martedì 30 giugno 2026

A sua insaputa?

Dagoreport, intelligence di casa, ha il compito di rendere credibile, fuori dal Campo Largo, la dura affermazione di Rutte Nato che spingerebbe l'Italia ad entrare nel conflitto Usa-Iran. Ricordo ancora che il Presidente Mattarella, sempre piuttosto attento, non ha sollevato obiezioni per molte ragioni che il blog romanista e piddino si è ben guardato a citare. Lotta di posizione tra i giornaloni? Il Corrierone, è mutato così rapidamente che nel campetto viene considerato nemico. Nel 2020 il governo Conte, secondo Verderami, etichettato il "retroscenista" del Corrierone e fan di Giorgia, oltre ai banchi, mascherine e miliardi per truffate ristrutturazioni, ha concesso, in silenzio, alle basi americane in Italia, l'uso per missioni non autorizzate. Allora a Washington c'era sempre Trump, Netan in Israele, a Roma l'avvocato dei torbidi annunci serali. 
massimo lugaresi

lunedì 29 giugno 2026

Chi Mente?

Dopo la chiassosa dichiarazione di Mark Rutte, segretario generale della Nato, per cui (solo) 500 aerei Usa sono decollati da Sigonella per sostenere l'azione militare contro l'Iran, è arrivata la risposta del governo Meloni che lo ha smentito. Allora chi mente? Dagospia per rimanere sul sicuro democratico, lo chiede a Marcello Sorgi che scrive su La Stampa, notissimo giornale a senso unico. Meloni non ha impedito di atterrare con aerei di guerra, fare manutenzioni e rifornimenti, come indicano le inviolabili e pericolose indicazioni dei trattati firmati dalla nazione sconfitta in Russia e occupata dopo. Non hanno chiuso un occhio, forse tutti e due, come hanno fatto tutti i predecessori, mentre i pochi ribelli giacciono inermi. Sempre secondo un altro profeta in patria, la Meloni avrebbe violato la nostra Costituzione, senza un cenno di Mattarella. Quindi Trump ha fatto (come sempre) il c..che gli pareva, poi per ringraziarla l'ha insultata. Appare una ricostruzione piuttosto guidata. Aspettiamo il seguito. 
massimo lugaresi 

domenica 28 giugno 2026

Non è Finita

Per la propaganda piddina, la volgare rappresaglia di Donaldone nei confronti della Meloni, non è finita, continuano a chiederee di riferire in Parlamento. Abbiamo subito in docile silenzio, decine di esibizioni del potere americano, i pochi ribelli hanno pagato caro. Le basi americane e quelle Nato (stessa matrice) attestano che siamo una nazione succube dei liberatori all'ultimo tempo. L'affermazione di Rutte dei 500 aerei in volo verso l'Iran, sembra un aiuto a Donaldone, in realtà è solo un altro colpo alla Meloni. La risposta del governo è decisa, smentisce l'affermazione, sempre troppo tardi. Dagoreport, l'intelligence domestica del blog, ha riesumato, con frequenza, le famose tette&culi, con finti concorsi per i guardoni che riconoscono le proprietarie. Nello stesso tempo prevede che allo "scazzo coatto" seguirà vendetta, tremenda vendetta di Trumpone. L'imperversare di Vannacci non è sufficiente per distrarre l'attenzione. Il rischio di una eventuale candidatura di Matteo Renzi può indurre i grillini di antico pelo e pensiero a rimanere a casa. Guardano solo a destra, meglio non rischiare, sufficiente per consolidare divisioni e rotture. 
massimo lugaresi

sabato 27 giugno 2026

In Fuga

La Ducetta riferirà in Parlamento anche delle tante fughe dal Pd. La lettura di Linkiesta è utile per capire cosa succede in una delle correnti piddine. Quella dei fedeli a Draghi, il pontefice dei Davos boys, rearmatori e nemici della Russia, invasore (?) dell'Europa. Ogni piccolo fiumiciattolo prepara il suo candidato alle primarie, muovendosi come un partito con visioni diverse. Naturalmente la propaganda d'appoggio e La 7 continuano a proporre lo stesso menù con Pigi Bersani onnipresente. La penna di Mario Lavia indica Gori, ex sindaco di Bergamo, vicino all'addio dal miscuglio prodiano. Credo che le menti pensanti del Nazareno abbiano capito che con la tre cittadinanze e ditino, rimarranno eternamente all'opposizione. Il problema sarà riunire la mandria smanata, priva dei punti europei d'appoggio. Senza contare la prossima "bomba" Vannacci. Il Generale è il vero nemico della sinistra, proponendo una destra senza compromessi centristi. Servirà anche per una necessaria pulizia, se non arriva a vertici elettorali paurosi. In quel caso l'Ok Corral sarà con la Meloni. 
massimo lugaresi

