lunedì 29 febbraio 2016

Spiaggia di S.Giuliano

A Rimini abbiamo una testimonianza persuasiva sui problemi delle concessioni demaniali, come potevano/dovevano essere affrontati: Darsena. Con quell'intervento ho maturato conoscenze e esperienze importanti. L'art 37 C.N. (1942) permise di riconoscere che l'uso portuale del demanio marittimo garantiva un maggiore interesse pubblico. Ai bagnini e chioschisti presenti nell'area non venne invece "riconosciuto" niente, tanto meno diritti d'insistenza, solo applicando l'art 37 del Codice della Navigazione!!!! La storia della Darsena è interessante. Un caso che naturalmente non viene mai ricordato. Gli operatori hanno trovato una sistemazione,  non perchè gli "altri" di S.Giuliano erano buoni, ma perchè sapevano che i colleghi "sfrattati" potevano avanzare istanza per ottenere in concessione la rimanente spiaggia. Si sarebbe scatenata un'asta, una gara aperta a tutti. Va ricordato anche il ruolo attivo dell'amministrazione comunale (la mia) che attraverso il ripascimento della spiaggia agevolò il percorso dell'unione di tutti gli operatori di S.Giuliano. Grazie ad un lungimirante Piano Particolareggiato hanno costruito, con investimenti importanti, i nuovi Stabilimenti Balneari. Primo e (quasi) unico esempio a Rimini. Sarebbe bastato copiarlo nelle altre zone e chioschi. Avremmo avuto una spiaggia moderna, servizi veri, al riparo dalla Bolkestein, con concessioni almeno trentennali. La nostra fortuna fu che allora Pizzolante e Arlotti non c'erano. Le promesse le hanno fatte dopo. 

PS In verità non c'era neanche Gnassi. Siamo stati fortunati. 

CS M5S BIM

Bastava il Buon senso! Qui si parla di una volontà politica, un preciso progetto che esclude la possibilità di lasciar lavorare chi storicamente si occupava di vendere il proprio pescato, rimuovendo un retaggio culturale e sociale mutilando una tradizione e privando di lavoro e sostegno una categoria già fortemente in crisi. Non siamo qui a contestare la legittimità dei controlli effettuati lungo via Rubicone, verifiche sulla vendita del pescato con relativo verbale e sanzione che paiono però spropositate rispetto al cosiddetto reato. Quello che vede la collettività, così ci dicono i cittadini, è un clima di scontro e ingiustizia contrappone la giunta contro i pescatori di Bellaria Igea Marina, e ritenuto da molti uno scontro impari e ingiustificato. Peraltro consapevoli di altre situazioni border line che affliggono alcune aree, su cui si cerca di mediare soluzioni chiudendo uno se non due occhi. Per spiegarci meglio, nessuno capisce il perche non gli sia stato dato uno spazio più dignitoso per tutelarli e metterli nelle condizioni di valorizzare il loro lavoro, invece che eliminarli. Peraltro sia ausl che Capitaneria hanno confermato dopo colloquio che non vi erano motivi per eliminare la struttura, purché rispettatati i dovuti accorgimenti di salute e igiene pubblica. La signora Gilda insistendo nella vendita del pescato non ha contravvenuto a nessuna normativa relativa alla capitaneria e alla ausl, che hanno giusto segnalato di munirsi di più ghiaccio, ma senza redigere alcun verbale, l’unica contravvenzione arriva per l’uso del suolo pubblico, quel suolo attualmente in mano a chi le vuol portar via il lavoro. La signora Gilda insistendo nella vendita del pescato porta avanti una protesta, della quale ha pieno diritto, un atto forte per la difesa del suo lavoro, una protesta a cui va il nostro sostegno e il nostro rispetto, ma che la vede coinvolta nello scontro impari, contro chi l’ha tradita venendo meno alle promesse fatte, a chi li aveva rassicurati garantendo loro l’area per poi liquidarli senza neanche il coraggio di digli “voi semplicemente non fate parte dei nostri progetti” ma adducendo scuse per giustificare una scelta tanto politica quanto meschina. Sarebbe bene fare un passo in dietro e valutare soluzioni condivise che permettano a tutti di sopravvivere nel rispetto reciproco, e delle normative, nel rispetto di chi lavora e paga le tasse, ciò è possibile se la politica lo vuole, se i politici Bellariesi senza alcuna supponenza, ripensassero certi errori evitabili, instaurando un dialogo alla pari con tutti i cittadini, senza la convinzione che il voto possa giustificare scelte di “sacrificabilità” di un intero gruppo di individui. Nell'auspicio si possa trovare il modo di tutelare tutti i cittadini che lavorano onestamente senza trattarli come criminali, poiché i criminali sono altra cosa e di certo sono in altri luoghi.

La Fortuna di Rimini

Il Balneare come modello turistico è scoppiato nelle mani laboriose dei riminesi nell'immediato dopoguerra. Orde fameliche di sole, spiaggia e mare ci hanno aggredito. L'intelligente romagnolità ha capito subito che bastava convertire e riempire lo spazio disponibile, liberato soprattutto dagli amichevoli bombardamenti, per costituire l'embrione della prima risposta ad una domanda sempre più travolgente. Nessuno aveva previsto il boom, tanto meno pensato a regole urbanistiche. Le prime discussioni nel Palazzo dell'Arengo sugli indici edilizi da usare erano raccapriccianti. L'11% era considerato poco, uno spreco inutile di terreno. Perchè la faccio lunga anche questa volta per atterrare magari sull'ultima impresa del nostro Sindaco in scadenza come una normale bolletta di Hera/Psbo? C'è un affannarsi di opere, alcune inspiegabili, uno spreco elettorale e creativo di soldi senza logica e buonsenso. La ciclabile "rossa" detta del Circolo Nautico di Rimini che a differenza del "gemello" viserbese è in perfetta regola, sta compiendo l'ennesimo slalom di comicità su pista protetta. Il progetto elettorale prevede, senza sciolina, il passaggio tra i paletti di due pompe della benzina, rimandando pericolosamente i ciclisti sulla banchina del porto. L'ideatore, senza alcuna fatica, si vedrà assegnato il Sigismondo d'Oro per l'opera più buffa. L'Oscar è sempre del Psbo. La tempesta Bolkestein sta arrivando. Gli allarmi sono partiti ma pochi sembrano disponibili al confronto, tanto meno Gnassi. Per "non sbagliare" ha rinnovato, per altri cinque anni, le concessioni demaniali che l'Europa sentenzia come scadute almeno da un anno. C'è uno che si definisce giornalista in quanto credo iscritto all'ordine, che ha preparato un articolo anche interessante, riuscendo a raccontare un quarto di verità sulla Nuova Questura. Fate i furbi per non pagare il dazio piddino o siete proprio così ingenui e impreparati? Propendo per la seconda certezza. Le convenzioni sono strumenti amministrativi, quindi politici, che vengono compilati da due soggetti: pubblici e privati. Allora perchè (tutti) i contratti che regolano (?) il rapporto delle grandi opere (Murri, Novarese, Impianti Sportivi e ..Gabibbo Questura) non sono mai state ..indagate o almeno esaminate da apposite commissioni d'inchiesta?? Queste sono le domande che una normale forza alternativa dovrebbe fare se fosse all'opposizione anche della Fiera. Ad alcune, riesce a rispondere anche Gnassi.

domenica 28 febbraio 2016

Leggi&Pertinenze

Le Leggi sono le regole necessarie per gestire i rapporti in ogni tipo di comunità, così raccontava il famoso professor Cardone, docente di educazione civica pentastellata. Le Pertinenze, di cui voglio parlare, sono invece quei fabbricati di proprietà dello Stato posti sul demanio marittimo. Una premessa necessaria per tutti coloro che intendono "usare" la costruenda Casa degli Sposi nel Piazzale Boscovich. Sarà il virus contratto dai resti della Ruota, ma sembra assorbire molti dei difetti dell'opera che girava per una apposita società. La fortuna avuta (non è da tutti) è stata di essere "sanata" in movimento. Leggendo i giornali e vista la recinzione dal vivo, il gazebo è diventato un "fabbricato" a tutti gli effetti. Platea di fondazione in cemento armato, su cui potresti costruire un fabbricato di cinque piani. Che non sia l'inizio del Lungomare delle manifestazioni d'interesse?? Ma ai vecchi (ancora!) amministratori non sfugge nulla. Ti porta subito a pensare, viste le decine di migliaia di precedenti abusi, che per una realizzazione simile, in assenza della pianificazione portuale, pur considerando la pubblica utilità matrimoniale, ci volesse (almeno) una piccola ed insignificante..concessione edilizia. Presto? Non si è ancora sposato nessuno? La pubblicherete con il primo matrimonio balneare? Siete sicuri che Bolkestein lo permette? Masticando amaramente qualche briciola di scienza demaniale alla riminese, chiedo a chi deve fare rispettare le leggi, non solo al Circolo Nautico di Viserba, quale tipo di concessione sia stata rilasciata. So benissimo che per queste costruzioni di "Difficile Rimozione" si rende necessario un contratto analogo a quello rilasciato per la Darsena di Rimini. L'elemento saliente è l'incameramento dell'opera tra le Pertinenze dello Stato, allo scadere del contratto. Leggendo il cartello informativo di cantiere, terminato l'elenco delle decine di professionisti del matrimonio precario, tutti spesati come..., è balzato agli occhi, dopo la Delibera di Giunta e la Determina del Tecnico Comunale, che non esisteva traccia del..Titolo Edilizio. Non lo dico perché interessato all'opera tra le più stupide ed inutili dopo il Trc, ma per un senile amore della verità e un pò perché anche da vecchi non è piacevole essere presi per il c..da dilettanti al comando o peggio all'opposizione.

