mssimo lugaresi
venerdì 6 marzo 2026
Crosetto: Dubai?
Caro Dagoreport, intelligence di Dagospia, possibile, con quello che (per il momento) sta succedendo nel mondo, il problema sia Crosetto? Il ministro della difesa italiano, andato a Dubai per i ca..suoi, senza sapere cosa preparavano i padroni americani e gli intimi israeliani. Anche oggi il blog della disperata corrente piddina, definita democratica per altezzosa consuetutidine, in prima pagina mette e colpisce il misterioso viaggio di Crosetto a Dubai che veniva bombardata, senza il doveroso avviso dei gemelli in guerra. Tralascio le motivazioni che hanno spinto l'antico e reciproco amore, all'ultimo passo verso la terza guerra di tutti contro qualcuno. La visione e l'ascolto televisivo è ormai completamente meloniano. Le reti definite berlusconiane, stanno agevolmente battendo la disponibile tv pubblica, con qualche rimasuglio della sinistra piazzaiola, il modello (una volta) di moda. Crosetto merita tutta questa importanza? O volete anche voi mascherare le difficoltà nel proteggere una opposizione inguardabile. La vostra corrente rimane in mezzo al guado. Almeno la Spagna ha emesso un debole vagito. Perfino Mattarella ha perdonato il ministro della nostra impalpabile difesa che non usa la scorta. Sono convinto che il vezzo durerà poco. E' una guerra che l'assalito vuole allargare per renderla insostenibile. Il costo rimane altissimo ed il diritto internazionale cancellato. Cercasi tracce di bombe nucleari anche artigianali.
giovedì 5 marzo 2026
Bollettino di Guerra
Mentre i fedeli domestici del centro destra vengono "oscurati", lasciando il ministro della nostra difesa, in zona di guerra, la sinistra continua con gli scioperi del fine settimana e la segretaria (si fa per dire) del Pd, al seguito del nume Landini. Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno contribuito a dividere ancora più l'opposizione che non sia quella familiare dei più a sinistra. Il movimento 5 stelle adotta la vocazione che lo ha reso, con Grillo, elettoralmente forte. Conte abusa. Travaglio scrive e cerca di mantenerli in careggiata. E'indubbio che anche la nostra debole e sottomessa politica sia stata bombardata. Non parliamo poi della Unione Ursula, scomparsa dalla scenografia. La guerra, inevitabilmente, si allarga. Noi conosciamo solo le imprese riuscite alla società bellica Trump&Netan e subiamo le conseguenze finanziarie. Le motivazioni sono sempre bugiarde. Lo Stretto di Hormuz conferma. Il bollettino di guerra pubblicato da Dagospia, cerca di tenere i piedi sulle (almeno) due staffe democratiche. Pestando i calli al governo. La guerra si allarga ed aumenta la paura degli atti terroristici. Il domestico nucleare di Netan usa un metodo collaudato negli anni, inventando una debole scusa per bombardare. Il premier israeliano approfitta per chiudere vecchie rappresaglie al LIbano. Cina e Russia rilasciano ancora missive tranquillizzanti. Sembra un grande focolaio, senza l'intenzione di diventare mondiale. I diritti internazionali sono argini ridicoli e calpestabili. La propaganda occidentale mostra "Io sono Io" interpretato da Trump e posso fare quello che voglio, se mi chiama Netan, quello che vuole lui.
