massimo lugaresi
martedì 17 marzo 2026
Nel Buio
E' impressione (quasi) comune che l'ex padrone del mondo, stia brancolando nel buio, causato dalle (sue) guerre su procura. Mantenere in vita, con gabinetti dorati, Zelensky e nello stesso tempo, pieno di cadaveri, correre (?) in aiuto a Netan, è sfiancante. Donaldone, come racconta l'attenta intelligence di Dagospia, sta accusando i colpi. La guerra nel Golfo si complica, nonostante le false vittorie raccontate dalle bugiarde propagande. L'impressione è che Trump sia "prigioniero" degli avvenimenti da lui causati. Lancia messaggi contradditori, causando panico e confusione. L'Unione Ursula è rintanata nel rifugio europeo, aspettando ordini comprensibili e lasciando alla Trimurti della guerra qualche ridicolo lamento. Sanchez l'eroico premier spagnolo, ha dovuto correggere il suo comprensibile diniego al padrone. Il problema (dramma) è che gli effetti nefasti delle guerre procurate, stanno ripulendo le nostre tasche, rallegrando solo le pompe della benzina. L'arrivo referendario ha innescato, per diverse convenienze, un volgare dibattito, teso a nascondere le ragioni e di conseguenza il terrore di perdere una posizione inattaccabile. Vedremo chi vince. La posta esula dalla necessità, una volta condivisa da "tutta" la sinistra. Così sembrano destinati ad una fine..renziana.
lunedì 16 marzo 2026
Invito con Trappola?
Invito o trappolone? Schlein dice no a Meloni per tenersi buono Conte, così Mario Lavia su Linkiesta liquida l'ennesima rottura a sinistra. Non ci voleva un segugio della politica per capire che la Ducetta aveva invitato l'opposizione, conoscendo la risposta. L'impalpabile segretaria di una corrente del Pd, sta provocando la silenziosa fuga della potente democristianeria, arrivata con Renzi, ad una gestione quasi padronale. Lui è' caduto su un referendum personale. Anche il voltafaccia che mostrano (non tutti) alla vigilia della consultazione ritenuta sempre necessaria, conferma l'8 settembre del partito. Le guerre in continuo arricchimento, avevano già provocato divisioni, camuffate con la richiesta di pace benvoluta. L’offerta della premier alle opposizioni di un “tavolo” sulla guerra in Iran è stata rifiutata con una scusa: hanno prevalso gli intransigenti del Pd e la scelta di non irritare il M5S, a scapito dei richiami di Mattarella e dell’interesse nazionale. Una evidente frizione con i 5 stelle e poca memoria, a pochi giorni dal voto referendario i cui esiti vengono usati come le propagande belliche. Segnale che a sinistra, una volta compatta, sono a digiuno di proposte ed usano quelle spettacolari che Travaglio, con pesante ironia, pubblica tutti i giorni. Rimangono gli scioperi fine settimanali, un pò di antagonismo ed un abbandono del Nazareno dalla folta pattuglia attratta nel periodo di massimo splendore e (soprattutto) di potere.
massimo lugaresi
domenica 15 marzo 2026
Dagospia
Dagospia, blog piddino-romanista, al contrario, presenta un quadro pessimista, dopo l'ennesima aggressione di MagaTrump ordinata da Netan, a cui non può dire di no. Non bastava la Palestina e la Cisgiordania, con la veloce e sanguinosa ripulita del Libano, sempre sognando lussuosi resort, è arrivata anche la tempesta teocratica. Uno sbaglio colossale che stiamo pagando tutti. Le previsioni errate e frettolose sulla durata e le ragioni dell'aggressione, sembrano avere prodotto un disastro, senza una via d'uscita. Intanto la famosa ed ambita Dubai è deserta. Tutti i cittadini stranieri sono fuggiti, missili e droni iraniani hanno distrutto il paradiso fiscale che attirava turisti, influencer, escort e naturalmente criminali. La città è stata il bersaglio dei due terzi degli attacchi iraniani, confermando l'astuzia della strategia usata dai pasdaran. L'Emirato rischia il crac come Abu Dhabi, Doha e Ryad. Gli expat affermano che lasceranno Dubai e non torneranno mai più, perché temono per la propria vita e vedono le loro attività distrutte, mentre i missili continuano a piovere sugli Emirati Arabi Uniti.