venerdì 26 giugno 2026

Giorgia Meloni

L'ultimo "scazzo" con la Penelope d'oltralpe che tesse (?) di sera e scioglie (volgarmente) al mattino, si sta ricucendo, per l'abilità della Ducetta. Ha portato la destra fuori dal ghetto imposto, fino ai vertici della politica. Difficile dire chi sono gli avversari, la foto di gruppo del Campo Largo testimonia le difficoltà della sinistra ad usare, congiuntamente, il democristianesimo e l'antagonismo feroce. Miscuglio proposto da Prodi per arrivare al potere. Le distanze tra gli ingredienti, sono abissali. Sono convinto che il Generale Vannacci generi nel centrodestra la pulizia necessaria per proseguire. Nel centrismo berlusconiano, senza il Cavaliere, gli interessi prevalgono sulla politica. Sta vincendo la destra dura che può concedere un riaccostamento al nazifascismo e, nello stesso tempo, cacciare la cosidetta sinistra all'opposizione. I rearmatori volenterosi sono ansiosi di sfidare la Russia, indebitandosi e gettando miliardi negli armamenti, ovviamente americani, ma quadruplicare il costo del pieno di benzina. Non abbiamo la forza per contrastare la potenza, per quanto ridotta, dei nostri padroni postbellici. Sono entrati in guerra, con cinematografiche invasioni, solo quando i 32 milioni di russi morti, avevano sconfitto i temutissimi nazisti e i nostri militari, assiderati e abbandonati. Ormai leggo (guardo) solo Dagopsia, sufficiente per capire gli sbandamenti della sinistra. Sta colpendo anche postazioni definite inespugnabili. Il terremoto Vannacci lascerà un segno pesante nella politica che va avanti a sprazzi incontrollabili, dopo la caduta dei bastioni (partiti) di una volta.
PS. Ho rotto il (mio) tendine achilleo di sinistra, anche lui in veloce decadenza senile.  
massimo lugaresi

giovedì 25 giugno 2026

Via con Trump

Giornali, gazzette, portavoci e megafoni democratici, sparsi nel mondo, parlano (male) di Trump, mentre si stanno sfasciando le antiche postazioni. Tralascio l'America del Sud dove il trumpismo sembra ancora attecchire, mentre il prossimo ribaltamento in Francia e Inghilterra, sarebbe una botta sconvolgente l'Europa Ursula. Occorre dire che la Meloni lo aveva fiutato, mentre il Pd nelle mani e ditino sbagliati si regge solo per la quotidiana lezioncina dei tanti servitori rimasti. Una poltrona remuneratissima vale anche se non sei d'accordo su niente. Trump imperversa nelle vesti di Penelope al maschile, tesse di giorno e disfa di notte o viceversa.
massimo lugaresi 

mercoledì 24 giugno 2026

Alessandra

Alessandra Ghisleri ha pubblicato la sua previsione sul Futuro di Vannacci. Usando temi ponderati, nonostante l'inevitabile censura de La Stampa che lo pubblica e soprattutto Dagospia che condivide il nume del Pd. Riporterà più a destra la coalizione, le smanie degli eredi berlusconiani l'avevano dirottata nel miscuglio piddino. Il Generale, già accaduto ad altri movimenti di successo, pescherà da quasi tutti, in particolare da quelli già ansimanti e soprattutto dai (finora) non votanti. Sarà la fonte imprevedibile, in grado di cambiare il Futuro Nazionale. Intercetta la domanda di identità e relativo riconoscimento che una parte dell'elettorato ritiene da tempo insodisfatta dai partiti tradizionali e soprattutto da quelli relativamente nuovi. Colpisce l'atteggiamento dei più giovani tra i 18 e 24 anni, segnale che il fenomeno viene osservato più con curiosità che con adesione. Il bacino elettorale di Vannacci, sicuramente attinge da Lega, Fratelli d'Italia, M5Stelle e...astensionisti. I "fenomeni" politici passano, i leader anche, in particolare quelli già sperimentati e falliti. Rimane, aumenta il malessere che li ha generati. La Politica si difende (?) definendoli estremisti, trasformandolo in consenso.
massimo lugaresi

martedì 23 giugno 2026

Una Registrazione

Sarebbe bello avere la registrazione del feroce scambio tra la Meloni e Trump. Forse verrà fuori ed allora si vedrà chi ha vinto o solo pareggiato. Atto che se l'avesse commesso l'armocromatica segretaria, le avrebbe permesso di battere Conte nelle inevitabili primarie. Il silenzio della sinistra non è per caso ma è la perdurante politica del Campo Largo. Con il governo si mostrano invece intrepidi esaminatori. Ci sono però i maestri di Repubblica con spocchiose reprimende radical chic. Giannini ha pubblicato la quotidiana lezione per gli allievi democratici. Una "rottura" con gli Stati Uniti anche quelli trumpiani non sarebbe possibile, ricordando, provocatoriamente, alla Meloni la tessera del Movimento Sociale. La Premier doveva dissentire con dignitosa fermezza, non avendo cittadinanza americana da mostrare. La solita reprimenda per nascondere le crepe che nascono giornalmente nell'alluvionato campetto. Mai abbassarsi per contrastare uno scandaloso attacco, con il tono del padrone.
massimo lugaresi

