando si sono (solo) fidanzati, in un largo campo, con gli ex nemici a 5 stelle. Il castello crollerà appena arriveranno al traguardo sognato. Rimane il dubbio crescente sulla posizione del centrismo berlusconiano. I due figli Mediaset, hanno ereditato una fortuna e quella postazione politica. Solo Renzi è in grado di mescolare e bruciare, rapidamente un capitale acquisito. La Schlein intanto va ad omaggiare Obama. L'opposizione è una parola bruciante per un partito nato nella provetta di governo. E' arrivata la pioggia di querele lanciate da Piantedosi e Crosetto. Inevitabile conclusione che non vedrò a 82 anni quasi compiuti. Dagostino inventore e regista del blog più famoso d'Italia, definisce le numerose critiche, spesso squallide, un dovere informativo. Nella casa chic della sinistra occorre un articolo di Repubblica per nobilitare il caso. Pronto Salvatore Merlo: la guerra giudiziaria, con scarse probabilità di vittoria è la continuazione della politica con altri mezzi.
massimo lugaresi
sabato 9 maggio 2026
Paranoie e Bugie
Putin e Trump, protagonisti delle guerre in atto, sono affetti da paranoia e timori per la loro vita. E' l'incipit di un articolo di Dagospia, usando non precisate fonti. La notizia, una volta pubblicata, viene ripresa e megafonata al punto che ogni tanto pretende almeno le scuse e (forse) risarcimenti. Tra il titolo e l'articolo tratto dal Corriere c'è un abisso di credibilità. Sembra il remake dell'adozione, previa grazia quirinalizia, concessa alla Minetti. L'ex ministro russo della difesa Sergey Shoigu "potrebbe" ordire un colpo di stato e "costringere" Putin a vivere in un bunker. Notizie gettate, ogni tanto, per avvelenare o giustificare una guerra che si protrae da troppo tempo. L'Ue, Nato e paesi baltici non la vogliono chiudere, consegnando alla Russia le terre richieste. Naturalmente la propaganda regnante non sbandiera la situazione ucraina con morti, feriti, rovine e l'abbandono di milioni di cittadini. Trump si è defilato, lo hanno già preso di mira due volte. Il Corriere ammette che ci sono dei dubbi sulle paranoie di Mad Vlad, affettuoso nomignolo usato dal blog. La parata del 9 maggio dovrebbe chiarire la situazione. Zelensky invece sembra protetto dai dorati bidè.
massimo lugaresi
venerdì 8 maggio 2026
La Terzogenita
Nel durevole, spesso volgare, accanimento contro il Cavaliere, morto da tempo, Dagospia concede la penultima goccia di cattiveria giornalistica, a senso unico. Il livore dei migliori spinge il blog a travalicare la corretta informazione come succede spesso alla propaganda. La larga famiglia Berlusconi è stata esaminata a lungo ed i vizietti del Cavaliere sono diventati famosi al punto che a sinistra si sono astenuti e convertiti. La Primogenita invece sta assumendo, nella sinistra di centro, un favorevole aspetto. Hanno fatto passare (giustamente) un lungo periodo per non movimentare la tomba nel Mausoleo di Arcore. E' invece il turno della Terzogenita. La Barbara Berlusconi viene colpita da una intervista copiata dal Giornale, "attenzionata" da Repubblica e modificata ad uso e consumo, in attesa dei frutti del campo largo. La terzogenita ricorda che i suoi genitori selezionavano ciò che poteva guardare in televisione. Un incitamento per quello che i giornali volevano dicesse. L'accostamento alle audaci signorine che entravano a Palazzo Grazioli, per arrivare alle Olgettine di Arcore, ancora famose quando vogliono la grazia, è scontato, perfino doveroso. Inutile chiedere di usare lo stesso trattamento che avrebbero personaggi ed interpreti più fantasiosi nei loro arcobaleni sessuali. Il referendum li ha incamminati sulla strada che sembra vittoriosa, nonostante la giustizia continui a mostrare le stesse difficoltà e debolezze che i ventennali processi mediatici offrono giornalmente. Il più longevo Primo Ministro italiano non trova pace, è sempre un facile bersaglio per candidi e immacolati giornalisti. Se avesse chiesto la grazia?
massimo lugaresi
giovedì 7 maggio 2026
Destra e Sinistra
Le sveltine della sinistra con i reduci del grillismo, trasformato in un simil partito, senza dirlo, hanno cambiato temi e conduzione della propaganda. I giornaloni e La 7 si sono adeguati. Travaglio comanda, Reporter accusa. Binomio ideale per l'opposizione che finge una impossibile unità. Intanto Nordio "perdona " Ranucci, dopo le scuse pubbliche. Mentre lo scandalo Minetti consente improbabili social versioni e continua a tenere banco per i megafoni della sinistra. Dagospia sguazza in questi pantani, spesso presunti. Oggi ha riesumato alcuni davanzali impettiti che l'età non aveva guastato e poi almeno tre articoli con le ipotesi della nuova indagine che la procura generale di Milano sta conducendo. Non cessano quando pensano di avere azzannato la notizia, dalle solite misteriore fonti. Sembra che nel mirino della destra piuttosto incazzata ci sia la Carta Bianca gestita dalla figlia di Berlinguer, programma Mediaset con futuro centrista, colpendo la destra. Nordio perdona Ranucci, dopo le pubbliche scuse, ma potrebbe agire contro Mediaset e Bianca Berlinguer. La notizia letta su Dagospia contiene anche il diniego della giornalista. Basta così.