Un tempo paradiso fiscale che attirava influencer da tutto il mondo e migliaia di britannici in cerca di clima caldo e strade senza criminalità. L’immagine accuratamente costruita, è andata in frantumi e i residenti ritengono che la città sia ormai finita. Anche questa volta, la solita guerra innescata con gigantesche bugie per gli alleati, partecipanti creduloni, finisce con centinaia di civili morti, stermini scolastici e perfino religiosi. Tutto per tornare al punto di partenza? No, c'è il procuratore vittorioso. La figura dell'accompagnatore Maga la disegneranno i (presto) votanti nel Mid Term.
massimo lugaresi
sabato 14 marzo 2026
Sul Filo
Pur riconoscendo le capacità della Meloni, la camminata sul filo sottilissimo che ci divide dalla guerra, convince solo quelli sempre convinti. Al Senato afferma: Iran? Noi né complici né isolati. Pronti a intervenire sulla benzina. Crisi tra le più complesse degli ultimi anni. Ma l'Italia non vuole entrare in guerra e "minaccia" chi specula sul petrolio. Ha tentato di aprire un dialogo con l'opposizione, rappresentata (non tutta) dalla Schelin. La risposta era quella che la Ducetta aspettava. Troppo divisi, con amori diversi. La scelta della Premier di rimanere fedele a Trump è l'unica concessa alla destra, con un centro berlusconiano. La sinistra, apparentemente, è più libera e divisa, può usare affermazioni che alle volte meritano adesione. Oggi però si sentono critiche pesanti sull'antico padrone. Gli States hanno l'imbattibile record di iniziatori di guerre con tentativi di sbarco, spesso terminati in fuga. Anche questo conflitto conferma inutilità, morti, feriti e miliardi gettati per una crisi energetica, destinata a durare. Il prezzo (politico) finale sembra destinato a pagarlo Donaldone, se seguiamo le tracce della propaganda occidentale. Sono tragici avvenimenti che misurano le forze dei protagonisti e le debolezze degli spettatori, paganti un caro prezzo. Eppure qualcuno (pochi) aveva avvisato che l'Iran non era il migliore dei nemici. Confina con l'Afghanistan, dovrebbe ricordare qualcosa. A questo punto è difficile lanciare commenti su Donaldone. Il personaggio, usa le figure con una velocità sorprendente, rispetto all'età. La prima impressione è però quella di avere perso direzione. Le sue lapidarie affermazioni sulla durata dei conflitti, mai indovinate, confermano.
massimo lugaresi
venerdì 13 marzo 2026
L'Isola che c'è
Pendolando tra Trump e la Ducetta italiana, senza dimenticare Salvini ed i nemici della destra, definita fascista, Dagospia sta "soffrendo" per le ultime gesta ed i possibili voti referendari di una sinistra, talmente divisa da farsi trainare dal carro stellato. Dagospia è il termometro dello stato semicomatoso. L'ultima sentenza colpisce Trump. A lui non interessa liberare gli iraniani dal regime teocratico che hanno scelto, forse non troppo liberamente. Vuole il petrolio, la ragione delle guerre ed invasioni a stelle e strisce. Donaldone vuole prendere il controllo dell'Isola di Kharg nel punto più angusto dello Stretto di Hormuz, dove passa fino al 90% dell'export di greggio. Principale infrastruttura petrolifera dell'Iran. Operazione che naturalmente coinvolgerà il finora silente drago cinese. Una ne fa e (purtroppo) altre ne pensa. Nel 2025 la Cina ha importato da navi uscite dallo Stretto di Hormuz, il 48% del suo fabbisogno di petrolio, senza contare gli acquisti opachi di greggio iraniano sotto sanzioni. Questo conflitto vede diretto protagonista Trump, con previsioni (putiniane) di durata. Molto più pericolosa con la probabile espansione e coinvolgimento dei colossi bellici. Chiedere notizie della Schlein, diventa ridicolo.
massimo lugaresi
giovedì 12 marzo 2026
Stiamo Vincendo???