lunedì 22 giugno 2026

Zio Donald

Non è la cruda e volgare bestemmia, leggermente camuffata. E' invece l'ultima testimone attendibile (?) sullo stato psichico e psichiatrico di Donaldone. Mio Zio Donald ha, da decenni, disturbi non diagnosticati e non curati che possono solo peggiorare con il tempo. Parla Mary L. Trump psicologa e (soprattutto) nipote del presidente degli Stati Uniti. Il suo stato mentale è compromesso, non è mai stato uomo di successo e non è mai stato bravo in niente. Pensate come sono messi nella grande nazione che padroneggia dal dopoguerra. La cosa che Donaldone desidera di più è essere amato, questo spiega il suo affetto per Macron (aggiunto). La disputa mediatica sta assumendo le solite dimensioni, allargando il campo delle ipotesi sullo stato mentale presidenziale. Con Putin hanno usato i tumori da remoto, per Donaldone viene concessa la diagnosi più facile. Dopo questa confessione parentale si capisce chi saranno gli esclusi dall'immenso patrimonio. Il Corrierone si assume il peso e responsabilità di riportare la diagnosi di Mary Trump. Biden ne esce benissimo.
massimo lugaresi

domenica 21 giugno 2026

Si Allarga lo Stretto


Non voglio Meloni come sostenitrice su Hormuz, non c'è stata. Così Donaldone ha festeggiato la fine della guerra con l'Iran. Iniziando un nuovo round con la nostra Premier. Aumenta la distanza dalla (poco) concorrente piddina, dopo l'ennesima baruffa con il nemico di quasi tutta la sinistra. Il bullo della Casa Bianca prova a randellare la Ducetta e Dagospia ovviamente riporta solo quello detto da Donaldone, non la pronta risposta della Meloni. In questo momento non paga la stretta ed incondizionata sottomissione. Salti d'umore e la fine torbida della guerra con l'Iran, più verosimile ad un'altra ritirata senza dirlo, mettono in risalto le divergenze con gli ex gendarmi, guidati e diretti da Netan. La chiusura delle ostilità viene spiegata anche dalle incursioni che l'Iran ha fatto in Oriente e Israele. Due tasti molto delicati per l'America di Trump che ha raggiunto una impopolarità così vasta che l'essergli nemico ti premia. Trovo perfino ridicolo fare un paragone con la Schlein.
massimo lugaresi 

sabato 20 giugno 2026

Il Giorno Dopo

Il giorno dopo la firma di un accordo tra Stati Uniti e Iran, la propaganda piddina, capeggiata da Dagospia, titola che la pseudo ritirata americana è più scandalosa di quelle in Wietnam ed Afghanistan. Niente al confronto. E' stata la lapidaria sentenza emessa dal tribunale politico del blog, per conto di una sola) corrente piddina. La più grande umiliazione americana della storia di un presidente repubblicano (aggiunto). Le altre ritirate dopo confronti sanguinosissimi non sono paragonabili ad una esercitazione dolorosa finanzlariamente. In queste guerre la vincente è sempre la Cina. Il blog trova qualcuno, giornalista o politico che condivide l'affermazione. Anche questo evento bellico è servito per terminare impunemente alcune pulizie avviate mesi addietro. Su queste è calato il silenzio per non inasprire le tensioni democratiche. Quanto può durare? Ridicolo lo "scazzo" tra l'indomabile Ducetta e il troppo vecchio pettinatore di Netan. 
massimo lugaresi 

venerdì 19 giugno 2026

Arriva la Feccia

La sinistra, termine sempre usabile per comodità d'espressione, teme l'arrivo della Feccia, il nuovo partito di Vannacci. Secondo voi dove si collocherà? I voti che ogni giorno attribuite, molto a caso e pescati solo a destra, alla fine creano un vantaggio per un campo, definito boriosamente Largo? Boom, quella Feccia di Vannacci aggancia Salvini, così titolava Dagospia, secondo uno dei sondaggi sognanti de La 7. Un travaso di voti alla fine più pesante per l'orto della destra? Dell'oltre 50% dei cittadini non votanti, quanti saranno quelli che si recheranno alle urne, spinti dalla novità? Successo altre volte, con risultati sorprendenti, ma piano, piano calanti. Sono sicuri, con inesauribile ed altezzosa presunzione che per frenare il Futuro prossimo sia sufficiente spegnere Lucio Dalla. In attesa giocano con i tanti decimali e richiamano Prodi, un altro portafortuna.
massimo lugaresi

