mercoledì 7 gennaio 2026

E lo chiamano Amore

Il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella ha seguito un copione condiviso da quasi tutti ed allora la furbissima premier non si è fatta sfuggire l'occasione per smentire i presunti (?) dissidi tra i colli romani. I due personaggi, conoscono tempi e modi della politica. La strage svizzera ha invece mostrato, brutalmente, i pericoli che corrono, giornalmente, cittadini e famiglie colpite dalle guerre, con misteriosi droni e non solo. I moniti, preghiere e inviti alla pace, devono essere forme di pensiero sincere e credibili. Invece di gioire per l'assonanza delle due voci più importanti del nostro paese, Dagopsia usa la casalinga intelligence ed il solito stufoso dileggio. Sarebbe scoppiato un politico amore tra la Meloni e Mattarella. Rialzatevi, finiti troppo in basso. Complimenti invece a Conte (5 stelle) che ha usato corrette espressioni. Pensare di condurre una efficace opposizione con un partito che non cerca nemmeno di riunirsi per il timore di rendere insanabile il divario, è un ulteriore regalo all'opposizione. Sembra invece che le guerre siano doverosi interventi solo per quelli che non hanno bisogno di giustificazioni per fare (anche) il pieno di carburante. Noi siamo Noi e Voi... 
lugaresi massimo

martedì 6 gennaio 2026

Non va tutto bene

Maurizio Melucci, mente del vecchio comunismo, attraverso Chiamami Città, lancia segnali d'allarme. Non scrive che nevica, prende lo spunto da un (solitamente) interessante articolo di Mauro Santinato e descrive, con precisione, i motivi del nostro 
regresso turistico e gli effetti prodotti. Quello che tutti possono notare, sono le decine di alberghi chiusi, in vendita o riempiti con clienti una volta sconosciuti. Non voglio accendere polemiche sulla gente che è in giro. Il cambiamento è arrivato, un passo alla volta, legato alla crisi non più occultabile. Non sono mai stato particolarmente affezionato ai Capodanni, in lunghezza, migliori al mondo. Allora avevano un significato. Oggi non li vuole più nessuno. Statistiche taroccate? Comprensibile con strutture che raccontano quello che vorrebbero vedere. Andavano bene con il du vot chi vaga. Stiamo assistendo ad un rapido cambiamento. Gli sforzi delle amministrazioni ci sono, ma non sembrano navigare nella stessa direzione. Il governo ha altre gatte da pelare e Donaldone da supplicare, francamente eccetto il povero Giorgetti, non si notano lampi di novità. Il clima mondiale è cambiato, tanto che la rapida incursione "venezuelana" non stupisce, anzi trova, anche a sinistra sostenitori. Basta dire che va tutto bene: serve coraggio. Melucci sposta il tiro su argomenti cari ai grillini, prima edizione. Guerra degli aeroporti, da noi persa in partenza, con gli scali di Forli e Bologna pigliatutto. Ci sono rimaste le piste sicure. Sulla council tax e la Cristine Lagarde scende lo scenario europeo. Melucci rimane con l'allievo Biagini, predicatore della sessantottina rivoluzione demaniale. I comuni, con i bandi non più rinviabili, mettono gli ombrelloni in mezzo all'uscio delle maggioranze politiche. Partono con la Zona Nord, più facile da gestire, senza grandi novità. Il 2026 dovrebbe essere l’anno del coraggio, finite le sorprese. Ma bastano pochi giorni per dire che “va tutto bene”? No. I dati strutturali raccontano altro: la permanenza media cala, il nostro ruolo di destinazione di riferimento si indebolisce e nel 2025 le spiagge, non solo in Romagna, hanno perso fino al 30% delle presenze. La domanda scomoda chi la pronuncia: il nostro modello turistico balneare è ancora attuale? O continuiamo a rifugiarci in una narrazione rassicurante, buona per i trionfali comunicati, sempre più distanti dalla realtà?
massimo lugaresi

lunedì 5 gennaio 2026

Ma non eravamo nemici?

L'intelligence di Dagospia deve trovare un accordo interno. Per inseguire l'inimitabile furbizia della Ducetta cade in ridicoli cambiamenti d'umore nelle pubblicazioni del blog. Fino all'ultimo bombardamento con droni che ha seminato morti civili c'è stato il solito rimpallo di colpe, poi arriva faticosamente la solita verità: Ha stato il comico. Nella stessa giornata compaiono articoli che si contraddicono. Stesso argomento e stessi nemici da abbattere, con servizi completamente diversi e confliggenti. Succede per il presuntuoso desiderio di colpire tutti come fossero i gendarmi dell'umorismo spicciolo, a senso unico. Da qualche tempo e fuga, gli States non usavano la loro grande forza militare, mantenuta per competere con la nuova compagine mondiale. L'ingresso prepotente della Cina, con Russia, India, Brasile e Sudafrica, rappresentano un gruppo di economie emergenti che naturalmente si armano sempre per la pace. L'intervento in Venezuela è stato lungamente minacciato e schermato con la scusa di una azione contro lo smercio di ...In realtà l'obiettivo vero sono i maggiori giacimenti petroliferi del mondo. Lo sconcerto procurato nella estesissima propaganda d'accompagno è umorismo puro. Putin viene dipinto correttamente, tra un tumore e l'altro, come l'invasore che non si fermerà. Donaldone, presidente e potente commerciante degli States non vuole il comunismo nel giardino di casa. E' vero che una delle fughe americane più famosa è stata il fallito sbarco a Cuba, dopo avere evitato per fortuna, il terzo scontro mondiale. Può essere un'altra manovra per sviare l'attenzione dalla mancata pace in Ucraina. Mentre nella Striscia è sceso il silenzio mortale, concordato.
massimo lugaresi

