massimo lugaresi
domenica 11 gennaio 2026
Meloni Show
Ho visto la conferenza di fine anno, il Meloni Show. L'aspetto più visibile era il livore e gli sguardi che gli addetti stampa, legati alla sinistra, mostravano. La Ducetta si trovava a suo agio, usando calma ed ironia, in contrasto con la volontà di accendere micce e polemiche. Il resoconto di Dagospia è uno spasso. Continuare ad attaccare la Meloni senza mostrare una comprensibile alternativa, costringe ad usare i soliti epiteti, tratti dal romanesco ed il solito accostamento al fascio. Una parte consistente del Pd, farebbe salti di gioia con una leader come la Giorgia. Sono riusciti a confondere le idee anche a Melucci, politico di lungo corso, certificato. La platea giornalistica era (quasi) esattamente divisa in due claque, la Premier ha disattivato le bombette preparate, mostrando il sorriso perfino quando le hanno chiesto se va d'accordo con Mattarella. L'unico antagonismo rimasto è a 5 stelle, l'uso del bottino elettorale, per provare i brividi governativi è stato un micidiale errore. Gli abbracci&baci con il Pd cosa significano? Non avere imparato. Un grande regalo al loro peggiore nemico. Finisco con le mie impressioni. Possibile che una delle voci&foto più impegnate nell'assistenza politica, usando sussurri, qualche volta veritieri, non trovi altro strumento rispetto ai presunti dissidi nel centrodestra? Pensate davvero si possano giocare il cinquantennale dell'opposizione, per qualche scazzo personale? Se ne vanno solo con il voto dei sempre più rari cittadini. Avete capito perche la Meloni sorrideva?
sabato 10 gennaio 2026
Occupy Groenlandia
Occupo e pago la Groenlandia. Ho scelto la fotografia di Trump, pubblicata da Dagospia. Dice tutto sulla qualità della propaganda dell'opposizione italiana. Può non piacerti (sicuro) ma pubblicare un'immagine per farlo apparire più beota, sembra inutile insulto. Il suo arrivo ha turbato sonni e pennicchelle della covata democratica. Sparigliato mazzi potenti, occupando quello che ritiene necessario per la sua Great America e lo spaventoso debito accumulato. Ad aumentare la tensione, ci sono le intenzioni del Brics, soprattutto quella di "pensionare" il dollaro. Sarebbe un colpo mortale. Sono curioso, sperando di arrivarci, di vedere come i dem americani in caso di vittoria che già sbandierano sicura, affronteranno la situazione. Donaldone ha il difetto di essere guascone, in realtà rispetto ai precedenti presidenti è un dilettante bellico. Il giudizio sull'Europa è durissimo, solo perchè è vero. Sembra il padrone del mondo senza avversari. In caso contrario ci chiamerà Crosetto.
lugaresi massimo
venerdì 9 gennaio 2026
I Giornali Guida
La quotidiana esplorazione di Dagospia ha confermato la presenza di alcuni giornali nelle vesti di guida politica, nonostante le difficoltà delle divisioni a sinistra. Tralascio Travaglio, l'unico sherpa dei 5 stelle e rimango nell'ottica piddina. Le due ancelle (in vendita) di Elkann, saranno difficilmente sostituibili. Hanno trovato l'apice del gradimento con Matteo Renzi alla Presidenza del Consiglio. La Repubblica viene, di solito, condivisa e megafonata per notizie o annunci di scandali, veri o presunti che Dagospia arricchisce con epiteti coniati dal vecchio fascismo e foto (qualche volta) di reggiseni e mutandine, taglia almeno 4 o 5. Il giornale ha sempre goduto di particolari fornitori di news, mentre La Stampa detta le linee guida per i molti democratici di estrazione e provenienza democristiana, fedele a Davos, alle Ursule e timidi contestatori di Trump. Primum vivere, deinde scrivere. Un digeribile panegirico per (tentare) il commento dell'attuale situazione. Ogni avvenimento viene descritto, con almeno 3/4 versioni, apparentemente sostenibili. La scomparsa dei partiti ha aumentato il tasso della confusione. I social hanno distrutto il libero pensiero. La scelta che puoi fare, sperando di trovare la versione giusta, è stressante. Segnalo tre notizie fresche: l'uccisione della donna che fuggiva in auto, la nave battente bandiera russa, sequestrata dai militari americani in acque libere ed infine l'annunciata fine della Groenlandia nelle mani di Trump, con il rifornimento di energie necessitanti al debito mostruoso. Per molto, molto meno, sono nate guerre mondiali. Sempre secondo Dagospia, esiste un piano a destra, per andare l'anno prossino alle elezioni anticipate. Sembra l'augurio di arrivarci.