giovedì 18 giugno 2026

Il Vannacismo

Anhe l'ascesa del grillismo è stata impetuosa, raccogliendo l'adesione ed il voto di un terzo dei cittadini. Il comico Grillo ha svolto la campagna nelle piazze, avendo contro i falsi compagni di oggi. Anche Matteo Renzi era un nemico, come lo stesso partito democratico. La nascita del campo largo e disperato, ha cancellato, con il mesto accompagno della propaganda piddina, il passato. La 7 e i fidi seguaci, non hanno mai rievocato quel lungo periodo. La crescita del Movimento è stata impetuosa ed ha colpito destra e sinistra, mentre Vannacci nasce per i cambiamenti della politica leghista. Non è corretto stabilire una assonanza tra le due novità. Ambedue hanno usufruito dello sbandamento del mercato politico. Il continuo ed assillante richiamo al fascismo, segnala mancanza di idee e proposte alternative e soprattutto l'inesistenza di una autorevole direzione. Ogni tanto (spesso) vengono usati personaggi che con la sinistra non hanno mai avuto contatti e adesioni credibili. Cito Prodi per tutti. stiamo assistendo ad una della tanti fasi d'assestamento del nostro mutevole comparto politico. Le poltrone cambiano, ma concedono sempre ristori attraenti. I più furbi non certo i migliori, sono ancora e sempre li. Incentivando l'allontamento dalla politica delle nuove generazioni o l'uso antagonista. Il Vannacismo sta usando l'aria che tira. Maggioranza e opposizione mostrano le stesse crepe. Il partiti/movimenti che soffrono di più sono quelli nati rivoluzionari. La social politica imperversa, gli autori digitali sfornano decine di commenti e storie al giorno, scavando nell'intimo dei personaggi da colpire, vaneggiando scandali come se quelli veri non bastassero. Tutti gli attori usano la confusione creata. E' la loro garanzia.
massimo lugaresi

mercoledì 17 giugno 2026

Nascosto

Ero curioso di vedere lo spazio (nascosto) dedicato da Dagospia alla notizia (ennesima) di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Subito chiamata Pace Armata, molto diversa da quelle solitamente usate dai precedenti presidenti, definite improvvise ritirate. Trump ed il presidente del parlamento iraniano, hanno firmato il memorandun d'intesa. Dal G7, preoccupato per l'uso bugiardo dei Patriot americani, il Tycoon vanta un accordo potente, non come quelli di Obama, altro bombardatore. Non è finita. Durante il bilaterale (ultimo) con Macron, il definito "gangster" della Casa Bianca afferma che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare ed ha chiesto aiuti per la riapertura dello Stretto. La Meloni ubbidisce. Il presidente degli Stati Uniti e il vicepresidente, James David Vance, hanno firmato virtualmente il memorandum d'intesa con l'Iran. Lo rivela la "Cnn" citando un funzionario dell'amministrazione statunitense. Per la parte iraniana, il documento e' stato firmato dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf. Una cerimonia formale per la firma dell'accordo si terra' comunque venerdi'. Il comportamento è sperimentato dopo averlo usato per tante ritirate strategiche. Solo Venezuela e Cuba si sono rivelate passeggiate d'occupazione. Donaldone usa sempre sempre un atteggiamento padronale, mostrando di ritenersi ancora l'unico gendarme di questo mondo rovesciato. Una guerra in meno? 
massimo lugaresi

martedì 16 giugno 2026

Separati in Casa

Succedono spesso separazioni che per vari motivi lasciano i coniugi sotto lo stesso tetto. Il Nazareno è l'esempio di una separazione inevitabile, rimandata, significherebbe consegnare il governo alla Meloni per tanti anni. La separazione dovrebbe avvenire attraverso un congresso che sancisce le divisioni esistenti su (quasi) tutto. Le due correnti principali sono ormai partiti distinti, perfino avversi. Mario Lavia su Linkiesta confeziona un articolo che attesta oltre ogni ragionevole certezza, la volontà di proseguire il cammino divisi, come doveva succedere ad una sinistra mescolata imprudentemente. Le forze moderate e distanti dai due poli si danno battaglia, divise tra chi vuole stare all’interno e chi al di fuori del campo largo. Ci saranno altri arrivi per il Futuro, non surrogati dai prefissi di Calenda.
massimo lugaresi

lunedì 15 giugno 2026

Il Campo dei Sogni


Ho scelto questo articolo di Dagospia, condiviso con una delle poche fonti di propaganda rimasta, nonostante l'impegno del Fatto di Travaglio, costretto per una volta in difesa. Dopo la (breve) sbornia referendaria, grazie alla presunzione della destra centro di avere convinto tutti su un argomento usabile (facilmente) al contrario, abbiamo attraversato un breve periodo, in cui il centro sinistra si era autodefinito vittorioso nell'ancora lontana tenzone. La propaganda combatte con creatori digitali, i nuovi droni mediatici che colpiscono incessantemente. Alcuni sono incredibilmente bugiardi, usando falsità talmente evidenti da suscitare ribrezzo. Poi sono arrivate le sberle elettorali ed il dramma veneziano. cambiamento che ha diviso ancor più i coltivatori del campo largo. Arroganza, brama di potere, approssimazione, il partito democratico è verso il baratro. Manca poco più di un anno alle elezioni politiche, sempre che la (scaltra) Ducetta non voglia misurarsi prima, profittando della debolezza del campo largo, senza leader e programma condivisibili. Eppure al Nazareno preparano già la lista dei ministri (ombra). Sperare che Vannacci indebolisca la destra appare ridicolo. Esce perfino l'elenco dei prossimi governanti. Credo che il Generale abbia scelto il momento migliore. 
massimo lugaresi

