massimo lugaresi
lunedì 22 giugno 2026
Zio Donald
Non è la cruda e volgare bestemmia, leggermente camuffata. E' invece l'ultima testimone attendibile (?) sullo stato psichico e psichiatrico di Donaldone. Mio Zio Donald ha, da decenni, disturbi non diagnosticati e non curati che possono solo peggiorare con il tempo. Parla Mary L. Trump psicologa e (soprattutto) nipote del presidente degli Stati Uniti. Il suo stato mentale è compromesso, non è mai stato uomo di successo e non è mai stato bravo in niente. Pensate come sono messi nella grande nazione che padroneggia dal dopoguerra. La cosa che Donaldone desidera di più è essere amato, questo spiega il suo affetto per Macron (aggiunto). La disputa mediatica sta assumendo le solite dimensioni, allargando il campo delle ipotesi sullo stato mentale presidenziale. Con Putin hanno usato i tumori da remoto, per Donaldone viene concessa la diagnosi più facile. Dopo questa confessione parentale si capisce chi saranno gli esclusi dall'immenso patrimonio. Il Corrierone si assume il peso e responsabilità di riportare la diagnosi di Mary Trump. Biden ne esce benissimo.
domenica 21 giugno 2026
Si Allarga lo Stretto
Non voglio Meloni come sostenitrice su Hormuz, non c'è stata. Così Donaldone ha festeggiato la fine della guerra con l'Iran. Iniziando un nuovo round con la nostra Premier. Aumenta la distanza dalla (poco) concorrente piddina, dopo l'ennesima baruffa con il nemico di quasi tutta la sinistra. Il bullo della Casa Bianca prova a randellare la Ducetta e Dagospia ovviamente riporta solo quello detto da Donaldone, non la pronta risposta della Meloni. In questo momento non paga la stretta ed incondizionata sottomissione. Salti d'umore e la fine torbida della guerra con l'Iran, più verosimile ad un'altra ritirata senza dirlo, mettono in risalto le divergenze con gli ex gendarmi, guidati e diretti da Netan. La chiusura delle ostilità viene spiegata anche dalle incursioni che l'Iran ha fatto in Oriente e Israele. Due tasti molto delicati per l'America di Trump che ha raggiunto una impopolarità così vasta che l'essergli nemico ti premia. Trovo perfino ridicolo fare un paragone con la Schlein.
massimo lugaresi
sabato 20 giugno 2026
Il Giorno Dopo
Il giorno dopo la firma di un accordo tra Stati Uniti e Iran, la propaganda piddina, capeggiata da Dagospia, titola che la pseudo ritirata americana è più scandalosa di quelle in Wietnam ed Afghanistan. Niente al confronto. E' stata la lapidaria sentenza emessa dal tribunale politico del blog, per conto di una sola) corrente piddina. La più grande umiliazione americana della storia di un presidente repubblicano (aggiunto). Le altre ritirate dopo confronti sanguinosissimi non sono paragonabili ad una esercitazione dolorosa finanzlariamente. In queste guerre la vincente è sempre la Cina. Il blog trova qualcuno, giornalista o politico che condivide l'affermazione. Anche questo evento bellico è servito per terminare impunemente alcune pulizie avviate mesi addietro. Su queste è calato il silenzio per non inasprire le tensioni democratiche. Quanto può durare? Ridicolo lo "scazzo" tra l'indomabile Ducetta e il troppo vecchio pettinatore di Netan.
massimo lugaresi
venerdì 19 giugno 2026
Arriva la Feccia
La sinistra, termine sempre usabile per comodità d'espressione, teme l'arrivo della Feccia, il nuovo partito di Vannacci. Secondo voi dove si collocherà? I voti che ogni giorno attribuite, molto a caso e pescati solo a destra, alla fine creano un vantaggio per un campo, definito boriosamente Largo? Boom, quella Feccia di Vannacci aggancia Salvini, così titolava Dagospia, secondo uno dei sondaggi sognanti de La 7. Un travaso di voti alla fine più pesante per l'orto della destra? Dell'oltre 50% dei cittadini non votanti, quanti saranno quelli che si recheranno alle urne, spinti dalla novità? Successo altre volte, con risultati sorprendenti, ma piano, piano calanti. Sono sicuri, con inesauribile ed altezzosa presunzione che per frenare il Futuro prossimo sia sufficiente spegnere Lucio Dalla. In attesa giocano con i tanti decimali e richiamano Prodi, un altro portafortuna.
