lunedì 2 marzo 2026

Quel Matto di Trump

Con Dagospia ho avuto difficoltà nella scelta degli articoli, usabili al contrario. Ammetto di avere visto, quasi interamente, la serata dell'ex Festival (canoro) del Pd&Associati, dedicata alle cover. Bella serata, con alcune interpretazioni stupende. Ho sentito invece che i dati d'ascolto, per la propaganda giornalistica, oggi contraria, erano bassissimi. Secondo Conti, non accreditabile a destra, sono invece i più alti degli ultimi 30 anni. Più o meno quelli del prossimo Dominio Meloni. Trump intanto esegue il doveroso lavoro, quando Netan chiama. Un bombardamento con avviso di quello che potrebbe succedere. Le armi nucleari nelle mani della ex Guida Suprema Khamenei, vengono considerate da Israele una minaccia troppo vicina. Trump ascolta e provvede. La paura di scatenare un'altra invasione, stile afgano, con la solita ritirata ed un prezzo altissimo pagato, non frena l'ennesima guerra scatenata dal Tycoon. Poteva almeno avvisare la fedele Ducetta ed il ministro della difesa (?) in visita familiare a Dumbai. Solo piccoli particolari di una vicenda con sviluppi imprevedibili. La Guida Suprema "sembra" sia stata colpita. Intanto lo scandalo Epstein, nato per liquidare Donaldone, colpisce più le icone presidenziali democratiche. Allora non rimane che trovare almeno 27 psichiatri americani per diagnosticare la personalità pericolosa di Donaldone, con megalomania ed egotismo straripante. Strano che per Biden nessuno abbia pensato di chiamare almeno il medico di famiglia.
massimo lugaresi 

domenica 1 marzo 2026

Chi Vince

Prende tutto. Sembra questo il pensiero della Meloni, espresso nel cosiddetto Stabilicum, nuova proposta di legge eletttorale. L'esito del referendum stabilirà anche altri aspetti. Se vince il Si, la destra centro lancerà anche la proposta di legge elettorale che "premia" chi raccoglie più voti. La sinistra degli antagonisti, con (almeno) uno sciopero settimanale e miliardi per Zelensky, negati al lavoro, attende trepidante. Sarebbe il definitivo accantonamento del Campo Largo, arato per vincere, anche con il peggiore nemico di una volta. La premier accelera, nervosamente, la legge elettorale per paura di perdere il referendum e Mario Lavia di Linkiesta, cerca disperatamente la lucina di speranza. La proposta dello Stabilicum arriva in Parlamento con un premio di maggioranza oltre i limiti già bocciati dalla Consulta e senza confronto (impossibile) con le opposizioni. Una forzatura che rischia di rafforzare la narrazione anti destra di Pd e grillini. Se vince il Si questo rischia di essere il capolavoro del centrodestra. Una proposta di legge elettorale che la sinistra già bolla come la nuova legge truffa. Con un meccanismo che prevederebbe un premio di maggioranza troppo ampio che (sperano) verrà fulminato. Contano sull'intervento della Corte Costituzionale. La coalizione che prenderà il quaranta per cento, recita la proposta, otterrà più del cinquantacinque per cento dei seggi. Se la Ducetta arriva a questo, il Campo Largo è stata una inutile invenzione per battere un fascismo visibile solo con adeguata tessera. La situazione si ingarbuglia, avanza un altra guerra e l'Europa (noi) contiamo sempre meno. 
massimo lugaresi

sabato 28 febbraio 2026

Ancora Tu?

