Sentono odore di voto ed allora gli scontenti escono fuori annunciando novità viste decine di volte e finite (sempre) male. Parlo di Carlo Calenda, l'ex gemello di Matteo Renzi, fondatore del solito partito destinato al 2%. Naturalmente liberale, vicino agli eredi di Berlusconi e soprattutto alla corrente del Pd definita riformista, altro termine oggetto di abusi. Prende le distanze soprattutto dalla Schlein e naturalmente dalla Meloni. Il suo gps lo consiglia così. Una lode alla Marina, sempre Berlusconi, è d'obbligo, forse l'unica soluzione per un Pariolino. Secondo Calenda il centro destra ha una linea euroscettica, mentre l'agenda della Berlusconi che conta è liberale ed europeista, condivisibile nel quartiere fighetto della Roma eterna. L'ultimo vagheggio, ripreso dall'ex Corrierone, forse in mancanza d'altro, il gemello solitario vede la Ducetta dirigersi verso Orban, mentre Salvini, spinto dal contrario Vannacci sarà, sempre più, sulla corsia di destra. Il tempo dedicato ad un altro prefisso della politica, in attesa di collocazione sicura, è consumato da Maria Teresa Meli sul Corriere.
massimo lugarersi