Tempesta Bolkestein

Le nubi minacciose della "tempesta" Bolkestein si abbatteranno presto anche sulla Città di Gnassi. Paragonabile ai disastri nazionali: debito pubblico, banche, corruzione, immigrazione, lavoro, pensioni. Devo dire, con personale piacere, che sono in tanti quelli costretti ad affrontare il tema (oggi), cercando almeno di conoscere le leggi e le ragioni che sottendono una questione (volutamente) ignorata, finora. Neanche nella componente più interessata, parlo degli operatori, da noi definiti, poco ironicamente, come "Signori della Spiaggia" albergava un'idea precisa di quello che poteva accadere. Hanno pensato, non solo per colpa loro, che bastava trovare l'ombrellone politico giusto e tutto veniva rinviato, cancellato. Il nomadismo politico è stato brillante. Naturalmente i partiti erano (preferibilmente) quelli al governo, destra o pallida sinistra, fino a quando il Pd li ha agevolati e con Alfano li ha riuniti. Nessuno ha sottolineato che uno dei due casi, trasferiti alla Corte Europea, non riguarda il solito demanio marittimo, bensì una concessione di un bene su demanio "lacuale" (lago). Come risulta dalle carte, l'obiezione che non si tratti di demanio viene considerata una fesseria. Si deduce che se avessero esaminato, qualsiasi altro tipo di bene demaniale: fluviale, forestale, militare ecc. l'impostazione Europea sarebbe stata analoga. Adesso smettiamo (almeno) di prendere in giro: va detto e magari scritto anche su un giornale locale, che la Bolkestein si applica ad "ogni" tipo di concessione di beni rilasciata da qualsivoglia pubblica amministrazione. Penso alla miriade di attività: dalle funivie poste su aree pubbliche, a tutti coloro che svolgono attività in fabbricati e/o strade e giardini sempre pubblici. Un quadro che sosteniamo da anni, oggi ufficialmente riconosciuto dalla Corte Europea. In realtà ritengo, da sempre, che fanno parte della direttiva anche le concessioni di servizio, non disciplinate in modo particolare da altre norme europee. In materia di trasporti, la quantità e l'importanza, supera il caso del solo demanio marittimo. Se guardiamo alla miriade di servizi in generale concessi, arriviamo a capire i contorni della "tempesta" che si sta abbattendo sul nostro Paese, come al solito (volutamente) impreparato. E' lecito pensare che l'effetto domino possa arrivare ad argomenti del tutto particolari, oggi persino impensabili. Sono convinto che ogni forma di autorizzazione sia soggetta alla Direttiva. Considerata la ricaduta sulle centinaia di migliaia di soggetti imprenditoriali, non è azzardato pensare sia superiore a qualche punto di Pil. Forse più di puttane e gioco d'azzardo, meno della corruzione. Non voglio guastare i festeggiamenti, per la loro Unione, al sodalizio Renzi&Alfano&Boschi ma il Governo ha giocato per fare apparire il tifone come una nuvoletta di passaggio. Lo ricordate il sottosegretario Gozi di Sogliano cosa aveva promesso alla solita platea di creduloni? Lui rappresenta la parte "tecnica" di questo governo verdiniano. Non ho voglia di parlare di Pizzolante, sarebbe giusto che qualcuno riassumesse però tutte le cose da lui dette e promesse in dieci anni. La tempesta epocale si alimenterà giorno dopo giorno. Sarà il tema conduttore di questa campagna elettorale. Il giudizio sugli associati arriverà molto, molto dopo, per i Bandi qualche cosa (prima) saranno costretti a dire o meglio...inventare. Ho provato a scrivere una lettera a Giorgio Mussoni, adesso la mando a Funelli e (forse) a Cardone per il figlio di Ennio. Il nostro Fabio Lisi le sa..tutte.

sabato 27 febbraio 2016

Fatto il massimo

Così il Bulletto ha commentato il "successo" riportato con la votazione sulle Unioni Civili di Alfano e Bagnasco. Un argomento che usando la visuale della Boschi può anche interessare, ma il commentare il risultato finale è un disgustoso obbligo. Ci sono tante cose nella nostra allegra Redazione (Bolkestein) che ci fanno piacere, abbiamo avuto ragione, ci basta, ma considerare come "massimo" risultato quel pasticcio che non accontenta nemmeno i family day vaticani credo debba coprire di vergogna tutta la (poco) sinistra che ancora alberga per comodità di stipendio nel Pd. Gli allegri consiglieri di Gnassi, quelli che girano a promettere cose che in cinque anni il loro leader in attesa di giudizio ha realizzato solo per una (piccola) porzione del Borgo S.Giuliano e per "tutto" Cagnoni, dovrebbero pronunciare qualche comprensibile giudizio. Magrini prova a sentire con Melucci, tentate almeno una pallida distinzione tra voi e gli altri. Renzi ha ragione per un partito nella ormai stragrande maggioranza democristiano, quello raggiunto è stato il massimo consentito da Verdini. Un applauso. Per il miscuglio che si è iscritto per costrizione nella Sinistra Europea è una schifezza.

Consumo del Suolo


Mentre alla Camera, uno dei tanti Ddl sul consumo del suolo riprende il suo iter procedurale, a Rimini sta per completarsi il percorso dell’approvazione del PSC-RUE che, a quanto sembra (a Gnassi), ha anche ridotto il consumo del suolo. Da qualche anno però la realtà ci dice una verità diversa: la riduzione del “consumo del suolo” è effettiva e concreta per la grave crisi del settore immobiliare, le imprese, più che ingessate sono già fallite od in pre-gestione fallimentare per contenere i danni soprattutto alle Banche ed al territorio. Più che della crisi, i Comuni, sembrano però preoccupati dei minori introiti dell’IMU per le aree fabbricabili o dei contenziosi che potrebbero rischiare (vedi articolo di Italia Oggi sul Ddl in discussione alla Camera). Nella nostra città, Rimini, finalmente l’uso del territorio sarà governato dal PSC adottato nel 2011 (durata teorica 15 anni) da coordinarsi con il RUE in corso di approvazione, durata teorica 5 anni per 3 mandati (teorici) di Gnassi. Dobbiamo però osservare come dall’adozione del 2011 del PSC ad oggi, approvazione del primo RUE, è come se ce ne fossimo mangiati uno su tre, cioè uno dei cosiddetti “Piani del Sindaco”. Condizione che è ovviamente contraria alla logica della Legge Regionale. Questo indeterminato limbo, il lungo periodo di doppia vigenza tra strumenti urbanistici, da una parte il PRG e dall’altra il PSC-RUE, non ha creato problemi solamente ai tecnici ed alle imprese che dovevano armonizzare le diverse norme prima di comprendere quale poteva essere l’utilizzo del suolo, ma ha comportato una iniqua tassazione anche per i proprietari dei terreni che hanno dovuto pagare l’ICI e l’IMU per le nuove aree fabbricabili dove l’edificabilità era solo "teorica" e non nella pratica. Una tassazione che si "deve" definire ingiusta ed ingiustificata, in quanto non corrisposta dal giusto diritto edificatorio, il cui riconoscimento si è disperso nella notte dei tempi di via Rosaspina. Oltretutto, il valore imponibile su cui calcolare l’imposta IMU sulle aree fabbricabili, deve essere determinato, per il Comune di Rimini, con riferimento ai valori unitari deliberati dalla Giunta Comunale nell’anno 2012. Sempre per lo stesso Comune, i valori delle aree fabbricabili, negli ultimi quattro anni non hanno subito nessuna crisi ma solamente un aggiustamento "tecnico" nel 2013.
Fabio Lisi

Un pò di serietà, almeno

Mi rivolgo a tutti, in particolare agli apprendisti stregoni che in questi anni (dieci) hanno dispensato le pozioni magiche per annullare la Bolkestein. E scoprire poi che un modesto avvocato della Corte Europea stabilisce che i concessionari non svolgono nessuna attività di servizio "particolare" ma sono normali aziende private, soggette alle regole della libera concorrenza, come recita dal 2006 la Direttiva? I rinnovi delle concessioni, anche in periodi elettorali, devono avvenire attraverso i Bandi. Non sono mica dei Psbo!!. Volendo essere più precisi, già la legge Italiana, attraverso il codice della navigazione, dalla sua emanazione (1942), con l'articolo 37 stabiliva e stabilisce che la concessione in caso di concorrenza di più istanze sullo stesso bene andava assegnata a chi perseguiva il migliore utilizzo pubblico, legato all'uso del mare. Volendo sboronare un pò, per aiutare i candidati autocertificati, vale la pena ricordare che il legislatore a suo tempo ha legato la destinazione delle concessioni all'uso del mare. Nel caso di utilizzi diversi, avrebbe negato la destinazione come Pubblico Demanio Marittimo. Ricordo anche, volutamente, che il termine "pubblico" a Rimini quasi sconosciuto, ha un suo fondamento preciso. La concessione demaniale marittima non è mero affitto di un bene, ma una concessione traslativa tendente al migliore utilizzo dello stesso "bene marittimo". L'esempio scolastico che a suo tempo, non assumevo ancora Gerovital, mi fu fatto, è riferito al teorico fruitore di spiaggia, che trova nel bagnino un dispensatore di servizi: noleggio di un ombrellone per riparare dal sole, un lettino a Melucci per pensare come far fuori Gnassi, una cabina in brutto cemento per cambiarsi e w.c per fare quello che volete. La legge ha pensato anche a quelli non interessati a questi servizi: imponendo ogni 200 metri di fronte mare, almeno 20 metri di spiaggia destinata alla Libera Balneazione. Termine più corretto rispetto a Spiaggia Libera, fuorviante definizione usata solo dagli attivisti di Cardone. Perdonabili accompagnatori del figlio di Ennio nel tour delle occupazioni prossime venture. Spiaggia Libera, rischia di apparire come area demaniale in attesa di essere concessa. Erano quelle che Arlotti di S.Ermete voleva mettere a bando. Anche lo stesso "diritto d'insistenza", altro termine su cui per anni hanno lucrato gli stregoni della sabbia, vale fino a quando l'eventuale concorrente a parità di condizioni (destinazione e organizzazione) non offre un canone maggiore. Altrimenti non avrebbe senso il riferimento alla licitazione privata, nel tempo trasformata nel classico bando di appalto. Blaterare che esiste una legge (italiana) che impone la continuità dei rinnovi, fa intendere che eventuali domande concorrenti vengano rigettate. Un'altra leggenda del mare nostrum pieno di politicanti da garbino. Orchestrata con mille altri argomenti falsi, ma scritti e bevuti come veri. Volendo fare una comparazione tra legislazione italiana ed europea, nelle nostre norme al bando si accede in caso di domanda/e in concorrenza, mentre in quella europea, il bando è previsto in forma preventiva. Quindi da imporre ad ogni scadenza di contratto di concessione. Arrivati a questo punto, pur capendo la complessità del problema, chi usa la politica come mestiere per vivere da bene a benissimo, dovrebbe almeno informarsi e non usare le bugie come promesse elettorali. Sentire ancora parlare di "diritti" maturati o il volere fare apparire la norma europea come un castigo solo per bagnini e chioschisti o peggio una novità, è scandaloso. Meno però dell'ultima disperata invenzione: bandi per le aree demaniali libere ma... inesistenti. Agli stregoni che hanno abbindolato cittadini e imprenditori, solo in Italia poteva essere permesso millantare una norma che assegnava una concessione non per una vita, ma...per sempre. Passaggi da nonni a padri e poi figli e..vendite milionarie di beni nostri!! Ministro Alfano e plenipotenziario Pizzolante, le concessioni demaniali non sono le unioni civili da voi imposte con la benedizione dell'attico Bagnasco. L'Europa non è ancora arrivata al punto di farsi prendere anche per il cu.. da governi come il nostro. Finora abbiamo sempre goduto dell'atto contrario ma doloroso.

venerdì 26 febbraio 2016

Fuori i nomi


Chi sono i candidati della lista che porta in cima il nome di Davide Grassi? Perchè nessuno ne sa nulla? Perchè non vengono resi pubblici? Qual è il problema? Cosa temono gli autonominati (quindi farlocchi) sparuti membri, che si arrogano il diritto di possedere e usare per ogni cosa il marchio del M5S? Insomma, per come stanno concretamente le cose, si direbbe che la lista fantasma sia la loro. Questi personaggi capeggiati (e sottolineo capeggiati) da una macchina spara-insulti-politicamente-analfabeta- pre-pagata dai cittadini, si permettono da più di un mese di denigrare e sbeffeggiare gli iscritti all'unica lista civica creata ONESTAMENTE e in attesa del responso dello staff del M5S, per quanto riguarda la certificazione, di Rimini. Perchè non vogliono rendere noti i loro nomi? Proviamo a fare delle ipotesi: 1. Se non dovesse arrivare la certificazione sarebbero già pronti ad emigrare nella lista di Camporesi o simili? 2. C'è qualcosa di irregolare anche nella scelta di questi candidati (tanto per cambiare)? 3. Temono di ricevere lo stesso trattamento a base di insulti, che loro in primis hanno riservato agli altri? E come mai, i sigg. Affronte, Sarti e Sensoli, così attivi e ciarlieri nel fare pressioni su questo e quello perchè abbandonassero l'altra lista, buttando dalla finestra il rispetto della neutralità che imporrebbe la loro carica istituzionale, invece tacciono di fronte al comportamento instancabilmente offensivo della macchina di cui sopra? E' forse pagata per questo? Dov'è il vostro programma per migliorare le disastrate condizioni della città di Rimini? Siete capaci di confrontarvi su questo o sapete solo insultare? E, per inciso: i programmi non devono essere fatti dai cittadini ma PRESENTATI ai cittadini in modo che questi possano contribuire a migliorarli ed ampliarli. Sono gli incapaci che chiedono ai cittadini di fare il programma al posto loro. A pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina... 
Italo Carbonara

