Festa Borgo Marina
27 APRILE 2012 DALLE 17:30 ALLE 21:30
1° FESTA DI BORGO MARINA
Festeggiamenti di fine lavori per la riqualificazione di Borgo Marina
Un intervento realizzato dal Comune di Rimini, in collaborazione con l’Associazione Borgo Marina, attento non solo al rifacimento di strade, marciapiedi, impianti tecnologici ma soprattutto per restituire identità a uno dei Borghi storici della Città.
Taglio del nastro alle ore 18 in presenza del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi.
Anteprima presso la sede "Navigare Necesse"
della mostra fotografica dedicata a Borgo Marina
Curatori: Valeriano Moroni e Pierino Nanni.
Visita guidata accompagnati dai Legionari Romani
dell'Associazioneculturale
XIII Legio Gemina Rubico
alla Domus del Chirurgo
INFO: ZOLI CRISTINA - BASTIANINI GIANNI
3332854414 - 3477602550
mercoledì 18 aprile 2012
Spiaggia e Politica
Quando una persona seria affermò alcuni anni addietro che occorreva passare dall'arroganza al buon senso, venne cacciata. Nel caso in specie significava realizzare una Spiaggia a misura del cittadino/turista, nel rispetto rigoroso delle leggi, rifiutando di modificare l'originario impianto del Piano Spiaggia, composto da elementi che avrebbero portato alla creazione ed all'approvazione dello Stabilimento, permettendo la regolarizzazione degli aspetti abusivi o rimuoverli. Sarebbe sufficiente per onestà intellettuale andare a rileggere le osservazioni che mandarono i Bagnini per accorgersi delle origini storiche dei casini attuali, Lui si rifiutò d'accoglierle, venne cacciato dalla Politica del Basso Consenso. Rimini funziona così, non è sorprendente cosa sta accadendo. Nel mezzo di una riunione qualsiasi anche sul welfare o sulle acque di romagna, cari ex compagni democrat provate a chiedere a Melucci, Biagini e Gnassi (se c'è), rispettivamente allora Vice Sindaco, Assessore Urbanistica e Segretario Provinciale il motivo di quella scelta. Non lo farete, manca il coraggio, è la dimostrazione dell'opportunismo come motore per la carriera, essere arrivati ad indossare una fascia tricolore è un premio troppo grande, farete finta di niente, dimenticando un passato fatto di commoventi parole sulla trasparenza. Che Biagini pianga e canti Iannacci sulla spiaggia versata ci provoca una tiepida risata, può sempre scrivere anche lui su questo Blog. Prima... a casa.
Meglio Smontare
Il Regolamento Ambientale sembrava una Sanatoria per gli abusi sabbiosi, si è rivelato una trappola infernale dalla quale cercano di uscire con la massima riduzione del danno. Partiamo dai bagnini, i primitivi beneficiati: la situazione dell'arenile è variegata, le zone sono 149 a Sud ed una ottantina a Nord. Hanno caratteristiche differenti per lunghezza, larghezza ed appetibilità, fanno eccezione quelle di MarinaCentro, non a caso riunite in una autonoma associazione. Il resto della spiaggia è dipendente dagli alberghi retrostanti che sono arrivati a detenere nei fatti la proprietà commerciale delle zone, con la compilazione di pacchetti che mettono i bagnini in una posizione di sudditanza supina, non per tutti dello stesso grado, ma per alcuni il 90 è molto vicino. Sulla spiaggia la fantasia non regna, i bagnini copiano come scolari quello che fa il vicino, nella stragrande maggioranza dei casi le brutture si ripetono, per la manifesta volontà di non arrivare al concetto sacrosanto dello Stabilimento che li avrebbe resi migliori, meno condizionabili ed aggredibili. Invece di piazzare il solito bazar abusivo uguale al confinante, avrebbero avuto zone con più sabbia, meno cemento, più belle. La colpa del mancato arrivo degli Stabilimenti è da accreditare in gran parte ai Nuovi Padroni ossia i Chioschisti, quelli che hanno realizzato in rapporto all'eseguità delle loro concessioni, la maggiore superficie abusiva, interamente dedicata alla somministrazione. Soli pochi hanno usufruito dei condoni, gli altri sono più a rischio dei bagnini. Conviene smontare, gli sconti proposti dal gruppo consiliare democrat che si è diviso tra quelli con/senza ombrellone assicurativo per il futuro, nel caso dovessero cambiare le tariffe indicate dalla Dirigente e dal Consulente, sono minimi, giustamente il Delegato non scelto da Gnassi non ha nessuna intenzione di trasformarsi in un martire della sabbia, ci è entrato male, corre il rischio di uscire peggio. Ascoltate Giudici, nomen omen, ha capito quasi tutto, voi ci leggete ma fate l'esatto contrario, i bagnini devono smontare tutto, non sono sicuri di potere rimontare, sarà una spiaggia più bella e,,,tra tre anni...ombrelloni a mandorla.
