sabato 2 febbraio 2013

Un Comizio per Due

Il Pd nella borsa politica è dato in forte calo, perfino i domestici sondaggi di Rep sono costretti ad ammettere che calano sia quelli che votavano sia quelli che avevano intenzione di farlo. Nello stesso tempo nessuno vuole misurarsi con il Cavaliere televisivo, la presenza ieri sera di Fassina a La7 ha contribuito ad un ulteriore abbassamento del rating. Dove è finita la Moretti Alessandra? Bersani è  andato alla canossa fiorentina per pietire l'aiuto di Renzi, hanno fatto un comizio a due, come Gnassi e Vitali su Hera. I sondaggi considerano il rottamatore il più amato dei leader futuri, l'ultimo procuratore prestato è un brutto segnale per lo stato della giustizia, fortuna che la Boccassini lo rivaluta. Sul Monte dei Pacchi a chi (Bersani) lo accusava di flirtare con una evasore delle Cayman, disse una cosa talmente scontata che solo oggi, nelle dodici procure intervenute, se ne accorgono. Piatto ricco mi ci ficco. Conosco bene i danni che ha determinato il rapporto tra finanza e politica: in sei mesi hanno distrutto quanto i senesi hanno creato in seicento anni. Naturalmente sapeva, come George, che 14 su 16 membri del Cda Fondazione Pacchi erano piddini, quasi come lui. Al povero DiamantiRep è rimasto solo lo scandagliare chi è il più amato degli italiani, è curioso che il vincitore sia un similgrillo democristiano riveduto e corretto in democrat. Inizialmente, infatti, l'idea sembrava dover esser quella di presentare in più luoghi, in giro per l'Italia, il tandem Bersani-Renzi, così da rappresentare perfino plasticamente l'unità ritrovata e sfruttare l'appeal del giovane sindaco presso fasce di elettorato più lontane da Bersani. Non sembra che girare con l'ormai ex segretario sia una operazione di marketing felice per Matteo, ha tutto da perdere, la furbizia comunista insegna che le sconfitte devono essere suddivise, la prossima sarà dura.

P.S.
Perchè i vigili a Rimini minacciano di multare anche le fioriere nel Centro...Storico? Votano anche loro per Grillo?

