massimo lugaresi
martedì 24 marzo 2026
Dalmastro
Non ho parentela (politica) con Dalmastro, sottosegretario alla Giustizia e l'esito referendario è stato chiaro e forse prevedibile, con lo spostamento sulla Meloni. Ho scritto il mio vecchio e motivato Si. La vittoria di una sinistra, completamente diversa da quella storica, condotta per mano e penna da Travaglio e nei festivi consegnata a Landini, ha usato comprensibili ragioni per il No. Arriveremo presto anche ad elezioni anticipate, non penso che la Meloni voglia procedere zoppicando. Il colpo c'è stato. Torno al titolo del pezzo dedicato al prossimo processo in piazza, mostrando le differenze tra due blog di estrazione piddina. Mi sono soffermato su Linkiesta, della corrente Davos, quella che osanna la trimurti Prodi, Draghi e perfino Monti, ma favorevole al Si. Sempre dalla parte dell'Unione Ursula ed ovviamente dell'America democratica e pacifista, con un frettoloso inventario di sole 11 guerre e qualche invasione finita malissimo. Doveroso incipit per arrivare alla romana criminalità che porterà la segretaria del Pd a chiedere i chiarimenti alla Ducetta. Il blog ricorda l'antica commistione tra la destra e un clan di importanza perfino cinematografica. Dimenticando chi rapì ed uccise Aldo Moro. Il mondo richiamato nell'articolo di Mario Lavia era decisamente destrorso, mentre le Brigate Rosse devono essere ancora decifrate. Il refrain giornalistico usato a sinistra, per quanto divisa, chiederà alla Meloni di chiarire l'intreccio che cercherò di spiegare. Il sottosegretario fonda una società nella sua Biella, con altri ristoratori piemontesi, sempre Fratelli d'Italia e la figlia di tale Carroccia che risulta "impelagato" con il clan camorrista di Michele Senese. Questa è la colpa del politico, fotografato abbracciato al capo clan. In attesa dell'iniziativa giudiziaria, è già iniziato il processo piazzaiolo. Sono però migliaia le iniziative finite in niente, con pesanti ripercussioni, a carico degli indagati. Un aspetto che il referendum, con un esito diverso poteva migliorare. E' in atto, oltre alle guerre che stanno impoverendo le famiglie, mostrando i limiti di Donaldone e l'inutilità dell'Unione Ursula, anche un ritorno ai pesanti anni di piombo. L'esito referendario non credo sarà un calmante.
lunedì 23 marzo 2026
Il Referendum
Secondo la Dagospia del Pd. Il blog, rivelatore di magagne della destra, con notizie e foto che giungono da canali riservati, ha dedicato alla prima pagina l'articolo che conferma le finalità del voto per mezza sinistra, con ancora potenti sostegni. Una disputa che mostra i pregi e molti difetti della nostra politica, sempre al servizio di qualcuno. Oggi e domani sarebbero, per l'intelligence del blog, i momenti della verita per la Ducetta. Mentre la Schlein può sempre avere il prossimo sciopero di riparazione e tante dita da puntare. Inutile sperare in una discussione pacata su alcuni aspetti della nostra costituzione che ci dovevano coinvolgere, dopo il ribaltamento delle posizioni in campo. Una volta la giustizia veniva considerata più vicina alla destra, dopo i venti anni di fascismo, oggi sembra il contrario. Non a caso l'attuale governo è promotore del Si. Ricordo ancora che era la stessa posizione del partito comunista. Dagospia lo descrive come il momento della verità per la Giorgia Meloni, senza aggiungere cosa può rappresentare per la segretaria a mezzo servizio. E' chiaro che l'esito avrà ripercussioni nel tempo, rafforzando l'uso delle correnti giudiziarie, oppure cercando di sminuirne la forza. Sarebbe il salto verso la necessaria democrazia. La mia Juve è però incurabile.
massimo lugaresi
domenica 22 marzo 2026
Pochi giorni
Lunedi sapremo chi ha vinto il referendum, spostato (volutamente) sul governo, grazie al ditino puntato della segretaria di mezzo (meno) Pd, tra uno sciopero e la richiesta di informazioni alla Premier. Le guerre e gli aumenti causati, rendono il momento difficile per i silenti domestici d'oltreoceano.
Europa e Nato devono trovare una loro autonomia, senza puntare le armi a comando. La sinistra spera di resuscitare, a braccetto con un movimento nato contro tutti, soprattutto il loro Pd. Nonostante questo, per Dagospia il "taglio" delle accise sui carburanti, l'unico sollievo concesso, è una paraculata, in quanto avviene alla vigilia del voto referendario. Prima di entrare nel seggio andate a fare il pieno, ringraziando la Ducetta. Difficile sostenere una sinistra precipitata così in basso. Sembra il festival degli ex grillini. Hanno il campo libero e lo usano bene. Sanno giocare attaccando, dopo il fallimento del loro centrocampo, nella gestione nazionale. Avere Travaglio, il centravanti del giornalismo che gode delle informazioni migliori, è un vantaggio notevole. La riforma non è berlusconiana, ma una delle (tante) priorità della sinistra, prima degli ultimi spasmi di vita e la nascita del miscuglio. Preoccupa più Trump.