massimo lugaresi
giovedì 8 gennaio 2026
Il Mazzo Sparigliato
Ero curioso di leggere Linkiesta ed il pensiero di Mario Lavia, sulla (prima) Operazione Speciale di Trump. Il titolo dell'articolo è Gli antieuropei. Meloni con Trump e Salvini con Putin, va in scena il gran ballo della destra italiana. Mentre il suo Pd e la corrente di Davos è rimasto senza parole. Nessuno si pronuncia, eccetto la Picierno, mentre la nostra Ducetta ha accolto con entusiasmo il duro intervento di Donaldone. Taiani con il solito sguardo, buono per tutte le stagioni, attende in silenzio. Non potendo contare su una decisa ed unita risposta dei Dem, continuano a cercare le crepe dall'altra parte. Un giochino talmente ridicolo che le proiezioni future li vedono sempre più deboli. Il miscuglio prodiano e l'Unione Ursula sono da tempo fuori gioco, senza ricorrere al Var. La sceneggiata venezuelana viene giustificata dai crimini commessi da Maduro e dal narco traffico esistente. Si parla e scrive poco dei giacimenti petroliferi e del probabile effetto sul dollaro, asse portante degli States. L'improvviso ritorno di Trump, custode e giudice del terreno di casa, non ha trovato aficionados nella (vera) sinistra. L'elenco degli interventi bellici compiuti dagli Stati Uniti è lunghissimo. I risultati penosi. I volenterosi si riuniscono per rassicurarci della loro esistenza, il cambio dello scenario mondiale li mette nell'angolino degli esclusi. Ci riarmiamo così facciamo da soli? Cosa? L'Europa degli scandali a trazione franco-tugnina, si spegne assieme al comico, sempre più solo. L'operazione speciale di Trump, cinematografica e preparata da tempo è stata, sicuramente, annunciata a Putin. Vediamo il secondo tempo. Rimane un chiaro avviso per i naviganti nel mare nostrum.
massimo lugaresi
mercoledì 7 gennaio 2026
E lo chiamano Amore
Il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella ha seguito un copione condiviso da quasi tutti ed allora la furbissima premier non si è fatta sfuggire l'occasione per smentire i presunti (?) dissidi tra i colli romani. I due personaggi, conoscono tempi e modi della politica. La strage svizzera ha invece mostrato, brutalmente, i pericoli che corrono, giornalmente, cittadini e famiglie colpite dalle guerre, con misteriosi droni e non solo. I moniti, preghiere e inviti alla pace, devono essere forme di pensiero sincere e credibili. Invece di gioire per l'assonanza delle due voci più importanti del nostro paese, Dagopsia usa la casalinga intelligence ed il solito stufoso dileggio. Sarebbe scoppiato un politico amore tra la Meloni e Mattarella. Rialzatevi, finiti troppo in basso. Complimenti invece a Conte (5 stelle) che ha usato corrette espressioni. Pensare di condurre una efficace opposizione con un partito che non cerca nemmeno di riunirsi per il timore di rendere insanabile il divario, è un ulteriore regalo all'opposizione. Sembra invece che le guerre siano doverosi interventi solo per quelli che non hanno bisogno di giustificazioni per fare (anche) il pieno di carburante. Noi siamo Noi e Voi...