massimo lugaresi
giovedì 18 giugno 2026
Il Vannacismo
Anhe l'ascesa del grillismo è stata impetuosa, raccogliendo l'adesione ed il voto di un terzo dei cittadini. Il comico Grillo ha svolto la campagna nelle piazze, avendo contro i falsi compagni di oggi. Anche Matteo Renzi era un nemico, come lo stesso partito democratico. La nascita del campo largo e disperato, ha cancellato, con il mesto accompagno della propaganda piddina, il passato. La 7 e i fidi seguaci, non hanno mai rievocato quel lungo periodo. La crescita del Movimento è stata impetuosa ed ha colpito destra e sinistra, mentre Vannacci nasce per i cambiamenti della politica leghista. Non è corretto stabilire una assonanza tra le due novità. Ambedue hanno usufruito dello sbandamento del mercato politico. Il continuo ed assillante richiamo al fascismo, segnala mancanza di idee e proposte alternative e soprattutto l'inesistenza di una autorevole direzione. Ogni tanto (spesso) vengono usati personaggi che con la sinistra non hanno mai avuto contatti e adesioni credibili. Cito Prodi per tutti. stiamo assistendo ad una della tanti fasi d'assestamento del nostro mutevole comparto politico. Le poltrone cambiano, ma concedono sempre ristori attraenti. I più furbi non certo i migliori, sono ancora e sempre li. Incentivando l'allontamento dalla politica delle nuove generazioni o l'uso antagonista. Il Vannacismo sta usando l'aria che tira. Maggioranza e opposizione mostrano le stesse crepe. Il partiti/movimenti che soffrono di più sono quelli nati rivoluzionari. La social politica imperversa, gli autori digitali sfornano decine di commenti e storie al giorno, scavando nell'intimo dei personaggi da colpire, vaneggiando scandali come se quelli veri non bastassero. Tutti gli attori usano la confusione creata. E' la loro garanzia.
massimo lugaresi
mercoledì 17 giugno 2026
Nascosto
Ero curioso di vedere lo spazio (nascosto) dedicato da Dagospia alla notizia (ennesima) di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Subito chiamata Pace Armata, molto diversa da quelle solitamente usate dai precedenti presidenti, definite improvvise ritirate. Trump ed il presidente del parlamento iraniano, hanno firmato il memorandun d'intesa. Dal G7, preoccupato per l'uso bugiardo dei Patriot americani, il Tycoon vanta un accordo potente, non come quelli di Obama, altro bombardatore. Non è finita. Durante il bilaterale (ultimo) con Macron, il definito "gangster" della Casa Bianca afferma che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare ed ha chiesto aiuti per la riapertura dello Stretto. La Meloni ubbidisce. Il presidente degli Stati Uniti e il vicepresidente, James David Vance, hanno firmato virtualmente il memorandum d'intesa con l'Iran. Lo rivela la "Cnn" citando un funzionario dell'amministrazione statunitense.
Per la parte iraniana, il documento e' stato firmato dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf. Una cerimonia formale per la firma dell'accordo si terra' comunque venerdi'. Il comportamento è sperimentato dopo averlo usato per tante ritirate strategiche. Solo Venezuela e Cuba si sono rivelate passeggiate d'occupazione. Donaldone usa sempre sempre un atteggiamento padronale, mostrando di ritenersi ancora l'unico gendarme di questo mondo rovesciato. Una guerra in meno?
massimo lugaresi
martedì 16 giugno 2026
Separati in Casa
Succedono spesso separazioni che per vari motivi lasciano i coniugi sotto lo stesso tetto. Il Nazareno è l'esempio di una separazione inevitabile, rimandata, significherebbe consegnare il governo alla Meloni per tanti anni. La separazione dovrebbe avvenire attraverso un congresso che sancisce le divisioni esistenti su (quasi) tutto. Le due correnti principali sono ormai partiti distinti, perfino avversi. Mario Lavia su Linkiesta confeziona un articolo che attesta oltre ogni ragionevole certezza, la volontà di proseguire il cammino divisi, come doveva succedere ad una sinistra mescolata imprudentemente. Le forze moderate e distanti dai due poli si danno battaglia, divise tra chi vuole stare all’interno e chi al di fuori del campo largo. Ci saranno altri arrivi per il Futuro, non surrogati dai prefissi di Calenda.
massimo lugaresi
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