Qualche giorno fa, in un articolo, dicevamo che le parole chiave in Italia, nel 2016, sarebbero state: “Bail in” e “Montreux”. Ce l’aveva suggerito il Cancelliere che purtroppo ne sbaglia poche. Con “Montreux” intendeva l’acuirsi giorno per giorno delle tensioni internazionali che avrebbero portato allo scontro finale tra USA e vassalli da una parte e Russia dall’altra parte. Con “Bail in”, ovviamente, intendeva quel che sarebbe successo a molte banche nel 2016. Tralasciando per ora l’argomento internazionale, vi sono nel web migliaia di articoli sulla vicenda “Bail in” (specialmente con riferimento alla catastrofe Banca delle Marche/Banca Etruria). Tra le migliaia ve ne è uno di un sito denominato “Un’Europa diversa” che merita grande attenzione perché non è il solito articolone da super esperti, ma fa una concisa (ma validissima, aggiungiamo noi) disamina su cosa c’è dietro e quali saranno le conseguenze dei disastri bancari appena accaduti. Ai nostri lettori ricordiamo che qualche scricchiolio si sente anche dalle nostre parti. A buon intenditor poche parole. Ecco cosa scrive il sito “Un’Europa diversa”:
I risparmiatori presi nella tonnara e poi portati nella camera della morte: sono le 130 mila famiglie che, nel giro di poche ore, hanno visto azzerato il loro patrimonio. Si tratta degli azionisti e degli obbligazionisti che avevano acquistato titoli di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara, non certo di speculatori e di avvoltoi della finanza. Nella quasi totalità sono casi di piccoli risparmiatori che si erano fidati della banca sotto casa, il direttore o gli altri impiegati li avevano spinti all’acquisto garantendo che si trattava di un impiego sicuro ed in poche ore hanno perso tutto.
E passi ancora per chi aveva comprato azioni considerati, per definizione, capitale di rischio. Ma gli obbligazionisti? Loro sono finiti veramente in una trappola tragica in barba all’articolo 47 della Costituzione che definisce la sacralità del risparmio. Ora in Parlamento qualcuno si sta agitando, ma è ben difficile che si ottenga qualcosa di concreto.
Il danno che è stato provocato alla fiducia degli italiani è incalcolabile. Da ora in avanti avvicinarsi in banca sarà difficile: chi si fiderà più dei consigli allo sportello? Chi lascerà i propri soldi in conto sapendo che potrebbero sparire? Perché l’altra novità che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio è anche questa: i depositi superiori a centomila euro non sono più al sicuro; se la banca dovesse fallire verranno confiscati per partecipare al ripianamento del buco. Una vera tragedia perché ovviamente la soglia di intervento non verrà calcolata solo sul conto corrente, ma anche sui titoli: chi supera la soglia di centomila euro perde tutto.
Questa regola è stata fissata da Bruxelles nell’ambito dell’Unione bancaria; un vero attentato alla sovranità dell’Italia visto che la capacità di risparmio del nostro popolo è pari solo a quella dei giapponesi. Le possibilità di difesa non sono molte. Le famiglie che hanno investito nelle quattro banche commissariate cosa sapevano degli imbrogli del management? Come mai tutti i super-ispettori della Banca d’Italia e ora anche della Bce non si sono accorti di nulla? Come è stato possibile arrivare a questo punto? Sono tutti interrogativi senza risposta, quello che si vede è una cosa sola: la mattanza del risparmio grazie alle nuove norme imposte a Bruxelles. Siamo convinti che i lettori di Salvarimini avranno di che riflettere dopo aver letto questo pezzo.
Woland
giovedì 3 dicembre 2015
Cop 21: Vorremmo tutti un Piano B
“Ai nostri cosiddetti leader che si stanno preparando per la Cop21 di Parigi, imbellettando un altro pidocchioso accordo, voglio dire questo: leggete l'enciclica di papa Francesco, non il suo sommario ma proprio tutta. Leggetela e lasciate che pervada i vostri cuori. Il dolore per ciò che abbiamo già perso e la celebrazione di ciò che possiamo ancora proteggere e aiutare a prosperare”.