lugaresi massimo
martedì 6 gennaio 2026
Non va tutto bene
Maurizio Melucci, mente del vecchio comunismo, attraverso Chiamami Città, lancia segnali d'allarme. Non scrive che nevica, prende lo spunto da un (solitamente) interessante articolo di Mauro Santinato e descrive, con precisione, i motivi del nostro regresso turistico e gli effetti prodotti. Quello che tutti possono notare, sono le decine di alberghi chiusi, in vendita o riempiti con clienti una volta sconosciuti. Non voglio accendere polemiche sulla gente che è in giro. Il cambiamento è arrivato, un passo alla volta, legato alla crisi non più occultabile. Non sono mai stato particolarmente affezionato ai Capodanni, in lunghezza, migliori al mondo. Allora avevano un significato. Oggi non li vuole più nessuno. Statistiche taroccate? Comprensibile con strutture che raccontano quello che vorrebbero vedere. Andavano bene con il du vot chi vaga. Stiamo assistendo ad un rapido cambiamento. Gli sforzi delle amministrazioni ci sono, ma non sembrano navigare nella stessa direzione. Il governo ha altre gatte da pelare e Donaldone da supplicare, francamente eccetto il povero Giorgetti, non si notano lampi di novità. Il clima mondiale è cambiato, tanto che la rapida incursione "venezuelana" non stupisce, anzi trova, anche a sinistra sostenitori. Basta dire che va tutto bene: serve coraggio. Melucci sposta il tiro su argomenti cari ai grillini, prima edizione. Guerra degli aeroporti, da noi persa in partenza, con gli scali di Forli e Bologna pigliatutto. Ci sono rimaste le piste sicure. Sulla council tax e la Cristine Lagarde scende lo scenario europeo. Melucci rimane con l'allievo Biagini, predicatore della sessantottina rivoluzione demaniale. I comuni, con i bandi non più rinviabili, mettono gli ombrelloni in mezzo all'uscio delle maggioranze politiche. Partono con la Zona Nord, più facile da gestire, senza grandi novità. Il 2026 dovrebbe essere l’anno del coraggio, finite le sorprese. Ma bastano pochi giorni per dire che “va tutto bene”? No. I dati strutturali raccontano altro: la permanenza media cala, il nostro ruolo di destinazione di riferimento si indebolisce e nel 2025 le spiagge, non solo in Romagna, hanno perso fino al 30% delle presenze. La domanda scomoda chi la pronuncia: il nostro modello turistico balneare è ancora attuale? O continuiamo a rifugiarci in una narrazione rassicurante, buona per i trionfali comunicati, sempre più distanti dalla realtà?
massimo lugaresi
lunedì 5 gennaio 2026
Ma non eravamo nemici?
L'intelligence di Dagospia deve trovare un accordo interno. Per inseguire l'inimitabile furbizia della Ducetta cade in ridicoli cambiamenti d'umore nelle pubblicazioni del blog. Fino all'ultimo bombardamento con droni che ha seminato morti civili c'è stato il solito rimpallo di colpe, poi arriva faticosamente la solita verità: Ha stato il comico. Nella stessa giornata compaiono articoli che si contraddicono. Stesso argomento e stessi nemici da abbattere, con servizi completamente diversi e confliggenti. Succede per il presuntuoso desiderio di colpire tutti come fossero i gendarmi dell'umorismo spicciolo, a senso unico. Da qualche tempo e fuga, gli States non usavano la loro grande forza militare, mantenuta per competere con la nuova compagine mondiale. L'ingresso prepotente della Cina, con Russia, India, Brasile e Sudafrica, rappresentano un gruppo di economie emergenti che naturalmente si armano sempre per la pace. L'intervento in Venezuela è stato lungamente minacciato e schermato con la scusa di una azione contro lo smercio di ...In realtà l'obiettivo vero sono i maggiori giacimenti petroliferi del mondo. Lo sconcerto procurato nella estesissima propaganda d'accompagno è umorismo puro. Putin viene dipinto correttamente, tra un tumore e l'altro, come l'invasore che non si fermerà. Donaldone, presidente e potente commerciante degli States non vuole il comunismo nel giardino di casa. E' vero che una delle fughe americane più famosa è stata il fallito sbarco a Cuba, dopo avere evitato per fortuna, il terzo scontro mondiale. Può essere un'altra manovra per sviare l'attenzione dalla mancata pace in Ucraina. Mentre nella Striscia è sceso il silenzio mortale, concordato.
massimo lugaresi
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