massimo lugaresi
domenica 14 giugno 2026
Vannacci Vostri
Già successo. Prima alla Lega, poi ai 5 Stelle di Grillo di aumentare (spaventosamente) i risultati elettorali, senza un proporzionale rapporto con i cittadini. La Lega, nata al Nord, oggi viene colpita per volere la più grande opera realizzata al Sud. Cosa molto diversa dai regali del 110%. Giustamente la rapida ascesa del Generale viene vista come un altro pericolo per una sinistra, così divisa da essere costretta ad evocare il passato, sperando di fronteggiare il presente. Errori su errori di un partito nato nella peggiore provetta politica ed arrivato nelle mani (curate) di una sconosciuta, venuta dall'America con passaporti plurimi, attestanti la natura politica. Dall'altra parte hanno fatto un cammino al contrario, trovando nella Giorgia la perfetta premier per la sinistra. Vannacci Vostri, costringe Dagospia ad usare la modesta intelligence di casa. Artifizio dilettantesco visto i pericoli che corrono i professionisti dell'insulto e provocazione. Non occorrono grandi indovini del futuro per capire quanto ammonterà quello di Vannacci. Il tentativo del blog, ormai solo romanista, di trovare un'altra crepa nella destra di governo è quasi patetico. Pensare (sperare) che il Generale sia un nemico dell'attuale maggioranza può servire per un titolo di un articolo senza speranza.
sabato 13 giugno 2026
L' Unità Woke
Dagospia si schiera (ufficialmente) con la corrente anti Schlein. La critica alle rare Feste dell'Unità, con i soliti rumori cimiteriali, sono condivisibili. Bisogna parlare francamente agli elettori o scacciarli. La Festa dell'Unità (?) 2026 è una "sbobba" indigeribile di dibattiti su femminismo, questioni Lgbtq e varie supercazzole. Viene scelto e schierato un parterre di sicuri scacciavoti. Laura Boldrini, Marta Bonafoni, Michela di Biase e marito spiegheranno come lottare contro il patriarcato, poi arriveranno le esperte del risparmio energetico, senza dimenticare il nostro passato coloniale. Il solito menù Woke, quello che spinge Vannacci ad una facile raccolta di voti giovanili e senili. Il vergognoso abbandono dei temi cari alla sinistra, lavoro, salari, bollette, tasse e immigrazione, sono abbandonati per il trionfante radicalismo woke della Schlein. Poi dici che uno (non solo) vota Vannacci. Il 12 giugno a Roma torna la festa dell’Unità che quest’anno si sposta dalle centralissime Terme di Caracalla, alla meno glamour Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino.
Sarà una messa cantata del vuoto pneumatico massimalista, a immagine e somiglianza del partito modellato da Elly Schlein: radicalismo, idealismo gruppettaro, sinistrismo sciattone in Birkenstock. A tagliare il nastro che inaugura la kermesse sarà Marta Bonafoni, la madre badessa radical del Nazareno, potente coordinatrice della segreteria di Elly Schlein. Uno schieramento di “pasionarie” che metterebbe in fuga Nilde Jotti. I temi della Festa, d’altronde, sono quelli cari a Schlein: diritti civili e lotta al patriarcato. Un ragionatissimo ed elegante modo per spingere gli elettori tra le braccia di Vannacci.
massimo lugaresi
venerdì 12 giugno 2026
Un Altro Wietnam
La confusione regnante negli States, viene misurata dall'andamento della guerra contro l'Iran. Dagospia trova una condivisibile somiglianza con il disastroso Wietnam e la ritirata tragicomica. Dopo l'abbattimento dell'elicottero Apache è arrivata la (solita) minaccia di Donaldone di una potente risposta americana. Teheran invece colpisce le basi americane nel golfo, creando panico arabo e stellato. Anche questa guerra non si può chiudere. Come quella in Ucraina, sarebbe una sconfitta dell'Europa Ursula e la fine di un regime mai eletto ma decimato. Dagospia per avversari e nemici usa sempre insultanti nomignoli. Travaglio e Report non sono considerati pericolosi precedenti. Trump sopravvissuto, anche lui, a dieci tumori ed incessanti tremolii delle mani, viene, elegantemente, chiamato "gangster". Avrebbe minacciato una risposta potente contro l'Iran che adotta la strategia di attaccare le basi americane in oriente, prendendo due piccioni con un missile. Negli ultimi due mesi e mezzo ha promesso solo 38 volte l'intesa con l'Iran. Invece il povero (?) Zelensky è stato adottato dai Volenterosi, quasi tutti sull'orlo di una sconfitta elettorale. Continua la russofobia europea, arrivata al ventunesimo pacchetto di sanzioni, spingendo il comico del bidet aureo a scrivere (firmare) lettere di pace, piene di insulti alla Federazione Russa. Chiara manifestazione di non volere o potere terminare la guerra con le richieste di Putin. Non ho ancora letto quanti sono i militari ucraini uccisi e soprattutto la poca popolazione rimasta.