Un'Oasi di guai

Caro Giorgio Mussoni, presidente dell'Oasi Confartigianato, la sua storia e le antiche conoscenze in materia di Demanio Marittimo, la pongono, per le offese ricevute (la capisco) dalle altre rappresentanze di categoria, davanti al classico bivio: ritirarsi o tentare una soluzione operativa. Per il rispetto che sicuramente porta nei confronti dei suoi associati, non ripeta l'errore che fece all'indomani dell'approvazione dell'originario Piano Spiaggia. Per paura di essere emarginato, trovò più facile ergersi a paladino di retrive posizioni, portate avanti proprio da coloro che oggi la mettono sulla brandina degli imputati. Lei sa bene, come il sottoscritto, che l'idea dello Stabilimento Balneare, formulata in quel piano (2006), aveva le miracolose possibilità di evitare lo sfacelo che sta avvenendo. Siete stati gettati nel baratro europeo dai vostri soccorritori politici. Quanti ne avete cambiati? Più di me. Con quel Piano in cambio di investimenti che dovevate rischiare avreste ricevuto concessioni demaniali superiori ai 30 anni. I bisnonni della spiaggia. Dopo la miriade di invenzioni per "superare" la Bolkestein, mi permetto di suggerire la "soluzione". Presentate direttamente come imprenditori, una proposta per il Piano Operativo Comunale (POC), senza dirlo al delegato. Oltre al vostro legittimo interesse, potete evitare il doppio disastro che si sta prefigurando: a) lo status "immobile" della spiaggia fino al 2018, con possibili contenziosi fino al 2020 e oltre, con la certezza di creare uno "spezzatino" balneare. I bandi verranno impostati su lotti che fanno riferimento alle vecchie concessioni. Una tragedia che preclude la possibilità di innovazioni, da tutti auspicate. Per essere reale si deve muovere con accorpamenti almeno di 150 mt fronte mare b) Il secondo dramma è la futura organizzazione del lungomare e delle aree in fregio. Procedendo per singoli progetti è scontato che siano improntati su attività commerciali, aumentando la confusione organizzativa della spiaggia e provocando un depauperamento della rete posizionata sulle litoranee. Terminata la sintetica analisi delle prospettive future, condivido ogni parola dedicata a Rimini nelle trasmissioni della vostra Confartigianato. Il centro del sistema è il turismo balneare, volano naturale anche per gli altri sistemi di accoglienza. Una formula che per essere esaustiva deve toccare, dopo spiaggia e commercio, anche la terza gamba: gli albergatori. La spiaggia si fa carico di quei servizi complementari che non possono trovare spazio nella quasi totalità del nostro ricettivo. Anche una camera a 10 euro corrisponde quasi sempre ad un ombrellino affittato. Una strategia che si fonda sull'esatto contrario di quello che dice e purtroppo fa, lo Strategico Ermeti. Si è mosso (sempre) per ridurre quantitativamente il nostro ricettivo. Fin dai tempi della lotta contro le colonie trasformabili in Hotel pentastellati. La prospettiva sono condhotel o minilocali occupati venti giorni all'anno, modello Porto Verde? Augurandomi che possa condividere questa mia succinta impostazione, rimango disponibile a qualsiasi collaborazione, compresa la parte più squisitamente politica, Sarebbe un salto auspicabile per tutti, abbandonando i "promittenti" zone libere e privilegi indecenti. In presenza di una programmazione e pianificazione di questa portata saremmo in grado di assorbire i bandi. I vincitori saranno quelli che hanno concorso per l'autentico rilancio di Rimini. E' secondaria a questo punto la presenza immancabile di Arlotti e sarà ininfluente se a Roma arrivano 4/6 milioni di canoni, invece dei 2/3 attuali. Una rivoluzione sulla parte più pregiata della Città ha risvolti superiori agli indotti di Cagnoni. Giorgio ho detto tutto.

Ubi major minor cessat

Forse non tutti sanno che a Rimini in clima pre-elettorale si affrontano due fronti sottotraccia: quelli che vorrebbero che il Ceis si spostasse in altra zona per poter recuperare e fruire dell'Anfiteatro e quelli che di spostarne la sede non ne vogliono proprio sapere. I primi hanno una composizione piuttosto "trasversale", mentre i secondi sono perlopiù gli ex allievi della scuola della Zoebeli. Questi ultimi sono una specie di setta diciamo così, e si identificano appunto come gli esponenti di quella.che potremmo.chiamare con buona approssimazione e una concessione alla fantasia la Borghesia Rossa riminese, ex allievi che ivi oggi mandano i propri figli. Come è iniziata a circolare l'idea di 'spostare' il Ceis gli ex allievi ex "rossi" sono corsi ai ripari mettendo nel Cda dell'Istituto d'istruzione due ex parlamentari: Marchioni e Filippini a fare quadrato per respingere ogni attacco teso allo spostamento. Fra gli ex come si può immaginare vi sono oggi tanti della Rimini che comanda e che conta e che ha comandato: tanti e tanti 'mammasantissima' locali che mostrano poi agli allievi come il Potere e la prepotenza contino più della ragionevolezza e del buon senso. L'altro fronte è un'Armata Brancaleone con poche possibilità nel breve di vincere la partita. Ora organizzano addirittura un mini-convegno per dimostrare la menzogna: ossia che il Ceis non può stare che ove si trova in quanto sarebbe stato progettato secondo i criteri pedagogici di Margherita Zoebeli: casette separate per ideologia e teoria. Quando al contrario è invece vero che nel Dopoguerra si dovette fare di necessità virtù e costruire un villaggio simile ai campi profughi, alle baracche di legno degli operai etc., nella impossibilità di costruire un'unica grande struttura, nell'emergenza si ricorse alla struttuea policentrica che oggi sarebbe modulare come modulari sono gli allestimenti nel caso di calamità ex. i container. Personalmente credo che se la Zoebeli fosse viva sarebbe la prima a dire "ok, nessun problema, ci spostiano..."; ma si sa che chi ha potere.lo usa, fosse anche per la comodità di consentire ai figli di fare l'intero ciclo scolastico in un chilometro quadrato: dall'Asilo Baldini al Liceo Classico, passando per il Ceis e le medie Panzini. E pensare che quando facevo le elementari io andare al Ceis era con un espressione di allora "fare le differenziali" in quanto accoglieva alunni con gravi problemi. Dopo, quando fu parificata divenne il Kinderheim dei "Rossi" riminesi, sia per la posizione centrale, sia per le origini socialiste della fondatrice. Infine la scelta della sede fu casuale in quanto trovavasi sulla linea Rimini-Novafeltria quindi risultava comodo l'aprovvigionamento di materiali edili. Inoltre, se anche fosse vera la tesi della importanza della spazialità penso che potrebbe essere riproposta in qualsiasi altro luogo.
nemo pascale

giovedì 25 febbraio 2016

Dump Bowling Squirt

Chiedo scusa ma la Dump Bowling Squirt o come accidenti si chiama quella pista da Skate che l'attuale Amministrazione riminese fece costruire onerosamente spendendo la bellezza di 50.000 euruzzi ("valli a guadagnare te...") della collettività per "lo sport più amato dagli ortopedici", costruire in luogo isolatissimo (zona Rosaspina) per cui senza alcuna prospettiva di fruizione esempio turistica, che versa oggi in stato di totale abbandono dopo essere stata inaugurata 2011 dallo stato maggiore della Giunta in pompa magna come fosse il Maracanà e come questa disciplina fosse nella tradizione riminese alla pari della Ginnastica, della Boxe, del Basket e della Pallavolo, pista per la quale mi pare lo stesso consigliere comunista Pazzaglia lanciò una sdegnata terriaca per i soldini spesi in un'opera che il tempo ha dimostrato totalmente inutile e oggi dopo meno di 5 anni in-cagata da tutti nonchè messa come il porco senza manutenzione alcuna, forse realizzata per pegno-promessa pre elettorale: è detta pista D. B.S. argomento elettorale come esempio di spreco e disprezzo del danaro pubblico o no?? 
S. A., Rimini

Ma lo pagate ancora?

Sono riuscito nell'impresa (non pagata) di fare uscire dal macchione il furbone tuttofare. La cosa che impensierisce però è il silenzio poco innocente degli eletti da lui patrocinati. Possibile che nel mondo a 5 Stelle di Rimini, debbano sentirsi solo la voce e gli insulti di Cardone? Se la prenda pure con il sottoscritto e il mio variegato curriculum politico. C'è chi lo bignamizza e volgarizza, per antiche invidie. Il "vecchietto" gerovitalizzato dalle esperienze ed errori ma anche dalle tantissime cose realizzate, non è mai stato pagato per fare politica. Tanto meno per altri che non fossero normali cittadini. Questo è il peccato "capitale" di cui ti stai macchiando a nome e per conto del M5S. Gli altri sono affari tuoi, se non li avessi mescolati con quelli del movimento. Non sappiamo come andrà a finire questa "sfida" che abbiamo messo in campo per impedire ad un cerchietto di impadronirsi dei voti di migliaia di persone, camuffandosi come inesistente opposizione. Una manciata di fedeli che usano il logo e le prebende collegate. Le uniche manifestazioni sul Trc, alle quali (molti di noi, anche attivisti) hanno presenziato, portavano ancora le stigmate di Camporesi. Vennero indette per impedire l'abbattimento della casa di Moretti, anche lui volato via. Quello che è successo dopo: disastri ambientali, disagi, spese pazze, muri, hanno visto la solitaria Tosi, sindaco di Riccione, rischiare per impedirne la prosecuzione, con il vostro compare a sbeffeggiarla. Non a caso la rabbia piddina si è abbattuta su di lei, non la Sarti. Puoi elencare Davide tutti i file, post e selfie che hai nella nutrita bacheca dei tuoi servigi, la realtà di questi cinque anni è che il M5S è stata una forza ai margini della città. Ma questo per te è un fatto secondario, importante è mantenere lo status quo. Il tuo. Le vittorie sbandierate sono piccoli ed insignificanti trofei che non hanno modificato nemmeno un cartello o rotonda. Non è colpa dei consiglieri che si sono avvicendati anche volenterosamente, ma negli ultimi tempi, specie dopo le europee e regionali, (ad ogni elezione corrisponde una diaspora), il sempre più ristretto cerchietto al comando, con la sparizione di tanti protagonisti, specie quelli storici, si è impadronito dell'amatoriale spartito, con il gazebo come migliore espressione musicale. In questo ultimo periodo è nata, cresciuta a dismisura la "figura" del tuttofare. Gli altri, i rappresentanti istituzionali, non hanno niente da dire? Una sommatoria di iniziative errate, ripetitive, mirate a mostrare la bravura degli eletti, ma solo quelli di Raiola. Tutti Balotelli? Una delle ragioni per cui la Franchini, naturale e ragionevole candidato sindaco, è sempre stata invisa. Non assimilabile o ingaggiabile. La politica nelle mani di incapaci ad esercitarla. Usano l'enorme ma teorica forza, solo ai fini personali. La composizione attuale del gruppo cardoniano è semplice: eletti o eleggibili (?) in futuro. La faccio breve, stanco di discutere litigando e offendendo, chiedo agli onorevoli: il portavoce Cardone vi rappresenta e onorate ancora il suo patrocinio? L'eventuale rassicurante diniego deve essere seguito da dichiarazioni comprensibili. Vogliamo allestire un confronto programmatico serio o dobbiamo aspettare che il figlio di Ennio finisca il suo apprendistato? Il nostro programma è accertabile e discutibile da quando Grassi si era già presentato per Ingroia. Mettiamo a confronto le idee, i progetti e le proposte come si doveva fare, da subito. Vinca il migliore, ma i "Cardone" vanno a casa, magari occupata.

