sabato 3 dicembre 2011

Gemelli Urbanistici

Le debolezze politiche di Gnassi e Vitali hanno spinto ad un sodalizio istituzionale per fronteggiare l'ostilità che sta montando nel loro partito, sono considerati da sempre due deboli fortunati, nel posto sbagliato nel momento peggiore. Ammettendo che la Provincia abbia un ruolo, in attesa dello scioglimento, del quale non si sente più parlare nemmeno dal Professore, i Due, forti dello stesso maitre a penser, viaggiano in coppia, si rinsaldano, con il vantaggio della paura dell'andiamo tutti a casa. Le crisi a Rimini, le poche che ricordiamo, sono nate per i mattoni, le altre sono state risolte a mattoni bipartisan. Cosa sta succedendo? Nel programma sventolato dal Giovane, vi era un'affermazione che è stata capita solo a Bologna, l'intenzione di azzerare il contagiri dei Piani Particolareggiati Last Minute, quelli approvati dopo anni di oblio, negli ultimi secondi utili della passata legislatura. In altre latitudini sarebbero stati oggetto di grande attenzione e riflessione, mentre da noi, vigendo l'antica regola del "van bene a tutti" sono stati approvati. In questi casi era proprio vero, c'erano proprio tutti a sostenere questa aggressione al territorio, priva di ogni riferimento pianificatore, la Virgin Provincia del Pastore Vitali ha approvato le 80 varianti delle due legislature passate, senza una lacrima. Mentre si adottava un Piano Strutturale sul quale abbiamo speso i peggiori aggettivi, dall'altra si spalancava la porta e dalla stalla urbanistica uscivano bovini selezionati. Avete mai pensato che il Delegato è sempre lo stesso?

P.S.
A Zerbini la campagna interessa come a noi di Moratti

venerdì 2 dicembre 2011

Consiglio Comunale di Riccione

24 Novembre 2011 - Consiglio Comunale di Riccione

La sera del 24 novembre 2011, nella sala del Consiglio Comunale di Riccione, ci è stata data la più grande lezione su come si può negare la democrazia ai cittadini.

E non era la prima volta. Già nel 1997 un primo referendum era stato negato ai riccionesi. Allora c’era il PDS e nonostante tutte le trasformazioni susseguite, fino all’attuale PD, oggi ci è stato confermato che “democraticamente” si possono precludere quegli strumenti democratici per i quali si è lottato.

Resta il fatto che nel corso di quel Consiglio abbiamo assistito al una grande prova di “arrampicata sugli specchi”. I Consiglieri della maggioranza ne hanno dette di tutti i colori sia per giustificare la loro obbedienza all’ordine ricevuto, sia nel tentativo di “negare l’evidenza” sul progetto TRC, il più grande errore del secolo se realizzato.

E che dire dei “cespugli” che avevano manifestato la loro contrarietà al progetto? Hanno avuto 15 anni per arrivare a ritenere il TRC “un progetto non adatto alla mobilità per Rimini e Riccione e ormai superato”. Sono bastate invece alcune ore di “riunione politica” per fare “dietro front”.

Incredibile poi la deliberazione che è stata votata. Anche se fantasticamente si pensa di congelare i costi di realizzazione ai 92 Milioni di €uro della delibera Cipe 93/2006, è certo che si dovranno pagare i costi riguardanti la gestione e che si dovrà ripianare il continuo disavanzo prodotto da quest’opera, nei termini previsti dal Regolamento Speciale sottoscritto con l’Agenzia Tram, fino a quando la Ferrovia non darà lo “sfratto” dalle sue proprietà!

Anche a Rimini succederà la stessa cosa. Quello che sconcerta è che tutto questo passi sotto silenzio, quasi arresi alla “tirannia democratica”, nel sottomettersi al “non c’è niente da fare, è tutto normale”.

Questa esperienza dimostra che lo strumento “Referendum” vale solo è esercitato dai Politici o dai Partiti. I cittadini, anche se provano, non potranno mai fare dei Referendum.

A Riccione era stato sottoscritto da 4.250 cittadini, circa il 20% degli elettori.

Dopo il referendum di Riccione del 1997, nel 1998 anche a Rimini avevamo richiesto il Referendum Consultivo sul TRC. Chiaramente negato.

L’unico effetto ottenuto è stato che, in occasione di modifiche al Regolamento Comunale, le firme dei cittadini necessarie per indire un Referendum Consultivo sono state aumentate da 2.500 alle 4.000 attuali.

Walter Moretti

Comitato “Rimini Città Unita”.

Rimini, 2 dicembre 2011

Meeting Rimini

Una certezza per l'esistenza

Il libro del Meeting 2011 nelle principali librerie italiane e online. Con interventi di Giorgio Napolitano, John Elkann, Costantino Esposito, Fabrice Hadjadj, Joseph H.H. Weiler
E’ disponibile nelle principali librerie italiane il volume “Una certezza per l’esistenza” a cura di Emanuela Belloni e Alberto Savorana, edizioni Bur Saggi Rizzoli; oltre 40 interventi tratti dall’edizione del Meeting 2011 per ripercorre la provocazione culturale della manifestazione che ha avuto come titolo “E l’esistenza diventa una immensa certezza”.