massimo lugaresi
mercoledì 6 maggio 2026
Credere al Pd
E non parlare della Schlein, inventata da Prodi come l'Euro, senza promettere guadagni. Viene subito consegnata alla corrente woke, permettendo al ditino di agitarsi nella camera parlamentare. Ha imparato due o tre cose, ripetendole ad noiam, suggerite dal compagno di merende festive, tipicamente sindacali. Nella sinistra, storica, confinata nell'angolo degli umarel, non la capiscono e sopportano. Votano per granitica fedeltà. Il Pd rimane a galla, la destra mantiene figurine inaccettabili, anche con davanzali imponenti. La sconfitta referendaria è dovuta all'ingresso votante dei giovani, catturati con l'adesione pacifista, l'avversione per Donaldone ed il suo malefico ispiratore. Una corrente che ha rianimato anche i 5 stelle, dopo la scottatura per la breve comparsata al governo, regalando miliardi ai nullafacenti, case restaurate a pochi fortunati, vaccini e milioni di mascherine. Dagospia segue diligentemente il canovaccio. Pubblica malevoli critiche alla destra, scegliendo nell'abbondanza e aggiungendo, da bravo chef, il condimento dei nick names, solitamente volgari. La caduta in basso della politica sembra non avere fine. Le voci di un ritorno della centralità democristiana, interpretata dagli eredi del Cavaliere, hanno le stesse possibilità di un ribaltamento delle forze al governo. Rimaniamo sempre semplici camerieri del cambiato panorama. L'Europa così disegnata è una macchina debole, destinata a scontrarsi (da sola) contro forze infinitamente più agguerrite. La Meloni finora è stata brava e furba, mantenendosi a galla nelle acque turbolente. Non vedo una soluzione, sono troppe le cose da sistemare. Al momento tendono tutti a sopravvivere. Il social mondo imperversa, rovesciando tonnellate di notizie, volutamente false e spesso ingiuriose. Nessuno interviene. Crosetto docet.
massimo lugaresi
martedì 5 maggio 2026
Risarcimento
Nordio non perdona. Dopo l'attacco di Ranucci, con l'accusa di essere stato nel ranch di Cipriani in Uruguay, lanciato non per caso dal pulpito di Rete 4 concesso alla figlia di Enrico Berlinguer, assieme ad uno splendido contratto, Nordio (forse) fa causa. Il ministro chiede i danni a Ranucci, azione risarcitoria dopo l'intervento del conduttore di Report dalla Berlinguer. Alla fine Carlo Nordio ha fatto ciò che aveva promesso. Non una querela, ai danni di Sigfrido Ranucci, ma una azione risarcitoria il cui eventuale importo sarà devoluto in beneficenza. A riportarlo è il Foglio che cita fonti qualificate del ministero della Giustizia. L’azione in sede risarcitoria verrà depositata nei prossimi giorni.
Al centro della causa ci saranno le dichiarazioni rilasciate dal conduttore di Report a Rete 4, sulla possibile presenza del ministro nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay. Nell’istanza di risarcimento si farà riferimento al danno alla reputazione e all’immagine del Guardasigilli prodotto dalla diffusione di notizie non ancora verificate, in violazione del Codice deontologico dei giornalisti italiani, che prevede l’obbligo per i giornalisti di verificare l’attendibilità delle informazioni raccolte prima di diffonderle. Ho tratto la notizia dalla Zuppa di Porro. Ranucci aveva detto: una nostra fonte (?) avrebbe visto il ministro Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay a marzo. Se fosse vero, è una notizia. Il ministro era intervenuto per smentire in maniera categorica. Intanto perché Ranucci non era in grado di spiegare a quale anno si riferisse la sua fonte, cosa di per sé imbarazzante per un giornalista. E poi per negare di aver mai incontrato in Uruguay, Minetti e il compagno. Sono stato in Uruguay e in Argentina per una breve missione ufficiale, non ricordo se l’anno scorso o due anni fa. Ma escludo in via assoluta di avere mai incontrato questi signori o di essere mai entrato nei loro ranch, case o abitazioni. Non so da dove escano queste follie inventate di sana pianta, aveva spiegato Nordio.
A seguito di quella uscita tv, la Rai ha inviato una lettera a Ranucci per bacchettarlo.
PS Sembra che finisca a tarallucci e molto vino.
massimo lugaresi
lunedì 4 maggio 2026
Meloni?
Mentre la Premier festeggia il suo governo, il (secondo) più longevo, partendo alla caccia del primato di Berlusconi, Dagospia senza citare, per prudenza, la Schlein, mostra la Meloni nelle vesti della solita incazzata. Storia iniziata subito con la separazione dal marito, giornalista di Mediaset. Naturalmente sulla segretaria di mezzo Pd, non compare una riga. La liaision con i cinque stelle, nati e cresciuti (spaventosamente) come nemici, ha costretto i fedeli rimasti, ad un cambio radicale del vangelo politico. Facile per chi ha una poltrona o sgabello da proteggere, ma per quelli (tanti) provenienti dal comunismo addolcito è stato un colpo micidiale. Chiamami Città lo ha assorbito felicemente. Dagoreport, la cosiddetta intelligence del blog, prima di tutto&tutti romanista, definisce la Melona (cit. stupida) incazzatissima con Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia che ha "osato" riaprire il padiglione russo, facendo imbestialire due esponenti della destra, mariti di una ucraina. Si pareggiano i conti e le divisioni tra le due coalizioni che hanno correnti simili. Compaiono sempre quelle della destra. A sinistra importante non indire il congresso.
massimo lugaresi
domenica 3 maggio 2026
Notizie
Dagospia, in prima pagina, titola che la "grazia" alla Minetti, secondo Mediaset, avrebbe fatto arrabbiare sia Mattarella che la Meloni. La propaganda della sinistra coinvolta dagli attuali compagni del campo largo, era partita con il presunto coinvolgimento di Crosetto e del governo in carica. Smentite piuttosto clamorosamente dalle ricostruzioni che hanno stabilito procedure e responsabilità. Insomma il governo e quindi il ministero di Giustizia e Grazia non avevano le prerogative che la Costituzione concede al Colle, previa istruttoria del procuratore delegato. Troppo rumore per niente? Si sono scatenate ricostruzioni perfino peggiori di quelle subito uscite, coinvolgono gli incendiari di professione e perfino vecchie storie di mafie e servizi deviati. Sembra che Travaglio questa volta abbia ...scritto fuori dal vaso del lecito. Hanno colpito (volutamente?) il Colle ed allora esce la voce che questo attacco servirebbe per coprire vecchie magagne stellate. Clima irrespirabile destinato a peggiorare. Dagospia per non tradire il fedele accompagno della sinistra anche interpretata dal Pd, scrive che la grana Minetti avrebbe scatenato il nervosismo a destra. E'invece probabile che la Rete 4 di Mediaset abbia ecceduto nell'arduo compito di mantenere le notizie su due staffe. Altra confusione in attesa dell'allarme bellico. Prima o forse poi Donaldone ce la fa.
