lunedì 12 ottobre 2026

Al Voto, Al Voto

Allora è vero che la Ducetta pensa di andare al voto prima dell'estate prossima. Sempre se non arriva una guerra che ci coinvolge forzatamente. Faremmo contenti i nostri rearmatori e qualche generale con un futuro diverso. Al Voto, al Voto, ma quando? Dagospia consultate le riunite intelligences del Blog e le doverose consulenze belliche di Repubblica e La Stampa, prevede tra maggio e giugno. Salvini ha capito e chiede di accelerare l'approvazione dell'autonomia differenziata, sperando di rianimare i consensi. Forza Italia traballa, non mostrando più la storica condivisione che invece il Campo Largo quanto litigioso, mostra dalla prima semina. Il duo berlusconiano prepara il cambio di Tajani, scegliendo tra gli astri nascenti. Sembra che l'inarrestabile Ducetta abbia già preparato il Giro d'Italia. La Schlein deve trovare un traduttore. 
massimo lugaresi

domenica 11 ottobre 2026

Stabilicum?

L'approvazione dello Stabilicum, a sinistra definito Melonellum e foriero di inesistenti scossoni nella maggioranza, consegna le ultime speranze ai giardinieri del Campo Largo, con l'insindacabile decisione della Consulta. Dagospia invece si rivolge a Vannacci, considerato (sbagliando) il peggiore nemico della Ducetta. Disperazione o voluta presa per ..Diventerà indispensabile per una maggioranza talmente solida da proiettare la Meloni al Quirinale. Qualcuno pensa e scrive che non possano trovare un accordo? Sarebbe sufficiente guardare nella sempre più ristretta e litigiosa casa colonica e le meline provocate dalle primarie. Il potere consente tutto, perfino l'immigrazione elettorale. Dagospia usa (spesso) l'ultima (?) simulazione di You Trend. Se Vannacci corre da solo l'Armata Branca-Meloni perde Palazzo Ghigi, senza sapere chi lo occuperà. Rimane la facile previsione nel caso che, dall'altra parte, il candidato premier fosse l'armocromatica Schlein. I 5 Stelle sanno, da lungo tempo, che correre in solitaria compagnia è sempre un regalo. Il governo non è specialità della casa. Con i voti di Vannacci la destra, (forse) ancora con Mediaset, ne avrebbe da regalare. 
massimo lugaresi

sabato 10 ottobre 2026

Abbondante Scelta

Dagospia regala la solita abbondante scelta a senso unico. I colpiti sono (sempre) gli avversari del cosiddetto progressismo, cancellato in Europa, dopo la (quasi) sparizione nel mondo. La Ducetta mantiene saldamente il podio delle sfanculate, anche pesantemente, seguita e superata da Donaldone. Ambedue arrivati alla fine dei mandati e nonostante le iniezioni di sondaggi, preparati ad hoc, la destra mondiale sembra imperversare. Donald Trump ha perso il contatto con la realtà, mentre Biden, pur barcollando, ha portato la guerra in Ucraina. Il Presidente americano si loda da solo, i sondaggi lo dichiarano fallito. Vive, secondo l'intelligence di Casa Dagostino, in una bolla, fomentata da yes man che non osano contraddirlo. Dall'altra parte i dem non hanno candidati, mentre Repubblica e La Stampa sono fedelissime al Campo. Dalle grandi capitali nel mondo, ormai solitarie riserve di caccia del voto democratico, escono lamenti. Gli attori, sempre quelli, sono piccoli detonatori, usati, come i famosi botti per aiutare. Robert De Niro, invecchiando, è uno dei più accaniti. Altra foto di Donaldone che imbraccia un fucile e viene accusato di avere approvato la fucilazione di un certo Nidfal Hasan, condannato a morte, con un processo in corte marziale, per un attacco alla base militare di Fort Hood e l'uccisione di 13 persone. I presidenti Dem, invece si sono trastullati, solo con erotiche movenze.
massimo lugaresi

venerdì 9 ottobre 2026

Lettori e Guardoni

Dopo un lungo girovagare, ho trovato l'articolo di Dagospia adatto per essere condiviso alla Vannacci. Ovviamente, quasi naturalmente, tratto da Repubblica, per l'ineludibile gerarchia (politica) del blog. Il tema, come accade in Ucraina "aggredita" da Putin, viene venduto al pari di una certezza religiosa, che prevale, rovesciata. L'aiuto papale non è una novità e il
 viaggio pastorale negli States, verrà rimandato al prossimo presidente. Lega e Forza Italia temono il voto anticipato. La sinistra invece non vede l'ora di misurare gli orti per i nuovi contadini. Per portare la Ducetta ad una visita al Quirinale, osservando l'arredamento, occorrono 45 franchi e segreti tiratori. Fallito il tentaivo. L'unico partito al governo che potrebbe godere la fine anticipata è Fratelli d'Italia. Gli altri sono in torbide e pericolose modalità. Le sommosse sociali, rendono ardue le previsioni. Su alcuni argomenti, sentiti dalle piazze, governo ed opposizione non mostrano differenze. I social elettori hanno sostituito i vuoti contenitori dei partiti. Il divario può essere colmato o aumentato. Rimane la certezza di un campetto della discordia. 
massimo lugaresi

