sabato 2 maggio 2026

Contrordine

Fermi tutti. Domani, creatura giornalistica legata a Repubblica, totem della sinistra nuova versione, ha lanciato il Contrordine compagni. La prima visione dell'ennesimo scandalo sollevato dai soliti agitatori, voleva colpire la Ducetta attraverso il ministro di Giustizia usando le Grazie concesse solo dal Presidente Mattarella, dopo un attento esame della procura designata. Il polverone sollevato dal giornalista di Rai 3, il famoso Sigfrido, ripreso violentemente, come d'uso, dal bombardiere Travaglio del Fatto Quotidiano, si è fermato. Le carte sembra diano ragione alla Minetti. Sconfitta su tutti i fronti. Domani pubblica, in versione integrale, il verdetto di adozione del bambino affidato alla Minetti. Una smentita dolorosa per il Fatto Quotidiano di Travaglio. Ci sono ricostruzioni che offrono però uno scenario con ripercussioni più ampie, fino al Colle. Sembra che questa volta la famosa triade giornalistica abbia preso (volutamente?) una cantonata. Aspettiamo il secondo tempo di questo sequel che sembra destinato a sgonfiarsi dopo una partenza fulminante. Avevano tolto la scena perfino a Donaldone. 
massimo lugaresi

venerdì 1 maggio 2026

I Preparativi


La via percorribile dalla sinistra per battere la Meloni è quella (sperimentata) di enfatizzare e politicizzare ogni avvenimento. Non va sempre bene. Il 25 aprile conferma. Una volta il sindacato formava il cordone di sicurezza in tutte le manifestazioni, oggi il sempre più pericoloso compito è lasciato alle forze dell'ordine. Nei manifestanti prevale l'ondata antagonista, alimentata dalla corrente vicina alla segretaria. Il 25 aprile conferma. Nel Campo Largo sono convinti sia l'arma per battere la Meloni oppure è l'unica risposta possibile in quel casino correntizio? A destra e un pò di centro, hanno messo da parte (cit. Dagospia) più di due miliardi usabili ogni mese, da spendere nell'anno prima delle elezioni del 2027. La Meloni si gioca tutto, a differenza del Pd che si sta trasferendo piano piano, nel movimento stellato, fondato da un comico, non belligerante su procura. Il calcolo elettorale viene smascherato da Marcello Sorgi, giornalista della Stampa, ovviamente ripreso dal blog della probabile maggioranza piddina, non dettata da un congresso. Non credo che gli effetti del referendum colpiscano solo gli sconfitti. La confusione regnante nell'antagonismo, ha colpito anche la sinistra. Guerre, petrolio, gas, inflazione, immigrazione, sanità, stipendi, sono gli argomenti che verranno usati?
massimo lugaresi 

giovedì 30 aprile 2026

Allo Sbando

Ho letto questo articolo su Linkiesta che pur essendo all'opposizione della Schlein, rappresenta una quota importante del Pd. La grazia rilasciata dal Presidente Mattarella a Nicole Minetti avrebbe causato lo sbando dei sovranisti (cds). Le troppe correnti piddine impediscono una definizione condivisa.  La lettera del Quirinale sarebbe uno "schiaffo" al Guardasigilli Nordio e a tutto il governo. La ricostruzione del Misfatto Quotidiano è stata precisa e documentata, completamente diversa da quella inviata dal ministero della giustizia. Tutte le fonti della sinistra concordano al punto che la "grazia" sembra un regalo, non il riconoscimento delle ragioni della Minetti. Altro caso montato che vede protagoniste le più alte cariche dello stato? Fosse così saremmo davvero allo Sbando. La presidenza della Repubblica ha inviato una lettera al ministero della Giustizia, pregando di «voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa», cioè il Fatto quotidiano, relativamente alla «supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza» firmata da Sergio Mattarella a favore di Nicole Minetti. Non c’è bisogno di entrare nei dettagli del caso, di cui sono pieni i giornali, per capire che la lettera, resa pubblica dallo stesso ufficio stampa del Quirinale, è uno schiaffo al Guardasigilli, Carlo Nordio, e a tutto il governo. Per Giorgia Meloni e tutta la maggioranza, sarebbe anche l’ultimo passo falso. Siamo in attesa e costretti a non stupirci più. 
massimo lugaresi

mercoledì 29 aprile 2026

Batti e Ribatti

Lo svolgimento degli scandali, spesso presunti, che la sinistra trova nel campo nemico, serve per rinserrare la coalizione, divisa in tanti rivoli e portarla unita al voto. Dopo si vedrà. Nel referendum è andata benissimo, il voto nazionale è diverso. Questi quattro anni sono serviti per certificare l'abisso esistente tra le due coalizioni. L'innesto di gran parte dei residui democristiani nel Pd, ha rinvigorito la qualità degli eterni naviganti nel governo. Il partito guida della destra, fino a pochi anni addietro, navigava nei decimali del voto. L'improvvisa crescita, indiscusso merito meloniano, ha costretto la Meloni a scegliere quello che passava il convento, dopo decenni di clausura politica. L'opposizione usa il ricordo fascista che le feste nazionali giustamente condannano. Mancanza di un progetto condiviso e convincente. La figura della segretaria appesantisce il richiamo. Anche La Lega paga il passaggio da movimento fortemente nordista a partito nazionale che propone un necessario ponte verso il profondo sud. Il partito nato pronto è stato quello del Cavaliere che, come nel calcio, ha preso i migliori democristiani e socialisti rimasti dopo l'epurazione giudiziaria. Sulle troppe, anche false, manchevolezze governative, la triade giornalistica ci campa. Le continue fonti giudiziarie (?) servono per legittimare tutto, spesso il contrario. Il cilma nostrano è peggiorato senza troppa fatica. La situazione comico-drammatica del Pd è lo specchio del reame perso. La presunta segretaria ha paura del congresso. Travaglio ha battuto,  tocca alla Minetti. Cosa farà il Presidente Mattarella?
massimo lugaresi  