domenica 14 giugno 2026

Vannacci Vostri

Già successo. Prima alla Lega, poi ai 5 Stelle di Grillo di aumentare (spaventosamente) i risultati elettorali, senza un proporzionale rapporto con i cittadini. La Lega, nata al Nord, oggi viene colpita per volere la più grande opera realizzata al Sud. Cosa molto diversa dai regali del 110%. Giustamente la rapida ascesa del Generale viene vista come un altro pericolo per una sinistra, così divisa da essere costretta ad evocare il passato, sperando di fronteggiare il presente. Errori su errori di un partito nato nella peggiore provetta politica ed arrivato nelle mani (curate) di una sconosciuta, venuta dall'America con passaporti plurimi, attestanti la natura politica. Dall'altra parte hanno fatto un cammino al contrario, trovando nella Giorgia la perfetta premier per la sinistra. Vannacci Vostri, costringe Dagospia ad usare la modesta intelligence di casa. Artifizio dilettantesco visto i pericoli che corrono i professionisti dell'insulto e provocazione. Non occorrono grandi indovini del futuro per capire quanto ammonterà quello di Vannacci. Il tentativo del blog, ormai solo romanista, di trovare un'altra crepa nella destra di governo è quasi patetico. Pensare (sperare) che il Generale sia un nemico dell'attuale maggioranza può servire per un titolo di un articolo senza speranza. 
massimo lugaresi

sabato 13 giugno 2026

L' Unità Woke

Dagospia si schiera (ufficialmente) con la corrente anti Schlein. La critica alle rare Feste dell'Unità, con i soliti rumori cimiteriali, sono condivisibili. Bisogna parlare francamente agli elettori o scacciarli. La Festa dell'Unità (?) 2026 è una "sbobba" indigeribile di dibattiti su femminismo, questioni Lgbtq e varie supercazzole. Viene scelto e schierato un parterre di sicuri scacciavoti. Laura Boldrini, Marta Bonafoni, Michela di Biase e marito spiegheranno come lottare contro il patriarcato, poi arriveranno le esperte del risparmio energetico, senza dimenticare il nostro passato coloniale. Il solito menù Woke, quello che spinge Vannacci ad una facile raccolta di voti giovanili e senili. Il vergognoso abbandono dei temi cari alla sinistra, lavoro, salari, bollette, tasse e immigrazione, sono abbandonati per il trionfante radicalismo woke della Schlein. Poi dici che uno (non solo) vota Vannacci. Il 12 giugno a Roma torna la festa dell’Unità che quest’anno si sposta dalle centralissime Terme di Caracalla, alla meno glamour Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino. Sarà una messa cantata del vuoto pneumatico massimalista, a immagine e somiglianza del partito modellato da Elly Schlein: radicalismo, idealismo gruppettaro, sinistrismo sciattone in Birkenstock. A tagliare il nastro che inaugura la kermesse sarà Marta Bonafoni, la madre badessa radical del Nazareno, potente coordinatrice della segreteria di Elly Schlein. Uno schieramento di “pasionarie” che metterebbe in fuga Nilde Jotti. I temi della Festa, d’altronde, sono quelli cari a Schlein: diritti civili e lotta al patriarcato. Un ragionatissimo ed elegante modo per spingere gli elettori tra le braccia di Vannacci.
massimo lugaresi

venerdì 12 giugno 2026

Un Altro Wietnam

La confusione regnante negli States, viene misurata dall'andamento della guerra contro l'Iran. Dagospia trova una condivisibile somiglianza con il disastroso Wietnam e la ritirata tragicomica. Dopo l'abbattimento dell'elicottero Apache è arrivata la (solita) minaccia di Donaldone di una potente risposta americana. Teheran invece colpisce le basi americane nel golfo, creando panico arabo e stellato. Anche questa guerra non si può chiudere. Come quella in Ucraina, sarebbe una sconfitta dell'Europa Ursula e la fine di un regime mai eletto ma decimato. Dagospia per avversari e nemici usa sempre insultanti nomignoli. Travaglio e Report non sono considerati pericolosi precedenti. Trump sopravvissuto, anche lui, a dieci tumori ed incessanti tremolii delle mani, viene, elegantemente, chiamato "gangster". Avrebbe minacciato una risposta potente contro l'Iran che adotta la strategia di attaccare le basi americane in oriente, prendendo due piccioni con un missile. Negli ultimi due mesi e mezzo ha promesso solo 38 volte l'intesa con l'Iran. Invece il povero (?) Zelensky è stato adottato dai Volenterosi, quasi tutti sull'orlo di una sconfitta elettorale. Continua la russofobia europea, arrivata al ventunesimo pacchetto di sanzioni, spingendo il comico del bidet aureo a scrivere (firmare) lettere di pace, piene di insulti alla Federazione Russa. Chiara manifestazione di non volere o potere terminare la guerra con le richieste di Putin. Non ho ancora letto quanti sono i militari ucraini uccisi e soprattutto la poca popolazione rimasta. 
massimo lugaresi