massimo lugaresi
sabato 2 maggio 2026
Contrordine
Fermi tutti. Domani, creatura giornalistica legata a Repubblica, totem della sinistra nuova versione, ha lanciato il Contrordine compagni. La prima visione dell'ennesimo scandalo sollevato dai soliti agitatori, voleva colpire la Ducetta attraverso il ministro di Giustizia usando le Grazie concesse solo dal Presidente Mattarella, dopo un attento esame della procura designata. Il polverone sollevato dal giornalista di Rai 3, il famoso Sigfrido, ripreso violentemente, come d'uso, dal bombardiere Travaglio del Fatto Quotidiano, si è fermato. Le carte sembra diano ragione alla Minetti. Sconfitta su tutti i fronti. Domani pubblica, in versione integrale, il verdetto di adozione del bambino affidato alla Minetti. Una smentita dolorosa per il Fatto Quotidiano di Travaglio. Ci sono ricostruzioni che offrono però uno scenario con ripercussioni più ampie, fino al Colle. Sembra che questa volta la famosa triade giornalistica abbia preso (volutamente?) una cantonata. Aspettiamo il secondo tempo di questo sequel che sembra destinato a sgonfiarsi dopo una partenza fulminante. Avevano tolto la scena perfino a Donaldone.
massimo lugaresi
venerdì 1 maggio 2026
I Preparativi
massimo lugaresi
giovedì 30 aprile 2026
Allo Sbando
Ho letto questo articolo su Linkiesta che pur essendo all'opposizione della Schlein, rappresenta una quota importante del Pd. La grazia rilasciata dal Presidente Mattarella a Nicole Minetti avrebbe causato lo sbando dei sovranisti (cds). Le troppe correnti piddine impediscono una definizione condivisa. La lettera del Quirinale sarebbe uno "schiaffo" al Guardasigilli Nordio e a tutto il governo. La ricostruzione del Misfatto Quotidiano è stata precisa e documentata, completamente diversa da quella inviata dal ministero della giustizia. Tutte le fonti della sinistra concordano al punto che la "grazia" sembra un regalo, non il riconoscimento delle ragioni della Minetti. Altro caso montato che vede protagoniste le più alte cariche dello stato? Fosse così saremmo davvero allo Sbando. La presidenza della Repubblica ha inviato una lettera al ministero della Giustizia, pregando di «voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa», cioè il Fatto quotidiano, relativamente alla «supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza» firmata da Sergio Mattarella a favore di Nicole Minetti.
Non c’è bisogno di entrare nei dettagli del caso, di cui sono pieni i giornali, per capire che la lettera, resa pubblica dallo stesso ufficio stampa del Quirinale, è uno schiaffo al Guardasigilli, Carlo Nordio, e a tutto il governo. Per Giorgia Meloni e tutta la maggioranza, sarebbe anche l’ultimo passo falso. Siamo in attesa e costretti a non stupirci più.
massimo lugaresi
mercoledì 29 aprile 2026
Batti e Ribatti
Lo svolgimento degli scandali, spesso presunti, che la sinistra trova nel campo nemico, serve per rinserrare la coalizione, divisa in tanti rivoli e portarla unita al voto. Dopo si vedrà. Nel referendum è andata benissimo, il voto nazionale è diverso. Questi quattro anni sono serviti per certificare l'abisso esistente tra le due coalizioni. L'innesto di gran parte dei residui democristiani nel Pd, ha rinvigorito la qualità degli eterni naviganti nel governo. Il partito guida della destra, fino a pochi anni addietro, navigava nei decimali del voto. L'improvvisa crescita, indiscusso merito meloniano, ha costretto la Meloni a scegliere quello che passava il convento, dopo decenni di clausura politica. L'opposizione usa il ricordo fascista che le feste nazionali giustamente condannano. Mancanza di un progetto condiviso e convincente. La figura della segretaria appesantisce il richiamo. Anche La Lega paga il passaggio da movimento fortemente nordista a partito nazionale che propone un necessario ponte verso il profondo sud. Il partito nato pronto è stato quello del Cavaliere che, come nel calcio, ha preso i migliori democristiani e socialisti rimasti dopo l'epurazione giudiziaria. Sulle troppe, anche false, manchevolezze governative, la triade giornalistica ci campa. Le continue fonti giudiziarie (?) servono per legittimare tutto, spesso il contrario. Il cilma nostrano è peggiorato senza troppa fatica. La situazione comico-drammatica del Pd è lo specchio del reame perso. La presunta segretaria ha paura del congresso. Travaglio ha battuto, tocca alla Minetti. Cosa farà il Presidente Mattarella?
massimo lugaresi
martedì 28 aprile 2026
Informazione Democratica
Gli scontri tra le due coalizioni, hanno risvolti pesanti e sconfinanti nella comicità. Dagospia è l'esempio illuminante. Quando non trova spunti e aiuti, nella triade giornalistica della sinistra, utilizza Dagoreport, intelligence talmente casalinga che dice quello che vuole il padrone. La Meloni intanto è "azzoppata" non per colpa/merito della Schlein (innominabile) o del referendum, ma per le tremende divisioni nel centro destra. Viene usata, facilmente, anche la rediviva Letizia Moratti che spinge per un approccio più (?) centrista, simile a quello della corrente Picierno. Allora Dagospia si getta nel torrente che sversa gossip a senso unico. Si scandalizza però quando i meloniani usano le stesse modalità nella cinematografia assistita dalla sinistra. I direttori d'orchestra, con la mano destra, devono superare esami terribili, altrimenti i loggioni degli ultrà contestano. Il putinismo invece supera l'antico maccartismo, con i residui del comunismo costretti ad inveire in silenzio. E' difficile per il vasto popolo, allenato a credere, obbedire e vaccinarsi, accettare sanzioni che ripuliscono le vuote tasche dei cittadini. Quella sul petrolio russo ha i calzetti. La Russa è il vero problema della Meloni. Totalmente diversa l'aria che si respira al Nazareno, luogo consacrato, ospitante congressi e riunioni amichevoli, tutti i giorni. Le correnti non esistono, Conte e la Schlein, un mese ciascuno, saranno i fattori del Campo Largo.
