mercoledì 29 aprile 2026

Batti e Ribatti

Lo svolgimento degli scandali, spesso presunti, che la sinistra trova nel campo nemico, serve per rinserrare la coalizione, divisa in tanti rivoli e portarla unita al voto. Dopo si vedrà. Nel referendum è andata benissimo, il voto nazionale è diverso. Questi quattro anni sono serviti per certificare l'abisso esistente tra le due coalizioni. L'innesto di gran parte dei residui democristiani nel Pd, ha rinvigorito la qualità degli eterni naviganti nel governo. Il partito guida della destra, fino a pochi anni addietro, navigava nei decimali del voto. L'improvvisa crescita, indiscusso merito meloniano, ha costretto la Meloni a scegliere quello che passava il convento, dopo decenni di clausura politica. L'opposizione usa il ricordo fascista che le feste nazionali giustamente condannano. Mancanza di un progetto condiviso e convincente. La figura della segretaria appesantisce il richiamo. Anche La Lega paga il passaggio da movimento fortemente nordista a partito nazionale che propone un necessario ponte verso il profondo sud. Il partito nato pronto è stato quello del Cavaliere che, come nel calcio, ha preso i migliori democristiani e socialisti rimasti dopo l'epurazione giudiziaria. Sulle troppe, anche false, manchevolezze governative, la triade giornalistica ci campa. Le continue fonti giudiziarie (?) servono per legittimare tutto, spesso il contrario. Il cilma nostrano è peggiorato senza troppa fatica. La situazione comico-drammatica del Pd è lo specchio del reame perso. La presunta segretaria ha paura del congresso. Travaglio ha battuto,  tocca alla Minetti. Cosa farà il Presidente Mattarella?
massimo lugaresi  

martedì 28 aprile 2026

Informazione Democratica

Gli scontri tra le due coalizioni, hanno risvolti pesanti e sconfinanti nella comicità. Dagospia è l'esempio illuminante. Quando non trova spunti e aiuti, nella triade giornalistica della sinistra, utilizza Dagoreport, intelligence talmente casalinga che dice quello che vuole il padrone. La Meloni intanto è "azzoppata" non per colpa/merito della Schlein (innominabile) o del referendum, ma per le tremende divisioni nel centro destra. Viene usata, facilmente, anche la rediviva Letizia Moratti che spinge per un approccio più (?) centrista, simile a quello della corrente Picierno. Allora Dagospia si getta nel torrente che sversa gossip a senso unico. Si scandalizza però quando i meloniani usano le stesse modalità nella cinematografia assistita dalla sinistra. I direttori d'orchestra, con la mano destra, devono superare esami terribili, altrimenti i loggioni degli ultrà contestano. Il putinismo invece supera l'antico maccartismo, con i residui del comunismo costretti ad inveire in silenzio. E' difficile per il vasto popolo, allenato a credere, obbedire e vaccinarsi, accettare sanzioni che ripuliscono le vuote tasche dei cittadini. Quella sul petrolio russo ha i calzetti. La Russa è il vero problema della Meloni. Totalmente diversa l'aria che si respira al Nazareno, luogo consacrato, ospitante congressi e riunioni amichevoli, tutti i giorni. Le correnti non esistono, Conte e la Schlein, un mese ciascuno, saranno i fattori del Campo Largo. 
massimo lugaresi

lunedì 27 aprile 2026

Calcio Marcio

Era prevedibile che l'ultimo (ancora presunto) malaffare calcistico, senza la scusa dei "ladri" juventini, avrebbe messo in sordina perfino due guerre che possono allargarsi fino alle capitali europee. Ci sono chili di domande inevase. La differenza fra la Calciopoli con unico colpevole e una rapida condanna (serie B) è che nello scandalo bianconero non è stato colpito nessun arbitro. Anche chi ha giocato in parrocchia, sa che senza il consenso dei fischietti, una volta in nero, non vendi o non compri niente. Questa volta l'indagine è alla rovescio e inizia, dopo lo stop di Chinè, procuratore della giustizia calcistica, con un avviso di garanzia al presunto distributore di arbitri, preferiti dagli amici. Vicenda che non puoi chiudere, come vorrebbe qualche giornale, per paura che il secondo posto, vinca lo scudetto. La Stampa invece, continua a svolgere, fino alla fine, l'appoggio e sostegno ad un campo largo. I festeggiamenti (?) per il 25 aprile hanno mostrato i cambiamenti della nostra disorientata politica. La sinistra coesa, si è divisa in rivoli, alcuni rappresentati, malamente, da una sola persona o famiglia. I conflitti, con possibiltà di ulteriori allargamenti, turbano i partiti che hanno perso punti di riferimento e certezze. Trump è un agitatore di professione. Le sue iniziative, sembrano cartelle sanitarie, difficilmente comprensibili, alla fine però chi guadagna sono sempre gli amici del Tycoon. La debolezza dell'Unione Ursula, nel momento di maggiore bisogno, aggiunge instabilità. Siamo arrivati al consolidato sistema americano di togliere di mezzo i presidenti sgraditi. Per la seconda volta Donaldone si salva. Tertia possibilitas certa est.
massimo lugaresi

