massimo lugaresi
martedì 14 aprile 2026
Vicolo Stretto
Lo Stretto di Hormuz è diventato più famoso della Conte Claudia. Il salto della qualità gossipiana è registrato da Dagospia. Il blog più romanista che piddino, si dimena tra le correnti democratiche, la sciagura Elly, Donaldone e la speranza che il referendum porti almeno una giustizia elettorale. Le intelligence usate prevedono la sicura caduta del governo, mentre il Campo Largo coltiva milioni di voti per l'altro Conte. Il terrore del Nazareno. Il Vicolo Stretto della Pace costringe il mediatore americano a lasciare il Pakistan. Non hanno raggiunto l'accordo e Donaldone ha "attaccato" (pesantemente) anche il primo Papa americano. Per l'Iran lo Stretto rappresenta l'arma migliore contro Trump. Viene ripresa la cosiddetta minaccia nucleare, la scusa, non accertata, che aveva consentito un'altra disastrosa guerra. Il nodo è lo Stretto di Hormuz. Gli iraniani vogliono imporre un pedaggio alle navi che transitano, Donaldone vuole invece la libertà di navigazione. Per Teheran significa perdere l'arma di ricatto. In ogni caso la favoletta che gli States hanno in mano la situazione si rivela, ancora una volta, bugiarda. L'Iran non è il docile Venezuela. Sembra che le petroliere abbiano fatto rotta verso gli Stati Uniti, diventati fornitori di petrolio per l'Occidente. Miliardi di dollari per uno strano pacifismo.
lunedì 13 aprile 2026
Tengo Stretto
I negoziati tra Usa ed Iran sono partiti male, secondo l'intelligence (Ansa), condivisa da Dagospia e finiti peggio. L'altro blog di riferimento (Linkiesta) è rimasto fermo, quasi immobile, nella visione draghiana, con sede a Davos. L'Europa Ursula è in crisi evidente, la proiezione europea del Pd. Rimane la notizia che i negoziati tra Usa e Iran partono male secondo il resoconto copiato da Dagospia. Trump ha spedito Jd Vance in Pakistan, con allegata la solita minaccia che non si avvera: non permetterò che l'Iran faccia pagare un pedaggio sullo Stretto di Hormuz. Fino ad ieri sembrava che facessero metà per uno dell'incasso. Regna, volutamente, una grande confusione. Per Teheran il ricatto sullo Stretto è la precondizione per trattare. L'arma più pericolosa per l'Occidente. Trump non consente a nessuno di rubargli la scena mondiale. Sembra sia rimasta, anche per lui, l'unica speranza per i prossimi esami elettorali. Minacce seguite da bonaccia bellica. Quanto può durare? E' la stessa domanda, con minore interesse, fatta a sinistra per la Schelin. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si sarebbero tenuti domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. Saltato tutto.
massimo lugaresi
domenica 12 aprile 2026
Gossip
massimo lugaresi
sabato 11 aprile 2026
Guerra e Investimenti
L'unico accordo che in queste cime tempestose viene accuratamente osservato da Dagospia, è "non" parlare del Pd, tantomeno della Schlein. Il blog, credente ed osservante piddino, si adegua, Piantedosi e l'altra Conte sono i titoli di moda. Il ministro degli interni rappresenta una delle figure migliori del governo, senza fatica, ma sembra impelagato in una vicenda (personale) amplificata. C'è invece il cessate il fuoco, deciso dopo una notte che prevedeva la distruzione iraniana e la sua antica civiltà. Trump, per non deludere il compare israeliano che sembra dominarlo, forse per il possesso di notizie e files compromettenti, esclude il Libano dalle trattative di pace. Questa è la posizione ufficiale che viene prontamente ripresa dalla estesa propaganda sionista. Israele fa subito sapere che il Libano non è compreso nell'intesa, continuando a bombardare ed uccidere. Teheran parla di strappo inaccettabile e voluto. L'altalena delle borse favorisce chi ha la possibiltà di conoscere in anticipo le notizie e investire i miliardi. Difficilmente Trump arriverà a fine mandato, la sua, più ristretta, Great America ringrazia per quello guadagnato.
massimo lugaresi
venerdì 10 aprile 2026
Titolo ???