massimo lugaresi
sabato 21 marzo 2026
I Branca-Meloni
Titolo usato da Dagospia per ironizzare (?) sui rappresentanti del governo. Senza dimenticare le accuse, foriere di iniziative giudiziarie, ai singoli membri. Dopo l'ennesima sconfitta della Roma, anche Gasperini è nel mirino della spietata intelligence del blog. Sono curioso di conoscere il risultato della conta nazionale tra il Si ed il No. Diventata, volutamente, una commedia politica, non la necessaria svolta giudiziaria. Il peso delle guerre può riversarsi sulle schede, nelle tasche è già arrivato pesantemente. Le bollette, subito alterate, lo testimoniano. L'aria brutta, può diventare bruttissima. Trump sembra ingestibile. Il blog romanista e meno piddino, è riuscito anche questa settimana a non parlare della Schlein. Premura o paura? Se il Pd perde anche il referendum, la resa dei conti, sarà inevitabile, con la possibiltà di vedere nascere almeno 4 partitini. I regolamenti dei conti non avvengono solo tra Salvini e la Ducetta, ma investono i soliti. Salvini è il più colpito, Vannacci invece è il personaggio ideale per accendere le fogheracce televisive. Importante per il blog, definibile piddino, con notevole approssimazione, senza certificare la corrente, è colpire una massa maggioritaria, sempre fascista. Difficile, miracoloso, un ritorno al governo.
massimo lugaresi
venerdì 20 marzo 2026
Prosecchino
Si avvicina il referendum, diventato Si o No, al governo. Quello che la sinistra voleva? Un patto con Conte, valido solo per la Schelin? Sono le ragioni che si sentono e leggono in questi giorni. Per non perdere vizio e gli attenti guardoni, Dagospia ha coniato il solito nickname per Crosetto, ministro della difesa e (dicono) amante del vino, come milioni di italiani. Viene chiamato "Prosecchino" in omaggio a uno dei vini più famosi. Questo per replicare alla destra del Si ed ai tanti voti di sinistra che non hanno abiurato. Secondo il blog, prima di tutto romanista e poi sostenitore politico del miscuglio, nato in provetta. Ho letto sul blog la reprimenda ai nemici di destra, solitamente definiti fascisti: altro che abbassare i toni, la campagna della destra sul referendum è senza freni. Un esponente è arrivato a dire che "finire davanti alle toghe è come ti avessero diagnosticato un tumore. Io e la mia famiglia abbiamo sperimentato la terribile situazione. Non era un tumore, solo 3 giorni, da innocente, nella Dozza bolognese. Non uso paragoni o volgari similitudini, la giustizia deve essere corretta e l'iniziativa doveva partire dall'interno, invece di formare potenti correnti di partito con una gestione incontrollabile. E' stato prontamente "obliato" anche Palamara. Spero, forse inutilmente, per il clima creato, che l'esito referendario provochi un confronto serio. La divisione, ha colpito la sinistra, con la segretaria, questa volta, nel fine settimana, in affido a Conte.
massimo lugaresi
giovedì 19 marzo 2026
Come Prima
Più di prima. L'andamento lento delle due guerre, ufficialmente in atto, ha visto la vittoria delle propagande, spesso associate ad altre, per convenienza. I probabili perdenti, appaiono vincitori.
Brevissimo incipit che meriterebbe attenzione. I soliti social scatenati, penso pagati e fornitori di notizie ovviamente alterate, per portare legna alla loro fogheraccia. Lo spostamento a Rimini di quelle autorizzate è un provvedimento corretto. Mercoledi era mare brutto.
Torno ai tormenti di Donaldone. L'Iran, secondo Trump, sarà anche devastata ma continua a lanciare razzi e droni. Hanno colpito un hotel con militari italiani a Baghdad, attacchi contro Israele, Dubai, Doha e Qatar. Come prima più di prima. Eppure i titoli di quasi tutti i giornali, enfatizzano l'ennesimo "colpo" mortale al regime iraniano. Però gli attacchi continuano, confermando la sottomissione di Trump ai voleri israeliani. Il diniego europeo per intervenire nello Stretto di Hormuz, ha lanciato un segnale confortante la presenza dell'Unione. Anche i fedeli camerieri alle volte si ribellano. Trump viene descritto, dalla propaganda nemica e da (quasi) tutta la Hollywood premiata, un presidente isolato. Russia e Cina continuano a controllare senza esporsi. Difficile presagire come finirà (?) questo conflitto. Si sono ribaltate e sparite anche le deboli certezze, paghiamo pesantemente gli effetti. Quotidiano attacco missilistico iraniano contro il nord di Israele. Nessun morto e feriti.
massimo lugaresi
mercoledì 18 marzo 2026
Il Nemico Perfetto
La rottura con l'amico (americano) per l'Occidente e all'abbandonata Europa, occorre trovare il Nemico Perfetto. Chi meglio di Putin, abbellito con un Mad, (cit.Dagospia) può interpretare il film destinato a durare? Appena ha risolto il drammatico problema energetico, rifilandoci milioni di barili petroliferi, ritornano, peggio di prima, le furbesche sanzioni che hanno colpito (più) noi. Tutto questo lo trovi nella prima pagina mattutina del blog, dem e romanista, quando vince. Gli sguardi ritornano alla specialità della casa, con lo storico uso di tette&culi, scelti accuratamente. Continua lo sciopero contro la segretaria, sponsorizzata da Prodi come fosse un euro democratico. Ovviamente il pensiero tremendo di Putin (sempre cit. Dagospia), ha in mente una vigliaccata che avanza nelle cancellerie europee, scoperta dall'attenta intelligence del blog. Con gli Usa impegnati nell'ennesima guerra procurata da intimi amici, la Russia "potrebbe" ricorrere alle armi nucleari..in Ucraina. Sempre secondo gli esperti camerieri di casa, una parte dello staff di Mad Putin spingerebbe per aiutare l'avanzata russa, ormai spenta. Gli occhi Usa e del Mondo sono orientati sul Golfo Persico che si doveva conquistare in pochi giorni. La Schlelin, ovviamente, ha chiesto alla Ducetta di riferire alle Camere. Siamo così.
massimo lugaresi
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