massimo lugaresi
lunedì 27 aprile 2026
Calcio Marcio
Era prevedibile che l'ultimo (ancora presunto) malaffare calcistico, senza la scusa dei "ladri" juventini, avrebbe messo in sordina perfino due guerre che possono allargarsi fino alle capitali europee. Ci sono chili di domande inevase. La differenza fra la Calciopoli con unico colpevole e una rapida condanna (serie B) è che nello scandalo bianconero non è stato colpito nessun arbitro. Anche chi ha giocato in parrocchia, sa che senza il consenso dei fischietti, una volta in nero, non vendi o non compri niente. Questa volta l'indagine è alla rovescio e inizia, dopo lo stop di Chinè, procuratore della giustizia calcistica, con un avviso di garanzia al presunto distributore di arbitri, preferiti dagli amici. Vicenda che non puoi chiudere, come vorrebbe qualche giornale, per paura che il secondo posto, vinca lo scudetto. La Stampa invece, continua a svolgere, fino alla fine, l'appoggio e sostegno ad un campo largo. I festeggiamenti (?) per il 25 aprile hanno mostrato i cambiamenti della nostra disorientata politica. La sinistra coesa, si è divisa in rivoli, alcuni rappresentati, malamente, da una sola persona o famiglia. I conflitti, con possibiltà di ulteriori allargamenti, turbano i partiti che hanno perso punti di riferimento e certezze. Trump è un agitatore di professione. Le sue iniziative, sembrano cartelle sanitarie, difficilmente comprensibili, alla fine però chi guadagna sono sempre gli amici del Tycoon. La debolezza dell'Unione Ursula, nel momento di maggiore bisogno, aggiunge instabilità. Siamo arrivati al consolidato sistema americano di togliere di mezzo i presidenti sgraditi. Per la seconda volta Donaldone si salva. Tertia possibilitas certa est.
massimo lugaresi
domenica 26 aprile 2026
Per Poco
Per poco non siamo i virtuosi del bilancio. Un piccolo 0,1 % impedisce l'uscita dalla procedura d'infrazione e diventa l'ennesimo scontro tra le due coalizioni. Il Campo Largo (adesso) difende l'esborso (pubblico) di miliardi per saldare i debiti del famigerato 110%, solo per il 4% degli immobili. Il reddito (soprattutto) per alcune cittadinanze, è oscurato dalle nascenti (scandalose) novità sui vaccini per tutti. In attesa dello scoppio del rinnovato scandalo calcistico, con la "scoperta" dei regali all'Inter. Un catastrofismo che piove, giornalmente, sul governo, ex amico di Donaldone, fingendo di non ricordare chi era prima l'occupante della Casa Bianca, tra cadute ed omissioni. Per Trump vengono chieste visite sanitarie, disparità di trattamento, tipica del radicalismo imperante a sinistra. Il 25 aprile, la Meloni viene definita più Ducetta, sperando la liberazione di Palazzo Ghigi. Per Dagospia, invece è (sempre) nei guai. Il piccolo scostamento rispetto all'obbligatorio 3% tra Debito e Pil, viene enfatizato, mentre piovono condivisioni per i miliardi concessi al comico, ai suoi bidet ed alle ripetute sanzioni alla Russia. E' indubbio che questo governo patisca il repentino cambio delle posizioni mondiali, dovuto alle due guerre in atto. Credo abbiano inciso anche sul Si o No. La situazione finanziaria italiana viene descritta fallimentare, dimenticando i paurosi precedenti. La partita tra le due compagini è destinata a continuare, usando, da una parte, la triade giornalistica e le (poche) reti rimaste. E' arrivato anche Matteo Renzi, con l'allieva già gonfiata abbondantemente. I precedenti non sono un felice presagio.
massimo lugaresi
sabato 25 aprile 2026
Quanto Dura?
massimo lugaresi
venerdì 24 aprile 2026
Crollo o Sogno?
L'Intelligence di Dagospia viene usata, furbescamente, quando esauriscono le condivisioni che i giornali vicini ai Dem, concedono all'ingrosso. Le divisioni nella coalizione del Campetto, rimbalzano ad ogni decisione che intacca le diverse aspettative. Come procedere alla scelta del premier? Le primarie porterebbero, senza tanti sforzi, il Conte 5 Stelle a primeggiare, anche se il divario tra i due partiti è notevole. L'esito diventerebbe motivo di rivalse in seguito. Allora entra in ballo l'uso di Dagoreport, coniando l'ultimo nickname per la Meloni. Il Camaleonte della Garbatella è giunto al capolinea, referendum, guerra del golfo, Orban e Papa Leone sarebbero "batoste" per la Ducetta. Difficile capire i collegamenti, eccetto la plateale sconfitta del referendum. Le batoste, una dopo l'altra, avrebbero indotto la Meloni ad un atteggiamento camaleontesco. Sulla presunta rivale invece continua la salvifica regola di non citarla o peggio riprenderla. La Meloni, ducetta azzoppata (cit.Dagospia) ha preso le distanze da Donaldone, quindi anche da Netan, mentre la Schlein mostra, con il ditino, le sue cittadinanze.
massimo lugaresi
giovedì 23 aprile 2026
Terza Via
Da molto tempo non usavo, al contrario, gli spunti provenienti da Linkiesta, il blog definito (da solo) di sinistra. Ho letto un articolo di Mario Lavia, first penna del blog, vicino all'Europa in versione Ursula, alla corrente Davos e naturalmente alla politica draghiana. Il titolo è "Da Sánchez a Schlein" La sinistra che a Barcellona urla abbasso la terza via e viva la terza internazionale. Le parole d’ordine sono pace, tassare i ricchi, tutela dell’ambiente, Palestina: nessuno spiega come conciliarle con gli impegni presi con l’Europa e come evitare di scontentare i moderati e di rigettare molti elettori nelle braccia della destra. Mario Lavia ha aggiunto un piccolo (?) particolare. È di qualche giorno fa una notizia con qualche significato politico: Rifondazione comunista, per bocca del segretario Maurizio Acerbo, si è dichiarata disponibile a un «fronte antifascista» alle elezioni politiche. La piccola formazione di ultrasinistra si è però spaccata, ma questa non è una notizia. Loro si dichiarano compatibili con il Pd attuale, con Giuseppe Conte e con Matteo Renzi per governare il Paese. Nel Pd nato e mescolato solo per governare, la decisione da assumere produrrà una inevitabile scissione. Devono decidere quando produrla. Prima o dopo l'eventuale maggioranza?