Una Storica Impresa

Riusciranno gli eroi del Pd a perdere un’elezione vinta? Troppo ampio era il vantaggio sul centrodestra, troppo deboli gli avversari. Eppure qualcuno ce la sta mettendo tutta. E chi nel Pd si considerava già al governo, ora non è più così sicuro. Ci mancava solo lo scandalo Mps. L’ennesimo ostacolo dopo l’inattesa resurrezione del Cavaliere, l’ingombrante ritorno di Ingroia e l’insospettabile ripresa di Beppe Grillo. E adesso i sondaggi si fanno preoccupanti: il Partito democratico torna sotto quota 30 per cento. Riusciranno i nostri eroi a perdere un’elezione considerata già vinta? Obama ha chiamato a rapporto George, i comunisti Camusso e Vendola non possono governare, gli accordi erano su Monti. E sì che il vantaggio era parecchio. Tra estate e autunno il Pd era riuscito a monopolizzare il dibattito politico in Italia. La lunga battaglia delle primarie aveva acceso i riflettori sul partito di Bersani. Una campagna elettorale tutta interna al centrosinistra subita dall'apparato e dal segrertario. Il risultato: a novembre la coalizione Pd-Sel era già pronta per andare Palazzo Chigi. Cresciuta in maniera smisurata nei sondaggi. Ormai convinta di essere destinata alla guida del Paese. Gli avversari non erano in svantaggio, proprio non c’erano. La lenta disgregazione del Pdl pareva aver segnato la fine irreversibile di un’epoca. E non sono stati pochi a sorridere, tra i dirigenti Pd, quando Silvio Berlusconi ha annunciato la sua ridiscesa in campo. La sesta. Altrettanto innocuo sembrava Mario Monti. Quasi nessuno credeva ad una sua candidatura. Dopotutto se il Professore avesse deciso di rimanere a bordo campo per lui era già prenotato, proprio con i voti del Pd, un appartamento al Quirinale. Prima di Natale il nuovo governo era quasi pronto. Altro che elezioni, il confronto riguardava già il post voto. Chi parteciperà all’esecutivo? Sui giornali giravano i primi accordi sulle liste dei ministri. La spartizione correntizia delle poltrone più importanti. Unico grande dubbio: Matteo Renzi entrerà al governo o rimarrà a Firenze? A nessuno era venuto in mente che dopotutto la possibilità di non vincerle, quelle elezioni, ancora esisteva. Guai a rinominare la gioiosa macchina da guerra del '94. O peggio, l’incredibile rimonta del Cavaliere di 12 anni dopo, quando Romano Prodi si trovò al governo senza una maggioranza in Senato. Eppure oggi le certezze iniziano a scomparire. In meno di un mese a Largo del Nazareno ci si è resi conto che il ritorno del Cavaliere è stato tutto fuorché una barzelletta. Il Pdl che sembrava in via di decomposizione si è stretto, spesso suo malgrado, attorno al vecchio leader. L’asse Pdl-Lega ormai ha raggiunto il 30 per cento. E potrebbe crescere ancora nonostante le recenti, imbarazzanti, uscite del Cavaliere. rimediate con l'ingaggio elettorale di Balo, sperando resti in campo almeno fino al 25 febbraio. Intendiamoci, Berlusconi non vincerà le elezioni, ma Bersani le ha già perse. Le probabilità che un exploit elettorale dell’ex premier possa precludere la vittoria anche al centrosinistra si fanno sempre più concrete. Nel frattempo Monti è sceso in campo. E se la sua non è certo una marcia trionfale, difficilmente l’alleanza costruita attorno al premier supererà il 15 per cento dei voti, una parte dell’elettorato vicino al centrosinistra si è trasferita con il Professore. L’ex pm palermitano Antonio Ingroia ha iniziato a calamitare verso la sua Rivoluzione Civile buona parte degli elettori più di sinistra. Chiedere conferma a Nichi Vendola. Come non bastasse ci si è messo anche Beppe Grillo, il fenomeno a Cinque Stelle sembrava essersi sgonfiato, così almeno dicevano gli esperti di flussi elettorali. Sono bastate due settimane di comizi in giro per l’Italia per riprendere vento trionfale, i dati sono talmente alti che la giusta superstizione vieta la diffusione. Tutto sta girando a suo favore sembra avere un cul superiore a Prodi e..Gnassi. Mps appena agli inizi vale 4 Balotelli, c'è caso di non trovare un intero partito tra qualche settimana. Non possono avere fatto da soli tre dirigenti ed un funzionario. Acquistare una Banca al doppio del valore, con cresta indecente, emettere fresh bond, accendere conti segreti londinesi, ci vogliono coperture politiche che erano presenti nel quasi monocolore della Fondazione. Il segretario Alfano ha chiarito che i suoi martelleranno sull’intreccio Pd-banche fino al giorno del voto. Basta sfogliare qualche quotidiano d’area per farsi un’idea. Il Pidi scende inesorabilmente nei sondaggi e quello che è peggio nella fiducia dei militanti. Ironizziamo spesso sugli interessanti dibattiti alla tavola Petitti&Bernabè, per una volta ci piacerebbe intercettarli, poi la bobina, la distruggiamo

venerdì 1 febbraio 2013

Se Posso..

Dopo aver letto,nei giorni passati su un giornale locale, che l’ex sindaco Ravaioli ricorda all’attuale sindaco, Gnassi, che sulle fogne la sua amministrazione ha cantierizzato molto allora io posso, per mia esperienza personale, inserirmi dicendo che è stata però una fatica immane ,arrivando anche ad una Mostra Fotografica da parte di BMIM, per far capire alla vecchia amministrazione e contemporaneamente al PST che la soluzione della Giunta Ravaioli di fare 11 condotte sottomarine sarebbe stata la soluzione più deleteria per Rimini e il suo turismo dal momento che il problema si sarebbe solo spostato più al largo. Spero, tramite la giunta Gnassi , che il MARE, come soggetto attivo(sea-welness) , sarà fra qualche anno Balneabile anche d'inverno e si possa avere un rapporto migliore con lui come città di Mare e non solo come città sul Mare. 
Sergio Giordano (presidente dell’assoc. Basta Merda in Mare)