Bignami Demaniale
Abbiamo letto una serie infinita di interpretazioni sull'uso del demanio marittimo, scaturite sempre da aspetti contingenti che non trovano riferimenti nel quadro delle norme vigenti, quasi (eufemismo) si volesse creare la libera repubblica della sabbia. In realtà hanno originato un casino indicibile nel quale sembrano avvolti anche gli operatori che hanno tentato di salvare. Il maledetto connubio temporale tra gli abusi e la scadenza delle concessioni, ha trasformato l'arenile in un ginepraio dal quale non riescono ad uscire, senza lasciare qualche vittima illustre. La spiaggia piaccia o non, è gestita attraverso un sistema complesso che fa riferimento a norme che rimandano ai seguenti uffici: Demanio (gestione proprietà pubblica), Edilizia privata (deve agire in conformità alle pianificazioni previste e alle norme del codice civile), Sovrintendenza (regole ambientali), Genio Civile Regionale e Difesa Suolo (verifiche statiche e antisismiche), Ausl (contesti sanitari), Sportello Unico Imprese (i famosi tituli edilizi), andrebbe aggiunta anche l'Autorità Doganale, mentre per i pubblici spettacoli è prevista apposita Commissione che si aggiunge ai predetti soggetti e/o ai loro relativi titoli autorizzativi come per la Questura ed i Vigili del Fuoco. Al controllo, oltre ai tre organi di polizia (carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza) sono adibiti la Capitaneria di Porto, Vigili Urbani, Vigili Sanitari, Ispettori del Lavoro ed anche...la Guardia Forestale, tutto ovviamente coordinato dalla Procura competente per territorio. Dipinto il succinto quadro chiamato Bignami Demaniale, quando s'interviene le norme devono essere messe in relazione ed al momento dei controlli occorre che:
a) il demanio abbia rilasciato apposito titolo concessorio legato strettamente alle dimensioni, attività svolte ed attrezzature installate
b) possedere tutti i titoli edilizi rilasciati in conformità alle norme vigenti al momento delle installazioni.
c) per la sovrintendenza serve avere apposito titolo per qualsiasi tipo di alterazione ambientale eseguito dopo l'entrata in vigore delle specifiche leggi
d) il nulla osta genio civile regionale gia genio civile oo.mm deve stabilire se l'opera corrisponde alle caratteristiche del tipo di contratto di concessione (facile o difficile rimozione) ed in generale che qualsiasi tipo di struttura non sia pregiudizievole per la pubblica incolumità
e) l'ausl ha competenza per i contesti sanitari ma anche per la sicurezza degli impianti tecnologici e deve rilasciare apposita agibilità, solo dopo la verifica della presenza dei titoli autorizzativi sopra definiti. L'ufficio licenze oltre alle verifiche in termini commerciali deve assicurare la corrispondenza tra quanto autorizzato e quanto verificato dall'ausl. Elencate le modalità normative diventa quasi automatico anche per un consigliere comunale di maggioranza inquadrare le problematiche. Rimane ovvio per chi controlla richiedere la presenza dei titoli previsti, stessa cosa dovrebbero però fare, nella successione sopraindicata, gli uffici interessati.