massimo lugaresi
mercoledì 4 marzo 2026
Sottomesso
La sottomissione americana ai voleri bellici di Israele, non è iniziata con Trump. Donaldone, ha solo reso più evidente l'aspetto come fa con tutte le sue molteplici esagerazioni. Ho letto su Dagospia un articolo, tratto naturalmente dai migliori fornitori di politica estera, ovviamente in salsa democratica. Lucio Caracciolo ha scritto che gli americani hanno eletto Trump, ma comanda Netan. Oggi l'America sta agendo da cliente di Israele. Uno scenario ideale per Cina e Russia. Il Financial Times insiste pesantemente: il presidente americano non ha un piano per il futuro dell'Iran, sembra il ventriloquo del premier israeliano. C'è anche un pesante riferimento agli Epstein files che lo terrebbero per le pa...Ha rinunciato all'isolazionismo Maga, quello che ha permesso l'abbandono dell'Europa, modello Ursula. La (fu) superpotenza globale è spinta da una potenza regionale. La propaganda democratica italiana è divisa come le due correnti principali del Pd. Marco Travaglio, il giornalista che mantiene vivo il movimento stellato, aggiunge che nessuno può sapere perche il Tycoon abbia rinnegato l'isolazionismo Maga che lo aveva (prepotentemente) eletto per impelagarsi in un guerra dagli esiti incerti, in pieno negoziato con lo stesso paese. Le accuse sono le solite, usate per Vietnam, Afghanistan ed Irak, terminate con fughe clamorose. Sembra che perfino la Cia escluda che Teheran sia una minaccia, ma solo una grande produttrice di gas e petrolio. Lo Stretto di Hormuz lo conferma. Putin ringrazia, scendendo nella graduatoria dei tiranni pericolosi.
massimo lugaresi
martedì 3 marzo 2026
Servi della Gleba
Meglio dello schiavo. L'ennesima guerra, con durata e dimensioni ancora indefinibili, mostra senza dubbi, il nostro ruolo di servi della gleba occidentale. Il duo Trump&Netan nel festival bellico canta e bombarda assieme. La scusa è l'armamento nucleare del nemico iraniano, per caso, altro paese fortemente dotato di petrolio. Forse per Netan non è la ragione preponderante, mentre per il Tycoon ed i 27 psichiatri che lo hanno giudicato è sufficiente. Crosetto era rimasto bloccato a Dubai. La nostra Ducetta non si è mossa. Dal Pd nessun vagito, chiederanno di sentire il racconto della Meloni. L'Iran proclama 40 giorni di lutto ed annuncia chi sostituirà Khamanei, magari più duramente. Difficile per Israele aumentare in quella direzione il numero delle colonie. E' stato un colpo con inevitabile risposta che la nostra Europa ha dovuto ingoiare senza avvertimenti. Segnale utile per stabilire il nostro peso ed importanza nello scacchiere che conta. Mentre gli attuali 27 paesi europei, con il via vai del Regno Unito, sono divisi su quasi tutto. L'Iran proclama 40 giorni di lutto ed assesta colpi pesanti in risposta. Impossibile per il duo bellico in azione condurre a lungo una guerra di questo tipo. Un errore molto simile a quello di Putin. Intanto l'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, la rotta petrolifera più importante. Lo potete vedere già nel veloce aumento di benzina e gas. I nostri partiti (quasi tutti) sono silenziosi in attesa di ordini Supremi.
massimo lugaresi
lunedì 2 marzo 2026
Quel Matto di Trump
Con Dagospia ho avuto difficoltà nella scelta degli articoli, usabili al contrario. Ammetto di avere visto, quasi interamente, la serata dell'ex Festival (canoro) del Pd&Associati, dedicata alle cover. Bella serata, con alcune interpretazioni stupende. Ho sentito invece che i dati d'ascolto, per la propaganda giornalistica, oggi contraria, erano bassissimi. Secondo Conti, non accreditabile a destra, sono invece i più alti degli ultimi 30 anni. Più o meno quelli del prossimo Dominio Meloni. Trump intanto esegue il doveroso lavoro, quando Netan chiama. Un bombardamento con avviso di quello che potrebbe succedere. Le armi nucleari nelle mani della ex Guida Suprema Khamenei, vengono considerate da Israele una minaccia troppo vicina. Trump ascolta e provvede. La paura di scatenare un'altra invasione, stile afgano, con la solita ritirata ed un prezzo altissimo pagato, non frena l'ennesima guerra scatenata dal Tycoon. Poteva almeno avvisare la fedele Ducetta ed il ministro della difesa (?) in visita familiare a Dumbai. Solo piccoli particolari di una vicenda con sviluppi imprevedibili. La Guida Suprema "sembra" sia stata colpita. Intanto lo scandalo Epstein, nato per liquidare Donaldone, colpisce più le icone presidenziali democratiche. Allora non rimane che trovare almeno 27 psichiatri americani per diagnosticare la personalità pericolosa di Donaldone, con megalomania ed egotismo straripante. Strano che per Biden nessuno abbia pensato di chiamare almeno il medico di famiglia.