La Nutella di Bersani

Oltre all'associazione a delinquere senese, una variabile piuttosto frequente di quella politica, allo sdentato Bersani verranno addossate le colpe della Nutella lombarda. Il cambio repentino di rotta della magistratura porta alla luce faticosamente il mondo che solo per gli allocchi rimasti era il Migliore. In casa Formigoni la forte maggioranza ha dilapidato due milioni di rimborsi spese in questi anni, alla infima minoranza sono rimasti solo 573 mila euro da spartirsi tra cene, taxi, feste, bollette e...Nutella con Crodino. L'accostamento schifoso dovrebbe rappresentare una aggravante in giudizio, niente di paragonabile con le finezze di Fiorito. Ma per il penoso battutista che ha tentato l'acquisto di Messi per la squadra del cuore, miliardo più o meno, non sono finiti i problemi, il pidi come recita la organizzazione vetero comunista, fa gestire i fondi istituzionali dal gruppo, i pm milanesi, allenati come nessuna altra procura, hanno capito il giochino e, sembra, procedano in quella misteriosa direzione. La campagna elettorale sembrava una partita nemmeno da giocare, invece rientrato il Balotelli, con un impeccabile fumo di Manchester, senza addobbi vistosi e le notizie dal Panforte, la stanno trasformando in una agonia lunga un mese. Non abbiamo ancora segnali da Benigni, i suoi gironi infernali popolati da vecchi socialisti e democristiani si stanno svuotando in attesa di...

Lo Spot del PD

Stupendo lo Spot del Pidi. Preparato sicuramente qualche settimana fa, il video della ragazza che partorisce, il giovane padre in attesa con i fiori in mano, mentre affiorano i pensieri sul futuro della bimba, nell'Italia che il partito committente le ha riservato. Dimenticavamo, la musica senese della Nannini è meravigliosa

Derivati Sabbiosii

A meno di un mese dal voto, dopo la performance di Grillo, le notizie senesi, il Pidi veleggia sotto la quota salvezza, mentre il MoVimento viaggia di bolina spinto dai morsi di Pigi. Gnassi è costretto a cambiare il festoso spartito, completato il nuovo album delle figurine, ha richiamato i dipendenti alle affissioni strategiche. Il ristorante di casa sembra sia diventato un ok corral, dove si possono consumare piadine e risolvere twittate tenzoni. Gnassi ha iniziato ad incontrare cittadini e categorie. Naturalmente si inizia da quelli del cuore. Per i bagnini si sono inventati una Task Force, mentre le nostre Protezioni Civili si sono allenate per il terremoto, il 25 febbraio tutti in Piazza Cavour, vedrete un Sindaco scendere dalle lunghe scale di soccorso. L'incontro con i rappresentati degli abusi sabbiosi è stato fatto in tandem con un delegato accompagnato dall'avvocato di fiducia, i rapporti secondo Donna Donatella leggermente in Piva, non sono dei migliori dopo il funesto resoconto primariale. L'incontro è andato benissimo, leggendo a sorte uno dei quattro giornali uguali, in ragione di cosa non è dato sapere. Volendo mettere in fila le singole questioni, sembra che si siano trovati concordi sul fatto che la Sesta Variante al Piano Spiaggia è sbagliata, peccato che l'ultima edizione, da cui derivano i casini, sia stata opera prima del gambizzato numerico Biagini, presente all'incontro in veste di spettatore o complice. Per completezza d'informazione ricordiamo che nell'originario piano spiaggia il tema ristrutturazioni era del tutto assente, puntando tutto sull'obbligatorietà di dare esecuzione alle nuove previsioni urbanistiche. Era anche possibile andare oltre le stesse indicazioni di Piano, purchè si realizzasse un moderno sistema turistico. Arriviamo al dunque per i molti imbecilli che risiedono in tutti gli schieramenti, perfino in quelli amici. Le grandi progettazioni che qualche bagnino lodevolmente si trascina di riunione in riunione per emendare i peccati passati, con l'originale strumento si potevano fare subito. Con quello colpevolmente modificato da Biagini e Melucci sulla falsariga delle volontà di Mussoni non faranno niente. I bagnini non sono affatto scemi, hanno ingaggiato degli thinking man che riescono a ragionare meglio della Giunta, sanno benissimo che sono pagliacciate elettorali non dissimili dalle promesse carpite ai Pizzolante e SamorìLombardi. Ragioni e norme non sono dalla loro parte, hanno tutto l'interesse a ricostruire un'immagine che spazzi il conservatorismo imperante. Le colpe alla fine cadono su amministratori incapaci (vero) in realtà solo conniventi. Qualche neofita, attratto per ragioni personali che baratta per politiche, potrebbe obiettare e pensare che la proposta indecente sia salvifica. Unire in una Task Force: ufficio demanio,edilizia privata, pianificazione è un assurdo riminese, una saraghina autorizzativa, l'unico soggetto titolato è l'edilizia che esaminando le centinaia di pratiche, quasi tutte in sanatoria, deve attenersi alle normative statali, regionali, ambientali e perfino comunali variate a piacimento. La pianificazione deve essere un momento preventivo, altrimenti sono..derivati urbanistici. I famosi master plan, in termini pianificatori rasentano lo zero, non essendo previsti in nessuna legge creativa statale o regionale. Fanno parte del mondo regolatore di Gnassi. L'aspetto più esilarante dell'ennesimo incontro sarà quando: ufficiali giudiziari, vigili urbani, carabinieri, poliziotti, finanza, forestale e capitaneria andranno a contestare reati in ragione di quanto ancora previsto dalle Leggi vigenti, a cui dovranno seguire le relative ingiunzioni di sgombero. La prima scusa è quella dell'anno scorso e quello prima...  non potete colpirci siamo in piena fallimentare stagione, è il Comune che non sa amministrare, come faranno i bambini senza giochi (vero). L'anno scorso il capro espiatorio era Biagini, quest'anno per una vera alternativa è meglio che iniziate a chiamare al Publiphono Gnassi. Verrà subito.