SANATORIA AMBIENTALE
Va sottolineato che la sanatoria non è un condono, quindi deve essere esaurita la procedura per il mantenimento dell'oggetto in sanatoria con apposita istanza al comune che, raccolto il parere obbligatorio della commissione ambientale comunale, lo manderà alla sovrintendenza per il rilascio del titolo definitivo. In base alle leggi ambientali, posto che il provvedimento dura solo cinque anni, non è detto che tutte le strutture in spiaggia, regolamentate a titolo precario, debbano avere questo titolo ambientale, vale non solo per gazebi, pavimentazioni e piante, ma anche per le cabine, prescindendo dal possesso del titolo edilizio. Sul tema delle sanatorie ambientali, si deve sollevare un'altra questione spinosa: la richiesta di questo tipo di sanatoria, comporta una sorta di autodenuncia, come per il Cesso del Circolo Nautico di Viserba e porterà alla scoperta della mancanza dei titoli edilizi. Per capirci gazebi e pedane di qualsiasi materiale e caratteristiche sono strutture, al di fuori dell'aspetto ambientale, le opere sono di fatto abusive e quindi diventa per il Comune un atto dovuto procedere per le violazioni edilizie. Sulla sanatoria delle piante esotiche avevamo già detto in altri articoli che il rigetto al mantenimento è scontato, il Piano del Verde del Comune di Rimini vieta queste essenze. Riteniamo importante sottolineare che l'eventuale mantenimento di opere abusive come le pavimentazioni possono essere autorizzate, come dice il Piano Spiaggia, solo in presenza di attuazione dello stabilimento balneare. Per verificare quello da noi riportato, potete metterlo a confronto con quanto disciplinato dagli uffici comunali in merito ai chiringuitos di Gnassi, mostrando la capacità (Giudici lo ha fatto) di cogliere che detta normativa rimanda a regole assai più complicate di come vengono rappresentate. La licenza di esercizio è appendice dell' esercizio commerciale a bar, vieta quindi l'impostazione della gestione da parte del bagnino, che a sua volta contrasta con il fatto che l'area interessata ai chiringuitos è in concessione ad uso stabilimento balneare, inoltre rimaniamo perplessi che si possa rilasciare un titolo edilizio per questo tipo di struttura in assenza della formazione dello stabilimento balneare ed....inoltre la struttura così come rappresentata nei disegni tipo crediamo che difficilmente possa ottenere i vari permessi, a partire da quelli sanitari e di sicurezza. Buon aperitivo
martedì 17 aprile 2012
Comunicato M5S
CS - Il comune di Rimini e gli ausili audio-visivi.
Ancora una volta a richiesta specifica della nostra consigliera Carla Franchini (come già in precdenza fu negato al consigliere Daniele Arduini) viene inibita la possibilità di integrare il proprio intervento in consiglio con l'utilizzo di slide da proiettare per rendere più fruibile l'intervento stesso. Non è il caso qui di ricordare come la comunicazione visiva sia di molto più efficace, incisiva, comprensibile della parola raccontata. Di certo in un comune che si definisce moderno, inibire l'utilizzo di certi strumenti è poco consono alla definizione stessa. Tanto più che il rifiuto viene motivato con il diniego da parte della conferenza dei capogruppi, il che significa diniego della maggioranza. Ora siamo certi che la maggioranza non sia tanto "retrograda" da vedere un pericolo per la democrazia espressa in consiglio comunale dall'uso di un "dittatoriale" videoproiettore. E' vero che esistono consiglieri talmente "antichi" da competere con l'utilizzo delle tavole presenti nel lapidario romano del museo, ma si dimostrerebbe maggiore apertura alla modernità se fosse possibile utilizzare sistemi multimediali anche in consiglio comunale. Non da ultimo si rileva la difformità di trattamento fra consiglieri e giunta e loro ospiti. Per il sindaco, la giunta e i tecnici/dirigenti da loro invitati è possibile accedere al videoproiettore mentre la stessa facoltà è negata al singolo consigliere. Forse il consigliere per questa giunta e questa presidente del consiglio comunale è considerato come un analfabeta della comunicazione dedito solo alle espressioni che si formano facendo passare dell'aria nel cavo oro-faringeo? O più semplicemente rendere più comprensibile e quindi più fruibile un intervento ostico e tecnico avvicina troppo al palazzo i cittadini aumentando pericolosamente il livello di attenzione generale verso quello che si decide all'interno delle sue mura? Concludiamo annuciando che, come già fatto in occasione dell'intervento del consigliere Arduini, provvederemo a proiettare le slide all'esterno dell'aula consigliare e in contemporanea sul nostro sito rimini5stelle.it per dar modo a cittadini e consiglieri provvisti di connessione internet, di capirne di più. Crediamo che gli unici scontenti di questa azione siano gli "orinatori" e gli "spacciatori" che per una sera avranno il muro e il giardino precluso alla loro normale attività.