domenica 4 gennaio 2026

Come Prima

Più di prima. Inizia l'anno 2026, per Dagospia non cambia niente. Rimangono gli stessi nemici, mentre cala, vistosamente, il numero degli amici. Donaldone mantiene facilmente il podio del nemico n1, seguito dalla Ducetta, terzo Salvini. Rimane intatta la fedeltà calcistica per la Roma e Gasperini farà di tutto per mantenerla alta. Nel nuovo anno si sono intensificate anche le malefiche previsioni sanitarie. Donaldone mostra i suoi 79 anni, con gli stessi sintomi diagnosticati da remoto, sperati per tutti i nemici. Biden alla sua età faceva le maratone? La propaganda segue sempre lo stesso copione. Solo il comico rivestito con dollari mescolati a miliardi di euro, ha un trattamento particolare. Molto scarne le notizie sugli scandali che vedono gli amici banchettare con il sostegno occidentale. Rimane, senza appartenenza, il difensore dell'Europa. Intanto la silente Cina ha raggiunto un altro record imprenditoriale: fabbrica e vende più auto elettriche di Musk. Una vittoria? Ma la notizia dell'anno nuovo è il grido di una 55enne turca che chiede, in disperato ritardo, se Donaldone è il suo padre..biologico. L'allora giovane Trump avrebbe avuto una brevissima relazione con la cittadina statunitense che, rimasta incinta, ha pensato di abbandonare la figlia ad una coppia turca. Non abbiamo però notizie di viaggi italiani di Donaldino. Nel frattempo per non correre rischi il presidente americano, ha preso una aspirina e terminata una aggressione. 
massimo lugaresi

sabato 3 gennaio 2026

Impossibile

Per un partito, definito democratico, termine vacuo e costituzionalmente comune, inserito per distanziarsi dal comunismo cancellato, aumentare consensi dopo il clamoroso petting a 5 stelle. Il Pd ha mostrato fin dalla nascita che la regia era in mani democristiane. Ha però concesso sveltine locali, regionali e nazionali per mantenere le poltrone di governo, amoreggiando
 con quasi tutti, finendo nei tentacoli a 5 stelle. Operazione che, una volta, i grillini avrebbero considerato offensiva. La scusa sarebbe quella di fronteggiare un rinato fascismo che fa parte dell'armocromatico linguaggio della segretaria. Il recente sondaggio del credibile Pagnoncelli, ha riportato le caselle al loro posto. Il campo chiamato largo è solo la ripetizione delle ammucchiate per mantenere un potere quasi assoluto. Lo conferma la regione campana. Operazione che non porta bene a nessuno, valida in aree disposte a tutto. La riduzione dei disponibili al voto, rende tutto più complicato. Possedere una piccola quota di meno della metà dei voti, concede scenari mutabili ed una platea di cittadini, contestatori anche del clima. Una caratteristica che i dem hanno mostrato, con le prime prove, svolte proprio a Rimini. Stiamo viaggiando sul filo di una economia quasi ferma. Il bilancio votato lo conferma. Dilapidare, gettare al vento bellico, miliardi quanto mai necessari, è una vergogna. Che vi sia la cosiddetta sinistra ad appoggiarla è anche peggio.
massimo lugaresi

venerdì 2 gennaio 2026

Fine Anno

E del Pd? Ho ripreso la lettura di LInkiesta, abbandonata per l'eccessiva vicinanza ai discepoli di Draghi e della Ursula von Der. Finiti i bei tempi della spiaggia di Capalbio, con le brandine radical chic che ospitavano (solo) le migliori intellighenzie. Nei prossimi bandi demaniali dovranno essere indicati i nuovi occupanti. Secondo Mario Lavia, importante mouse del blog, il bilancio 2025 del Pd è stato quasi disastroso. Ha scritto che il partito e la Schlein si giocano tutto nel prossimo anno, sempre pieno di guerre. Dopo tre anni di guida (?) la segretaria ha accumulato costanti presenze solo nei fine settimana scioperanti e nelle ridicole esibizioni parlamentari, con ditino puntato. I colonelli non la sostengono, anche Chiamami Città di Melucci ha cessato il mai convincente tripudio. Perfino i sondaggi addomesticati cancellano le incredibili previsioni di un costante aumento dei voti. Pagnoncelli ha riportato sogni e voti nella cruda realtà. Naturalmente il giudizio sui dem, colpisce tutta la sinistra, già "bastonata" dalla inchiesta più politica degli ultimi anni. Ha colpito il tempismo, più dei fatti finora accertati.   
massimo lugaresi

giovedì 1 gennaio 2026

Il Corrierone

Tutti i giornali italiani, con la (quasi) unica eccezione del Fatto Quotidiano di Travaglio, sono fortemente schierati dalla parte di Zelensky. Sarebbe quella del governo, della Ursula, Draghi e (pensate) di mezza sinistra. Il Corrierone lombardo, non tradisce la storica appartenenza anche se i lettori si sono liquefatti. Rimane però una voce importante della propaganda che dipinge Zelensky difensore dell'occidente. Non è un ex comico rivestito e ristorato a colpi di miliardi, anche nostri, per difenderci da presunti attacchi della Russia. Pensare che l'abbattitore di questa fantastica storia è Donaldone, aumenta la confusione regnante. La dura risposta è arrivata da Milano. L'Unione si frantuma, in questa partita conta, giustamente, meno di Zelensky. Anche la Ducetta prima o poi dovrà chiedere il consenso popolare per il perdurante viaggio, senza ritorno, dei nostri miliardi. Buon Anno?
massimo lugaresi