2018 Ombrelloni nello Spazio

Il 2018 sembra essere "l'ultima spiaggia" proposta dall'Italia alla commissione europea per organizzare e indire i bandi, come recita la Direttiva Bolkestein..dal 2006. Le vendite dirette, sdemanializzazioni, bandi solo per le spiagge libere, appartengono alle bugie e promesse rovesciate all'ingrosso da "tutto" il circo politico, nessuno escluso. I meno colpevoli sono quelli afflitti da ignoranza congenita. Pizzolante, rimane però il vero capo della casta demaniale. Pensano sempre di giocare come fanno con i diritti civili, ma questa volta l'avversario è di quelli che se va bene ci sanziona un'altra volta. La farei pagare ai parlamentari, agli improvvisati amministratori e dirigenti che hanno "prorogato" le concessioni come atto dovuto. Ma per quali ragioni? Sarebbe già stato un regalo l'ennesima proroga di un anno, in attesa della decisione comunitaria. Adesso, ammettendo che la proposta fatta dal governo di arrivare al 2018 sia accettata dalla commissione europea, ai bagnini e chioschisti hai consegnato un contratto (valido) che arriva al 2020. Chi ha sbagliato deve pagare, in questo caso l'errore è stato voluto ed ha consentito di cristallizzare contrattualmente una situazione demaniale di sapore medievale. L'intero corpo politico destra, sinistra e novità, ha riempito in questi anni le sale, qualcuno, in odore di verità, veniva inseguito dalle orde degli ombrelloni minacciosi, altri inventavano favole "sognando" enormi tratti del nostro arenile ancora non "concessi". Sono contento: quello che scriviamo, solitari come vermi da spiaggia, si sta avverando. Forse arriveremo ad una riqualificazione e rivoluzione del nostro arenile, ingessato come un corpo morto. Tentano, in articulo mortis, di concedere ai vecchi concessionari una "percentuale" di vantaggio nell'ambito dei futuri bandi "obbligatori". Stessa musica cambiando le parole. Assegnata la concessione, risultata dal bando, la "nuovissima" proposta recita che al vecchio padrone della sabbia si "possa" riassegnarla con lo sconto del 40%. Il pericolo vero non sono le assurde stronzate che riescono ancora a divulgare, ma che si arrivi al 2018 con gli "Ombrelloni nello Spazio", senza alcuna soluzione organizzativa. Per chiudere, sarebbe arrivato il momento che Gnassi, stante la latitanza (comprensibile) del delegato dai problemi e pericoli, iniziasse a "pianificare" la spiaggia. Tanto è già stato rieletto dalla stampa, blog curiali e (purtroppo) da Rimini 2.0. La desistenza è diventata legge comunale. Ma in base al famoso "atto dovuto" con cui il Sindaco ha rilasciato le concessioni per il periodo 2015/2020, ammesso che "l'ultima spiaggia" fino al 2018 venga accolta, chi paga le sanzioni europee per gli anni 2019/2020? Stiamo parlando di milioni. Oppure diranno che abbiamo capito male? Il Dirigente della "sua" Provincia gli ha ricordato che se vuole innovare (?) la spiaggia e lungomare, serve un Poc non i disegnini di Cimabue Ermeti. Una pianificazione che tenga conto dei vincoli del bando europeo, quindi comprensiva della identificazione dei singoli lotti, destinazioni, standard edilizi. Indicazioni che incideranno sulla durata del contratto di concessione. Diamo per scontato che si pensi ad interventi radicali, quindi i 30 anni dovrebbero essere la normalità. Personalmente darei un "vantaggio" a chi investe veramente, considerando secondario l'introito. Però basta con i 400 euro annui di affitto.

mercoledì 24 febbraio 2016

Fulgor e Dintorni

Quando la testa non serve solo per pettinarsi, parte 3. Umberto Eco aveva ragione:“I social hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli”. Ma leggendo la sua lectio magistralis ho trovato anche questo passaggio: “Saper copiare è una virtù ma bisogna paragonare le informazioni per capire se sono attendibili o meno”. Ha ragione anche quando afferma che :” Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”, Fare i copia ed incolla senza sapere di cosa si parla o avere approfondito con documenti alla mano, per forza diventi lo scemo del villaggio. Io non sono abituato a fare i “calderoni” degli argomenti a differenza di altri che, tra video messaggi, interviste e post, dicono una serie di castronerie immonde, Successivamente messi di fronte alle indecenze appena dette, con tripli salti mortali dicono l’esatto contrario di quello dichiarato, Sterzando a 90° meglio di “AutoMen” sull’argomento, facendo rizzare i capelli, per chi ancora li ha, anche al primo ragioniere fresco di diploma. Premesso questo, il 28.01.2016, la mia attenzione veniva attirata da una richiesta a firma della dott.ssa Errico e f.to Mazzotti, con la quale chiedevano di attingere dal fondo di riserva 1.151.500,00 per spese notarili, registrazione e trascrizioni atti, per l’acquisto del diritto di superficie del Palazzo Valloni. Incuriosito inizio a cercare, salta fuori che il 20.02.2016, viene stipulato regolare rogito, con proroga di stipula definitiva al 28.02.2016, tra il Comune di Rimini e Asp Valloni con il quale a seguito di preliminare di vendita del 2009, (avete letto bene, anno 2009) il Comune di Rimini ed ASP Valloni concordano di addivenire alla stipulazione di un contratto definitivo per la costituzione a favore del Comune di Rimini della proprietà superficiaria ex art. 952, comma II c.c. sull'edificio denominato “Palazzo Valloni”, Per capirci due negozi, due magazzini, due u.i. destinazione ad uffici pubblici ed un cinema, il Fulgor per l’appunto, Il tutto alla modica cifra di 11.388.728,86 oltre ad interessi per il 2,66%, Chiaramente con apposita variazione catastale, al “nuovo fabbricato” non è stata attribuita ancora la rendita, e loro fissano il prezzo di vendita della piena proprietà stabilito fin da ora in complessivi Euro 15.305.630,73, mica cotiche, Quindi se volessimo la piena proprietà, quando e se, ci toccherà tirare fuori altri milioni. Ma la cosa strana è quest: ASP Valloni stipula un mutuo con Carim per 7 Milioni di euro e vende il diritto di superficie al comune per 11 e passa milioni, quindi adempie alla sua mission…mah…mah…mah…. E si visto che è partecipata per il 98,77% dal Comune di Rimini e per la parte restante dal Comune di Bellaria Igea Marina è strano oppure qualche domandina ve la fate?? Scatoline cinesi per finanziare una società senza ricorrere alla ricapitalizzazione e con i soldi delle ns. tasse!!! Altro che debiti, qui i maghi della finanza ci sono andati a nozze, non coi fichi secchi ma con ostriche e champagne di cui qualcuno né apprezza particolarmente il gusto e sapore. Concludo citando il Grande Maestro «Sotto lo schermo c’erano le pancacce. Poi uno steccato, come nelle stalle, divideva i “popolari” dai “distinti”. Noi pagavamo undici soldi; dietro si pagava una lira e dieci.» (F.F.).
 Leonardo Carmine Pistillo
PS: Per i buontemponi potevo suggerire lo storico barbiere Edo Scarpellini, ma purtroppo è andato in pensione l’anno scorso, vi accontentate del cinese???

Un'avventura


Con la compilazione della Lista Onestà e Partecipazione ci siamo infilati in una "avventura" pentastellata. La cosa però inizia a irritare e impensierire. Quando siamo partiti non pensavamo di avere come "concorrente" il potente Raiola a 5 stelle in formato circense. A dire il vero dopo le promesse dell'assistito Grassi, i 26 cittadini/e fantasmi, erano convinti che fosse finita prima di cominciare, invece... Aveva "arringato" tre (3) settimane fa che la certificazione della Lista Cardone, era questione di giorni se non ore. Non credo fosse una sua invenzione, ma il frutto della veloce full immersion nei problemi di Rimini, imposta dal suo procuratore politico, l'educato, spiritoso tuttofare che lo ha scelto con personale bando fra garanti. Nel privato recinto, ci sono eletti istituzionali, qualche consigliere a mezzo servizio, (la Franchini è stata espulsa), manca però il pezzo grosso locale: un sindaco o il migliore candidato a perdere, uscito (preferibilmente) dai pollai confinanti con il Pd. Alcuni amici avvocati, non garanti per meriti familiari, mi consigliano di procedere con querele per alcune affermazioni "offensive" ricevute. Ho risposto che di solito le "ricevo" per quello che scrivo e poi mi diverto con l'asilo nido autocertificato. Arroganza, presunzione, infantilismo, non conoscono un ca.. della Città. In compenso Rimini si vendicherà non volendoli conoscere o peggio farsi rappresentare. L'accusa che avanziamo è quella di non avere combinato quasi niente in cinque anni, ma di avere permesso transumanze tipiche di ogni forza poco radicata nel territorio. Il possesso del Logo da parte dei consiglieri che dovrebbero essere i portavoce dei cittadini, li mette in una condizione di superiorità che usano nel momento del loro bisogno. Sarebbe stato perfino naturale scegliere il candidato sindaco tra quelli e sono stati tanti che si sono avvicendati nel nobile "mestiere" del comunale consigliere. Nessuno ha mai affrontato il tema o risposto alla domanda: per quale ragione, in una sola legislatura, c'è stato un ricambio così numeroso dei rappresentanti a 5 Stelle, senza (fortunatamente) fenomeni luttuosi? Non lo chiedo al figlio di Ennio, sembra quasi spaurito ma intriso di boria inversamente proporzionale alle sue pallide conoscenze amministrative. Si capisce che pensava di avere la strada spianata, lo aveva garantito il suo procuratore, spinto dai selfie e le vittorie degli assistiti. In un confronto alla vecchia maniera, al dilettante allo sbaraglio sindacale, anche Magrini e Bernabè lo avrebbero distrutto. Non sono geloso se "rubate" articoli e proposte, mi fa davvero piacere se può contribuire a compilare il vostro Programma. Smettete però di usare le armi più congeniali: insulti.

PS Dado Cardone continuo la cura gerovitaliana. Fammi conoscere la tua..prossima.