massimo lugaresi
mercoledì 22 aprile 2026
Campo Bollente
Dagospia nella postazione difensiva del Campo Largo, ormai ristretto come Hormuz, condivide (?) un articolo di Repubblica e una intervista a Conte, definito putiniano con Salvini. Affermano, coraggiosamente, che il gas russo è meglio e costa perfino quattro volte di meno rispetto a quello di Donaldone. Affermazione che merita un intervento censorio della Picierno, per dimostrare la compattezza della cosiddetta sinistra. Intanto il blog di Dagostino, romanista e piddino, per mascherare le divisioni nell'opposizione, sempre più visibili, è tornato a pubblicare foto delle famose tette, mescolate con qualche culo d'arredo, senza mostrare le testoline, chiedendo di indovinare i proprietari. Giochino vecchio e stufoso. Chi è il più "putiniano" del reame tra Salvini e Conte? Gara durissima. La faccia tosta di Conte 5 Stelle, per superare il Blocco dello Stretto di Hormuz, propone un negoziato, coinvolgendo anche la Cina. Poi gli salta la Mosca al naso. Capito l'ironica finezza? Dobbiamo (pensate) comprare il gas russo, lo abbiamo fatto assieme alla Merkel e non abbiamo subito invasioni. I mutamenti giornalieri della situazione mondiale e l'incertezza del domani, hanno fatto saltare gli argini creati nei decenni post bellici. La filosofia errante del blog, mostra le difficoltà della sinistra. Anche i festeggiamenti per il risultato referendario sono cessati, sparite anche le previsioni del sorpasso. Il "dio dalla macchina" sembra sia Matteo Renzi. Aumentano (anche) i genitali tocchi.
massimo lugaresi
martedì 21 aprile 2026
Una Lezione di Sinistra
1) Siete il vuoto pneumatico. Vi perdete in primarie e casting mediatici perché non avete un’idea di Paese, di fisco o di lavoro.
2) Ipocrisia senza limiti. Fate opposizione dimenticando di essere stati i registi del declino che oggi criticate.
3) Arroganza fuori tempo. Credete di avere ancora il monopolio del "giusto", mentre la gente reale non vi capisce più.
Basta con questo vittimismo da salotto. Smettetela di credere che la storia vi debba qualcosa. Al contrario, la storia vi condannerà per aver sprecato tempo e gestito il potere, solo per fini personali, lasciando un Paese a pezzi. Se non avete il coraggio di ammettere i vostri fallimenti e di smetterla con questa "puzza sotto il naso", la vostra irrilevanza sarà totale. Il tempo dei privilegi e delle lezioni morali è scaduto.
Massimo Cacciari
Epitaffio Romanesco
Uso Dagospia al contrario. Linkiesta è rimasto accanto ai volenterosi sostenitori di una Europa abbandonata, senza dimenticare Draghi e Prodi e soprattutto le armi a Zelensky. Secondo il blog, informato dal Foglio, liberale, atlantista e europeista, racconta che nelle "cene" romane è gia scattato il ripudio della Premier e dei suoi, precipitati in disgrazia. Il riposizionamento, tipico piatto della Città Eterna, è scattato dopo l'esito referendario. Significa che per la (fino a ieri) Ducetta, vogliono usare un trattamento trumpiano. Hanno pubblicato che stanno riabilitando perfino la Schlein. Significa il cambio del sostegno alla Salis renziana, con sospetta rapidità. Disperazione o vele al vento dominante? Donaldone anche in Iran ha fatto una clamorosa cilecca. Secondo l'intelligence Usa, la migliore dopo quella israeliana, ci vuole ancora un mese di guerra, invece dei pochi giorni previsti. L'Iran avrebbe ancora il 70% dei missili balistici e circa il 60% dei lanciatori. Arrivano anche inevitabili previsioni di un allargamento mondiale e mortale delle guerre. Il giudizio sul Donaldone è diventato quasi unanime.
massimo lugaresi
lunedì 20 aprile 2026
Fatto in Casa
E ti pareva. La presunta vittoria del centrodestra meloniano nell'interminabile risiko bancario premiato con il Monte dei Paschi di Siena, la banca che Fassino festeggiò come l'unica vicina al suo partito, secondo Dagoreport, intelligence casalinga, sarebbe saltata per l'intervento della Procura di Milano. Non sarebbe una novità, anzi, un intreccio con tanti attori finanziari, era naturale attirasse il controllo guidiziario. Non credo ci fosse bisogno di perdere il referendum. Rimane per il blog, disperatamente nemico della Meloni, orfana di Trump, l'ennesimo tentativo di cancellare il voto dei cittadini.Tanti personaggi di sinistra, senza poltrone e compensi esagerati, ormai convengono il giudizio su questa sinistra, divisa in rivoli belligeranti tra loro e tenuta insieme solo dal desiderio del potere governativo. Le dispute elettorali oggi si svolgono con l'uso di social driver, escludendo i partiti, ormai ridotti a comparse burocratiche.