massimo lugaresi
giovedì 11 giugno 2026
Meno Largo
Assistiamo al ridimensionamento del Campo definito Largo per l'enorme e contraddittorio miscuglio di presenze, una volta feroci nemiche. Una chiamata al potere che si sta sciogliendo, dopo le sberle elettorali. Usando le attuali percezioni si è capovolta anche la geografia elettorale, Nel meridione (non tutto) i cosiddetti progressisti all'indietro hanno trovato il loro piccolo regno, grazie ai compagni stellati spargitori di miliardi, gettati al vento del lavoro in pantofole. Rimangono le grandi città, con dimensioni tali da rendere difficili le distinzioni, per il voluto ingresso dei tanti ristoratori delle nostre pensioni. Dagospia ha usato il solito contentino per la propaganda. Il partito democratico è fermo, immobile, silente, non avendo una guida per tutti. Situazione strana, forse l'ultimo danno prodiano. Non hanno il coraggio di indire un congresso che stabilisca almeno la verità politica, si barcamenano con l'aiuto dei soliti megafoni e richiami al fascismo. Un quotidiano attacco alla Meloni che si erge facilmente rispetto alla rivale, per la velocità nella trasformazione e la presa d'atto delle mutevoli situazioni. Un abisso incolmabile nel confronto con l'armocromatica figura ed unica espressione. Non si confrontano, conoscendo il risultato. Le vicende mondiali spingono verso profonde divisioni. Trump sa che il suo tempo sta finendo, rimane l'impressione che i dem americani siano messi talmente male che sarà un altro repubblicano a governare uno strano paese.
massimo lugaresi
mercoledì 10 giugno 2026
Focolai
Quelli bellici hanno rivoluzionato le composizioni politiche nel mondo. Russia, Cina, India e Sud Africa sono i potenti avversari della coalizione occidentale, guidata (sempre) da lontano dagli States. Il ritorno di Trump, dettato dall'incomprensibile presenza di Biden, ha spinto l'Europa a guerreggiare (di nascosto) contro la Russia, accelerando il cambiamento nel mondo e nascondendosi dietro la Nato. Mentre il populismo piantato nel Campo, definito Grande, senza misurarlo con il voto, accelera la dismissione piddina dal miscuglio prodiano. Al momento la transumanza colpisce i renziani, mentre il leader di Rignano traffica per ritornare in auge. Si sono fidati ancora una volta dei suggerimenti di Prodi. Conte dei 5 Stelle, condiziona, senza fatica, la Schlein, consegnata nei fine settimana, a Landini. Quindi il populismo stellato voluto ed usato, allontanerebbe il Pd dall'Europa e dalla Nato, senza contare il voto dei cittadini italiani. Hanno tirato la corda, raccontando balle che hanno avuto effetti positivi nei confronti delle migliaia di rappresentanti una poltrona occupata. Anche la presenza del Futuro Nazionale di Vannacci serve per chiarire la posizione degli eredi berlusconiani. In questo momento scommettere sulla vincitrice, sarebbe inutile e troppo facile.
massimo lugaresi
martedì 9 giugno 2026
Il Possibile
Dagospia, da qualche giorno, dopo la batosta lagunare, pubblica solo critiche e denunce copiate da organi nemici della destra al governo. La Elly Schlein (prudentemente) è scomparsa dai riflettori armocromatici. La crisi piddina è talmente visibile ed accertabile che la propaganda democratica lancia droni mediatici solo a personaggi nemici. Il cosiddetto, faccio il possibile. In Italia sembra che i rappresentanti eletti nei vari comuni si dedichino ad importunare donne, anche colleghe che denunciano, dopo almeno un anno di ripensamenti. Il danno provocato sarebbe enorme anche nei tanti casi di innocenza, dopo i soliti otto anni. Berlusconi è morto ancora in attesa. Mi viene in mente il "servizio" preparato dalla giustizia (?) sportiva alla mia Juve, risultata dopo quattro lunghi anni, non colpevole di alterazioni del bilancio societario. I danni provocati non li pagherà nessuno, nonostante la quotazione in borsa della società? Uno dei tanti esempi nocivi del rapporto con la nostra giustizia, nelle vesti sportive. Quando Repubblica pubblica, Dagospia copia. Una imprenditrice ha denunciato un parlamentare di Forza Italia, sostenendo di avere subito una violenza sessuale nell'ufficio senatoriale del politico. Il tutto sarebbe avvenuto nel febbraio 2025, il ritardo nell'accusa è dovuto all'intromissione di una divisa amica del politico. Fosse vera l'accusa la prigione è il luogo deputato, ma dopo otto/dieci anni, diventerebbe un simil Garlasco. L'aspetto evidente è che i ventilati pruriti sessuali sembra siano solo del centrodestra. Virus governativo?
massimo lugaresi
lunedì 8 giugno 2026
Sempre al Contrario
La disponibilità a trattare la fine della guerra viene lanciata (?) da Zelensky con una lettera dai toni arroganti, ma accettata da Putin. Segnale che la guerra circoscritta stava allargandosi pericolosamente. I droni colpiscono a comando, alle volte respinti accuratamente. Per i tanti Picerni, presenti nel miscuglio democratico significa l'ammissione della sconfitta. Allora interviene il pezzo (forte) di propaganda ancora presente su Repubblica. Putin apre al negoziato solo a parole dopo avere visto volare su San Pietroburgo i droni definiti (ironicamente) ucraini, in realtà donati dalla nostra Europa. Il Vladimir Matto, espressione mai usata per Biden, apre fintamente il negoziato, ma pretende il controllo totale del Donbass. Putin chiede come mediatore l'ex cancelliere tedesco Schroeder che però ha lavorato per Gazprom. Il problema, anzi dilemma, per l'Unione Ursula, soprattutto per la componente Rearmatrice, è che la pace non può contenere la cessione del Donbass. Sarebbe un'altra ammissione della sconfitta. Un ping pong sulla pelle di milioni di persone. Vladimir Putin afferma di essere pronto alla pace con l'Ucraina sulla base di non meglio specificati, aggiunto da Dagospia, «compromessi» da lui discussi con Donald Trump lo scorso agosto in Alaska. Fase di stallo che solo l'ulteriore frantumazione, già in corso, della debole maggioranza che sostiene la Presidente, votata da Forza Italia e dal Pd, porterebbe alla conclusione.
massimo lugaresi
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