Barzelletta

Dire che il sindaco di Rimini non sta facendo nulla per la città è una verità monca. Lasciamo perdere quei quattro naif che credono siano una cosa seria i disegnini del master plan: buon per loro, a noi per ragionare così serve almeno mezzo litro di buon vino. Per chi siede dietro ad un tecnigrafo democrat, i progetti del master plan hanno lo stesso effetto che l’Anello ha su Gollum e quindi seguono il sindaco nel suo delirio. Per rispetto all’intelligenza amministrativa non annoveriamo tra le cose fatte le tante feste e festicciole colorate, organizzate dall’art director con ufficio a Palazzo Garampi. Ma se pensiamo per un momento a quello che non si sta facendo, oltre all’immobilismo, vanno considerati anche i danni prodotti. Solo due esempi per far capire la gravità del problema: edilizia e multiutility. 1) Edilizia: l’economia locale potrebbe prendere una boccata d’ossigeno se si approvassero gli strumenti urbanistici in grado di mettere mano, tra l’altro, al centro storico. Altro che la patacata dell’IMU ai negozi sfitti. Si potrebbe procedere alle ristrutturazioni di numerosi edifici senza ulteriore consumo di territorio, si potrebbero sistemare e frazionare vecchi appartamenti così da ridurre il canone di affitto assieme alla metratura. Non fare questo non solo lascia tutto in una palese obsolescenza, ma fa perdere terreno sia alla competitività economico/urbanistica del centro storico, sia a quel settore edilizio che non ha materiale su cui lavorare. 2) Multiutility: HERA è un carrozzone? Ha tariffe troppo alte? Stipendi da favola? Questo è quello che dicono Gnassi e Vitali ma sta di fatto che è la seconda multi utility italiana ed il Comune di Rimini ne è socio. Certe battaglie, ancorchè giuste, si fanno in Assemblea dei Soci, non sui giornali. Sparare pubblicamente sulla società di cui si è soci non solo è demagogico, ma improduttivo. Amplia il divario che c’è tra gli amministratori locali ed vertici di HERA, che faranno crescere altri territori a discapito di quello riminese. Basta guardare, su internet, l’organigramma della società. Qual è il peso di Rimini e dei riminesi? Nessuno. Così gli altri territori crescono con investimenti e manager e noi no. L’incapacità di tenere rapporti amministrativi e politici è frutto del populismo che impregna le uscite pubbliche dei due Gemelli. Cercano il consenso della piazza per rimanere a galla, ma non sanno amministrare. Gli esempi potrebbero continuare per pagine e pagine.....purtroppo! Altri tre anni di Gnassi che gioca a fare il Tonino Guerra dell’urbanistica non solo affosseranno la città, ma anche il PD, cosicchè nemmeno l’inesistenza del PDL potrà essere la solita ancora di salvezza. E la cosa più tragica è che i danni veri non sono quelli che vediamo oggi, ma emergeranno in tutta la loro drammaticità tra qualche anno. Caro Melucci, tu come mandante e Gobbi come esecutore, di questa disastrosa scelta, avete ridotto Rimini alla barzelletta della regione.