Il libro vuole offrire uno spaccato dei temi e degli interventi principali dell’edizione appena trascorsa: il tema dei 150 anni dell’unità d’Italia con gli interventi del presidente Giorgio Napolitano, degli onorevoli Enrico Letta e Maurizio Lupi, di Giorgio Vittadini, Giuliano Amato e il giudice della corte costituzionale Marta Cartabia, gli interventi chiave sul tema di quest’anno dei filosofi Costantino Esposito e Fabrice Hadjadj, di padre Aldo Trento e lo psichiatra Eugenio Borgna, del custode di Terrasanta Pierbattista Pizzaballa e del biblista José Miguel Garcia. E ancora il mondo arabo con il presidente dell’università di al-Azhar Usamah Elabed e il cardinale patriarca di Alessandria Antonios Naguib, l’imprenditore Tarak Ben Ammar; il cardinale Robert Sarah sul tema del volontariato, l’economia con gli interventi di John Elkann e Corrado Passera, la politica con le testimonianza del deputato brasiliano Marcos Zerbin e di Paul Jacob Bhatti e il dialogo con il giurista ebreo Joseph H.H. Weiler.

Questi sono solo alcuni degli interventi pubblicati che indagano e affermano il bisogno condiviso di trovare qualcosa di sicuro, senza il quale il vivere stesso sarebbe inaccettabile. Uomini di scienza, leader religiosi, intellettuali, imprenditori, politici e persone comuni si sono confrontati per sette giorni, portando un contributo per affrontare quella che don Giussani ha definito “emergenza uomo” e documentando come il destino dell’uomo non sia un’inesorabile incertezza.

Le testimonianze raccolte possono aiutare a prendere coscienza di che cosa è in gioco e di quale responsabilità compete a chiunque non abbia rinunciato a vivere all’altezza della propria umanità, secondo l’invito del Presidente Giorgio Napolitano: “Portate, nel tempo dell’incertezza, il vostro anelito di certezza”. Il Meeting è stata la possibilità di incontrare uomini certi, di fede, cultura ed estrazione sociale diversa, ma accomunati dalla stessa esperienza di certezza. Il libro vuole essere un contributo per rilanciare ancora questa esperienza di certezza, in un tempo che continua ad essere segnato da profonde incertezze.

Una certezza per l’esistenza
A cura di Emanuela Belloni e Alberto Savorana
Presentazione di Emilia Guarnieri
Edizioni Bur Saggi Rizzoli, € 12,00, pg. 464

Acquista il libro online su:
www.itacalibri.it

Ordinaria

L'assessore Sade va a Miramare a parlare delle puttane e si trova immerso in un bagno di folla, non ne avevano un altro? Il Giovane chiama gli esperti di Friburgo e costringe un gruppo di dirigenti superpremiati ad ascoltare il manuale della mobilità sostenibile, per poi realizzare le solite rotonde o sperperare 120 milioni in un Trc che costerà al timido Pironi il posto di lavoro. Arrivano a frotte notizie dai meandri democrat sulla qualità dei rapporti tra Sindaco e resto del partito, avere un colloquio nella saletta accanto alla Giunta, ha le stesse probabilità di successo di vedere realizzata una strada nuova od una scuola che non perda acqua. Lo stato conclamato di crisi recessiva produrrà nel breve conflitti sociali pesanti, tra stipendi ed inflazione esiste un gap non sostenibile, le aziende chiudono, il mattone simbolo e moneta corrente riminese è in situazione agonica. Hanno adottato un Piano Strutturale che non ha filo conduttore, non presenta innovazione o salutari provocazioni, tutta la fascia costiera è ingessata, senza azzardare almeno timide connessioni con l'arenile, alberghi e pensioni in prima linea nella zona nord sono destinati a completare la trasformazione in puttanodromi, gli altri sono fuori mercato da almeno vent'anni. Le periferie sono il simbolo del degrado, non indovinano un'opera, fanno buchi per permettere case che non si vendono, quelli realizzati creano disagi e casini, in via Moro a Bologna si accettano scommesse sulla durata, il 2016 viene dato a 9.