Parco o Pacco

L’avvicinarsi delle elezioni è, da sempre, un ottimo comburente per accendere i temi caldi di una qualsiasi città. Rimini non è da meno e con i suoi “non fatti e misfatti” si presta sicuramente a scaldare gli animi dei cittadini. Uno degli argomenti in discussione è tornato ad essere il lungomare di Rimini con “Il Parco del Mare” ribattezzato anche “il pacco del mare”. Alla scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse, sembrano siano state depositate circa 200/250 domande. Al momento è prematura una qualsiasi valutazione positiva o negativa in ordine al numero di tali pratiche. Duecento, duecentocinquanta pratiche possono essere molte, se riferite ad interventi di più soggetti economici, ovvero, possono essere poche se rapportate alle numerose attività economiche presenti o con interessi sull’intero lungomare (solo gli stabilimenti balneari sono circa 150 nella zona interessata). Il progetto del “Parco del Mare” fonda il suo obiettivo sulla volontà di rigenerare una parte fondamentale del prodotto turistico riminese (VERA NECESSITA’ PRIMARIA) con l’invenzione del “Sea Wellness” che, attualizza il concetto di benessere. Tra le funzioni a cui i proponenti potevano pensare, e creare progetti, sono stati indicati i ristoranti, le palestre, le aree benessere, i pubblici esercizi, le attività commerciali, gli attrattori culturali, i parcheggi e depositi interrati. Ora, a termini scaduti, una apposita commissione sarà chiamata ad analizzare le singole proposte depositate. Oggi, in attesa di conoscere i risultati e la qualità delle proposte, possiamo solamente immaginarci alcune domande. La prima curiosità è certamente quella di conoscere se l’intero lungomare ha destato l’interesse di tutti quelli che potenzialmente avevano la possibilità di presentare una istanza. Immaginando e dando per scontato che nessuna zona sia rimasta esclusa da proposte progettuali. L’ipotesi che su alcune aree del lungomare vi possa essere stato un interesse coincidente da parte di più operatori economici (più manifestazioni di interesse sulla stessa area) potrebbe essere, da un lato, una condizione positiva ma, dall’altro, potrebbe essere occasione per la nascita di forti contrasti tra operatori. Non molto rallegrante sarebbe anche il caso in cui su alcune aree del lungomare, nessun soggetto economico possa avere avuto un interesse a presentare una istanza per un intervento progettuale, con la filosofia ispirata dall’Amministrazione Comunale. Interessante sarà valutare la concreta capacità di integrare le proposte progettuali riferite ad ambiti territoriali confinanti, od anche, come completare eventuali “buchi” per assenza di proposte. Si dovrà assolutamente verificare se l’idea progettuale proposta ha mantenuto, ed eventualmente rafforzato, la visione del “Sea Wellness” per il turismo dell’intera città e non per la singola attività proponente. Da un punto di vista professionale mi incuriosiscono i piani economici proposti. Condizioni come: l’assenza di un qualsiasi elemento economico di riferimento, tenuto conto, che ciascun progetto è stato ovviamente sviluppato senza conoscere in quale realtà vicina si sarebbe poi collocato (immaginiamo la difficoltà di quantificare le entrate di un ristorante che potrebbe trovarsi isolato oppure circondato da altre attività similari), la difficoltà di quantificare altri oneri come la tassazione locale e fiscale e le opere di manutenzione future, sono situazioni che devono avere messo a dura prova i tecnici coinvolti. La non congruità e la non coerenza economica di un intervento può mettere a rischio l’intera proposta progettuale che, nell’idea dell’Amministrazione, doveva invece cambiare l’immagine turistica alla città. Quindi da Parco a Pacco.
Fabio Lisi

martedì 23 febbraio 2016

Così è bella

Al figlio di Ennio, esperto di Liste garantite, in attesa del titolo di copiaincollatore del nostro Blog, mi permetto di ricordare (ricordalo) un dato: siamo sulla piazza da oltre dieci anni, tutti i giorni, attiriamo più di un quotidiano locale. Se lo vuoi usare, violando il contratto di esclusiva con il tuo Raiola, ci fai piacere. La partita sta scivolando sull'auspicato terreno delle idee e proposte. Copiale senza interpretarle, ti aiuta. Rimani ancorato alle trivelle e occupazioni, sei il perfetto garante. Non ti lanciare in arditi discorsi, non hai nemmeno frequentato la scuola di quartiere. Non si nasce imparati per divinità ereditarie. Mi permetto di ricordarti, pur leggendoti animato di grassiana ironia che sei appena arrivato su un pulpito precario come i pochi voti che ti hanno nominato. Non lasciare la spiacevole sensazione, forse per sembrare (in ritardo) più grillino di Della Motta, di scrivere o recitare la facile lezioncina. In attesa della "sentenza" nel nostro paesano carosello facciamo uscire, piacevolmente, le pecore.

PS Fa piacere che tu sia una delle due persone che ci leggono. 

Il Trc di..Grassi


Il figlio di Ennio. giovane ma già specialista nell'abbandono di Liste che non lo mettono come "primo" candidato, si è avventurato, spinto dal tuttofare procuratore, sul terreno per lui insidioso dei programmi e proposte. Non so chi abbia scelto come istruttore del volo sindacale, vedo però i pochi rimasti a circondarlo di "mi piace". Il suo articolo (?) sul Trc è zeppo di propagandistica faciloneria, inzuppata nel sugo del basso grillismo di quelli che non sanno cosa dicono. Ma quale è stato il "reato" giornalistico del figlio di Ennio? Anche il meno informato dei riminesi sa che la pista del Trc è praticamente terminata, dopo avere prodotto enormi danni ambientali, in attesa di quelli gestionali. Sarebbe bello e perfino interessante sapere da questo "genietto" autocertificato Sindaco, come pensa di occuparla, rimuoverla o promuoverla per altri usi? Sempre nel caso (improbabile) che la sua candidatura, voluta da ben quattro attivisti, arrivasse al fatidico ballottaggio e vincesse con i voti di tutti, vorrei sapere se i suoi consiglieri, i veri fantasmini, alzerebbero il braccio sicuri che la Corte dei Conti esigerebbe (giustamente) danni milionari. Nel secondo caso, considerata la percentuale di conoscenza dei problemi che alberga nell'allegro circo cardoniano, sono sicuro che pensa ad un uso ciclabile. Il massimo della fantasia permessa, se non arriva il soccorso delle trivelle. Consiglio al figlio dell'amico Ennio, di compiere magari con il suo Raiola, un giretto sul luogo del delitto. Capirà cosa significa il Muro di Dalprato e l'eventuale ipotesi ciclabile per i frontisti. Conoscendo la mediocrità dei polli, verremmo accusati di difendere l'opera, dimenticando che ha fatto più la Tosi in pochi mesi di loro in cinque anni. Vorremmo, pensando che la gioventù non la puoi bruciare solo per avere pronunciato delle infantili stronzate, che il giovane ma già affermato avvocato, si dedicasse a temi per lui"politicamente" più congeniali: espropri magari proletari, trasporto pubblico e asili gratuiti e...udite, spiagge di sinistra. Pensando al famoso marito masochista, vorrei che la Lista Cardone (terza citazione) venisse certificata. Sono convinto che finirebbe la legislatura in braccio a Gnassi. Ci sono rischi peggiori, non sanati però dalle Unioni Civili di Renzi. 

Rimini Nord


La "richiesta" di costruire un Polo Logistico nella Zona Nord di Rimini avanzata dall'Scm ci riporta agli anni 90. Quella che definisco l'era Chicchi. L'unico personaggio che abbia avuto nelle mani Partito e Comune. Si discuteva del nuovo Prg che venne approvato (anche da Gnassi) nel 94, violentato (urbanisticamente) per 21 anni con varianti a richiesta. E' stato abbandonato solo al termine di questa legislatura, Un argomento che i "duri e puri" non affrontano mai. Paura e ignoranza splendidamente mescolate. Pensate che l'unico argomento programmatico (serio) che i 5 Stelle, autocertificati, hanno presentato si chiama Rebout, ma porta la firma di uno Studio molto vicino ai grillini. Il presentatore della proposta è stato l'eurodeputato Affronte. Pensate cosa sarebbe successo se l'avesse fatto il Pd. Non è solo malizia, gioco di correnti ma ignoranza (?) dei rapporti tra politica e istituzioni. Nella discussione del P.R.G. di Rimini, si paventava l'idea di un sistema intermodale a cavallo di Rimini e S.Arcangelo, collegato con la rete ferroviaria. Rimase lettera morta perchè non vi erano i presupposti, Significa che un sistema del genere si giustifica solo sul piano provinciale (almeno), con diverse imprese interessate e quantitativi imponenti da movimentare. Stessa cosa dicasi per i sistemi commerciali ai quali andrebbe collegato un modello di trasporto comune (car sharing). Tenendo conto che in citta "medie" come Rimini si tende  ad una organizzazione basata su "più" centri prossimi all'utenza. Una specie di casella postale che rende inutili i costi di trasbordo dei grandi centri. Per essere più chiari, noleggiato un box in base alle esigenze, questo diventa il luogo del recapito. Compete ad ogni singolo imprenditore il ritiro diretto, tramite corriere, singolarmente o in gruppo. Credo che già questi brevi cenni facciano capire che il trasporto merci è una scienza, composta da una miriade di considerazioni: utenze, strade, tempi, quantità, percorribilità  ecc., ma anche numerosi interfacciamenti: informatici, sconti, merci e gestione. Un puzzle da comporre con procedure organizzative che approdano a contesti puntuali. Gli eventuali scostamenti devono avere rilevanze minime. Il resto è stregoneria o invenzioni strumentali. Posso aggiungere anche i costi ambientali come l'inquinamento e quelli strutturali: nuove arterie e manutenzioni, Dobbiamo ammettere che le (poche) forme realizzate a Rimini sono state un fallimento o quasi, per non perdere l'allenamento. La più famosa e costosa è il Caar. Pensata per tutt'altre destinazioni e terminata come "logistica" di Mercatone, Ikea e ....,Ovvio che con queste prospettive future, l'idea del possesso del capannone della logistica, pur provenendo da fonte imprenditoriale autorevole, consegnata nelle mani di questo Barnum, deve suscitare mille attenzioni sospettose. In questo "commovente" Piano Strutturale che è riuscito ad emergere dai cassetti di Via Rosaspina solo negli ultimi palpiti di legislatura, non è previsto nessun Polo. Ma questo per i maghi dell'urbanistica fantasiosa non è certo il problema. Lo mettono nelle figurine del Master Plan fino alle elezioni, vale come promessa, poi si vedrà. A Rimini funziona così, se non sei una Ruota.

CS Una Mano per Santarcangelo

MOZIONE:- Attraversamenti pedonali protetti
PREMESSO CHE: La problematica dei percorsi protetti è fondamentale per permettere la fruibilità dei centri civici e della attività commerciali, e riguarda sia il capoluogo sia le frazioni. Le situazioni critiche sono numerose, e da anni come forza politica sia per nostra iniziativa che a seguito di segnalazioni dei cittadini portiamo all’attenzione del Consiglio Comunale quelle che si presentano via via come priorità, con azioni che hanno compreso la raccolta firme, la presentazione di interrogazioni e di mozioni. Purtroppo agli inizi del 2016 constatiamo che solo via Resistenza, da noi più volte segnalata come strada a rischio è ad oggi oggetto di intervento, mentre molte delle strade più trafficate ed utilizzate dai cittadini, non solo residenti, sono ancora in attesa di soluzioni. Ci riferiamo in particolar modo ai mancati attraversamenti pedonali sulla via Emilia, incrocio con Via Montevecchi, dove ci fu una raccolta firme e in zona Ospedale (incrocio via Pedrignone).. Recepiamo inoltre, in questa sede, la segnalazione proveniente da utenti del Pedibus, che sottolineano la mancanza di attraversamenti pedonali in via Pascoli che consentano ai bambini di raggiungere in sicurezza il capolinea del Pedibus e di unirsi al percorso. Oltretutto situazioni di questo tipo rischiano di inficiare lo scopo educativo del Pedibus in quanto non si può pretendere di educare alla sicurezza stradale quando ne mancano gli elementi primari. CONSIDERATO CHE La qualifica di “citta slow” viene utilizzata dall’amministrazione nelle occasioni più svariate per avvalorare la tesi che Santarcangelo sia un esempio di vivibilità e sostenibilità, mentre poi quando i cittadini chiedono sicurezza ottengono solo risposte dilatorie, sempre giustificata dai costi elevati degli interventi necessari. Considerato però che le nostre precedenti mozioni relative alla riqualificazione della Via Emilia sono già state bocciate dal Consiglio in quanto l’Amministrazione persegue un proprio progetto, di cui non abbiamo più avuto notizie, ma siamo fiduciosi che stia procedendo, non ripetiamo in questa mozione le richieste relative alla via Emilia, limitandoci a recepire le richieste dei cittadini su Via Pascoli. TUTTO CIO’ PREMESSO CHIEDIAMO di attuare al più presto almeno un attraversamento pedonale in via Pascoli, come richiesto dai genitori dei bambini che usufruiscono del servizio Pedibus Santarcangelo ___________ Il consigliere

lunedì 22 febbraio 2016

Questura..