giovedì 11 giugno 2026

Meno Largo

Assistiamo al ridimensionamento del Campo definito Largo per l'enorme e contraddittorio miscuglio di presenze, una volta feroci nemiche. Una chiamata al potere che si sta sciogliendo, dopo le sberle elettorali. Usando le attuali percezioni si è capovolta anche la geografia elettorale, Nel meridione (non tutto) i cosiddetti progressisti all'indietro hanno trovato il loro piccolo regno, grazie ai compagni stellati spargitori di miliardi, gettati al vento del lavoro in pantofole. Rimangono le grandi città, con dimensioni tali da rendere difficili le distinzioni, per il voluto ingresso dei tanti ristoratori delle nostre pensioni. Dagospia ha usato il solito contentino per la propaganda. Il partito democratico è fermo, immobile, silente, non avendo una guida per tutti. Situazione strana, forse l'ultimo danno prodiano. Non hanno il coraggio di indire un congresso che stabilisca almeno la verità politica, si barcamenano con l'aiuto dei soliti megafoni e richiami al fascismo. Un quotidiano attacco alla Meloni che si erge facilmente rispetto alla rivale, per la velocità nella trasformazione e la presa d'atto delle mutevoli situazioni. Un abisso incolmabile nel confronto con l'armocromatica figura ed unica espressione. Non si confrontano, conoscendo il risultato. Le vicende mondiali spingono verso profonde divisioni. Trump sa che il suo tempo sta finendo, rimane l'impressione che i dem americani siano messi talmente male che sarà un altro repubblicano a governare uno strano paese. 
massimo lugaresi

mercoledì 10 giugno 2026

Focolai

Quelli bellici hanno rivoluzionato le composizioni politiche nel mondo. Russia, Cina, India e Sud Africa sono i potenti avversari della coalizione occidentale, guidata (sempre) da lontano dagli States. Il ritorno di Trump, dettato dall'incomprensibile presenza di Biden, ha spinto l'Europa a guerreggiare (di nascosto) contro la Russia, accelerando il cambiamento nel mondo e nascondendosi dietro la Nato. Mentre il populismo piantato nel Campo, definito Grande, senza misurarlo con il voto, accelera la dismissione piddina dal miscuglio prodiano. Al momento la transumanza colpisce i renziani, mentre il leader di Rignano traffica per ritornare in auge. Si sono fidati ancora una volta dei suggerimenti di Prodi. Conte dei 5 Stelle, condiziona, senza fatica, la Schlein, consegnata nei fine settimana, a Landini. Quindi il populismo stellato voluto ed usato, allontanerebbe il Pd dall'Europa e dalla Nato, senza contare il voto dei cittadini italiani. Hanno tirato la corda, raccontando balle che hanno avuto effetti positivi nei confronti delle migliaia di rappresentanti una poltrona occupata. Anche la presenza del Futuro Nazionale di Vannacci serve per chiarire la posizione degli eredi berlusconiani. In questo momento scommettere sulla vincitrice, sarebbe inutile e troppo facile.
massimo lugaresi 

martedì 9 giugno 2026

Il Possibile

Dagospia, da qualche giorno, dopo la batosta lagunare, pubblica solo critiche e denunce copiate da organi nemici della destra al governo. La Elly Schlein (prudentemente) è scomparsa dai riflettori armocromatici. La crisi piddina è talmente visibile ed accertabile che la propaganda democratica lancia droni mediatici solo a personaggi nemici. Il cosiddetto, faccio il possibile. In Italia sembra che i rappresentanti eletti nei vari comuni si dedichino ad importunare donne, anche colleghe che denunciano, dopo almeno un anno di ripensamenti. Il danno provocato sarebbe enorme anche nei tanti casi di innocenza, dopo i soliti otto anni. Berlusconi è morto ancora in attesa. Mi viene in mente il "servizio" preparato dalla giustizia (?) sportiva alla mia Juve, risultata dopo quattro lunghi anni, non colpevole di alterazioni del bilancio societario. I danni provocati non li pagherà nessuno, nonostante la quotazione in borsa della società? Uno dei tanti esempi nocivi del rapporto con la nostra giustizia, nelle vesti sportive. Quando Repubblica pubblica, Dagospia copia. Una imprenditrice ha denunciato un parlamentare di Forza Italia, sostenendo di avere subito una violenza sessuale nell'ufficio senatoriale del politico. Il tutto sarebbe avvenuto nel febbraio 2025, il ritardo nell'accusa è dovuto all'intromissione di una divisa amica del politico. Fosse vera l'accusa la prigione è il luogo deputato, ma dopo otto/dieci anni, diventerebbe un simil Garlasco. L'aspetto evidente è che i ventilati pruriti sessuali sembra siano solo del centrodestra. Virus governativo?
massimo lugaresi