Non dovevamo parlarci più? Ho letto (visto) Dagospia e la prima pagina, ancora dedicata alla Ducetta, responsabile della "politicizzazione" del referendum. Comunque vada, forse male, anche a destra ci sono quelli che ascoltano più volentieri il Presidente, nella sua instancabile maratona tra la neve e ghiaccio olimpico e le visite, dopo i disastri della natura. Siamo così, lo diceva una splendida canzone. Maledetto il giorno che è stato indetto questo referendum, sarebbe l'imprecazione sfuggita alla Premier, attanagliata dal dubbio amletico: metterci o non metterci la faccia? Secondo l'intelligence del Blog, La 7 e Bersani, c'è la crescente rimonta del No. Quindi andremo a votare per l'altro fatale referendum: Schlein o Meloni? Allora zittiscono, parla solo Conte, quello dei quattro venti. Il Pd disastrato ha assunto, con i resti dei giornaloni, Mattarella come guida. Ci voleva poco per sostituire la segretaria di Landini. Sembra che l'esito sia nelle mani dell'elettorato moderato che, a rigor di logica, non quella della Gruber e Parenzo, ha sempre scelto la destra. Considerando il calo dei votanti, l'esito è difficilmente prevedibile. La sinistra ha fatto la solita figura grillina. 
massimo lugaresi

venerdì 27 febbraio 2026

Sanremo: Che Palle!!!

Il Sanremo di destra (quasi) ha regalato, con questo titolo, a Dagospia il titolo della Prima Pagina mattutina. Finiti i tempi dello stretto rapporto, direi intimo con la scuderia cantanti dem, mescolati con qualche intellligenza woke. Era inevitabile, secondo Dagospia, ci fosse un disastroso calo dell'audience. Non ho guardato, dopo l'incazzatura per l'ennesimo furto con scasso alla mia Juventus. Hanno scelto un arbitro che fischierà la sua ultima partita, ma doveva terminare il servizio consegnato. L'espulsione di Kelly è una autentica presa per.. già sperimentata con Kalulu. A questa Juventus puoi fare quello che vuoi. Eccetto Spalletti, buon allenatore, il resto è (quasi) tutto da vendere, se trovi il compratore. Una volta, tanto tempo fa, in attesa della Cresima e Comunione per tre giorni eri in ritiro dalle suore di Viserba. Ricordo che la Madre Superiore ci aveva radunato attorno a lei, mentre suonava il pianoforte. Le prove per testare un coro. Dopo qualche gorgheggio, mi invitò, dolcemente, a tornare a giocare con il pallone in giardino. Stessa carenza in disegno. Non sono quindi un condivisibile critico per il Festival della Canzone Italiana, meglio la Selvaggia Lucarelli. Fausto Leali però mi ricorda qualcosa di bello. Non pubblico il giudizio su Fedez. Torno sulla fine, meritata, del pastrocchio, chiamato democratico che vale per quasi tutti. Mi rivolgo al "santone" Dagostino, sponsor dei resti anche fotografici di un partito inventato, aritmeticamente, per il potere. Come può continuare un blog a criticare pesantemente, spesso correttamente, il mondo contrario alla indefinibile vocazione democratica, senza guardare nei giardini di casa? Chi comanda e cosa vuole oltre a mostrare il curato ditino? 
massimo lugaresi

giovedì 26 febbraio 2026

Tre Anni Dopo

Dall'arrivo (prenotato) della Schlein, sono passati tre anni, la stessa anzianità del governo di destra, con qualche apparizione di Taiani per renderlo più centrista. La Ducetta, ha imperversato, diventando una delle migliori attrici della politica. La sua (presunta) rivale ha compiuto il percorso inverso. Dividendo, senza alcuna necessità, il Pd e collocandosi al servizio di un sindacalista, in attesa della sostanziosa buonuscita, con la (solita) poltroncina parlamentare. Risultato disastroso, partito e sindacato divisi e litigiosi. Ho letto, dopo un pò, Linkiesta il blog della corrente di Davos e dei tormentati Volenterosi di continuare la guerra con Putin. La settimana prevista, si è trasformata in centinaia di miliardi regalati al comico, migliaia di morti, solo russi, mezza nazione volata via e le rovine da pagare. Eppure si ritrovano ancora con la Ursula, immortalati dalla stessa becera propaganda. Il destracentro della Meloni volteggia tra Donaldone e la peggiore Europa. Termino con questa osservazione: tre anni dopo l'arrivo (prodiano) della 3 cittadinanze, la sinistra è guidata in piazza da Conte, per conto di Travaglio, il vero ed indispensabile grillino. Il guru della destra è sempre Donaldone con i suoi dazi e le intemerate dichiarazioni di semiguerra. Primum vivere, senza futuro.
massimo lugaresi

