venerdì 3 luglio 2026

Turbolenze

Le nostre turbolenze politiche, sempre servili verso qualcuno, fanno ridere rispetto al movimento tellurico nel mondo. I cinesi, sempre in attesa sulla sponda, stanno incassando miliardi e nuovi spazi commerciali, mentre il Maga americano offre, ogni giorno, un titolo allarmante. Le promesse di Trump non durano più delle classiche 24 ore. Ha incastrato l'Unione Ursula e Zelensky in una guerra infinita che ha distrutto e dimezzato l'Ucraina. Non si può parlare di pace, significherebbe ammettere la sconfitta. La Giorgia Meloni ha un Generale che la disturba senza poterlo ammettere. In questo momento di crisi dell'attrazione politica, sperare in un Futuro diverso è allettante. I divari tra le due coalizioni, dopo l'invenzione di un Campo sempre più Largo che impallidisce le ammucchiate prodiane, sembrano minimi. La decrescente percentuale dei votanti aumenta la possibilità di sorprese e Vannacci lo è. Pesca nella destra e sinistra che si sentono tradite, alla fine troverà un accordo per non rimanere nel limbo del potere. Diventa la scelta più pericolosa che ha quasi distrutto il Movimento, cancellato anche dagli enti locali. Leggere/guardare Dagospia, il blog costretto a riesumare il voluminoso album delle tette&culi e metterle a bando, premiando chi li riconosce, ti illumina. La Ducetta ha sempre una marcetta in più. Chiede, giustamente, che anche la destra abbia il diritto di eleggere il Presidente. Se ritorna il solito Casini, non è cambiato niente. Come eleggere Malagò per fare una rivoluzione nel calcio. 
massimo lugaresi