massimo lugaresi
venerdì 27 marzo 2026
La Cattiveria
Ho sempre pensato che Marco Travaglio fosse lo spin doctor dell'attuale sinistra, più antagonista. La propensione alla "cattiveria" giornalistica lo rende l'animatore perfetto per un Movimento che non sarà mai un partito. L'atmosfera pesante e le penose esibizioni di Donaldone, hanno immobilizzato la Ducetta, nel momento di massimo bisogno di un partito ed una coalizione che ancora devono imparare molto. I dem hanno messo in atto la strategia liberatoria, usando i rapporti con la società. I loro personaggi e giocatori in campo, mostrano sempre una differenza sostanziale dai troppi dilettanti allo sbaraglio, pieni di boria. La Schlein però riusciva ad annullare il vantaggio, fino alle ultime vicende belliche. In piazza c'erano solo esponenti della sinistra, non solo antagonista e la campagna referendaria, bisognosa di interventi e spiegazioni, è stata condotta solo dall'opposizione. Sono stati bravi a creare e inventare allarmi inesistenti, mentre il tema più pericoloso, sollevato da Palamara, è stato subito seppellito. Poteva/doveva essere momento di confronto, quello che succederà adesso è da scoprire. La decimazione degli ancora presunti colpevoli, non è un atto di forza, solo una tardiva ammissione di scelte colpevoli. Più importante Hormuz.
giovedì 26 marzo 2026
Repulisti
Nessuno può vivere di rendita, così Giorgia Meloni inizia il (tardo) repulisti, il primo effetto della pesante sconfitta. Segnale anche per l'opposizione, significa andare avanti senza ricorrere al voto nazionale. Condivido l'intelligence di Dagospia e l'uso di Repubblica in vendita. Si apre la lunga marcia verso le politiche, con l'eliminazione delle zavorre che avrebbero concesso al nemico, inevitabili processi mediatici. Significa avere la totale padronanza della coalizione che senza la Ducetta tornerebbe ai numeri storici. Il referendum non è stato solo una sconfitta cercata, ma un severo campanello d'allarme. Le ragioni dell'antagonismo hanno colpito i poliziotti e svegliato la giovanile compagine che solitamente diserta i seggi. Le analisi del giorno dopo lo confermano. Le particolari modifiche costituzionali dovevano prevedere comprensibili spiegazioni per i non laureati in legge. Le migliori difese del mio Si le ho ascoltate dalle due avvocatesse. Anche il giovane Donzelli è sulla graticola ed ancora non si conoscono le volontà del Colle. Il pericolo di un voto tecnico può rispolverare le mature "risorse". Trovo una pericolosa assonanza con la situazione, indecifrabile, dell'ex padrone Trump.
massimo lugaresi
mercoledì 25 marzo 2026
14 Milioni di No
La grande sconfitta della Meloni e il destino dei referendum costituzionali che bocciano la politica richiedente. Che botta per Giorgia Meloni, ora l’ultimo anno di governo sarà in salita, così Mario Lavia, dopo il suo Si della corrente piddina, prevede la fine anticipata del governo. La premier paga la chiusura a ogni confronto e la troppa vicinanza a Trump, sta a lei mostrare di essere una statista e non una capo popolo. Schlein si rafforza nel Pd e nel campo largo, ma con Conte di mezzo la leadership dovrà sudarsela. Constatazioni condivisibili. Però il vincitore e perfetto animatore, continuo a vederlo in Marco Travaglio, suggeritore di Conte, come prossimo leader della sinistra. Non sarà la Schlein quella che dovrà vedersela con la Ducetta e lo scontro sarà diverso da quello referendario. Urlare al ritorno del fascismo o berlusconismo, dopo quattro anni di governo e guerre provocate da Trump è stato il vittorioso refrain usato nelle piazze. Il sud ha votato compatto il no. L'Emilia e Romagna ha mostrato alcune crepe. E' stato il rilancio della attuale sinistra e la sconfitta di quelli, come il sottoscritto, che sono rimasti fedeli al passato. Sono ancora più convinto della necessità della riforma e della impossibilità di farlo capire a tutti. Un esito calcistico. Hanno giocato molto meglio gli avversari.
massimo lugaresi
martedì 24 marzo 2026
Dalmastro
Non ho parentela (politica) con Dalmastro, sottosegretario alla Giustizia e l'esito referendario è stato chiaro e forse prevedibile, con lo spostamento sulla Meloni. Ho scritto il mio vecchio e motivato Si. La vittoria di una sinistra, completamente diversa da quella storica, condotta per mano e penna da Travaglio e nei festivi consegnata a Landini, ha usato comprensibili ragioni per il No. Arriveremo presto anche ad elezioni anticipate, non penso che la Meloni voglia procedere zoppicando. Il colpo c'è stato. Torno al titolo del pezzo dedicato al prossimo processo in piazza, mostrando le differenze tra due blog di estrazione piddina. Mi sono soffermato su Linkiesta, della corrente Davos, quella che osanna la trimurti Prodi, Draghi e perfino Monti, ma favorevole al Si. Sempre dalla parte dell'Unione Ursula ed ovviamente dell'America democratica e pacifista, con un frettoloso inventario di sole 11 guerre e qualche invasione finita malissimo. Doveroso incipit per arrivare alla romana criminalità che porterà la segretaria del Pd a chiedere i chiarimenti alla Ducetta. Il blog ricorda l'antica commistione tra la destra e un clan di importanza perfino cinematografica. Dimenticando chi rapì ed uccise Aldo Moro. Il mondo richiamato nell'articolo di Mario Lavia era decisamente destrorso, mentre le Brigate Rosse devono essere ancora decifrate. Il refrain giornalistico usato a sinistra, per quanto divisa, chiederà alla Meloni di chiarire l'intreccio che cercherò di spiegare. Il sottosegretario fonda una società nella sua Biella, con altri ristoratori piemontesi, sempre Fratelli d'Italia e la figlia di tale Carroccia che risulta "impelagato" con il clan camorrista di Michele Senese. Questa è la colpa del politico, fotografato abbracciato al capo clan. In attesa dell'iniziativa giudiziaria, è già iniziato il processo piazzaiolo. Sono però migliaia le iniziative finite in niente, con pesanti ripercussioni, a carico degli indagati. Un aspetto che il referendum, con un esito diverso poteva migliorare. E' in atto, oltre alle guerre che stanno impoverendo le famiglie, mostrando i limiti di Donaldone e l'inutilità dell'Unione Ursula, anche un ritorno ai pesanti anni di piombo. L'esito referendario non credo sarà un calmante.