(Naomi Klein- Per cambiare tutto, c’è bisogno di tutti)
Il vertice che si è aperto a Parigi sul clima è qualcosa di epocale : sicuramente come dice Naomi Klein è l'ultima opportunità che abbiamo per salvarci tutti quanti!
La maggior parte del mondo, delle persone che lo vivono non sanno dove stiamo andando e cosa potrà succedere, infatti i dati scientifici dell'agenzia Onu per i cambiamenti climatici sono stati chiari lo scorso novembre a Copenhagen.
Il riscaldamento globale esiste ed è causato dall'uomo, gli effetti sono già visibili: lo scioglimento di ghiacci e eventi meteo ingovernabile e imprevedibili , e il peggio deve ancora arrivare perché le emissioni globali aumentano. Da notare che questi dati allarmistici ci vengono da scienziati dell'Onu che sono tutti stati scelti dai governi, e non di certo da complottisti , anzi affermano che se si continuerà a utilizzare con questo ritmo petrolio e carbone avremo a fine secolo sicuramente un amento forse di 3 ° o ancora peggio a 5 ° centigradi. Per entrare nei limiti, dovremmo ridurre i gas a effetto serra di un 80% entro il 2050. Da questi risultati inquietanti sembra che sia il sistema politico ed economico mondiale nonché quello dei media stiano prendendo sottogamba il problema più urgente per l’umanità intera.
Dagli accordi che verrano presi in questa conferenza a Parigi delle parti ( cop21) si vedrà se potrà essere mantenuta anche per fine secolo la media di innalzamento di 2° dal periodo antecedente la rivoluzione industriale. Per ora la parte da leoni per l’inquinamento globale, la stanno facendo USA Cina e India . Ricordo che attualmente, mentre si sta svolgendo il summit, a Pechino si stanno riscontrando livelli di polveri sottili più di 600 volte superiori ai limiti consigliati, per cui sembrano insufficienti persino le mascherine in dotazione che molte risultano pure non a norma.
E l’Italia? Oltre agli ottantamila decessi per inquinamento annui, ha mercanteggiato quote di Co2 per rientrare nei parametri del Protocollo di Kyoto, ha dovuto cioè acquistare dalla Polonia delle quote di emissione di Co2. Il 5 ottobre a Varsavia il ministro dell’Ambiente Galletti ha firmato un accordo con il polacco Grabowski per l’acquisto di circa di 20 milioni di tonnellate equivalenti di CO2, ovvero di Assigned Amount Units (AAUs) di Co2, per un importo di circa 5 milioni di euro. Alla presentazione dell’impegno dell’Italia alla conferenza cop21 di Parigi presso la Camera dei Deputati, Galletti spudoratamente ha detto : «Per quanto riguarda il nostro impegno a livello nazionale ed europeo, come sapete, l’Italia ha già raggiunto l’obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto (impegno nazionale di riduzione del 6,5% nel periodo 2008-2012)», la realtà è che l’Italia non avendo raggiunto gli obiettivi del Protocollo, ha dovuto acquistare queste quote che le mancavano di AAUs entro il 18 novembre, perché sarebbe incorsa in una serie di penalizzazioni alla scadenza del periodo di allineamento, compresa una procedura di infrazione da parte della Comunità Europea, e non avrebbe potuto più negoziare le quote in futuro.
La notizia sui giornali italiani non è circolata, nemmeno sul sito del ministero dell’Ambiente. Lo si può trovare sito di Carbon Pulse, e su quello del Consolato polacco a Napoli. Inoltre, questi milioni di euro, sottratti ad opere di pubblica utilità, saranno investiti in progetti di modernizzazione energetica sviluppati nelle scuole polacche.
