giovedì 15 ottobre 2026

La Benzina

Sono molti i divieti che bloccano Dagospia. Eccetto le sentenze per le prossime elezioni, frutto di aruspici familiari, rimane l'ordine di non parlare del Pd e delle correnti che nascono come funghi dopo la pioggia di droni. L'opposizione blocca la sua propaganda che ha raggiunto livelli referendari. La strategia della Meloni, legata a Trump, nella gioia e (spesso) nel dolore, porta nel baratro, provocato dai rincari della benzina. Ho preso lo spunto da un articolo del Corriere, condiviso da Dagospia. Vedere il distributore viserbese, vendere diesel a 2,285 euro e la benzina a poco meno, è un messaggio che spinge contro, senza scomodare i moderni creatori digitali. Rimanere avvinti all'Occidente di Trump è un errore che paghi tutti i giorni. L'Europa Ursula sembra interessata alla guerra su procura di Zelensky, presto ricercato. La Ducetta ha scelto una strada pericolosa, incomprensibile per la stragrande maggioranza non seduta su poltrone dorate, quasi tutti in attesa della pensione dalla politica. Non aveva scelta. Il Campo Largo l'accusa incessantemente, usando sempre gli stessi motivi. Non risponde però alla domanda (facile): cosa avreste fatto voi? Il legame con gli States è storicamente imposto dalla resa e relativa occupazione nella seconda guerra mondiale. Per essere più convincenti hanno piazzato basi militari, prima rivolte contro il comunismo di Tito, oggi, con gittata più lunga, devono mantenere credibile l'aggressione putiniana. L'opposizione critica ma non spinge per l'unica alternativa possibile. Lascia fare a Donaldone ed al suo istinto commerciale, prevaricante quello politico, quasi inesistente. Sembra arrivata ai titoli di coda anche la tragedia ucraina. Il lungo e tragico gioco dell'oca, si chiuderà quando torneranno al punto di partenza.
massimo lugaresi

mercoledì 14 ottobre 2026

Le Garanzie

Nel Campo, sempre più Largo, l'eventuale ingresso (forzato) di Matteo Renzi, discutibile personaggio che, dopo avere portato, con innegabile bravura, il miscuglio piddino a (quasi) il 40% dei voti e desideri, è piombato, altrettanto velocemente, nelle retrovie del potere. La peggiore delle pene. Per non deludere l'innata furbizia è stato uno dei primi, assieme ai giocatori al tramonto, a sbarcare nel mondo arabo. Profitta della presenza di una debolissima segretaria, guidata da Conte e Landini, per tergiversare sul suo ingresso, con pochi seguaci, nel campetto sfigato dell'agricoltura prestata alla politica. Giuseppe Conte ed il suo fastidioso gorgheggio, chiedono alla Schlein le "garanzie", termine bancario a lei (credo) sconosciuto, come il lavoro. Il leader grillino, grazie all'informatica, vuole giocare nei gazebi, ultimamente ristretti, pensando, giustamente, che nel Pd sono tanti che non vedono l'ora di liquidarla. Ci sono poi i veleni del recente passato, quando il furbo toscano ha sostituito Conte con Draghi. Dalla paiella o padella, alla brace. I tenutari dell'agro-sinistro, sono impantanati. Pensavano di avere stravinto con il referendum e soprattutto con Ranucci. Soli e divisi. Rimangono le paure di una guerra. Anche in questo campo, i danni superano voti e vantaggi.
massimo lugaresi

martedì 13 ottobre 2026

Respinto

E' terminata, senza interrogatorio, l'esplosiva stagione di Sigfrido Ranucci. E' stato respinto il ricorso contro la Rai, dell'ex più potente giornalista italiano. Nessun reintegro, il conduttore non riprenderà il suo posto. La notizia sembra sia stata accertata. Naturalmente in Rai hanno festeggiato, senza usare ristoranti famosi. La sentenza è di "una" giudice definita di sinistra. Altro segnale. L'amico fraterno del bombarolo a sorpresa, era già stato sospeso da Mamma Rai, rimane solo la prossima candidatura. Nel campetto delle delusioni si scatenerà la lotteria, escludendo il Pd per non provocare altre tensioni. A condurre la prima puntata, ci saranno due giornalisti già presi di mira dall'opposizione. Altra briscola per una coalizione sbandata. Uno dopo l'altro cadono i pilastri di una rappresentazione bocciata dai cittadini. Rimane, ovviamente qualche piccolo enclave, in attesa della liquidazione degli ultimi rearmatori. Per Zelinsky ci sarà un Wanted. 
massimo lugaresi

lunedì 12 ottobre 2026

Al Voto, Al Voto

Allora è vero che la Ducetta pensa di andare al voto prima dell'estate prossima. Sempre se non arriva una guerra che ci coinvolge forzatamente. Faremmo contenti i nostri rearmatori e qualche generale con un futuro diverso. Al Voto, al Voto, ma quando? Dagospia consultate le riunite intelligences del Blog e le doverose consulenze belliche di Repubblica e La Stampa, prevede tra maggio e giugno. Salvini ha capito e chiede di accelerare l'approvazione dell'autonomia differenziata, sperando di rianimare i consensi. Forza Italia traballa, non mostrando più la storica condivisione che invece il Campo Largo quanto litigioso, mostra dalla prima semina. Il duo berlusconiano prepara il cambio di Tajani, scegliendo tra gli astri nascenti. Sembra che l'inarrestabile Ducetta abbia già preparato il Giro d'Italia. La Schlein deve trovare un traduttore. 
massimo lugaresi

domenica 11 ottobre 2026

Stabilicum?