Le intemerate di Trump, con minacce mattutine che arrivate alla sera, fortunatamente si dissolvono, in attesa delle prossime, sono servite a Netan per proseguire una serie di "pulizie" che da solo non avrebbe fatto. Lo scudo americano lo ha coperto ed aiutato. Abbiamo seguito e commentato le minacce trumpiane contro l'Iran, con risposte non previste. Lo Stretto di Hormuz è un segnale prezioso per le borse mondiali. Gli Stati Uniti sono diventati esportatori di petrolio, preso con la forza. Anche Dagospia quando deve parlare del premier israeliano, usa sempre grande attenzione, sembra quasi giustificare aggressioni e feroci bombardamenti. Della Palestina non parla più nessuno, la pulizia è stata accurata. Adesso tocca al Libano, martoriato, con gli Hezbollah come scusa. Centinaia di morti. La più grossa ondata di raid dall'inizio della guerra. Dopo l'attacco, l'Iran (naturalmente) interrompe il passaggio nello Stretto di Hormuz. Passo avanti e due indietro. Anche un velivolo dell'esercito italiano impiegato nella missione Unifil è stato danneggiato. La Meloni prende le distanze (poche) da Donaldone. Nelle primarie dem Conte (ovviamente) è in vantaggio.
massimo lugaresi
giovedì 9 aprile 2026
Cartella Clinica
E' indubbio che Trump sia l'assoluto protagonista dell'angosciante commedia che vede mezzo mondo spettatore e l'altro coinvolto. Il Tycoon rieletto e voluto dai cittadini votanti ha spinto la pubblicazione, da remoto, come ormai la nostra sanità, presunte cartelle cliniche che secondo alcuni (tanti) lo certificano pazzo, fuori controllo. Altri invece lo definiscono un furbacchione che gioca a fare la guerra, ne minaccia altre e, nello stesso momento, interpretando il pacifista, vorrebbe chiuderle alle sue condizioni. L'aiuto concesso a Netan, rimane però legato alla storica condivisione, resa più forte da alcuni files che lo ritraggono in compagnie non dichiarabili. Il Corrierone pubblica articoli convincenti, scrivendo che le sue "sparate" rappresentano un preciso metodo. Domina (gratuitamente) dal suo social, il ciclo delle notizie, costringendo la crescente opposizione a parlare di lui, solo di lui. I media non possono cessare di parlarne, lui genera clic e molta indignazione. Gli avversari reagiscono con gli stessi toni eccessivi. Rimane, non cancellabile, la paura di fare la fine dei presidenti americani che davano fastidio. Un attentato è già stato commesso. Può essere una prova.
massimo lugaresi
mercoledì 8 aprile 2026
Aridatece Rimba Biden
Dagospia ha preso una scorciatoia, copiata dal Corrierone, il giornale che pubblicava verità assolute. Donald Trump dopo 15 mesi e due guerre, risulta meno popolare di quanto fosse il mai rimpianto Sleepy Joe alla fine del suo barcollante mandato. Alcune decisioni prese dal Tycoon sono davvero incredibili. Girano supposizioni che tirano in ballo le migliaia di Epstein Files che lo vedrebbero nei panni ricattabili, quindi (forzatamente) al seguito di Netan. Un giudizio sereno sulle sue altalenanti decisioni è impossibile. Escono anche ipotesi sanitarie che lo vedrebbero neurodegenerato. Passa dalle promesse di una pace alle minacce verso il nemico iraniano che non si traducono mai in vittorie. Si è impelagato in una missione che sbugiarda le previsioni. Solo l'invasione rapida del Venezuela ha permesso il pieno di petrolio, unica ragione che lo ha spinto. Intanto l'Europa è scomparsa, non avendo completato nessuno dei tanti impegni con Zelensky ed imposto solo le sanzioni alla Russia. Mai come oggi avremmo bisogno del petrolio migliore che costa meno. La Meloni, cambiando abito, senza consiglio armocromatico, compie il suo dovere "cercando" il petrolio nel Golfo Persico che ne avrebbe tanto, non lo Stretto di Hormuz per farlo transitare. Le ultime news danno concrete possibilità di un accordo tra Donaldone, nella versione notturna e l'Iran. Dell'Ucraina frega più niente, non credo abbiano ancora le smanie di entrare nel fallimento europeo.
massimo lugaresi
Iscriviti a:
Commenti (Atom)