lunedì 8 giugno 2026

Sempre al Contrario

La disponibilità a trattare la fine della guerra viene lanciata (?) da Zelensky con una lettera dai toni arroganti, ma accettata da Putin. Segnale che la guerra circoscritta stava allargandosi pericolosamente. I droni colpiscono a comando, alle volte respinti accuratamente. Per i tanti Picerni, presenti nel miscuglio democratico significa l'ammissione della sconfitta. Allora interviene il pezzo (forte) di propaganda ancora presente su Repubblica. Putin apre al negoziato solo a parole dopo avere visto volare su San Pietroburgo i droni definiti (ironicamente) ucraini, in realtà donati dalla nostra Europa. Il Vladimir Matto, espressione mai usata per Biden, apre fintamente il negoziato, ma pretende il controllo totale del Donbass. Putin chiede come mediatore l'ex cancelliere tedesco Schroeder che però ha lavorato per Gazprom. Il problema, anzi dilemma, per l'Unione Ursula, soprattutto per la componente Rearmatrice, è che la pace non può contenere la cessione del Donbass. Sarebbe un'altra ammissione della sconfitta. Un ping pong sulla pelle di milioni di persone. Vladimir Putin afferma di essere pronto alla pace con l'Ucraina sulla base di non meglio specificati, aggiunto da Dagospia, «compromessi» da lui discussi con Donald Trump lo scorso agosto in Alaska. Fase di stallo che solo l'ulteriore frantumazione, già in corso, della debole maggioranza che sostiene la Presidente, votata da Forza Italia e dal Pd, porterebbe alla conclusione. 
massimo lugaresi

domenica 7 giugno 2026

L' Altro Campo

Ho scelto Dagospia e Linkiesta per comodità nell'avversione dell'orrido miscuglio chiamato Pd. Ero contrario dalla nascita, partorita a Rimini dall'unione provinciale tra ex democristiani e sinistra vera. Poi è arrivato un diluvio di baci&abbracci e poltrone, fino all'estasi renziana. Oggi osserviamo la caduta dell'impero, fondato sulle più strane unioni. Il ventilato Campo Largo, con il mezzadro e custode Prodi, aveva il destino segnato. Dagospia, ha sempre usato le intelligences che per oltre 20 anni hanno accusato Berlusconi ed il fido Dell'Utri di essere fortemente mafiosi. Oggi nel silenzio della propaganda amica, cercano di camuffare l'infamante accusa. Il vento proveniente dalla laguna veneta soffia impetuoso e pulisce. Il garbino referendario invece aveva portato nubi e pioggia solo a destra. Il politologo Castellani, ex sindaco torinese, afferma che il referendum ha galvanizzato l'opposizione, ma la Meloni resta il leader politico più solido per tre ragioni: la fedeltà del suo elettorato, la geometria della coalizione di centrodestra, coesa rispetto alla sua alternativa e soprattutto la geografia del consenso. La Premier ha radicato il partito nei settori produttivi nordisti, piccole e medie imprese e quelle comunità che si sentono escluse dalla narrazione progressista. Si è instaurato uno studio sull'improvviso crollo del miscuglio democratico. Vediamo a chi spetta la docenza. Travaglio aspetta la transumanza. 
massimo lugaresi

sabato 6 giugno 2026

Il Fiuto di Dagospia

Dagopsia, sembra fiutare in anticipo, aiutato da suggeritori e postini, notizie segrete o segretate. Negli ultimi tempi, segnati dalla debacle veneziana, hanno tirato in ballo, imprudentemente, anche il Presidente Mattarella per il caso Minetti. La social mania ha raggiunto vertici insopportabili, scrivendo quello che vuoi o vogliono, spesso volutamente falso, per attirare cliccatori. Dagospia pubblica la notizia che a Mattarella sono girati i..per l'assenza di una delegazione piddina alla parata del 2 giugno. L'estrazione a sorte dei partecipanti avrebbe causato l'inizio di una guerra democratica. Ha permesso al blog romanista, portavoce fotografico di una corrente piddina, di polemizzare con la presunta segretaria di tutti, sempre presente ai gay pride. Il Pd, in trepidante attesa delle dimissioni della Picierno, si è "spaccato" ferendo" il Quirinale con il voto sul ReArm. Non hanno mandato alla parata romana, nemmeno due capi dei tanti gruppi mescolati. La parata invece si è svolta, nonostante il parere contrario della Salis. Chiamate Bersani al La7.
massimo lugaresi 

venerdì 5 giugno 2026

Altra Botta

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La frantumazione della (cosi detta) sinistra è arrivata velocemente. Le alternanti promesse trumpiane, destinate al suo mercato interno, si sono ridotte a due invasioni che anche un modesto principato era in grado di compiere. L'Iran si è mostrato osso duro e richiederebbe uno sforzo militare enorme, con la paura che qualche bombetta atomica tornasse alla luce. Insomma un disastro da tutti i punti d'osservazione, anche a 90 gradi. Gli italiani sarebbero disposti ad accettare nucleare e (perfino) il gas russo. Siamo al tracollo della propaganda finora imperante. Disastro politico, sconfitta del green imposto e naturalmente delle cheerleaders europee. La nostra Ducetta, con fiuto encomiabile, è in fase di distacco dalla cricca perdente. Inutile ricordare dove è rimasta la Schlein, con gli eterni scioperi del suo educatore sindacale. A parti invertite avremmo ascoltato urla disumane. Secondo un sondaggio credibile, affidato alla Ghisleri, gli italiani sarebbero disposti ad accettare il nucleare di nuova generazione, quello che (da sempre) ci minaccia dai confini ed anche il gas di Putin. L'avviso arriva da La Stampa, finalmente venduta. Gli italiani sono disposti a "sciropparsi" (cit Dagospia) nucleare e gas russo, non la Schlein.
massimo lugaresi 