L'approvazione dello Stabilicum, a sinistra definito Melonellum e foriero di inesistenti scossoni nella maggioranza, consegna le ultime speranze ai giardinieri del Campo Largo, con l'insindacabile decisione della Consulta. Dagospia invece si rivolge a Vannacci, considerato (sbagliando) il peggiore nemico della Ducetta. Disperazione o voluta presa per ..Diventerà indispensabile per una maggioranza talmente solida da proiettare la Meloni al Quirinale. Qualcuno pensa e scrive che non possano trovare un accordo? Sarebbe sufficiente guardare nella sempre più ristretta e litigiosa casa colonica e le meline provocate dalle primarie. Il potere consente tutto, perfino l'immigrazione elettorale. Dagospia usa (spesso) l'ultima (?) simulazione di You Trend. Se Vannacci corre da solo l'Armata Branca-Meloni perde Palazzo Ghigi, senza sapere chi lo occuperà. Rimane la facile previsione nel caso che, dall'altra parte, il candidato premier fosse l'armocromatica Schlein. I 5 Stelle sanno, da lungo tempo, che correre in solitaria compagnia è sempre un regalo. Il governo non è specialità della casa. Con i voti di Vannacci la destra, (forse) ancora con Mediaset, ne avrebbe da regalare. 
massimo lugaresi

sabato 10 ottobre 2026

Abbondante Scelta

Dagospia regala la solita abbondante scelta a senso unico. I colpiti sono (sempre) gli avversari del cosiddetto progressismo, cancellato in Europa, dopo la (quasi) sparizione nel mondo. La Ducetta mantiene saldamente il podio delle sfanculate, anche pesantemente, seguita e superata da Donaldone. Ambedue arrivati alla fine dei mandati e nonostante le iniezioni di sondaggi, preparati ad hoc, la destra mondiale sembra imperversare. Donald Trump ha perso il contatto con la realtà, mentre Biden, pur barcollando, ha portato la guerra in Ucraina. Il Presidente americano si loda da solo, i sondaggi lo dichiarano fallito. Vive, secondo l'intelligence di Casa Dagostino, in una bolla, fomentata da yes man che non osano contraddirlo. Dall'altra parte i dem non hanno candidati, mentre Repubblica e La Stampa sono fedelissime al Campo. Dalle grandi capitali nel mondo, ormai solitarie riserve di caccia del voto democratico, escono lamenti. Gli attori, sempre quelli, sono piccoli detonatori, usati, come i famosi botti per aiutare. Robert De Niro, invecchiando, è uno dei più accaniti. Altra foto di Donaldone che imbraccia un fucile e viene accusato di avere approvato la fucilazione di un certo Nidfal Hasan, condannato a morte, con un processo in corte marziale, per un attacco alla base militare di Fort Hood e l'uccisione di 13 persone. I presidenti Dem, invece si sono trastullati, solo con erotiche movenze.
massimo lugaresi

venerdì 9 ottobre 2026

Lettori e Guardoni

Dopo un lungo girovagare, ho trovato l'articolo di Dagospia adatto per essere condiviso alla Vannacci. Ovviamente, quasi naturalmente, tratto da Repubblica, per l'ineludibile gerarchia (politica) del blog. Il tema, come accade in Ucraina "aggredita" da Putin, viene venduto al pari di una certezza religiosa, che prevale, rovesciata. L'aiuto papale non è una novità e il
 viaggio pastorale negli States, verrà rimandato al prossimo presidente. Lega e Forza Italia temono il voto anticipato. La sinistra invece non vede l'ora di misurare gli orti per i nuovi contadini. Per portare la Ducetta ad una visita al Quirinale, osservando l'arredamento, occorrono 45 franchi e segreti tiratori. Fallito il tentaivo. L'unico partito al governo che potrebbe godere la fine anticipata è Fratelli d'Italia. Gli altri sono in torbide e pericolose modalità. Le sommosse sociali, rendono ardue le previsioni. Su alcuni argomenti, sentiti dalle piazze, governo ed opposizione non mostrano differenze. I social elettori hanno sostituito i vuoti contenitori dei partiti. Il divario può essere colmato o aumentato. Rimane la certezza di un campetto della discordia. 
massimo lugaresi