I più bravi sono i velocissimi cambia abito e opinione.
massimo lugaresi
domenica 19 aprile 2026
Marina una Spina
Secondo l'ìntelligence (mattutina) di Dagospia, Marina Berlusconi sarebbe la "Spina" nel fianco della Meloni. Un attacco studiato assieme alla Stampa, il giornale in attesa della definizione editoriale, consuma gli ultimi lavori per la cosiddetta (male) sinistra. Il penultimo attacco alla Ducetta si è risolto penosamente. E' invece riuscita ad uscire anche dalla trappola trumpiana e chiudere il rapporto con Israele. Molto più di quanto gli avversari abbiano fatto. Insomma per la Ducetta sembra sia passato il brutto periodo del referendum e della rottura (?) con il padrone americano. Rimane su Trump l'amletico dubbio: c'è o ci fa? Non siamo ancora arrivati ad una condivisibile diagnosi. Rimane la brutta figura fatta in Iran, con la solita ritirata di nascosto. Ho letto l'articolo della Stampa e francamente non sono riuscito a capire cosa c'entri il collegamento tra i segnali di una autonomia della Giorgia nei confronti di Trump, con la presunta smania di Marina e una emigrazione nel centrismo (democristiano) albergante nel Pd. Trasformare la figlia del Cavaliere ed il partito berlusconiano nel cavallo di troia che distrugge la coalizione di centrodestra, sembra eccessivo anche per i guardiani del Pd. Senza contare che tra la Picierno e gli antagonisti della Schelin, ci sono almeno due (comodi) partiti di differenza. Prima o forse poi, il miscuglio è destinato a scoppiare.
massimo lugaresi
sabato 18 aprile 2026
Multitasking
Multitasking è la capacità di svolgere contemporaneamente più attività. Mandare all'opposizione tutta la sinistra + Renzi, ottimizzando il tempo e riducendo la qualità, già bassa. E' diventato anche il recente nickname coniato da Dagospia per Claudia Conte, protagonista della liaision con Piantedosi che concede articoli al trio giornalistico. La sinistra, improvvisamente, diventa puritana e fedele. Solo l'ultima (?) intemerata di Donaldone è riuscita a togliere spazio allo scandalo, riportato dai soliti informatori privilegiati. La Meloni, colpita da Trump, ha ricevuto condivisibili attestati da una piccola componente avversaria. Dagospia invece, dopo l'ennesima batosta subita, con la vittoria della destra nella lunga cavalcata per controllare (anche) Mps, cerca la rivincita con l'inesauribile Donaldone. La Meloni sembra avere chiuso anche questa relazione che la vedeva inginocchiata e servile. Non come l'avversaria, cancellata da due Salis, Conte e Landini. La nostra Ducetta si è rifatta, abbracciando Zelensky, il disperato cercantone. Il mondo è cambiato in poche settimane. Le ultime parole di Trump hanno scatenato terrore e tocchi genitali: prevede la pace tra pochi giorni.
massimo lugaresi
venerdì 17 aprile 2026
Un Piede x Due Scarpe
Fino a ieri la Meloni, per Dagospia, era una Cheerleader di Donaldone. Con la burrascosa lite e gli insulti anche al Papa, il Tycoon americano ha ristretto il campo dei fedeli al servizio di Netan. La dura reprimenda di Trump alla premier italiana che il blog piddino-romanista, correnti in profonda crisi, disegna come la fine di entrambi, senza citare (ancora) l'irrilevante presenza della Schlein e la sinistra da passeggio landiniano. La padronale presenza americana e la decisione trumpiana di un ritiro nei larghi confini, abbandonando Nato ed Europa, ha costretto i sudditi a trovare una nuova collocazione. La Nato aveva la Russia, non più sovietica, come nemica. Nel frattempo Putin si è sistemato al riparo del Brics, fortissima organizzazione, con Cina e India e tanto nucleare. Il poker delle bravate trumpiane ha fatto il resto. Ormai Donaldone è solo con l'amico Netan. Difficile prevedere come finirà. Intanto Dagospia pesca nel social mare magnum, traendo solo post contrari alla Meloni e le due scarpe usate per un solo piedino. Elly, la segretaria di una corrente piddina, è costretta a mandare un endorsement alla rivale. Passo in avanti e l'inizio di un chiarimento? La propaganda della sinistra è riuscita a gioire per la vittoria di Magyar e la sparizione (anche) dall'Ungheria.
massimo lugaresi
giovedì 16 aprile 2026
Ansa e Ansima
Dagospia sta perdendo le intelligences che lo hanno guidato nell'incessante campagna contro il peggiore nemico della sinistra. Il blog esageratamente piddino, spesso più che romanista, con le etichette stampate su tutti i personaggi della destra, definiti moderni fascisti, ha trovato in Trump una fortuna per l'incessante propaganda. La definizione della Meloni "ragazza ponpon" di Trump, senza adottare la stessa misura per la Elly con Landini e nello stesso tempo per il Conte 5 stelle, mostrano la mancanza di alternative serie e comprensibili. Plaudire la vittoria di un personaggio nato alla corte di Orban come Magyar, sembra avere toccato il fondo dell'incapacità e la mancanza di strategia condivisa. L'attacco di Trump a Papa Leone non è solo una vergogna diplomatica e la conferma di una rozza visione politica che lo porta ai minimi del consenso e sicure richieste di impeachment. Oltre la metà dei cattolici americani lo ha votato, creando la maggioranza in tanti stati. Paragonare la figura di Gesù alla sua, lo porta al limite della blasfemia. Vuole arrivare allo scontro finale o non può cambiare spartito e suggeritore?
massimo lugaresi
mercoledì 15 aprile 2026
Il Papa No
Dagospia si è sdoppiato e superato, nell'impossibile sostegno all'inesistente strategia dem. Dovere assolvere i peccati del campetto con la corrente 3 cittadinanze e divoratori a 5 stelle, ha infilato il Pd nel famoso cul de sac. Donaldone viene in aiuto, insultando (vergognosamente) Papa Francesco, reo di volere la Pace anche senza Nobel. Il suo legame con il sionismo di Netan non è solo un peccato foriero di stragi, dopo la riuscita Pulizia di Gaza, ma la ragione, forse unica, che lo ha spinto sulla sponda del conflitto nucleare. La chiusura dello Stretto e la presenza di navi americane possono innescare un allargamento del conflitto con la Cina e di conseguenza la Russia. Credo che il Tycoon con il suo minaccioso, spesso volgare atteggiamento, sia andato fuori giri. Nel loro piccolo ed insignificante valore lo sono anche le dichiarazioni umoristiche della Elly Schlein, commentando la prevista vittoria in Ungheria di Peter Magyar, ex discepolo di Orban e l'accurata sparizione della gauche. Scherzi a parte sembra che la vittoria referendaria abbia creato problemi al Nazareno già abbondatemente ripieno. L'ultimo (?) è avere ancora Matteo Renzi tra le..mille correnti. La sua mediorientale fa da contraltare a quella diretta da Travaglio. Altro veloce cambia abito.
