O primarie da incubo? Il cul de sac in cui è precipitato il Pd, diventa sempre più un Campo pericoloso che si agita e divide, al momento fintamente. Il miscuglio prodiano si incammina verso la sentenza elettorale. L'accordo con gli stellati regge fino a quando (loro) intravedono vantaggi. Finora ci sono stati solo localmente, la presidenza del consiglio è un premio sproporzionato ai probabili voti, ammettendo di racimolare una maggioranza con il nemico. Il Foglio, nelle mani di una delle tante dinastie giornalistiche, cancella brutalmente le speranze. Non basta più l'allarme nero, suonato ininterrottamente da quattro anni. Il Feltri del Foglio, annuncia che con la fava delle primarie ci saranno due piccioni sconfitti. Uno nei gazebi, l'altro nelle urne. Se perde la tre cittadinanze, l'elettore del Pd non vota Conte, nemmeno a Rimini con le piscine sulla sabbia. Invece, se perde Conte, l'elettore del M5S, piuttosto vota Vannacci. Soluzione? I due piccioncini si devono fare da parte, cancellare anche la favola (agricola) del Campo Largo e ripiegare sulla Salis proponibile, con la scusa (probabile) di un'altra sconfitta. Franceschini, Orlando e perfino Speranza, sono ovviamente contrari agli incubi da gazebo. Mentre la Ducetta (sic!) del Nazareno, teme il crollo della fintissima maggioranza nel partito. Il sempre più placido Bonaccini, sta scegliendo la sponda dell'attesa. Nel frattempo emette una stupida ed infantile sentenza, dividendo la politica italiana tra cretini e intelligenti secondo il voto e la casta d'appartenenza. Lo ricorderanno per quello. Dagospia invece infrange la debole difesa della segretaria per caso. Da qualche tempo il blog lancia o copia quintali di critiche alla Schlein, costretta a rifugiarsi dietro l'antagonismo spicciolo e la cultura cancellata. Rimane intatto il radical chic dei migliori che dirigono la (loro) Repubblica.
massimo lugaresi