Il Niente

Il Silenzio Amministrativo, un ramadan che dura da sei mesi, spiega meglio di qualsiasi analisi il Niente che caratterizza Rimini. A fronte del Niente conclamato chiediamo cosa serva mantenere in vita una pletora di segretari particolari, addetti stampa, pubbliche relazioni, gratificati con stipendi dirigenziali da 4/5000 euro mensili. Basterebbe che Gnassi avesse il coraggio d'affermare che sono tutti indispensabili e dichiarare pubblicamente che tra i 1300 dipendenti pubblici nessuno era in grado di svolgere il lavoro del Niente, oppure non era possibile distoglierli dai compiti affidati. Se davvero si decidesse a manifestare concretamente il nuovo con il quale si è presentato e stravinto le elezioni, il solo costo del suo staff potrebbe spesare due asili nido, non servirebbe lo stabile, la sala consiliare va benissimo nella sua inutile silenziosità. Insistendo sul Niente, siamo costretti ad annoverare una serie di assessori fantasma, non li conosce nessuno, quando si ha la sventura di farlo, lo stesso Sindaco deve ammettere che era meglio un loro silenzio. L'Amministrare del Niente, a chi non fa Niente, non succede Niente, sembra questo il vanto del Giovane. Aprendo un discorso più politico, il Niente di oggi è sempre meglio del molto per pochi nei dodici anni di ieri, che hanno aperto alcune nostalgie canaglia, l'amico Sceicco diventato tra una Dubai e l'altra, capogruppo non ciellino, ha apertamente rimpianto l'epoca d'oro bipartisan di Melucci, dopo che dei Ravaioli si torna a parlare solo per meriti sanitari. Era pronto a consegnargli una benemerenza cittadina, a Riccardi ha portato bene, senza raggiungere però l'apice della comicità dell'altro capogruppo, quando ha affermato che le critiche a Gnassi sono vere, ma nutrono fondate speranze che il Giovane si possa emendare a colpi di Grattacieli, ritornando pentito alle vecchie linee guida. Facciamo queste considerazioni unendole per correttezza all'onesta ammissione che ci eravamo sbagliati sui tempi, non avevamo previsto un calo così rapido dello spread con la Città, anche i giornali di Casa e Cna stanno menando sul Niente.

giovedì 1 dicembre 2011

Confronto


E' scoppiata una accesa discussione tra i membri della Redazione del nostro Blog, il motivo è da imputare alla rivalità(?) tra il Vate Melucci ed il Giovane Gnassi. Una discussione molto ancien regime, iniziando dai promotori e dagli incazzati proseguitori, quasi tutti avevano robuste conoscenze ed esperienze con i due personaggi che in questo momento sono al comando del Primo partito della Città, il Secondo è sparito, liquefatto al calore di Dubai e delle Compagnie, rasentano il patetico con l'ammirevole Pieretti che apre la sede per cambiare aria. Rimangono i Terzi, conosciuti nel corso di una interessante serata, hanno enormi potenzialità, il tempo, specie quello attuale, lavora per loro come fanno inconsciamente i nostri governanti, possono davvero fare un pieno di voti determinanti, le loro posizioni sulla politica, la casta, gli sperperi, le banche, i poteri forti hanno previsto quello che sta succedendo, devono attrezzarsi, sempre che desiderino farlo, è una discussione che non possono rimandare, sono sul podio elettorale. Alla fine abbiamo messo in votazione il Peggio ed il Meno, ha vinto di misura Gnassi.

Siccità

Continua la siccità di notizie dell'Amministrazione Comunale, negli uffici che contano, i dirigenti con il premio fedeltà, rimangono silenziosi, non esprimono giudizi e non emettono atti deliberativi, ci potrebbero essere occasioni importanti per un rilancio corretto di un'edilizia agonizzante, mancando tutta la parte strutturale, le novità sono ancora le rotonde di Arlotti che vengono badate dagli assessori come fossero dei miracoli lacrimanti. In campo urbanistico siamo fermi al dualismo inventato tra un Piano Strutturale che sarebbe pernicioso anche per S.Ermete, se fosse comune ed uno Strategico del quale non si parla più come fosse scomparso tra disegnini e favole esopee. Anche del regista sulla biga si sono perse tracce turistiche, tempi duri per i propugnatori di grattacieli, per vendere un modesto appartamento occorrono 8 mesi pensate per 500. I bracci immobili delle gru sulla Murri e Novarese sono il francobollo commemorativo della Città, ci potrebbero essere grandi occasioni per innovare e sostenere un'economia disastrata, mancano tutti gli strumenti pianificatori, nessun politico ne parla, siamo la Città messa peggio in Emilia e Romagna, non esiste altro capoluogo così privo di bussole urbanistiche. L'esempio più evidente è la situazione dell'arenile, se volessero fare azioni accertative avremmo una spiaggia bindellata, sono passati sette anni dal completo passaggio delle competenze tra Regione e Comuni, si stanno ancora sbaloccando con la Quarta Variante di un Piano Spiaggia tanto inutile quanto supino agli interessi di categoria. A Viserba pensavano di colpire un Presidente per sostituirlo con uno più gradito, si sono autoconcessa una dolorosa demolizione sui coglioni, il socialista di casa è pronto, dopo 15 anni riuscirà ad avere l'unica poltrona rimasta. Se lo votano.