massimo lugaresi
domenica 1 marzo 2026
Chi Vince
Prende tutto. Sembra questo il pensiero della Meloni, espresso nel cosiddetto Stabilicum, nuova proposta di legge eletttorale. L'esito del referendum stabilirà anche altri aspetti. Se vince il Si, la destra centro lancerà anche la proposta di legge elettorale che "premia" chi raccoglie più voti. La sinistra degli antagonisti, con (almeno) uno sciopero settimanale e miliardi per Zelensky, negati al lavoro, attende trepidante. Sarebbe il definitivo accantonamento del Campo Largo, arato per vincere, anche con il peggiore nemico di una volta. La premier accelera, nervosamente, la legge elettorale per paura di perdere il referendum e Mario Lavia di Linkiesta, cerca disperatamente la lucina di speranza. La proposta dello Stabilicum arriva in Parlamento con un premio di maggioranza oltre i limiti già bocciati dalla Consulta e senza confronto (impossibile) con le opposizioni. Una forzatura che rischia di rafforzare la narrazione anti destra di Pd e grillini. Se vince il Si questo rischia di essere il capolavoro del centrodestra. Una proposta di legge elettorale che la sinistra già bolla come la nuova legge truffa. Con un meccanismo che prevederebbe un premio di maggioranza troppo ampio che (sperano) verrà fulminato. Contano sull'intervento della Corte Costituzionale. La coalizione che prenderà il quaranta per cento, recita la proposta, otterrà più del cinquantacinque per cento dei seggi. Se la Ducetta arriva a questo, il Campo Largo è stata una inutile invenzione per battere un fascismo visibile solo con adeguata tessera. La situazione si ingarbuglia, avanza un altra guerra e l'Europa (noi) contiamo sempre meno.
massimo lugaresi
sabato 28 febbraio 2026
Ancora Tu?
Non dovevamo parlarci più? Ho letto (visto) Dagospia e la prima pagina, ancora dedicata alla Ducetta, responsabile della "politicizzazione" del referendum. Comunque vada, forse male, anche a destra ci sono quelli che ascoltano più volentieri il Presidente, nella sua instancabile maratona tra la neve e ghiaccio olimpico e le visite, dopo i disastri della natura. Siamo così, lo diceva una splendida canzone. Maledetto il giorno che è stato indetto questo referendum, sarebbe l'imprecazione sfuggita alla Premier, attanagliata dal dubbio amletico: metterci o non metterci la faccia? Secondo l'intelligence del Blog, La 7 e Bersani, c'è la crescente rimonta del No. Quindi andremo a votare per l'altro fatale referendum: Schlein o Meloni? Allora zittiscono, parla solo Conte, quello dei quattro venti. Il Pd disastrato ha assunto, con i resti dei giornaloni, Mattarella come guida. Ci voleva poco per sostituire la segretaria di Landini. Sembra che l'esito sia nelle mani dell'elettorato moderato che, a rigor di logica, non quella della Gruber e Parenzo, ha sempre scelto la destra. Considerando il calo dei votanti, l'esito è difficilmente prevedibile. La sinistra ha fatto la solita figura grillina.
massimo lugaresi
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