massimo lugaresi
lunedì 23 marzo 2026
Il Referendum
Secondo la Dagospia del Pd. Il blog, rivelatore di magagne della destra, con notizie e foto che giungono da canali riservati, ha dedicato alla prima pagina l'articolo che conferma le finalità del voto per mezza sinistra, con ancora potenti sostegni. Una disputa che mostra i pregi e molti difetti della nostra politica, sempre al servizio di qualcuno. Oggi e domani sarebbero, per l'intelligence del blog, i momenti della verita per la Ducetta. Mentre la Schlein può sempre avere il prossimo sciopero di riparazione e tante dita da puntare. Inutile sperare in una discussione pacata su alcuni aspetti della nostra costituzione che ci dovevano coinvolgere, dopo il ribaltamento delle posizioni in campo. Una volta la giustizia veniva considerata più vicina alla destra, dopo i venti anni di fascismo, oggi sembra il contrario. Non a caso l'attuale governo è promotore del Si. Ricordo ancora che era la stessa posizione del partito comunista. Dagospia lo descrive come il momento della verità per la Giorgia Meloni, senza aggiungere cosa può rappresentare per la segretaria a mezzo servizio. E' chiaro che l'esito avrà ripercussioni nel tempo, rafforzando l'uso delle correnti giudiziarie, oppure cercando di sminuirne la forza. Sarebbe il salto verso la necessaria democrazia. La mia Juve è però incurabile.
massimo lugaresi
domenica 22 marzo 2026
Pochi giorni
Lunedi sapremo chi ha vinto il referendum, spostato (volutamente) sul governo, grazie al ditino puntato della segretaria di mezzo (meno) Pd, tra uno sciopero e la richiesta di informazioni alla Premier. Le guerre e gli aumenti causati, rendono il momento difficile per i silenti domestici d'oltreoceano.
Europa e Nato devono trovare una loro autonomia, senza puntare le armi a comando. La sinistra spera di resuscitare, a braccetto con un movimento nato contro tutti, soprattutto il loro Pd. Nonostante questo, per Dagospia il "taglio" delle accise sui carburanti, l'unico sollievo concesso, è una paraculata, in quanto avviene alla vigilia del voto referendario. Prima di entrare nel seggio andate a fare il pieno, ringraziando la Ducetta. Difficile sostenere una sinistra precipitata così in basso. Sembra il festival degli ex grillini. Hanno il campo libero e lo usano bene. Sanno giocare attaccando, dopo il fallimento del loro centrocampo, nella gestione nazionale. Avere Travaglio, il centravanti del giornalismo che gode delle informazioni migliori, è un vantaggio notevole. La riforma non è berlusconiana, ma una delle (tante) priorità della sinistra, prima degli ultimi spasmi di vita e la nascita del miscuglio. Preoccupa più Trump.
massimo lugaresi
sabato 21 marzo 2026
I Branca-Meloni
Titolo usato da Dagospia per ironizzare (?) sui rappresentanti del governo. Senza dimenticare le accuse, foriere di iniziative giudiziarie, ai singoli membri. Dopo l'ennesima sconfitta della Roma, anche Gasperini è nel mirino della spietata intelligence del blog. Sono curioso di conoscere il risultato della conta nazionale tra il Si ed il No. Diventata, volutamente, una commedia politica, non la necessaria svolta giudiziaria. Il peso delle guerre può riversarsi sulle schede, nelle tasche è già arrivato pesantemente. Le bollette, subito alterate, lo testimoniano. L'aria brutta, può diventare bruttissima. Trump sembra ingestibile. Il blog romanista e meno piddino, è riuscito anche questa settimana a non parlare della Schlein. Premura o paura? Se il Pd perde anche il referendum, la resa dei conti, sarà inevitabile, con la possibiltà di vedere nascere almeno 4 partitini. I regolamenti dei conti non avvengono solo tra Salvini e la Ducetta, ma investono i soliti. Salvini è il più colpito, Vannacci invece è il personaggio ideale per accendere le fogheracce televisive. Importante per il blog, definibile piddino, con notevole approssimazione, senza certificare la corrente, è colpire una massa maggioritaria, sempre fascista. Difficile, miracoloso, un ritorno al governo.
massimo lugaresi
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