L'imprevedibile Trump, sembra (obbligatorio) abbia lanciato una delle sue malriuscite previsioni: Stiamo vincendo, la guerra terminerà presto. Intanto i mercati, poco convinti, precipitano in basso. Oggi le guerre vengono definite operazioni, con allegate frettolose previsioni, mai indovinate. La perfidia, ovviamente democratica, che alloggia a Dagospia, pensa che le esternazioni di Donaldone siano emesse per non sapere come uscirne. Ammettendo che il procuratore Netan sia d'accordo. Un'altra guerra delle bugie, dove gli attacchi, cari al nostro Occidente, provocano disastri immani, senza mai toccare bambini, solo i parroci sono in pericolo. Il regime di Teheran, usando il necessario sembra, sta mettendo in seria difficoltà i gemelli in guerra. L'intuizione iraniana che ha provocato stallo e ripensamenti è avere coinvolto e colpito gli alleati degli Usa, nel Golfo Persico. Non è stata una "passeggiata" venezuelana. Anche la nomina di Mojtaba Khamenei come guida suprema è un altro schiaffo alle presunzioni manifestate. Dagospia continua a dimenarsi tra le correnti piddine. Il partito di riferimento si spacca e divide ad ogni avvenimento, il referendum lo sancirà. I partitini, anche familiari che lo accerchiano, in attesa di brulicare qualche consenso fuggiasco, hanno bisogno delle faide piddine. Diversa e più seria l'alleanza strategica (?) con il movimento di Travaglio. Rimane indiscutibile il crollo dell'Unione Europea ed il fallimento della reginetta tedesca. Un'altra rovina da ricostruire, tenendo presente che non esiste più il padrone americano. Anche la montagna di sanzioni contro Putin si rivela errore strategico. Oggi, come non mai, avremmo bisogno di energia a buon prezzo. Rimane Macron che non vogliono nemmeno i francesi. Senza avversari credibili, la Ducetta imperversa e riferisce, quello che vuole, in Parlamento.
massimo lugaresi
mercoledì 11 marzo 2026
Le Staffe
Volere, presuntuosamente, mantenere i piedi dell'informazione&propaganda nelle classiche due staffe, costringe la cosiddetta sinistra ad acrobatici cambi di posizione. Antico sport, presto olimpico, che vede nei 5 stelle, gli interpreti migliori. Ultimo sconcertante esempio: festeggiare o piangere, in piazze vicine, il funerale di Khamenei, voluto da Netan e provocato dal fedele Donaldone. Elkann ha già venduto La Stampa, non la Juventus, lasciando Repubblica con l'antagonismo sfrenato de La 7, ritrovo dei Pigi Bersani, quelli che dimenticano per chi tifavano nel vecchio campionato giudiziario. La guerra di Trump, su procura di Netan, sta andando di male in..greggio. Una delle meno riuscite battute di Dagospia che riassume la confusione della sinistra. Con chi stiamo? Seguiamo la Elly oppure i compari di Epstein? Le borse vanno male e l'ondata speculativa ci ha subito sommerso. Festeggiano mandanti, procuratori e venditori del materiale bellico occorrente. Alcuni insospettabili. Dagospia si barcamena in mezzo alla correnti del partito di riferimento che per sperare di vincere almeno un referendum, deve tradire le vecchie certezze. Nello specchio del veloce travestimento ha un nemico/compagno più agile. Il Medio Oriente ribolle, sembra che (anche) Russia e Cina entrino nel conflitto come potenti supporter dell'Iran. Anche questa si è trasformata in una guerra delle propagande. L'Europa o quello che rimane, sembra emettere qualche gemito per confermare l'esistenza. Zelensky e quello che rimane dell'Ucraina, sarebbe l'errato capitolo da chiudere.
massimo lugaresi
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