sabato 23 novembre 2024

Facciamo un Partito

L'ultIma operazione grillina di notevole successo è stata l'elezione della Schlein nei loro gazebi. Ha vinto una "estranea" al Pd, figuriamoci al Pci. Ha però impallinato Bonaccini, costretto a volare a Bruxelles, lasciando la regione ad un altro funzionario, coltivato nell'università ravennate. Gnassi invece si è laureato ad Urbino, frequentando però le scuole dell'obbligo della sinistra riminese. Siamo sempre arrivati faticosamente nella giunta che conta. Considerati bravi bagnini. E' iniziato il calvario e l'inevitabile via crucis che culminerà con l'uso spregiudicato delle movenze care ai partiti. La fine peggiore per la creatura di Grillo che qualcuno aveva ipotizzato potesse funzionare  senza il vero comico, sempre vestito. La discesa è iniziata con l'ingresso al governo dalla porta principale. Il Movimento è nato con le stigmate dell'opposizione. Aveva superato abbondantemente un terzo dei recanti al voto, sembrava destinato ad una crescita impetuosa. I primi contatti con il potere ed i banchi, hanno dissipato i dubbi. Di Maio ha chiuso la porta. Ci sono stati però alcuni fatti inquietanti, come il soccorso al Pd, il peggiore nemico, in concomitanza alla "scomparsa" di Grillo, colpito duramente negli aspetti familiari. La "convenzione" grillina, sancirà l’irrilevanza politica di Conte o la frantumazione stellare. Il Movimento 5 stelle proverà a schierarsi con il campo definito progressista, interpretando la stampella del Pd. Comunque vada sarà la fine di una avventura che poteva/doveva cambiare tutto. Siamo arrivati all'ironia pesante che colpisce i protagonisti rimasti. Le verbali minacce che escono fanno ridere come il famoso Vaffa. Si mandano da soli.
PS Solo della Meloni sappiamo, meticolosamente, tutto. Cosa fa, con chi non lo fa e dorme. Vi sembra corretto? 
massimo lugaresi

venerdì 22 novembre 2024

Ndo va?

Il prevedibile successo del Pd, nella sicura edizione emiliano romagnola, ha resuscitato le deboli speranze democratiche di un ritorno al governo. Questa volta ha gioito la Schlein, quando toccherà alle tante regioni baciate dalla destra, leggeremo il contrario. Non è successo un terremoto elettorale. Veneto, Lombardia e Piemonte lo certificheranno. Rimane il calo dei votanti che sta assumendo le caratteristiche della normalità. Sparito il grillismo, il corner della sfiducia. Sta scioglendosi sotto la guida di Conte, colpa del campetto che travasa i voti. In Emilia e Romagna hanno vinto i funzionari di partito, passandosi il testimone, come una volta. Il Pd si è "rimpinzato" di voti grillini. Doveva capitare, è successo. La Compagnia Salis è la necessaria coreografia per non apparire più demo-cristiani. Le vere elezioni sono quelle nazionali. La coalizione di governo ha perso senza giocare, usando personaggi adatti per dividere, senza convincere. La storia del Movimento 5 Stelle è educativa. Sono arrivati in pochissimo tempo ad un risultato troppo alto e pericoloso per non spaventare chi ha sempre gestito il potere, anche sotto mentite spoglie. La storia (riminese) di Luigi Camporesi lo testimonia. Ricordo fastidioso? 
massimo lugaresi

giovedì 21 novembre 2024

Una Boccata

Il Pd aveva un (disperato) bisogno di ossigeno elettorale. E' arrivata una boccata dalla Emilia e Romagna che non tradisce (quasi) mai. Si va sul velluto e sui gommoni che non hanno inciso l'esito del voto. Troppo forte l'attaccamento storico al Partito. E' il riconoscimento di un'azione che dura dal dopoguerra ed ha fatto diventare la nostra regione un punto di riferimento anche per le 3 cittadinanze che non c'entrano un ca. Una vittoria che sa d'antico. Con il campetto largo vinci una partita, non governi. Hanno trionfato i reduci di tante lotte che vanno sempre a votare ed i nuovi/vecchi garantiti che fanno il loro dovere, senza alternative credibili. La nostra regione è inattaccabile per questo centrodestra che ha una donna come guida, non accettata da tutti. Sono tante le ragioni dell'esagerata astinenza dal voto. Non conosco quelle anagrafiche, sono convinto però che anche il voto sia vecchio. Non esiste più partito o movimento in grado di intercettare delusi e incazzati. Il Pd ha mostrato, almeno nei nostri confini che può perdere qualche città, anche vicina, ma il regime non cambia. Troppo collaudato e sicuro negli agganci e genuflessioni. De Pascale appartiene ad una schiera folta di allevati per governare. La Meloni non li ha. Abbiamo votato Gnassi e conta ancora tanto. Dall'altra parte ci sono collezionisti di preferenze da mostrare. 
massimo lugaresi

