martedì 27 gennaio 2026

America First

E l'Europa? S'attacca. La nuova dottrina, tipicamente trumpiana, ha permesso al vegliardo presidente l'agevole vittoria che ritiene (ancora) sostenuta dalla maggioranza dei votanti. Consente, senza spinte, a Donaldone, l'interpretazione migliore, abbandonando il ruolo, politico e bellico, di gendarme dell'Occidente, protetto dalle postazioni americane, consegnate alla Nato. Il trio europeo ha combinato casini ed operazioni suicide, come il famoso gasdotto fatto saltare, costringendoci a pagare il gas quattro volte di più. Si sono concluse, comicamente, con l'arrivo in Groenlandia di una decina di militari francesi. Dopo avere indossato gli occhiali da figo che proteggono anche dagli schiaffoni familiari, non consensuali, Macron si avvia verso il tramonto. La nostra Ducetta sembra avere trovato il partner ideale nel lunghissimo Merz. Si muove con agilità e furbizia, costringendo i dem ed i giornaloni d'accompagno (mesto) a non intervistare la loro (?) segretaria, mostrando il clamoroso distacco. Gli ex grillini,  dettano la strategia che conviene e non potendo inventare una flottiglia al mese, usano la piazza landiniana. I vecchietti dem seguono, sempre più stancamente.
massimo lugaresi 

lunedì 26 gennaio 2026

I Patetici 2

La furbizia della sinistra è patetica. Non sai se incazzarti o lasciarli nel campetto, così chiamato, per non definirlo un orrendo patto di sopravvivenza. Anche Linkiesta, blog di riferimento della corrente piddina, devota a Davos, usa la strategia possibile: parlare, scrivere, infangare il centrodestra. Non mancano i personaggi. L'uso di previsioni, quasi mai attendibili ed il coinvolgimento giudiziario, sono facilmente usabili. Non cito le bombe sganciate da Report che hanno una sola direzione. Nell'ultimo articolo di Mario Lavia compaiono la Lista Vannacci ed il sovranismo italiano, messi in crisi da Trump. La sinistra si ritrova il venerdì in piazza, divisa e frantumata, senza poterlo dire. Non sono un estimatore di Donaldone, nato e vivo in una nazione occupata militarmente, politicamente, dai vincitori e liberatori dal nazifascismo, grazie all'odiata Russia. Non sopporto questo odio viscerale, alimentato per mero opportunismo, dagli States. Oggi, indeboliti finanziariamente, con il dollaro in piena crisi, usano tattiche muscolari ed offensive. Un cambio drastico della presenza padronale. Noi sudditi, cosa facciamo? Tergiversiamo, trattiamo, sperando passi la bufera trumpiana? L'Unione Ursula merita la brusca ed avvilente risposta. L'ennesima ritirata americana cambia lo scenario. Il prossimo è da dipingere, sperando di non usare il rosso sangue.
massimo lugaresi 

domenica 25 gennaio 2026

La Clava

Di Donaldone. Trump usa la clava perchè è in grosse difficoltà, mentre i rivali democratici veleggiano, con la flottiglia a 5 stelle, nel pantano dell'opposizione. Il referendum giudiziario, vede l'incredibile liasion, scoppiata per necessità di voti, procedere assieme. Il movimento stellare ed il Pd sono (forzatamente) uniti, dopo anni di contrasti feroci e denunce. Rimini è la città che può essere testimone attendibile. La sinistra e gli alleati per forza, hanno cambiato negli anni, per opportunismo, cavalli di battaglia e le riforme di un sistema denunciato da Luca Palamara, ex magistrato, ovviamente politico italiano, ex membro del Csm ed ex segretario dell'Anm. Sarebbe sufficiente la lettura del suo libro che ha provocato solo modeste ripercussioni, per votare un convinto Si. Aggiungo la scandalosa vicenda personale, chiusa dopo 3 giorni di galera bolognese, senza un preciso e comprensibile atto di accusa. Tempo delle manette facili? Ogni anno migliaia di persone (innocenti) le sperimentano. Il referendum è il passaggio costituzionale che consente la riforma indispensabile. Non fatevi ingannare dai convertiti in fretta, per paura di perdere potere e poltrona acquisita.
massimo lugaresi

sabato 24 gennaio 2026

Avanti un altra

Guerra. La frenetica attività di Donaldone, tra pennichelle e minacce, sta distruggendo i resti dell'Unione Ursula e della Nato. Il minacciato ritiro degli States, toglie forza all'alleanza tra i paesi europei e l'America del Nord. Rimane il ventilato riarmo per combattere la Russia e l'intero Brics. 
Sono le ultime bravate dello spento Macron e dell'ex amico tugnino. Trump ha invitato Putin nel Board per Gaza che vede la presenza anche della nostra Ducetta, con il via libera di Mattarella. Dagospia continua l'abuso delle ridicole etichette, solo per i nemici dei dem. Siamo arrivati al "Bullo della Casa Bianca" che "spernacchia" l'Ue e minaccia Macron di portare al 200% i dazi su vini e champagne francesi. La guerra delle bollicine, in risposta al no del Capo (per poco) dell'Eliseo al Board for Peace di Gaza. Donaldone ricorda ai fedeli di Davos che Macron, il portaciprie di Brigitte (cit.Dagospia), lascerà l'incarico molto presto. Trump è convinto che i leader europei non opporranno troppa resistenza al suo tentativo di acquistare la Groenlandia. Lo ha detto parlando con i giornalisti in Florida, minacciando inoltre una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi, dopo avere confermato di aver invitato Putin a entrare nel "Consiglio di pace" per Gaza. Avanti un'altra guerra, questa è ferma. 
massimo lugaresi

