mercoledì 6 maggio 2026

Credere al Pd

E non parlare della Schlein, inventata da Prodi come l'Euro, senza promettere guadagni. Viene subito consegnata alla corrente woke, permettendo al ditino di agitarsi nella camera parlamentare. Ha imparato due o tre cose, ripetendole ad noiam, suggerite dal compagno di merende festive, tipicamente sindacali. Nella 
sinistra, storica, confinata nell'angolo degli umarel, non la capiscono e sopportano. Votano per granitica fedeltà. Il Pd rimane a galla, la destra mantiene figurine inaccettabili, anche con davanzali imponenti. La sconfitta referendaria è dovuta all'ingresso votante dei giovani, catturati con l'adesione pacifista, l'avversione per Donaldone ed il suo malefico ispiratore. Una corrente che ha rianimato anche i 5 stelle, dopo la scottatura per la breve comparsata al governo, regalando miliardi ai nullafacenti, case restaurate a pochi fortunati, vaccini e milioni di mascherine. Dagospia segue diligentemente il canovaccio. Pubblica malevoli critiche alla destra, scegliendo nell'abbondanza e aggiungendo, da bravo chef, il condimento dei nick names, solitamente volgari. La caduta in basso della politica sembra non avere fine. Le voci di un ritorno della centralità democristiana, interpretata dagli eredi del Cavaliere, hanno le stesse possibilità di un ribaltamento delle forze al governo. Rimaniamo sempre semplici camerieri del cambiato panorama. L'Europa così disegnata è una macchina debole, destinata a scontrarsi (da sola) contro forze infinitamente più agguerrite. La Meloni finora è stata brava e furba, mantenendosi a galla nelle acque turbolente. Non vedo una soluzione, sono troppe le cose da sistemare. Al momento tendono tutti a sopravvivere. Il social mondo imperversa, rovesciando tonnellate di notizie, volutamente false e spesso ingiuriose. Nessuno interviene. Crosetto docet. 
massimo lugaresi