mercoledì 20 novembre 2024

Palle Piene, Urne Vuote

Ho letto sulla prima pagina di Dagospia un articolo frutto delle intelligences (riunite) del Blog Tette&Culi in abbondanza. Usano, maldestramente, il Presidente Mattarella ed i presunti malumori accumulati, dopo la vittoria del centrodestra. Occorre ricordare ai tanti smemorati che la maggioranza Mattarella è profondamente diversa da quella vittoriosa del 2022. Anno di svolta nel paese, con il Pd, collocato dove non aveva mai operato. L'arrivo della Schlein, voluta, perfidamente dai grillini, sta accelerando la crisi del partito nato per il potere. Rimane la nostra regione, fortino resistente, con il calare dei votanti diventa inespugnabile. Una volta il Pci, portava la gente a votare, oggi meno votano, meglio per la Schlein. Lo zoccolo ereditato, i garantiti aumentati, la debolezza degli avversari, rendono inattaccabile le fortezze bolognesi, modenesi e ravennate. Esito scontato, avvertibile nel vedere i seggi viserbesi, desolatamente vuoti. Giusto così, la pioggia ed i danni procurati non hanno spostato le intenzioni di voto. Forse quella del non voto. Presa troppo larga, dimenticavo la ragione dell'articolo, insolitamente confezionato in casa Dagospia. Secondo gli spioni del blog, Mattarella accusa l'ennesima irritazione nei confronti del governo, diretto da una donna che nel Pd non hanno trovato nemmeno all'estero. Al Quirinale hanno le palle piene delle sparate anti-giudici del governo Ducioni. L'ennesino nomignolo inventato per un governo eletto da una larga maggioranza. I nostri attori, cantanti e giornalisti dopo essere usciti, senza liquidazione da X, devono trovare il giusto antagonismo. Quello nelle piazze, voluto e soffiato è un atto contro i rappresentanti dello stato. Vecchia storia che si ripete. I protagonisti di una volta erano più credibili e con più largo consenso. Il Csm è irritato per la furiosa disputa a colpi di sentenze che depotenziano leggi votate dal parlamento. Sempre successo, a dire il vero, anche al contrario. Arrivare a presagire che il Presidente diventerà un Cossiga 2, nel discorso alla nazione di Capodanno, appare una azzardata previsione che ci porterebbe velocemente alle elezioni. Vi conviene? L'Italia, purtroppo, non è l'Emilia e Romagna allargata. 
massimo lugaresi

martedì 19 novembre 2024

Il Lettino della Sinistra

I democratici americani prenotano i lettini della psicanalisi elettorale, mentre quelli italiani che sono andati a votare, stanno festeggiando la sicura vittoria. Negli States si sono accorti, tardi che, presentare uno stuolo di divi o presunti tali, non porta la vittoria. Incurabile presunzione eleggere i testimoni dell'unica verità possibile. La botta è stata dura, pochi credevano possibile un capovolgimento così pesante. Lo spoyl system è già partito, colpisce tutto, anche la giustizia, si è arresa al vincitore. Lo hanno ripulito delle decine e decine di capi d'accusa. Se ne riparla tra quattro anni, mentre i repubblicani stanno preparando l'erede con le stesse caratteristiche. Hanno capito che Trump ha stravinto, pur avendo contro una grossa corrente del suo partito. Può piacere o meno (meno) ma rappresenta il cuore e la pancia di questa America, stanca di procurare eventi bellici ed invasioni assurde. Zelensky è l'ultima procura usabile. Comico sconosciuto, era diventato l'uomo (rivestito) più famoso nel mondo. I suoi sostenitori (Meloni), hanno capito che è finita la più stupida delle guerre con morti militari, civili e sanzioni che stiamo pagando tutti. Il dilemma è trovare una pace che non sia una resa incondizionata, mentre il dittatore russo scatena l'inferno. avevano trovato almeno tre o quattro ipotesi tumorali che lo dovevano colpire. Anche per la nostra Nato vedo tempo instabile. Possono sempre contare sulla fedeltà della Ducetta. Il mondo rovesciato è quello normale.
massimo lugaresi 