massimo lugaresi
martedì 14 aprile 2026
Vicolo Stretto
Lo Stretto di Hormuz è diventato più famoso della Conte Claudia. Il salto della qualità gossipiana è registrato da Dagospia. Il blog più romanista che piddino, si dimena tra le correnti democratiche, la sciagura Elly, Donaldone e la speranza che il referendum porti almeno una giustizia elettorale. Le intelligence usate prevedono la sicura caduta del governo, mentre il Campo Largo coltiva milioni di voti per l'altro Conte. Il terrore del Nazareno. Il Vicolo Stretto della Pace costringe il mediatore americano a lasciare il Pakistan. Non hanno raggiunto l'accordo e Donaldone ha "attaccato" (pesantemente) anche il primo Papa americano. Per l'Iran lo Stretto rappresenta l'arma migliore contro Trump. Viene ripresa la cosiddetta minaccia nucleare, la scusa, non accertata, che aveva consentito un'altra disastrosa guerra. Il nodo è lo Stretto di Hormuz. Gli iraniani vogliono imporre un pedaggio alle navi che transitano, Donaldone vuole invece la libertà di navigazione. Per Teheran significa perdere l'arma di ricatto. In ogni caso la favoletta che gli States hanno in mano la situazione si rivela, ancora una volta, bugiarda. L'Iran non è il docile Venezuela. Sembra che le petroliere abbiano fatto rotta verso gli Stati Uniti, diventati fornitori di petrolio per l'Occidente. Miliardi di dollari per uno strano pacifismo.
massimo lugaresi
lunedì 13 aprile 2026
Tengo Stretto
I negoziati tra Usa ed Iran sono partiti male, secondo l'intelligence (Ansa), condivisa da Dagospia e finiti peggio. L'altro blog di riferimento (Linkiesta) è rimasto fermo, quasi immobile, nella visione draghiana, con sede a Davos. L'Europa Ursula è in crisi evidente, la proiezione europea del Pd. Rimane la notizia che i negoziati tra Usa e Iran partono male secondo il resoconto copiato da Dagospia. Trump ha spedito Jd Vance in Pakistan, con allegata la solita minaccia che non si avvera: non permetterò che l'Iran faccia pagare un pedaggio sullo Stretto di Hormuz. Fino ad ieri sembrava che facessero metà per uno dell'incasso. Regna, volutamente, una grande confusione. Per Teheran il ricatto sullo Stretto è la precondizione per trattare. L'arma più pericolosa per l'Occidente. Trump non consente a nessuno di rubargli la scena mondiale. Sembra sia rimasta, anche per lui, l'unica speranza per i prossimi esami elettorali. Minacce seguite da bonaccia bellica. Quanto può durare? E' la stessa domanda, con minore interesse, fatta a sinistra per la Schelin. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si sarebbero tenuti domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. Saltato tutto.
massimo lugaresi
domenica 12 aprile 2026
Gossip
massimo lugaresi
sabato 11 aprile 2026
Guerra e Investimenti
L'unico accordo che in queste cime tempestose viene accuratamente osservato da Dagospia, è "non" parlare del Pd, tantomeno della Schlein. Il blog, credente ed osservante piddino, si adegua, Piantedosi e l'altra Conte sono i titoli di moda. Il ministro degli interni rappresenta una delle figure migliori del governo, senza fatica, ma sembra impelagato in una vicenda (personale) amplificata. C'è invece il cessate il fuoco, deciso dopo una notte che prevedeva la distruzione iraniana e la sua antica civiltà. Trump, per non deludere il compare israeliano che sembra dominarlo, forse per il possesso di notizie e files compromettenti, esclude il Libano dalle trattative di pace. Questa è la posizione ufficiale che viene prontamente ripresa dalla estesa propaganda sionista. Israele fa subito sapere che il Libano non è compreso nell'intesa, continuando a bombardare ed uccidere. Teheran parla di strappo inaccettabile e voluto. L'altalena delle borse favorisce chi ha la possibiltà di conoscere in anticipo le notizie e investire i miliardi. Difficilmente Trump arriverà a fine mandato, la sua, più ristretta, Great America ringrazia per quello guadagnato.
massimo lugaresi
venerdì 10 aprile 2026
Titolo ???
Le intemerate di Trump, con minacce mattutine che arrivate alla sera, fortunatamente si dissolvono, in attesa delle prossime, sono servite a Netan per proseguire una serie di "pulizie" che da solo non avrebbe fatto. Lo scudo americano lo ha coperto ed aiutato. Abbiamo seguito e commentato le minacce trumpiane contro l'Iran, con risposte non previste. Lo Stretto di Hormuz è un segnale prezioso per le borse mondiali. Gli Stati Uniti sono diventati esportatori di petrolio, preso con la forza. Anche Dagospia quando deve parlare del premier israeliano, usa sempre grande attenzione, sembra quasi giustificare aggressioni e feroci bombardamenti. Della Palestina non parla più nessuno, la pulizia è stata accurata. Adesso tocca al Libano, martoriato, con gli Hezbollah come scusa. Centinaia di morti. La più grossa ondata di raid dall'inizio della guerra. Dopo l'attacco, l'Iran (naturalmente) interrompe il passaggio nello Stretto di Hormuz. Passo avanti e due indietro. Anche un velivolo dell'esercito italiano impiegato nella missione Unifil è stato danneggiato. La Meloni prende le distanze (poche) da Donaldone. Nelle primarie dem Conte (ovviamente) è in vantaggio.