In pratica i tagli effettuati da Renzi alle risorse alla scuola pubblica non contribuiranno a risanare il bilancio dello Stato, ma a finanziare progetti educati di governi più virtuosi .
L’acquisto delle quote e l’ aggiornamento della voce “retirement account” sul sito dell’Unfccc (la Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici) ha permesso all’Italia di rientrare artificiosamente nei parametri, ma , insieme alla Spagna, non ha affatto raggiunto gli obiettivi. Altro che, come, va cianciando lo smemorato abusivo fiorentino, che il disastro climatico sarebbe il risultato del nostro egoismo!
Una cosa è certa, l’unica soluzione vera sarebbe voltare le spalle al nostro sistema politico economico capitalista, che abbiamo anche esportato nei Paesi in via di sviluppo che giustamente , a loro volta rivendicano il diritto all’inquinamento per portarsi ai nostri livelli.
Per superare il protocollo di Kyoto, nel quale le super-nazioni inquinanti non vogliono cedere, già dalla conferenza di Durban, 148 paesi si erano impegnati nella riduzione con “Contributi promessi stabiliti a livello nazionale” (INDC). Si tratta di “offerte” volontarie di contribuzione alla lotta ai cambiamenti climatici come scambi tecnologici, finanza ecc, ma non vi è nessuno controllo se vengano raggiunti tali obiettivi.
Sebbene gli Stati siano d'accordo nello stabilire un Fondo Verde per il Clima di 100mila milioni di dollari ogni anno per appoggiare i Paesi poveri, i contributi hanno avuto dei ritardi notevoli e solo 10,200 milioni di dollari sono stati trasferiti da Maggio, una quantità ridicola rispetto alle enormi necessità dei Paesi poveri con evidenti calamita climatiche come le Filippine e non esiste nemmeno chiarezza sulla destinazione del denaro.
Allora forse ha ragione Walden Bello ex rappresentante di Akbayan (Partido de la Acción Ciudadana) delle Filippine il quale asserisce: “Una soluzione permanente per un accordo climatico vincolante a Parigi è un primo passo necessario per allontanarci da questa situazione di produzione e consumo incontrollati che sta conducendo il nostro pianeta sull'orlo del disastro. Vogliamo un pianeta che sostenga la vita, non che sia strada di morte per colpa dell'avarizia imprenditoriale. Di fronte alla più grande minaccia per il nostro pianeta, non possiamo permetterci un cattivo accordo con, è il caso di dirlo, il resto dell'umanità. “Meglio nessun non accordo che un cattivo accordo”!
L’INNOMINATO
L’INNOMINATO
Cotta e Condita
Questa città è proprio cotta e condita nonostante le fotocopie e le “badanti del web”. Un paio di settimane fa fummo sommersi di improperi da parte del “pentito-ambulante-collaboratore-adoratore del sindaco ecc. ecc.”. Avevamo avuto l’ardire di scrivere che un mercoledì all’una o poco più il mercato ambulante era già tutto “smontato” e alle due i mezzi di Hera stavano finendo il loro giro. Allora, quella volta, il “badante-ambulante” ci apostrofò pesantemente, mandando per conoscenza ai vertici riminesi il suo disgusto e dicendo che la cosa era comunque attribuibile a un mercoledì piovoso e nebbioso. Oggi la giornata era splendida e neanche tanto fredda ma alla fine il risultato è stato lo stesso. All’una e mezza tutti i banchi (almeno nella zona centrale: Piazza Tre Martiri, Corso d’Augusto, IV Novembre) erano smontati e le pulizie cominciate. Purtroppo il solerte “badante-ambulante” non l’ha vista giusta. Può continuare tranquillamente (?) a insultarci e a elevare salmi per il sindaco ed i suoi amici, ma l’effetto attrattivo “comune” dei banchi è svanito, come era prevedibile. Sparsi per la città sono diventati come tanti negozietti singoli e faranno la fine di questi: breve. Per loro non ci sarà neanche bisogno del preservativo gigante di Via Saffi e di quello, preannunciato mostruoso, di Via Marecchiese/Via Valturio.