Un giornalista locale si è misurato giorni scorsi con un genere invero sempre troppo poco praticato dalla stampa locale: l'inchiesta. Segnatamente si è interessato all'"affaire" Nuova Quesrura, con un pezzo giornalistico quasi di scuola a cui va il mio apprezzamento e che diventerà nel suo piccolo "cult" relativamente alla vicenda. In particolare colpiscono alcuni dati emersi dalll'inchiesta. In primis, la costruzione, nei terreni della società realizzatrice, di una "villa": ossia un immobile di lusso monofamiliare. Questi dato riecheggia quello che ci raccontavano i nostri babbi anni '70 a proposito di una certa strada che sarebbe dovuta proseguire per restituire al mondo un quartiere isolato e che purtroppo, si narra, fu stoppata per la costruzione proprio di una villa di un pubblico amministratore o dirigente molto influente: questa la vulgata, se sia vero non sappiamo. Altri dati eclatanti emergono da questa lodevole inchiesta dell'ex direttore della voce Franco Fregni. Dati incredibili e inquietanti. Comunque sia ogni prefetto capitato qui ha sempre dichiarato che avrebbe risolto così come si afferma a ogni consultazione elettorale locale ma risultati zero. Allo stato, sembra diventata un immobile in mezzo a un lago data la natura palustre ed evidentemente inadatta del sito. Fiumi d'inchiostro e pacchi di carte bollate, poi è venuto il Gabibbo come tipicamente egli si reca per la "malaedilizia" del Sud. A questo punto data la complessità della materia occorrebbe non un'inchiesta, un libro! 
A.S.

CS M5S BIM

Rispondiamo e aggiorniamo l'assessore. 
Giovanardi non sollevarci dubbi sul ruolo a cui sei stato delegato. In base alla risposta apparsa sulla stampa in data 20/02 a riguardo delle casette dell'acqua, si lascia intendere che gli uffici avessero già a disposizione i dati sulla qualità delle acque erogate, strano, dato che sino alla nostra richiesta di accesso nessun documento relativo alle analisi fosse presente o visionabile negli uffici comunali, salvo che Giovanardi non li custodisse nel suo ufficio senza aver condiviso questa informazione. D'altro canto, il gestore delle casette dell'acqua, società privata, ha l'obbligo di eseguire le analisi una volta all'anno e comunicarle alla USL che ne verifica i parametri, non ha invece l'obbligo di inviarle al comune, perlomeno questo ci è stato comunicato dagli uffici, abbiamo fatto richiedere i dati, proprio perché alla domanda di vedere le analisi, gli uffici risposero di non averle! Invitiamo quindi Giovanardi a informarsi con i suoi uffici, o che condivida eventuali documenti con gli stessi. Se il comune si erge a garanzia del servizio, cosa non sottintesa come vuol far credere, sarebbe bastato chiedere di apporre le analisi alle casette per informare tutti gli utenti a nome e per conto dell'amministrazione. Preme ricordare che il ruolo di minoranza, prevede anche l'onere di vigilare e uno dei pochi strumenti di controllo è l’accesso agli atti, non ne facciamo tutti i giorni, e spesso ci rivolgiamo direttamente anche agli uffici, per evitare di rallentare i lavori, peccato che alle volte servano carte, tabelle e dati, e quindi proprio per svolgere al meglio il nostro ruolo è d’uopo recuperare quante più informazioni e materiale possibile, anche al solo scopo di rispondere alle domande dei cittadini che, come in questo caso, la maggioranza ha lasciato inevaso. Altre volte invece, i dati sono serviti a smentire gli “errori” di certi amministratori in tempo di campagna elettorale, come la favola che il 70 o addirittura il 90% del mercato ittico finanziato da enti europei o regionali, o gli interventi promessi per il 2015 e che alla data di oggi non hanno ancora avviato un iter progettuale, la nutrita serie di bufale sul pala veleno che si auto sosteneva grazie alla volontà delle categorie, alla quale va giusto il plauso della buona volontà. Pare che Giovanardi non sia mai stato all'opposizione e non abbia mai fatto accessi per informarsi e questo sarebbe un male, oppure che oggi in maggioranza non gradisca più questo strumento concessoci per informarci e informare i cittadini e questo sarebbe anche peggio. Per ultimo a noi non preme arrivare a ruoli di comando, a noi preme dare un giusto servizio ai nostri cittadini e siccome non vediamo la tanto paventata trasparenza,(forte l'impressione che tale mancanza sia voluta) ne tanto meno abbiamo motivi di fiducia nei riguardi di alcuni individui della maggioranza, l’accesso agli atti continuerà ad essere il nostro strumento necessario per assolvere al nostro dovere di amministratori.

Numeri e Bugie

I numeri dicono che il turismo a Rimini ha perso nel 2015, altri tre (?) punti. Unica realtà del nostro comprensorio con il segno meno. Il Pd riminese che perfino i giornali definiscono inesistente, si difende affermando che devono (ancora) essere interpretati da..Funelli. La nostra (loro) città non può subire il paragone con Cattolica, presto nelle mani golfistiche di Gambini. In ogni caso la Regina ha aumentato le presenza del 3%. Dopo la cura di buche piene di condhotel si vedrà. Volendo interpretare i numeri e facendo finta di farlo seriamente, la grandezza non c'entra. I temi fondamentali sono due: trend degli ultimi anni e la media dei prezzi praticati. Le mie ricerche, aiutato dall'Osservatorio Provinciale più strabico al mondo, dicono che i numeri sono ancora più impietosi. La perdita di presenze, quasi annualmente, supera il 20%, accompagnata, questo è il dramma, dalla stessa percentuale sui prezzi praticati. Abbiamo avuto alla fine degli anni 80 annate in cui le presenze pur parlando ancora di milioni, diminuivano. La stagione alla fine "tirava" di più avendo praticato prezzi più alti. Meno presenze e meno introiti. Non serve taroccare i dati come fossero attivisti. Se consideriamo che il secondo problema (prezzi ribassati), si applica anche al 70/80% dell'offerta rimasta, i numeri sono più impietosi. Si può affermare che pur godendo dell'indotto fieristico che con il suo "sicuro" miliardo droga le statistiche, siamo a meno 50% (almeno). La prova regina, come la famosa intervista "tuttofare", risiede però nei "numeri" del mercato immobiliare, il vero termometro di Rimini. Complice la sfiducia nel governo, si arriva a percentuali da fallimento. I numeri non fotografano solo la realtà, sono un segnale per il futuro. Obbligherebbe alla concretezza, comparazioni dirette e plausibili, ricerche di mercato, innovazioni, strumenti urbanistici e finanziari adatti alla missione. Può essere il Lungomare delle manifestazioni d'interesse a mantenere tutto com'è, il viatico della Rimini Future? Gnassi ha volutamente, deliberatamente, scientemente "distrutto" il Centro Storico. Già svuotato negli anni, con alcune scelte commerciali, accompagnate dalla collocazione mirata di servizi (parcheggi), ha messo la freccia e cartelli indicanti la Grande Distribuzione come soggetto privilegiato. Per la riuscita di questa opera ha impegnato risorse pari a quelle del Trc, per usare paragoni imbarazzanti nella loro inutilità. Il Centro di Rimini sarà un Museo e Cimitero a cielo aperto. Si tratti dell'abitativo, direzionale, commerciale, tutti escono dalle mura per scelta o costrizione. Il futuro si chiama (chiamerebbe) Marina. Cancellando slogan e figurine occorre che tutte le forze politiche, almeno quelle interessate a governare, anche dall'opposizione, affrontino l'argomento. La sabbia, la spiaggia è rimasta l'unica risorsa spendibile nel futuro. Si può iniziare una discussione (seria) con le concessioni regalate fino al 2020 in cambio di niente o sperando nel voto? Come può essere il probabile o certo vincitore della gara elettorale un (presunto) colpevole non solo di pericolose associazioni di potere ma l'autore o certificatore di fallimenti come Aeroporto, Trc, Murri, Novarese, Lungomare Spadazzi, Triangolone del Porto, Questura e..Campi Sportivi? L'unica opera che sembra andare fino in fondo alle nostre bollette si chiama Psbo. Ma prima o poi arrivano a vedere come avete fatto. 

domenica 21 febbraio 2016

I come Imola

Ogni tanto salta fuori che questi di Imola - città famosa per tre motivi: lo spelling " i come imola", i manicomi del passato, e appunto un passato che non può ritornare con i fasti delle corse. Un solo Gran Premio F1 dice la Federazione in Italia per quanto riguarda la Formula 1: Monza! Quindi continuano a insidiarci il moto GP, anche legittimamente per carità, pur avendo un circuito nemmeno lontanamente paragonabile a quello dell'Agìna ove peraltro ci hanno lasciato le penne grandi campioni come Senna, per dire di come sia pericoloso correre in circuiti non adatti, chiunque abbia visto una gara F1 a Imola se ne rende conto. Con Rimini il moto mondiale trova la sua collocazione naturale per la nostra ineguagliabile capacità ricettiva dalla pensioncina al 5 stelle, basti dire che ogni anno è un week-end di settembre che sembra Ferragosto e che ci mette nel mainstream mondiale degli eventi, forse unico. E l'assessore Corsini ci nega di entrare nella Terra dei Motori perché Tavullia è fuori regione per un pelo, con Simoncelli, la Benelli a Pesaro,, Valentino, il Corianese. terra d'olio, vino e moto possibile?? Poi ci sarebbe il discorso dell'assessore Brasini e della sua imbarazzante posizione di manager di Imola e Assessore a Rimini che è sponsor del GP. 
Nemo Pascale.

Tutta roba sua

Ho letto sul Carlino, una apprezzabile nota, con i titoli però taroccati, di Fabio Lisi, candidato in attesa di giudizio della Lista Onestà e Partecipazione, alla cui nascita noi del Blog abbiamo dato un contributo anche familiare, apprezzato particolarmente dalla... Scuderia Cardone. Il "tutto fare" pentastellato, da contratto, ha prontamente risposto usando la solita educazione, con la pagata esaltazione dei tre componenti la sua pregiata scuderia. Sulla parte politica preferisco sorvolare, non voglio infierire su un prodotto nato per caso e molta fortuna. Ma sul Raiola a 5 Stelle qualche altra considerazione domenicale la voglio aggiungere. Cardone è sincero come capita a quelli che non hanno niente da perdere e magari non pensavano, qualche tempo fa, di guadagnare posti così ambiti e retribuiti, senza essere eletto o nominato. Mostrarsi e definirsi come il "rappresentante" magari non molto legale della seconda forza politica della città è un ruolo che nessuno può vantare, nemmeno dopo decenni di attività sul territorio. Si è insignito del titolo e lo difende. Il logo è mio, me lo hanno dato i tre eletti dalla mia parte. Che l'ardita affermazione sia in leggero contrasto con le regole chiare e semplici del Movimento, sembra un particolare irrilevante come quello che i vecchi attivisti se ne sono andati. Non tutti possono avere una dote mensile pari agli artisti della politica che si affidano (coscientemente) a lui.