venerdì 23 gennaio 2026

Occupy (anche) Davos

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In attesa di prendere la Groenlandia, piena di merce rara, usando la (vecchia) storiella di una probabile invasione russa o cinese, Donaldone invade Davos, trasformandola in una succursale Maga. Il Fondo Blackrock è padrone di casa e Donaldone, guest star, ha monopolizzato la località svizzera, con un programma parallelo di incontri, in una chiesa, fortunatamente, sconsacrata, occupata dai famosi mercanti. Inutile dire che dopo i barcollanti ed incomprensibili quattro anni di Biden, l'arrivo previsto del ciclone repubblicano sta scombussolando il mondo occidentale, in particolare l'Europa Ursula. Mentre Russia e Cina aspettano, usando la proverbiale pazienza. Noi ci inginocchiamo sempre, convinti dalle (almeno) 120 basi americane. Zelensky, precipitato nei consensi, pompati dai giornaloni, è fuori dall'uscio della politica che conta e se la prende con gli europei suoi convinti (?) sostenitori. La svolta del conflitto in Ucraina sta colpendo drammaticamente i cittadini rimasti. Il comico rivestito e finanziato, è persona noiosa che si è aggrappato ai volenterosi, per non ammettere la sconfitta prevista, allungata mortalmente con l'aiuto europeo e (naturalmente) britannico. Trump ha detto e ripetuto che la Nato dovrà fare da sola. Uno stallo pericoloso per le continue fughe in avanti di Macron, già sconfitto in patria e dal collega tugnino, desideroso di una rivincita sulla neve. Sono troppi gli incendi nel mondo. Terminata la guerra fredda, sembrava ci fosse voglia di pace. Anche dal Vaticano ascolti parole 4 stagioni. Per la prossima guerra hanno già scelto la location.
massimo lugaresi

giovedì 22 gennaio 2026

Rimandata

L'invasione dell'Iran è rimandata. La notizia è dell'intelligence di Dagospia che usa notizie prese dai due giornali (in vendita) di Elkann. La Juve invece, stava assumendo, finalmente, l'aspetto della vera squadra. La Sardegna ha riportato la classifica al posto giusto. Pochi i meriti societari, solo la scelta dell'allenatore è convincente, dopo il lungo rosario calcistico. Dagoreport è entrato nella propaganda contraria all'ultima (?) iniziativa di Donaldone. Come tutte le voci di sostegno piddino è in fase di riflessione. Non sanno per chi tifare. Sto fermo, ma che ce famo con Khamanei? Trump minaccia Teheran, però l'iniziativa militare si allontana, lasciando a Dagospia lo spazio e le foto di due notevoli fondo schiena. Un ritorno al passato glorioso. Gli alleati degli Usa (Arabia Saudita e Qatar) sono contrari all'ennesima invasione, questa volta al caldo. La Meloni vola in Giappone e ci lascia la mono espressione di Taiani da interpretare. Le portaerei americane sono lontane e le intelligences prevedono solo attacchi cyber e sabotaggi energetici. Sembra che (questa volta) ci sia il due, senza tre. 
massimo lugaresi

mercoledì 21 gennaio 2026

Il Guerrafondaio

Il WSJ rivela che il Pentagono (Trump) era pronto a colpire l'Iran mercoledì scorso. Gli ufficiali americani, mai così impegnati, hanno atteso invano l'ordine. Cosa ha convinto Donaldone a non esagerare, correndo il rischio di trovare il nemico preparato? Sembra che la riflessione sia dovuta al regime ancora forte e gli scarsi posizionamenti americani nell'area. Possono attuare un raid, con il rischio di un trascinamento bellico, come successo a Putin. Ci sono poi l'Arabia Saudita, Omar, Qatar, Turchia che hanno espresso la contrarietà all'iniziativa e la posizione di Israele, nell'eventuale conflitto. Tutti questi "fermi" possono creare problemi a Trump ed all'ennesima scelta politica. Un ritorno al passato che crea forti divergenze anche nei repubblicani. Il tempo rimasto al Presidente non è molto, per sistemare o accendere conflitti paventati e iniziati. Scelta discutibile che impone ai sudditi occidentali la solita cieca obbedienza oppure... L'interpretazione della Meloni è immutabile.
massimo lugaresi