Gruppo Consiliare M5S
Ancora una volta a richiesta specifica della nostra consigliera Carla Franchini (come già in precdenza fu negato al consigliere Daniele Arduini) viene inibita la possibilità di integrare il proprio intervento in consiglio con l'utilizzo di slide da proiettare per rendere più fruibile l'intervento stesso. Non è il caso qui di ricordare come la comunicazione visiva sia di molto più efficace, incisiva, comprensibile della parola raccontata. Di certo in un comune che si definisce moderno, inibire l'utilizzo di certi strumenti è poco consono alla definizione stessa. Tanto più che il rifiuto viene motivato con il diniego da parte della conferenza dei capogruppi, il che significa diniego della maggioranza. Ora siamo certi che la maggioranza non sia tanto "retrograda" da vedere un pericolo per la democrazia espressa in consiglio comunale dall'uso di un "dittatoriale" videoproiettore. E' vero che esistono consiglieri talmente "antichi" da competere con l'utilizzo delle tavole presenti nel lapidario romano del museo, ma si dimostrerebbe maggiore apertura alla modernità se fosse possibile utilizzare sistemi multimediali anche in consiglio comunale. Non da ultimo si rileva la difformità di trattamento fra consiglieri e giunta e loro ospiti. Per il sindaco, la giunta e i tecnici/dirigenti da loro invitati è possibile accedere al videoproiettore mentre la stessa facoltà è negata al singolo consigliere. Forse il consigliere per questa giunta e questa presidente del consiglio comunale è considerato come un analfabeta della comunicazione dedito solo alle espressioni che si formano facendo passare dell'aria nel cavo oro-faringeo? O più semplicemente rendere più comprensibile e quindi più fruibile un intervento ostico e tecnico avvicina troppo al palazzo i cittadini aumentando pericolosamente il livello di attenzione generale verso quello che si decide all'interno delle sue mura? Concludiamo annuciando che, come già fatto in occasione dell'intervento del consigliere Arduini, provvederemo a proiettare le slide all'esterno dell'aula consigliare e in contemporanea sul nostro sito rimini5stelle.it per dar modo a cittadini e consiglieri provvisti di connessione internet, di capirne di più. Crediamo che gli unici scontenti di questa azione siano gli "orinatori" e gli "spacciatori" che per una sera avranno il muro e il giardino precluso alla loro normale attività.