giovedì 4 giugno 2026

Dopo di Lui

Il Diluvio. Alla (ex) potente propaganda di Dagospia, sempre shakerata con visioni attraenti, è rimasto (solo) il Presidente della Repubblica. Viene usato come solitario ariete contro i veri nemici della calante galassia progressista, arcobaleno e piuttosto woke. Salvini e Vannacci avrebbero subito uno "sganassone" dalle parole pronunciate in occasione dell'ottantesimo anniversario della nostra Repubblica. Il Presidente ha pronunciato, volutamente, una innocua frase che ci vede figli di tante migrazioni e non ci dispiace affatto. Plurale maiestatis da verificare alla prossima votazione. Non è finita. Il Presidente rieletto con una maggioranza ibrida, rispetto all'attuale, avrebbe rifilato un altro sganassone ai potentati di Musk e Trump che vogliono fare affari anche nello spazio, aprendo la strada alla militarizzazione. Le crisi internazionali ci sono sempre state, ma non c'erano uomini soli al comando. Non l'ho capita. Significa che prima di Donaldone e di Rimbabiden abbiamo avuto pacifisti di professione e non Gendarmi del Mondo?
PS Occorre riconoscere, come ha fatto il condivisible Santinato che l'amministrazione riminese, operatori turistici e servizi pubblici, hanno superato la dura prova. 
massimo lugaresi

mercoledì 3 giugno 2026

Si Stringe il Campo

L'unico politico felice è il Generale Vannacci. Viaggia al massimo e tutto sembra orientarsi al meglio, attorno e contro. L'erosione a destra è ancora da quantificare. Gli avversari attraversano un momento infelice. Le due guerre ufficiali e le possibili conseguenze, hanno costretto la Meloni e Salvini a correggere vecchie impostazioni politiche, creando dissenso e confusione. Dall'altra parte sono messi (molto) peggio. Il movimento con 5 stelle ha subito in questi anni forzate modifiche, rispetto alla impetuosa cavalcata con Grillo. La gestione Conte, dopo i fallimenti della prima esperienza di governo è nella penna di Travaglio. Bravissimo a scatenare inferni, molto meno nella doverosa costruzione alternativa. Il Pd rimane in piedi, non per l'inutile e divisiva presenza di una sconosciuta, ma per centinaia di amministratori locali e regionali abituati a gestire i territori. La struttura partitica è scomparsa, socialmente sostituita. Dagospia sta patendo la sberla veneziana. Dopo settimane di euforico atteggiamento, pronto a confermare la vittoria, si sono trovati immersi nella laguna veneta, sostenuti da sentenze che dovrebbero essere uguali per tutti. Sembra accanimento terapeutico ed incessabile presunzione. 
massimo lugaresi

martedì 2 giugno 2026

Nuova Legge, Vecchio Voto

Dagospia, consultate le intelligences, lancia un disperato messaggio agli amici del Campo Largo: con la nuova legge elettorale il centrosinistra è fregato. Con la vecchia anche (aggiunto). Prevede l'obbligo per ciascuna coalizione di indicare alla vigilia del voto, un programma condiviso e..un/ una candidata premier. Il Campo Largo ha perso entrambi nella laguna veneziana. Sull'Ucraina quale sarà la posizione del Campo Diviso e sull'immigrazione subita a patto di essere l'unico porto aperto, foraggiato dall'Ue.    Non cito la sicurezza, ogni giorno ci sono almeno cinque episodi che confermano il cambiamento delle risorse. Anche a sinistra il problema viene esaminato con diverse visioni. Le ultime elezioni hanno mostrato quanto possa incidere. Dagospia attraverso il canale informativo privilegiato con le ex Botteghe oggi Nazareni, dice che la presunta (molto) segretaria di un pezzo del Pd, si rifiuterebbe di misurarsi con Conte.  L'esito a ribasso sarebbe impietoso. 
massimo lugaresi

lunedì 1 giugno 2026

Moscio e Floscio

Il veloce sguardo a Dagospia ha mostrato la sopraggiunta debolezza della propaganda woke che nessuno aveva visto arrivare. Gli effetti delle accoglienze e protezioni mostrate in questi anni, si stanno rivoltando contro. Il massacro modenese è stata la famosa goccia. L'esito delle ultime elezioni ha chiarito aspetti e false previsioni. LInkiesta appartiene alla congrega degli sconfitti, senza riconoscerlo e peggiorare la situazione. Il loro leit (?) motive è partito con l'impressionante ondata di tumori che avrebbero colpito Mad Putin, per arrivare alle condotte del Nord Stream, autosabotate dalla Russia e il drone (deviato) che attraversa nazioni legate alla Nato per arrivare in Romania, incolpando il premier russo, con l'avvallo (a prescindere) della stampa e della nostra Ducetta. Qualcuno si chiede ancora perchè il generale Vannacci risale velocemente nei sondaggi. Linkiesta attraversa un mese sinodico, nella fase luna calante, della sinistra perdente. Costretto ad usare Giuliano Amato, rimproverando dolcemente la Schlein come contasse qualcosa. Nessuno aveva previsto il calo, crollo della sinistra. Anche Papa Leone si è tolto qualche sassolino pesante. 
massimo lugaresi