PS Sono sicuro che in un onesto confronto programmatico tra i Cardone&Assistiti e Lisi ci sarebbe un Raiolino.. balbettante. Non credo che "Babbo" Ennio apprezzi particolarmente il procuratore del figlio o si?? 

Abbiamo ragione

Scriviamo per avere ragione. Molte volte ce la diamo da soli. Voi direte, bella forza con gli interlocutori o interpreti che avete di fronte, ci vuole poco. E' così. Sul Parco Spiaggia e dintorni fino ad arrivare all'Aquarena, per finire con la madre di tutti gli appalti che non ci sono stati, è un "disordine" amministrativo continuo. Dove può arrivare Gnassi? Non ricordo una impunità politica così vasta per nessun sindaco. Sull'altra, giudiziaria, ho le mie antiche certezze che si stanno fortificando. Andrea Sigismondo Malatesti al comando. Dalla Signoria al Comune sono Io, il titolo del prossimo libro. Vi ricordo l'ultimo esempio della filosofia politica che sovrintende ogni decisione del Principe nemmeno troppo "machiavellico". Il Parco Spiaggia, è solo un rendering, sul quale hanno scatenato inutili manifestazioni d'interesse. Lo hanno arredato con presentazioni, innovazioni, promesse, cartelli e manifesti.  Di certo ci sono solo i rinnovi delle concessioni demaniali presto sanzionate dalla malvagia europa. Le avete "sbandierate" come atti dovuti. Voglio solo sapere chi dovrà "pagare" le sanzioni. Nel caso del pubblicizzato Parco Spiaggia è bastato un "normale" Dirigente della Provincia a ricordare al Presidente della stessa che le regole non possono essere tirate volgarmente come la pelle della.... Le leggi vigenti anche nella "strana" enclave di Rimini non permettono di taroccare un Master Plan come fosse l'obbligatorio Poc, strumento attuativo del Piano Strutturale, approvato in odore mortis della legislatura. Non bastano i manifesti per bagnini e chioschisti per rendere "legale" un atto amministrativo. Le regole ci sarebbero per tutti, solo le Ruote possono violarle. Prima di renderlo urbanisticamente lecito il sedicente Parco Spiaggia deve mostrare come visibili e accertabili gli aspetti pianificatori: destinazioni, standard, mobilità e servizi. Ma questo è solo il primo tempo del film, attore (finalmente) protagonista e guest star Andrea Gnassi. L'unico interprete che svolge spesso anche il ruolo della comparsa. Sarebbe un felice coronamento di un sogno fanciullesco se lo scenario non fosse la nostra Città.

PS In dodici anni abbiamo pubblicato oltre diecimila articoli. Possono rappresentare degnamente rispetto al niente che ci circonda, almeno dieci programmi di legislatura. E dobbiamo litigare con un asilo nido di politici però bene remunerati? I problemi "urgenti" di Rimini sono le fontanelle di Bernabè??

Centri commerciali

I centri commerciali del riminese dovrebbero fare un regalo al sindaco: non dico il classicissimo Rolex da delegazione d'ambasciata perchè i pubblici amministratori non possono accettare regali sopra una certa cifra per legge mi pare, ma un pensierino dovrebbero! E il sindaco che più di altri, 10 volte di più, involontariamente per carità, li ha favoriti. Sabato mattina, tradizionalmente deputato allo shopping specie alimentare, il centro è inaccessibile perchè chiuso il parcheggio Rocca, occupati Gramsci e Padane dal Mercato anche per mezzo di chilo di salsiccia, un accessorio di vestiario devi andare alla corte della Grande Distribuzione. Pertanto oggi il centro storico risulta fortissimamente mutato e connotato, non solo il sabato, dai provvedimenti Gnassi. Quando l'uomo fu eletto parlava di Torrepedrera, Miraramare e dei massimi sistemi. All'atto pratico poi si è concentrato per 5 lunghissimi anni sul Centro storico, per il mio sentire massacrandolo con interventi su viabilità e parcheggi, ed infatti simbolicamente, vedi l'Inconscio!? Ne ha tinte le strade di rosso. L'ultima cosa che un sindaco dovrebbe fare di questi tempi è diventare un "centrocommercialista" integralista: lui per scelta o caso lo è stato. L'ultima cosa di cui questa città aveva bisogno è il III maxicentro commerciale a uno sputo dal Centro Storico: lui lo ha autorizzato e caldeggiato e si farà, il contrario di quello che fanno oggi 9 su 10 città essendo noi già pieni di market, che spingono i consumi, arricchiscono le élitees, impoveriscono la middle class. Quindi dico: un pensierino ci sta tutto! 
Sara Amati

sabato 20 febbraio 2016

Feste inventate

Da anni proponiamo di trasformare la "teorica" area del benessere di Miramare, in una città dei giovani, utilizzando il grande rettangolo dal mare alla statale, da via Cavalieri al Rio dell'Asse che segna il confine con Riccione. Cultura, sport, intrattenimento, pensate come eccellenze non sballi. Proposte da contrapporre alle feste inventate per i soliti del solito accompagno sindacale. Dopo il fallimento del "volano" della zona sud, l'innominabile Colonia Novarese, gemella del disastro Murri, ci vorrebbe una forte iniziativa imprenditoriale per la riqualificazione della ex area turistica riminese. L'ultima proposta che ricordiamo era rivolta ai cittadini residenti: uscite di sera e giocate a briscola sulle strade, occupandole al posto delle puttane, aiutate dai cartelli del Fila Dritto. Riprendiamo l'argomento senza speranze, non appartenendo a nessun consorzio, tanto meno catalogabili tra le strette amicizie. Lo diciamo per fare "pendant" con le proposte del Morollino ormai unico candidato che il Pd può osare per Viserba. Francamente in quel guazzabuglio orrendo di destinazioni, un'area festaiola non la vediamo. Ma la concorrenza è solo gnassiana. Dopo il Ponte che si specchia nei ristoranti, sarà il Parco Marecchia la nuova collocazione festaiola. La spesa al Conad Aquarena, al ritorno si festeggia sul Ponte o nelle vicinanze. Il copione è sperimentato: violenze, devastazioni, rumori e sballi mortali. I cittadini di S.Giuliano hanno tentato timide ribellioni, ma la strada è quella. Si chiudono i parcheggi nella vecchia movida riminese, mentre al Borgo degli affetti se ne inventano di nuovi. Pure le tettoie abusive si legittimano con i nuovi regolamenti dei dehors, senza contare gli interventi di arredo. Come diceva quel qualcuno, ci si azzecca sempre.

Polo Logistico

Sono convinto che Rimini sia una città politicamente fragile ed immatura. Colpa forse dei disastri culturali delle nostre stagioni turistiche o i guadagni che permettevano? Le due gobbe evasive ed elusive sono esaurite. Quella sammarinese è stata smantellata duramente, Non volevo parlare di questo ma degli "strani" ragionamenti del consigliere Eraldo Giudici. Non lo conosco, appartiene anagraficamente alla semi nouvelle infornata berlusconiana. Non so nemmeno quale sia il suo rifugio attuale o futuro, non mi interessa. Però quando si fanno affermazioni ardite occorre, anche nel palcoscenico del consiglio comunale di Gnassi essere almeno più cauti e ..precisi. Ho anch'io una ammirazione imprenditoriale per l'Scm, non ho mai definito padroni gli imprenditori anche quando lo sembravano crudelmente. Mi permetti, uso il tu da ex collega, hai esagerato in piaggeria magari nemmeno richiesta. Quale sarebbe l'eventuale riduzione del traffico pesante avvertibile sulla Marecchiese se la "richiesta" del Polo Logistico venisse accettata? Non emigrano con l'azienda, andrebbero solo a riversare il traffico (pesante) su Rimini Nord che non ha davvero aspetti finlandesi nella mobilità. Il tema ed il susseguente problema è un altro. La sede di Villa Verucchio rimane (spero) sempre aperta, i materiali ed il prodotto finito transiteranno verso il Polo. Gli argomenti importanti sono relativi però al Piano Industriale che sottende questa richiesta e la ragione per cui il Sindaco e Giunta la trattano come il segreto di Fatima o il Lungomare delle manifestazioni d'interesse. Parlano solo con i poliziotti o guardia di finanza? L'eventuale manifestazione d'interesse non presenta una novità ma un ritorno. Negli anni 90 sempre in quelle località e forse sugli stessi terreni vi era l'intenzione, da inserire nel Prg Chicchi, di realizzare un sistema intermodale da raggiungere con la ferrovia come per la Fiera. Non se ne fece nulla. Forse erano i terreni sbagliati. Attenzione, sono destinazioni da maneggiare con cura, qualcuno si ricorda la fine che ha fatto la "nuova" fabbrica della Coca Cola? Con sindacati e partiti che sponsorizzavano la richiesta finita in una normale speculazione immobiliare? Non hanno fatto in tempo a terminare in ritardo di dieci anni il Piano Strutturale che già arrivano le domande? Il tempo è quello più indicato. Intanto per essere leggermente maliziosi, il Progetto Rimini è stato "logisticamente" abbattuto. Meno traffico elettorale e se (come sembra) ci sono (anche) accordi di desistenza, davvero i tabelloni non saranno nemmeno piazzati. Serve una Lista.. certificata.

venerdì 19 febbraio 2016

Articolo..strano


Uno "strano" articolo quello letto su Rimini 2.0. avente come oggetto una richiesta dell'Scm per la realizzazione (su terreni in proprietà) di un centro di smistamento per l'intero gruppo. In momenti come questi con la "ripresa" che sta assumendo i contorni beffardi delle promesse renziane, eventuali richieste di investimenti industriali dovrebbero essere esaminate con attenzione e cura. Sono troppo navigate, le due famiglie al comando dell'ammiraglia imprenditoriale, per cadere in trappole comunicative o "incaute" candidature. Arriverà, se la notizia fosse vera, anche il naturale e necessario Piano Industriale che avvalori richieste e necessità. In attesa devo anche "rivelare" una notizia che ci è arrivata attraverso la miriade di informatori, alcuni interessati e non tutti attendibili. E' vero che il Comune intende "spacchettare" l'immenso comparto formato da ex Mercato Ortofrutticolo, (donato a Cagnoni), Scm, Cbr e..altri ? Sembra, uso un prudente condizionale, che siano previsti anche 2000 appartamenti, tanto per gradire. Alla faccia dei mattoni scomparsi. Aquarena è (sarebbe) un aperitivo al laterizio. 

PS Fate come volete, ma state per ingolfare la giustizia riminese.