Gruppo Consiliare M5S
A Casa
Ci conosciamo da sempre, almeno da quando faceva il salvataggio, come tantissimi bagnini prima di avere in dote una zona. Sto parlando di Giorgio Mussoni, dopo gli exploit come burbero John Wayne nelle annuali battaglie sindacali con i salvataggi, devo ammettere, non certo con sorpresa che il suo comportamento è da qualche tempo il più responsabile o più realista. Ha capito prima degli altri, da allievo del grande Botteghi Walter, che per i bagnini sarebbe stata una brutta stagione invernale, dovendo confrontarsi con questa amministrazione. Per quanto se ne possa dire di Melucci, viaggia ancora diverse spanne più in alto rispetto a questa muta di pericolosi delegati. Non conoscono la Città e vengono ricambiati, scelti per la moto d'acqua od indulgenze curiali, stanno massacrando i rapporti instaurati, magari fatti di vergognosi inciuci, però esistenti. Mussoni ha intuito presto dove sarebbe andato a parare il Regolamento Ambientale, doveva risolvere i casini sabbiosi, ha messo tredici chilometri di litorale in posizione abusiva e bindellabile. Il delegato non scelto da Gnassi ci ha messo del suo, pensando di uscirne vincitore e prossimo candidato al Parlamento. Hai ragione Giorgio o si dimette Lui o la Dirigente, noi scegliamo Gnassi come sarebbe giusto, in ogni caso la Dott.ssa Dal Piaz ha solo compiuto (bene) il suo dovere. Mussoni, ti prendono anche per...Iannacci
P.S.
Amici Grillini perchè vi siete astenuti? A questi dovete votare contro anche se vi proponessero la cittadinanza onoraria a Beppe, degli altri non ci sorprendiamo più.
I Nostri Soldi
La casta dei partiti di governo ha scelto, vogliono tenersi i nostri soldi. I tre segretari che sostengono il governo, Alfano, Bersani e Casini, dicono che «cancellare il finanziamento pubblico sarebbe un tragico errore, punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies». Nonostante il referendum del 1993. Nonostante gli scandali che hanno coinvolto tutti i partiti. È ora di aprire la finestra e fare entrare aria nuova. Ora i soldi dovete andarveli a cercare. Finalmente un passo deciso, che mette fine a ogni infingimento. I tre segretari che sostengono il governo, Alfano, Bersani e Casini, hanno scelto da che parte stare. Dicono che «cancellare il finanziamento pubblico sarebbe un tragico errore, punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies». Così, testualmente, hanno scritto nella relazione alla loro legge. Noi cittadini da oggi sappiamo finalmente con chi abbiamo a che fare. Il «loro» Paese, il Paese che loro immaginano, non è il «nostro» Paese. Non abbiamo mai assecondato il popolino che urla e magari non sa nemmeno perché. Non ci ha mai affascinato l’idea di buttare a mare la politica, che ci appartiene come segno distintivo di un’Italia civile. E siamo sempre stati, convintamente, a favore di un contributo dello Stato perché le formazioni politiche, quelle vere, quelle reali, avessero di che sostenersi per le loro attività. Ci abbiamo sperato, in tutti questi anni. Nonostante il vulnus di un referendum eccezionalmente chiaro, che doveva rappresentare la campanella dell’ultimo giro, abbiamo creduto ancora che i partiti potessero riformare se stessi e utilizzare quei fondi (che non gli spettavano più) in maniera sana, eticamente apprezzabile. Così non è stato. Siamo stati traditi. E questa è l’ultima volta. Ora si deve voltare pagina. Questa favoletta che se non c’è l’aiutino di Stato vince sempre il più ricco, è frutto di qualche mente perversa. Come sappiamo, il più ricco, in questi anni, ha vinto e anche perso. E quanto alle lobbies, cari Alfano, Bersani e Casini, non vorremmo qui ricordarvi tutti gli scandali in cui anche i vostri partiti sono rimasti impigliati. Attraverso uomini, funzionari, dirigenti legati esattamente alle lobbies. È ora di aprire la finestra e fare entrare aria nuova. Ora i soldi dovete andarveli a cercare. Dovete riacquistare la fiducia dei cittadini, i quali saranno sicuramente i primi a offrire il loro contributo economico appena scorgeranno il germoglio della rinascita etica. Ma possibile che non ci abbiate mai pensato, siete davvero così marziani a Roma? Un cittadino orgoglioso di offrire anche 5 euro al suo partito «pulito», è un cittadino su cui costruire le vostre «nuove» fortune politiche.
michele fusco linkiesta.it
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