massimo lugaresi
giovedì 9 aprile 2026
Cartella Clinica
E' indubbio che Trump sia l'assoluto protagonista dell'angosciante commedia che vede mezzo mondo spettatore e l'altro coinvolto. Il Tycoon rieletto e voluto dai cittadini votanti ha spinto la pubblicazione, da remoto, come ormai la nostra sanità, presunte cartelle cliniche che secondo alcuni (tanti) lo certificano pazzo, fuori controllo. Altri invece lo definiscono un furbacchione che gioca a fare la guerra, ne minaccia altre e, nello stesso momento, interpretando il pacifista, vorrebbe chiuderle alle sue condizioni. L'aiuto concesso a Netan, rimane però legato alla storica condivisione, resa più forte da alcuni files che lo ritraggono in compagnie non dichiarabili. Il Corrierone pubblica articoli convincenti, scrivendo che le sue "sparate" rappresentano un preciso metodo. Domina (gratuitamente) dal suo social, il ciclo delle notizie, costringendo la crescente opposizione a parlare di lui, solo di lui. I media non possono cessare di parlarne, lui genera clic e molta indignazione. Gli avversari reagiscono con gli stessi toni eccessivi. Rimane, non cancellabile, la paura di fare la fine dei presidenti americani che davano fastidio. Un attentato è già stato commesso. Può essere una prova.
massimo lugaresi
mercoledì 8 aprile 2026
Aridatece Rimba Biden
Dagospia ha preso una scorciatoia, copiata dal Corrierone, il giornale che pubblicava verità assolute. Donald Trump dopo 15 mesi e due guerre, risulta meno popolare di quanto fosse il mai rimpianto Sleepy Joe alla fine del suo barcollante mandato. Alcune decisioni prese dal Tycoon sono davvero incredibili. Girano supposizioni che tirano in ballo le migliaia di Epstein Files che lo vedrebbero nei panni ricattabili, quindi (forzatamente) al seguito di Netan. Un giudizio sereno sulle sue altalenanti decisioni è impossibile. Escono anche ipotesi sanitarie che lo vedrebbero neurodegenerato. Passa dalle promesse di una pace alle minacce verso il nemico iraniano che non si traducono mai in vittorie. Si è impelagato in una missione che sbugiarda le previsioni. Solo l'invasione rapida del Venezuela ha permesso il pieno di petrolio, unica ragione che lo ha spinto. Intanto l'Europa è scomparsa, non avendo completato nessuno dei tanti impegni con Zelensky ed imposto solo le sanzioni alla Russia. Mai come oggi avremmo bisogno del petrolio migliore che costa meno. La Meloni, cambiando abito, senza consiglio armocromatico, compie il suo dovere "cercando" il petrolio nel Golfo Persico che ne avrebbe tanto, non lo Stretto di Hormuz per farlo transitare. Le ultime news danno concrete possibilità di un accordo tra Donaldone, nella versione notturna e l'Iran. Dell'Ucraina frega più niente, non credo abbiano ancora le smanie di entrare nel fallimento europeo.
massimo lugaresi
martedì 7 aprile 2026
La Cercantona
L'ultima fotografia della Ducetta la ritrae mentre "cerca" petrolio negli Emirati Arabi. Il suo attivismo e l'ingresso nella Casa Bianca come gradito ospite, hanno inserito la Premier tra i Wanted della propaganda avversaria. Modestia ed irrilevanza della concorrente, hanno costretto l'opposizione a consegnarsi nelle mani di un grillino, in lotta con Grillo. L'altro "badante" è Landini, in attesa dell'immancabile Parlamento. Brindano ancora per la vittoria che sbugiarda la cosiddetta sinistra. Impossibile districarsi nel prossimo voto. La scelta imperante è quella di chiedere le dimissioni a (quasi )tutti. A dire il vero se sono riusciti con Gravina, la speranza rimane. Se la situazione peggiora si arriva al razionamento dell'energia necessaria. Brindano i fondi d'investimento nel settore, mentre i governi europei più colpiti chiedono una tassa sugli extraprofitti. Sarebbe urgente riattivare la navigazione nello Stretto di Hormuz, significherebbe la fine della guerra, su procura israeliana. Il duo Trump&Netan è arrivato facilmente all'impopolarità, quasi generale e per il Tycoon non è un gradito avviso per il prossimo Midterm. Nel caos più agitato e pericoloso del dopoguerra, la segretaria di una corrente piddina, chiede sempre alla Ducetta di riferire in Parlamento, per scatenare la solita rissa, ripresa da La 7. Se la benzina sale a 3 euro aumenteranno inflazione e filoputiniani.
massimo lugaresi
lunedì 6 aprile 2026
Scrivere sperando
La propaganda di Dagospia, padroneggiata dai 5 stelle, ha colpito il governo, usando i soliti argomenti. Quelli giudiziari sono i migliori, nel lungo tempo, creano sempre qualche disturbo. Poi vengono i sentimentali, un mordi e fuggi, per qualche articolo e foto intime che colpiscono, inevitabilmente, solo l'opposizione. La campagna contro la Ducetta è iniziata subito, con la separazione dal compagno. La rapida decisione ha però ribaltato il tavolo femminista. Pochi membri del governo si sono salvati. Anzi per qualcuno/a sono arrivate inevitabili dimissioni, non tutti a casa. Li considero gli attacchi più schifosi come se le compagini precedenti fossero formate da casti occupatori. L'ultima, solo in ordine di tempo, è la liaision tra il ministro degli Interni, un prefetto che ha svolto correttamente il suo ingrato lavoro e una signora a cui hanno sbandierato le caratteristiche vistose e le presunte colpe precedenti. Squallore alimentato dai professionisti del giornalismo d'accatto. A parti invertite sarebbero già scoppiate le difese istituzionali. Però le vicende calcistiche stanno superando perfino l'interesse per le guerre su procura. Forse il prossimo razionamento della benzina, aumenterà la paura di essere sull'orlo del disastro. Per seguire la Ursula ed i cosiddetti volenterosi abbiamo indorato i bagni di Zelensky e rifiutato il gasolio putiniano. Oggi il nume dell'occidente, ossia gli states americani, sembra abbia mollato la nostra (loro) Nato. Come ne usciamo? Un'altra guerra contro chi? Dallo Stretto (troppo) di Hormuz, le navi russe passano tranquillamente, noi siamo in attesa del razionamento, tipica contromisura bellica. Non credo sia più importante di Gravina o di chi arriverà.
massimo lugaresi
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