mercoledì 25 febbraio 2026

Mani Avanti

Dagospia, dopo avere pubblicato il solito quintale di notizie, selezionate dalla intelligence di casa o tratte dai giornali che Elkann non riesce a vendere, ad un mese dalla sentenza referendaria, calma i bollori democratici ed inizia a mettere le mani avanti. Nonostante le previsioni del No in grande recupero, sembra che gli italiani non la pensino così. Speriamo. Non succederà niente, ma sarà difficile per il governo fare finta. Cosa farà e dirà il Quirinale? Il vero pericolo è la netta, forte, irrecuperabile divisione, causata da chi, senza argomenti convincenti, ha cercato e trovato la rissa. L'interpretazione peggiore è del Pd, diviso e lacerato, spinto dai grillini, professionisti del cambio rapido di opinioni, seguendo il vento, al momento favorevole. L'arte del Blog è dovuta soprattutto ai fantastici nickname, confezionati per i nemici. La nostra Ducetta ne ha già collezionati una decina. Meno di Salvini. Così ad un mese dal referendum sulla giustizia, diventato il giorno del giudizio per l'Armata Branca-Meloni (cit.Dagospia), non si hanno notizie dell'opposizione. Rivolgersi a La 7. Le elezioni, tra un anno, avranno (solo) il "supremo" compito di eleggere il successore di Mattarella. A Palazzo Ghigi non sono previste novità mentre l'opposizione antagonista, affittuaria del Campo Largo, non concede notizie confortanti. In alcune realtà cerca di coinvolgere anche la Chiesa, attenta alle divisioni su temi che non la toccano. L'abbraccio stellato sembra la favola della rana e lo scorpione. 
massimo lugaresi

martedì 24 febbraio 2026

Ancora un Mese

Il rapido sguardo a Dagospia è sufficiente per capire la distanza tra le due coalizioni. La Donna del Popolo, ovvero Giorgia Meloni, sarebbe ideale come premier della sinistra, più capace anche nelle vesti antagoniste. Origine, formazione e temperamento, la rendono inarrivabile per 3 cittadinanze, oggi conflittuali. La discussione sui temi del referendum è stata spostata dalla sinistra, proponendola come scontro prettamente politico, non la necessaria riforma giudiziaria. Cavallo di battaglia e persuasione del partito comunista. Nei primi anni 80, l'intera componente della sinistra nel Consiglio Comunale di Rimini, venne processata in diretta tv. La condanna dopo i soliti 10 anni fu cancellata a Bologna dalla Corte d'Assise. Le voci consideravano i magistrati riminesi più vicini alla destra, i bolognesi al contrario. Uno dei tanti processi, considerati politici. Anche la mia "costretta" conoscenza della Dozza, si può considerare una copiatura delle Mani Pulite, allora vero ascensore giudiziario. Colpa della Meloni o di Crosetto, diventato perfino un bevitore? Credo sia la paura di perdere il potere acquisito, dividendo le competenze e perfino le sedi giudiziarie. Finisce qui? Una riforma che dovrebbe vedere la politica unita, la colpa è di chi, in mancanza di argomenti persuasivi, preferisce la rissa. Avete mai visto in quali paesi hanno da (quasi) sempre adottato gli stessi criteri? Donaldone non c'entra niente, per una volta. Riuscirà a recuperare.
massimo lugaresi