giovedì 8 ottobre 2026

Il Tempo delle Mele

Partito preso? Schlein alza voce e ditino contro Conte. Però Linkiesta, blog del riformismo all'italiana e (soprattutto) della corrente Davos, detta Draghi. Per il blog è il Tempo delle Mele. Infatuazione, batticuore e primi amori lo portano fuori dal Nazareno, diventato camera con una sola piazza da assegnare. I discepoli del guru e della grande finanza, diventato premier senza votare, vogliono la distruzione della Russia e possibilmente la salvezza (difficile) di Zelensky con il suo bidet. Intanto la linea politica del Pd è affidata a Conte che, a differenza dell'omonimo calcistico, non possiede un vistoso carnet di vittorie. Quello presentato sembra cucito al momento del bisogno. La prima ed unica espressione di governo ha provocato guai e debiti. La linea politica, inesistente, del Pd continua ad imporla lui. La segretaria rivendica giustamente il comando della coalizione e prepara la sfida ai gazebo contro il leader Cinquestelle. Legge il predisposto intervento, innervosendo il ditino ed ignora i riformisti, colpiti da costante russofobia. Una mossa che la propaganda piddina dichiara orgogliosa e Linkiesta invece considera un appiattimento e relativa contaminazione al virus putiniano. Difficile riuscire a spiegare cosa e come si è ridotta l'interpretazione della sinistra all'italiana. Sono rimasti solo gli spregevoli insulti alla Ducetta che sembrano mettere tutti d'accordo.
massimo lugaresi

mercoledì 7 ottobre 2026

La Coesione

Non c'è. Continua la commedia campestre. Gli ex grillini si stringono attorno al Pd solo se l'avvocato del popolo calante ridiventa un premier con i voti degli altri. Una situazione che da mesi non permette un atto o decisione, mentre i frammenti sono uniti al partito maggiore. Nel Pd aleggiano le correnti che le due guerre hanno reso inconciliabili. Su alcuni temi, non stranamente, la posizione tra le due coalizioni coincide. L'esempio indigeribile è quello della comune condivisione delle ragioni espresse, tra una questua e l'altra, da Zelinsky. Hanno prodotto un pericoloso sentimento antirusso, spingendo verso la guerra fatale, non giocata con le armi tradizionali. In Ucraina è destinata a prolungarsi fino a quando Putin non decide che l'occupazione raggiunta possa liberare i territori definiti e confermati russi. Le colpe di Trump, in questo caso, sono lievi, il barcollante Biden è stato istruito prima. Ho già detto che considero la propaganda del blog di Dagostino, un punto di riferimento con notizie e foto in anticipo. Non per caso sembra abbia abbandonato Ranucci, giudicandolo indifendibile e senza interrogatorio. Secondo la previsione, solitamente precisa, dell'Alessandra Ghisleri, un elettore del Pd su due è scettico sui frutti del Campo Largo e sulla qualità della coalizione che si sta formando. Il 37% dei grillini senza Grillo la considera (giustamente) una formazione poco coesa. Un terzo dei seguaci di Conte affascinati ancora dal 110% e sperando nelle nuove promesse, non si esprime. Secondo (non solo) la Ghisleri, la coesione non si decreta ma si costruisce su un programma fortemente condiviso e soprattutto una leadership riconosciuta da (quasi) tutti. Non ne hanno indovinata una. 
Ps I rarissimi discorsi importanti della Schein, sono scritti meravigliosamente. Fatele mettere solo il ditino. 
massimo lugaresi  

martedì 6 ottobre 2026

Pedrito

Dagospia, in prima pagina, annuncia la convocazione di elezioni anticipate in Spagna. Le previsioni per Pedrito Sanchez sono fosche. Il Partito Popolare e Vox, nei sondaggi superano il 50%, i socialisti del Bel Pedro si fermano alla metà. Altro passo della marcia funebre progressista, con il maschione francese e il cancelliere tedesco che si rifugiano da Zelinsky. Il premier spagnolo ha già tenuto il discorso ufficiale, dopo le consultazioni con governo e partito. La legislatura sarebbe terminata tra nove mesi e secondo l'intelligence (poca) rimasta a Dagospia, spera di usare l'indignazione popolare sul caro-affitti. Per la piazza anche il suo governo è responsabile di non avere colpito i fondi avvoltoi. Non è finita, la pantomima di Ceuta e la moglie rinviata a giudizio, sulla quale è sceso il doveroso silenzio, non uguale per tutti, sono gli avvenimenti che fanno presagire la sconfitta. L'Europa Ursula sta crollando, francamente non sembra una brutta notizia. Rimane inalterata la perfida volontà di accendere un conflitto che vogliono i mercanti d'armi e gli pseudo difensori dell'Occidente. La sconfitta della corrente che vuole il progresso e guerre infinite, dovrebbe mutare il quadro europeo.  Sarebbe la prima notizia confortante.
massimo lugaresi