lunedì 18 novembre 2024

I Compiti Divisi

Repubblica e Domani pubblicano per l'opposizione, guidata (?) dalla Schlein, truppe d'assalto a
 scandali e gossip, alle volte, veri. La Stampa controlla il ministero degli esteri, con particolare predilezione per Netan e totale avversione per la Russia di Putin. Il Corrierone di Milano, metropoli ormai a livelli insostenibili per delinquenza assortita e da sbarco, gode ancora della funzione di massima espressione delle verità, di parte. Compilata la brevissima ouverture per giustificare l'ennesimo articolo contro una visione della sinistra che porta alla disfatta totale. La stravittoria di Trump non è stata una sorpresa, fondi d'investimento e scommesse, da tempo lo davano vincitore. Eppure le gemelle informative di Elkann non cessavano di "prevedere" quello che volevano accadesse. Trump è considerato (giustamente) dai democratici woke e normali, il peggiore dei nemici. Fatte le dovute distinzioni, succede in Italia con La Lega Salvini, anche in dimensioni elettorali, vicine ai post berlusconiani. Ogni tanto, come i pantaloni a zampa, ritorna di moda Mario Draghi, dopo avere frequentato banche e (tutti) i partiti italiani, indossa abiti europei, sponsorizzando l'ennesimo piano. Chi lo indossa fallisce. Non si capisce da quale pulpito o ruolo pontifichi ancora. L'Europa può negoziare con Trump, (non ci eravamo arrivati) però con una voce sola (la sua). Garantisce il livello di spesa bellica per la difesa (da chi?) ed abbattere i dazi che "America great again" potrebbe applicare. L'Europa mostra forza ed unità d'intenti al punto di non riuscire a nominare Fito, colpito dai veti dei piddini, mescolati in tutte le salse dell'opposizione. Il "non riuscito" presidente della nostra repubblica, esce con una strana invocazione, buona per tutte le sue stagioni: la democrazia è l'unica strada, il tempo della tecnocrazia è finito. Ci sarà qualcuno che illuminerà l'epitaffio dedicato al nostro paese. Dimenticavo: parlava al World Business Forum a Milano. Notorio centro sociale. Cosa succederà all’Europa con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca? Quello che è sempre successo con il padrone a stelle e strisce. Abbiamo foraggiato una guerra che non ci toccava nemmeno di sbriscio, applicato diligentemente sanzioni autolesioniste i cui effetti si sentiranno per anni, chiusi i migliori mercati d'esportazione dei nostri prodotti, per gioire al suono di una pace voluta da Donaldone? Tutto ritorna come era prima, mancano migliaia di morti da ambo le parti e distruzioni assurde. Per eleggere Trump? Non so ancora quale possa essere la ripercussione sui prossimi voti. Spero fortissima. 
massimo lugaresi

domenica 17 novembre 2024

Chiamami (se vuoi) America

Siamo abituati a chiamare America gli Stati Uniti, dimenticando, spesso, le altre due, molto diverse. Negli States è centenaria abitudine il cambio del presidente che si svolge tra due coalizioni importanti: democratici e repubblicani. Difficile, impossibile, fare confronti con la nostra politica, solo le attività giudiziarie, da qualche tempo, sono abbastanza simili nel colpire il nemico. Linkiesta, provocatariamente, chiama Zanzara, la nascente amministrazione Trump. Nel gergo radical chic, senza la spiaggia di Capalbio, significa essere fastidiosa dalla nascita. Meglio il vecchio, balbettante e dondolante Biden. Il solo fatto di essere democratico lo rendeva migliore. Pensate cosa diventerà la Zanzara tra qualche mese, senza le guerre procurate dalle mosche. La presunzione dei democratici, alza tono e livore della propaganda, non hanno altre armi da usare. Il (loro) mondo occidentale si sta rivoltando contro e permette al sindaco della capitale piddina di "sbroccare" clamorosamente. Nervi e fegato saltano in contemporanea. Trump avrebbe nominato dei "fanatici" nei ruoli importanti e decisivi anche nei confronti dei sudditi occidentali. Più difficile rimettere a cuccia Netan di quanto lo sia il comico rivestito. Anche i repubblicani hanno notevoli sponde nell'ebraismo finanziario. Noi aspettiamo, come sempre, gli ordini. 
massimo lugaresi