domenica 26 aprile 2026

Per Poco

Per poco non siamo i virtuosi del bilancio. Un piccolo 0,1 % impedisce l'uscita dalla procedura d'infrazione e diventa l'ennesimo scontro tra le due coalizioni. Il Campo Largo (adesso) difende l'esborso (pubblico) di miliardi per saldare i debiti del famigerato 110%, solo per  il 4% degli immobili. Il reddito (soprattutto) per alcune cittadinanze, è oscurato dalle nascenti (scandalose) novità sui vaccini per tutti. In attesa dello scoppio del rinnovato scandalo calcistico, con la "scoperta" dei regali all'Inter. Un catastrofismo che piove, giornalmente, sul governo, ex amico di Donaldone, fingendo di non ricordare chi era prima l'occupante della Casa Bianca, tra cadute ed omissioni. Per Trump vengono chieste visite sanitarie, disparità di trattamento, tipica del radicalismo imperante a sinistra. Il 25 aprile, la Meloni viene definita più Ducetta, sperando la liberazione di Palazzo Ghigi. Per Dagospia, invece è (sempre) nei guai. Il piccolo scostamento rispetto all'obbligatorio 3% tra Debito e Pil, viene enfatizato, mentre piovono condivisioni per i miliardi concessi al comico, ai suoi bidet ed alle ripetute sanzioni alla Russia. E' indubbio che questo governo patisca il repentino cambio delle posizioni mondiali, dovuto alle due guerre in atto. Credo abbiano inciso anche sul Si o No. La situazione finanziaria italiana viene descritta fallimentare, dimenticando i paurosi precedenti. La partita tra le due compagini è destinata a continuare, usando, da una parte, la triade giornalistica e le (poche) reti rimaste. E' arrivato anche Matteo Renzi, con l'allieva già gonfiata abbondantemente. I precedenti non sono un felice presagio.
massimo lugaresi

sabato 25 aprile 2026

Quanto Dura?


La lettura di Linkiesta indica che nel Pd albergano almeno due partiti, in contraddizzione profonda su (quasi) tutto. Ogni promessa è debito pubblico. L’agonia di Meloni, il narcisismo di Conte e l’Italia che non si sente tanto bene è l'incipit della penna leader di Mario Lavia. Addossano alla Meloni anche il debito pubblico monstre. Quattro anni fa eravamo messi molto peggio. Giancarlo Giorgetti è uno dei ministri migliori di questa maggioranza, dove solo i berlusconiani avevano qualche ingaggiato, proveniente da partiti di governo. L'opposizione non può addebitare (adesso) a Conte 5 Stelle i disastri miliardari del 110% ed allora lo coprono riversando sulla Meloni anche queste scandalose invenzioni. Non possono o vogliono invece polemizzare sugli aiuti all'Ucraina e le sanzioni alla Russia, la corrente Picierno, si offende. Un gioco che permette di scaricare a destra tutti i nefasti avvenimenti. Prima di Donaldone, nella sinistra nostrana, c'era forse una gara per chi criticava o offendeva più e meglio i presidenti americani, guerrafondai e bombardieri?
massimo lugaresi

venerdì 24 aprile 2026

Crollo o Sogno?

L'Intelligence di Dagospia viene usata, furbescamente, quando esauriscono le condivisioni che i giornali vicini ai Dem, concedono all'ingrosso. Le divisioni nella coalizione del Campetto, rimbalzano ad ogni decisione che intacca le diverse aspettative. Come procedere alla scelta del premier? Le primarie porterebbero, senza tanti sforzi, il Conte 5 Stelle a primeggiare, anche se il divario tra i due partiti è notevole. L'esito diventerebbe motivo di rivalse in seguito. Allora entra in ballo l'uso di Dagoreport, coniando l'ultimo nickname per la Meloni. Il Camaleonte della Garbatella è giunto al capolinea, referendum, guerra del golfo, Orban e Papa Leone sarebbero "batoste" per la Ducetta. Difficile capire i collegamenti, eccetto la plateale sconfitta del referendum. Le batoste, una dopo l'altra, avrebbero indotto la Meloni ad un atteggiamento camaleontesco. Sulla presunta rivale invece continua la salvifica regola di non citarla o peggio riprenderla. La Meloni, ducetta azzoppata (cit.Dagospia) ha preso le distanze da Donaldone, quindi anche da Netan, mentre la Schlein mostra, con il ditino, le sue cittadinanze.
massimo lugaresi

giovedì 23 aprile 2026

Terza Via

Da molto tempo non usavo, al contrario, gli spunti provenienti da Linkiesta, il blog definito (da solo) di sinistra. Ho letto un articolo di Mario Lavia, first penna del blog, vicino all'Europa in versione Ursula, alla corrente Davos e naturalmente alla politica draghiana. Il titolo è "Da Sánchez a Schlein" La sinistra che a Barcellona urla abbasso la terza via e viva la terza internazionale. Le parole d’ordine sono pace, tassare i ricchi, tutela dell’ambiente, Palestina: nessuno spiega come conciliarle con gli impegni presi con l’Europa e come evitare di scontentare i moderati e di rigettare molti elettori nelle braccia della destra. Mario Lavia ha aggiunto un piccolo (?) particolare. È di qualche giorno fa una notizia con qualche significato politico: Rifondazione comunista, per bocca del segretario Maurizio Acerbo, si è dichiarata disponibile a un «fronte antifascista» alle elezioni politiche. La piccola formazione di ultrasinistra si è però spaccata, ma questa non è una notizia. Loro si dichiarano compatibili con il Pd attuale, con Giuseppe Conte e con Matteo Renzi per governare il Paese. Nel Pd nato e mescolato solo per governare, la decisione da assumere produrrà una inevitabile scissione. Devono decidere quando produrla. Prima o dopo l'eventuale maggioranza?
massimo lugaresi