martedì 28 aprile 2026

Informazione Democratica

Gli scontri tra le due coalizioni, hanno risvolti pesanti e sconfinanti nella comicità. Dagospia è l'esempio illuminante. Quando non trova spunti e aiuti, nella triade giornalistica della sinistra, utilizza Dagoreport, intelligence talmente casalinga che dice quello che vuole il padrone. La Meloni intanto è "azzoppata" non per colpa/merito della Schlein (innominabile) o del referendum, ma per le tremende divisioni nel centro destra. Viene usata, facilmente, anche la rediviva Letizia Moratti che spinge per un approccio più (?) centrista, simile a quello della corrente Picierno. Allora Dagospia si getta nel torrente che sversa gossip a senso unico. Si scandalizza però quando i meloniani usano le stesse modalità nella cinematografia assistita dalla sinistra. I direttori d'orchestra, con la mano destra, devono superare esami terribili, altrimenti i loggioni degli ultrà contestano. Il putinismo invece supera l'antico maccartismo, con i residui del comunismo costretti ad inveire in silenzio. E' difficile per il vasto popolo, allenato a credere, obbedire e vaccinarsi, accettare sanzioni che ripuliscono le vuote tasche dei cittadini. Quella sul petrolio russo ha i calzetti. La Russa è il vero problema della Meloni. Totalmente diversa l'aria che si respira al Nazareno, luogo consacrato, ospitante congressi e riunioni amichevoli, tutti i giorni. Le correnti non esistono, Conte e la Schlein, un mese ciascuno, saranno i fattori del Campo Largo. 
massimo lugaresi

lunedì 27 aprile 2026

Calcio Marcio

Era prevedibile che l'ultimo (ancora presunto) malaffare calcistico, senza la scusa dei "ladri" juventini, avrebbe messo in sordina perfino due guerre che possono allargarsi fino alle capitali europee. Ci sono chili di domande inevase. La differenza fra la Calciopoli con unico colpevole e una rapida condanna (serie B) è che nello scandalo bianconero non è stato colpito nessun arbitro. Anche chi ha giocato in parrocchia, sa che senza il consenso dei fischietti, una volta in nero, non vendi o non compri niente. Questa volta l'indagine è alla rovescio e inizia, dopo lo stop di Chinè, procuratore della giustizia calcistica, con un avviso di garanzia al presunto distributore di arbitri, preferiti dagli amici. Vicenda che non puoi chiudere, come vorrebbe qualche giornale, per paura che il secondo posto, vinca lo scudetto. La Stampa invece, continua a svolgere, fino alla fine, l'appoggio e sostegno ad un campo largo. I festeggiamenti (?) per il 25 aprile hanno mostrato i cambiamenti della nostra disorientata politica. La sinistra coesa, si è divisa in rivoli, alcuni rappresentati, malamente, da una sola persona o famiglia. I conflitti, con possibiltà di ulteriori allargamenti, turbano i partiti che hanno perso punti di riferimento e certezze. Trump è un agitatore di professione. Le sue iniziative, sembrano cartelle sanitarie, difficilmente comprensibili, alla fine però chi guadagna sono sempre gli amici del Tycoon. La debolezza dell'Unione Ursula, nel momento di maggiore bisogno, aggiunge instabilità. Siamo arrivati al consolidato sistema americano di togliere di mezzo i presidenti sgraditi. Per la seconda volta Donaldone si salva. Tertia possibilitas certa est.
massimo lugaresi

domenica 26 aprile 2026

Per Poco

Per poco non siamo i virtuosi del bilancio. Un piccolo 0,1 % impedisce l'uscita dalla procedura d'infrazione e diventa l'ennesimo scontro tra le due coalizioni. Il Campo Largo (adesso) difende l'esborso (pubblico) di miliardi per saldare i debiti del famigerato 110%, solo per  il 4% degli immobili. Il reddito (soprattutto) per alcune cittadinanze, è oscurato dalle nascenti (scandalose) novità sui vaccini per tutti. In attesa dello scoppio del rinnovato scandalo calcistico, con la "scoperta" dei regali all'Inter. Un catastrofismo che piove, giornalmente, sul governo, ex amico di Donaldone, fingendo di non ricordare chi era prima l'occupante della Casa Bianca, tra cadute ed omissioni. Per Trump vengono chieste visite sanitarie, disparità di trattamento, tipica del radicalismo imperante a sinistra. Il 25 aprile, la Meloni viene definita più Ducetta, sperando la liberazione di Palazzo Ghigi. Per Dagospia, invece è (sempre) nei guai. Il piccolo scostamento rispetto all'obbligatorio 3% tra Debito e Pil, viene enfatizato, mentre piovono condivisioni per i miliardi concessi al comico, ai suoi bidet ed alle ripetute sanzioni alla Russia. E' indubbio che questo governo patisca il repentino cambio delle posizioni mondiali, dovuto alle due guerre in atto. Credo abbiano inciso anche sul Si o No. La situazione finanziaria italiana viene descritta fallimentare, dimenticando i paurosi precedenti. La partita tra le due compagini è destinata a continuare, usando, da una parte, la triade giornalistica e le (poche) reti rimaste. E' arrivato anche Matteo Renzi, con l'allieva già gonfiata abbondantemente. I precedenti non sono un felice presagio.
massimo lugaresi