Il Parco delle Acque

Negli anni 70/80 quando non si sapeva come uscire, si usava il magico termine "Area Polifunzionale". Talmente inflazionato che non viene usato più da nessuno. Oggi i fighetti dell'urbanistica si rifugiano nel Venture o Parco. Password che permettono, quando va bene, una macelleria di mattoni misti a erbetta, laghetti, vialetti pitturati e legno per tutti. L'orgasmo arriva con una cascata o zampillo d'acqua, in cui puoi rispecchiare i tre/quattro ristoranti borghigiani rimasti. Il rendering ermetiano sostituisce le brutte tavole di una volta che ti costringevano negli affollati quartieri a penose contorsioni per vedere qualcosa. L'ultimo in ordine di tempo, si chiama PARCO DELLE ACQUE. Quelle della pazienza, spero si stiano "rompendo" ai cittadini riminesi fecondati dai giornali. Stiamo parlando di quel pezzo della Città particolarmente attenzionato da Gnassi e da Grassi.. Ennio. Va dal Ponte della Resistenza a quello millenario ribattezzato Andrea. Storici, ambientalisti e Marco Fonti, l'ultimo genio a 5 stelle, hanno intuito che il male della Città è una pontile resistenza a pelo d'acqua. I tanti discorsini da 5 euro che ho letto li avrebbero partoriti se non ci fosse il ponte? A nessuno verrebbe in mente di togliere alla portualità quattrocento metri di banchina. Visto che le altezze degli altri due impongono un uso "mirato" dello specchio acqueo. Io vorrei che il canale tornasse porto, riconoscendo un'identità non marginale per la nostra città. In termini provocatori se spostiamo una strada o eliminiamo un parcheggio per dare luce a due sassi "storici", vogliamo eliminare un Porto per dare ragione commerciale al fenomeno al comando? Mi piacerebbe conoscere anche il parere dei tanti esperti pronti a fare barricate per il com'era e dov'era. La soluzione del trasferimento del ponte, è scritta nel Piano della Mobilità, (merita articolo), rimasto chiuso in un cassetto come opera di persone non gradite. Tornando all'Acqua del Parco sindacale, una passeggiata in banchina ammirando le barche da diporto, è cosa apprezzabile e gradita. Organizzare gli ormeggi è di facile soluzione, lasciamo però i "giusti" spazi all'ex Ponte di Tiberio con i suoi meravigliosi muraglioni. Evitiamo l'effetto Gardaland. Ho l'impressione che questa volta il Sindaco abbia esagerato nella protezione gastronomica.

giovedì 18 febbraio 2016

CS M5S BIM

Rispondiamo ai cittadini
Ci sono giunte richieste di verifica da parte di alcuni cittadini sulla qualità delle acque erogate dalle “casette dell’acqua” installate nel nostro comune, rispondiamo a una loro interrogazione. Purtroppo sostituendoci alla maggioranza, che a quanto pare non ha avuto tempo modo o volontà di rispondere al quesito che gli è stato posto precedentemente, portiamo quindi la domanda di pochi all’attenzione di tutti, il dovere di ogni amministratore quando si parla di condivisione di informazione alla cittadinanza, soprattutto se relative ad un servizio a cui tutti possono accedere. Pochi e semplici passaggi, abbiamo reperito con regolare accesso le analisi dell'acqua e abbiamo poi verificato con dei consulenti che effettivamente i valori fossero rispettosi della normativa, tale materiale è ora a disposizione anche dell'amministrazione e quindi facilmente verificabili per i cittadini con un semplice accesso. Possiamo dire che non risultano a fronte delle analisi in nostro possesso valori che possano fare pensare a rischi per gli utenti del servizio fornito dalle casette dell'acqua che risulta essere di buon livello. Ripetiamo che come più volte da noi percepito questi amministratori mancano nella comunicazione delle informazioni che possono facilmente dare certezze e sicurezza alla cittadinanza, che come in questo caso, spesso si appoggiano al Movimento5Stelle per avere risposte che la maggioranza dovrebbe dare e che invece come in questo caso, alle volte snobba, probabilmente ritenendole di secondaria importanza. Certi di avere svolto utile e doveroso servizio, in quanto seppur di minoranza, siamo sempre parte dell’organo amministrativo, chiediamo alla maggioranza di essere più attenta alle esigenze dei cittadini e alle loro richieste di verifica dei temi legati alla sicurezza, importanti come l'acqua, un bene essenziale che deve restare pubblico e attentamente monitorato per aver informazioni periodiche sullo stato della risorsa idrica distribuita nelle casette. 

Tutti uguali, qualcuno di più

I tre giornali all’unisono pubblicano il grido d’allarme da parte di Brasini per aiutare la Rimini Calcio. Ma, udite udite, il grido questa volta si sposta in particolar modo sul SETTORE GIOVANILE A RISCHIO! Settore giovanile a rischio? Ma come? Se a Viserba non ci ha pensato nemmeno un momento a chiudere l’impianto con oltre 200 ragazzi messi alla porta dalla sera alla mattina, ora si prodiga a destra e manca per chiedere alla cittadinanza di dare una mano alla Rimini Calcio ponendo in primo piano il rispetto per i ragazzi? Quali ragazzi? Intende quelli sottratti alle realtà locali consolidate e che avete messo in difficoltà autorizzando la presenza della Rimini Calcio sulle strutture? Un confronto come quello fra Davide e Golia? Non è che per caso ancora una volta siete andati fuori dal seminato? Non è che per caso il fatto di avere difeso l’iniziativa della Rimini Calcio e tutto quello che c’è dietro compreso il sig. .., i gestori degli impianti e compagnia bella faceva parte di un programma che si è rivelato un buco nell’acqua e nei campi disastrati? Assessore Brasini, l’entrata a gamba tesa sul bando, così da Lei definita, fa il pari con tutto quello che è stato fatto sui settori giovanili della città. Soltanto Voi non avete voluto vedere quello che stava succedendo, nonostante tante voci si fossero levate da più parti. Oggi la cosa vi è chiara o ancora no? Quanti Fratelli F... pensate ancora di trovare disposti a mettere i propri soldi in un contesto del genere? Tanti Auguri! Comunque sia… 
Ermanno baldini

Pista Ciclabile (?) del Porto

Sono decine i lettori che "vogliono" spingere il Blog ad affossare (anche) l'ultima invenzione elettorale di Gnassi, prima di venire (ufficialmente) assolto per avere gettato (con altri) 60 milioni senza accorgersene. Dovrei criticare fino all'ingiuria, visti i "precedenti" ciclabili del Sindaco, anche la stupenda pista rossa "detta" del Circolo Nautico, una volta contenitore di velisti e motoristi quasi tutti destrorsi, oggi trasformato "nauticamente" in civivo per Gnassi, solo perchè finisce contro l'ennesimo muretto, cartello o pompa della benzina? Fu proprio il sottoscritto, (2003. preistoria) che sollecitò l'allora assessore alla mobilità Baschetti a trovare una soluzione per quei ciclisti (tantissimi) che usano la banchina come percorso, prendendo insulti ed improperi da tutti. Giunti all'altezza del Faro o si gettavano, pedalando, in mare o proseguivano contro mano, dovendo scavalcare il "mare" di macchine parcheggiate nella darsenetta o quelle in sosta nel Piazzale Boscovich detto della Ruota condonata. La soluzione trovata sembra servire per fare lavorare le solite imprese casalinghe. Per chi ha figli in Turchia potrebbe essere una soluzione accettabile, se lavorasse in una di quelle che non hanno detto "bau" dopo avere rimesso un sacco di soldi con Aeradria. Non sono però mai arrivato a pensare (maliziosamente) che tutti i lavori inutili, ripetitivi, solo e sempre in alcune aree zeppe di sindacale amore siano inventati. Però la GdF sembra di diverso parere. Se iniziano a indagare sugli appalti avranno "straordinari" da chiedere. Se poi decidono di osservare la madre di tutte... Baschetti a costo zero realizzò una ciclabile solo con una diversa organizzazione del parcheggio del Piazzale e l'eliminazione della sosta lungo la darsenetta. Che in prospettiva si sarebbe dovuto fare qualcosa di più organico sia dal punto infrastrutturale, sia per lo sviluppo della rete ciclabile, era cosa scontata. Non a caso promossi e sostenni l'idea di un Piano del Porto, con la soluzione delle tante (tutte) questioni in sospeso. La pista ciclabile odierna con le enormi cifre elettorali impiegate finisce a fare "rifornimento" contro i distributori. Ci eravamo arrivati anche noi a capire che il difficile fosse eliminare le due aree di servizio. Non sono il peggiore dei mali se paragonate alle casine e capanni in prossimità della curva chiamata del "cimiterino" a causa del numero d'incidenti, purtroppo mortali. Il Piano presentato ebbe una audience stimolante da parte delle categorie interessate. Per quello è rimasto nei cassetti, mai rispolverati. Faceva a cazzotti con il Lungomare delle manifestazioni d'interesse. Ma delle centinaia di richieste (in fotocopia) arrivate ne riparleremo. Il Piano presentato al Club Nautico, allora organo "terzo" composto da appassionati del mare, ebbe una accoglienza stimolante. Ovviamente il colonnello a destra di Ravaioli, il mitico A Te Faz Arlotti preferì assegnare uno studio ad una società "non" nemica dei margheritini. Altra forma politica disciolta amabilmente nel renzismo. Il peggio però lo dobbiamo a Gnassi. Il Sindaco non ha mai avuto un'interesse "marino", sono note, con il fido Jamil, solo alcune incursioni su moto d'acqua. Troppo veloci per capire il resto. Stiamo parlando di una industria presente da secoli nel riminese. Via Ravaioli e i due "colonnelli" Melucci&Arlotti, arriviamo alla stagione delle "figurine", l'infanzia dell'amministrare. Prima le immagini dell'albergatore prestato all'urbanistica si accanirono su Piazza 3 Martiri, poi seguendo Ruota, Feste e Pub sono approdate sull'area più pregiata: Lungomare. Ci è rimasto solo questo da distruggere con Spiaggia e Retro. Un terreno dove si consumerà l'ultima battaglia prima di morire da falliti. Tornando al Piano, alla cui stesura avevo partecipato, partiva dall'idea che lungo l'asse del canale portuale arriva una delle tre "ricuciture" tra centro storico e mare. Le altre sono Stazione e Parco Ausa. Una mobilità lenta, ma anche carrabile, vista all'interno del più complesso Piano della Mobilità che seppure votato (da tutti) in Consiglio Comunale portava le stigmate di Baschetti e (dietro) Lugaresi. Troppo per un Pd  arrivato al potere. Molte le specifiche questioni affrontate e lasciate sul terreno,,ciclabile alla Gnassi. Cito i titoli, anche per aiutare (sgrammaticalmente) il figlio di Ennio a compilare il "suo" programma: moli, piazzale boscovich, collegamento s.giuliano, capanni dei pescatori, faro e dintorni, magazzini del sale, casette, distributori, banchine e specchio acqueo a monte del ponte della resistenza. Sulla riva sinistra una riqualificazione delle banchine e del grande marciapiede, mercato ittico, area cantieri, scarico del pescato. Ovvio che un progetto così vasto si sarebbe realizzato a stralci ma con una visione generale. Alle risorse regionali, vista la qualificazione del Porto, si sarebbero aggiunte quelle europee, grazie all'opera insistente di Affronte e del suo addetto stampa e colloqui. Discorso lungo e noioso, potrei aggiungere anche autoreferenziale, ma quando ho letto cosa è riuscito a dire il consigliere Fonti 5 stelle (non sempre) in consiglio, ho subito telefonato al mio Morollino, dicendo di stare tranquillo. Non più tardi di tre anni fa, in corrispondenza della darsenetta fu posizionata una protezione di legno massiccia, messa per impedire la caduta nel porto. Non era più semplice, come dissi ai tecnici, nel mio passeggiare, erigere un muretto in c.a. che contenesse anche le fioriere presenti, con il vantaggio di non togliere spazio a strada o pista ciclabile? Alle volte basterebbe pensare a non fare lavorare solo le ditte..fortunate.

PS L'ho fatta lunga come la pu... che hanno fatto alla nostra Lista.