La redazione
La redazione
mercoledì 2 dicembre 2015
I complicatori
Vorrei dire 2 parole ma proprio di numero sul ritrovamento, avvenuto stamani a rimini di un piccolo ordigno bellico della II GM nel corso dei lavori alle ex Prigioni. Questo ritrovamento ai miei occhi è emblematico dell'epoca che viviamo e di questa Italia che complica tutto, ove per far chiudere una buca in strada devi interessare 10 addetti di ogni sorta. Nel caso: di queste "bombette" il Riminese è pieno ovunque si scavi e non, essendo passato il Fronte 70 anni fa. Alcune giacciono in campi e fossi nello stesso punto ove furono abbandonate. Certo, con gli esplosivi non si scherza, tanti ci hanno lasciato le mani o la pelle nel dopoguerra. Ma da qui a mobilitare decine di persone, artificieri, vigili del fuoco, militari di ogni genere e tipo, questura, procura, prefettura... ce ne passa, stamani ai miei occhi con una immensa area transennata si è assistito a una... una pagliacciata! Anni fa ne ritrovai una identica a quella di stamani in un terreno di mio padre, ho chiamato la Giulio Cesare, il giorno dopo sono arrivati due artificieri o forse semplici sergenti, l'hanno guardata e in 2 minuti se la sono portata via stop. Da bambino ne vedevi diverse, specie in prossimità di cave. Stamani hanno evacuato un'area di almeno 1 km quadrato: questa è questa Italia, che ha le pezze al culo, ma per portare via una bombetta di 70 anni fa, non più in grado di esplodere, mobilita 100 persone!
A. Amati
A. Amati
Ancora sul preservativo di via Saffi
Il preservativo di Via Saffi che da fine ottobre bloccherà il Borgo Mazzini (o quel che ne resta) sta suscitando polemiche tant’é vero che è intervenuta, con un articolo e un video critico, anche “altarimini”. La cosa è strana poiché “altarimini” tra tutti gli “amorevoli” è il più amorevole sito verso il comune di Rimini. Noi c’eravamo occupati della vicenda una quindicina di giorni fa con due articoli. Quello che non è stato ancora capito però (e dimostra che i nostri articoli non sono stati letti da altarimini) non sono tanto i gravissimi disagi attuali. Per giunta nel periodo "natalizio" di una crisi gravissima speravano in “qualcosa” che non arriverà. Il peggio per l’area commerciale arriverà però a lavori finiti: infatti la larghezza residua della carreggiata (un paio di metri) impedirà qualsiasi forma di sosta per i clienti, magari anche per pochi secondi. Soprattutto renderà impossibile il carico e scarico per i negozi che comunque ne hanno una necessità quotidiana. Morale: l’area commerciale di Via Saffi non è rovinata oggi, è pregiudicata per sempre.
Behemot
PS Da marzo il calvario inizia per via Marecchiese.
Behemot
PS Da marzo il calvario inizia per via Marecchiese.
Doppi mentitori
Da un paio di giorni la coppia Renzi - Padoan sta lanciando un messaggio apparentemente criptico, ma che tale non è nemmeno tanto.
Secondo i due: “... la ripresa economica (implicito: italiana) potrebbe essere messa in pericolo dalle tensioni geopolitiche…”.
Questo in sintesi il messaggio.
Il “parterre” dei giornalisti di governo, cioè tutti, si è affrettato a interpretare questa serie di affermazioni dicendo che l’aumento delle tensioni creato ovviamente da Putin con l’azione in Siria e (forse un po’…) dal califfo Al Bagdadi dell’ISIS potrebbe “frenare l’economia italiana”.
E’ una bugia doppia per due buonissimi motivi: il primo è che dopo i primi due trimestri con piccole frazioni “più zero virgola” già da agosto tutti gli indicatori economici italiani hanno rinculato. Salvo, come tutti sanno, la “Fiducia” degli italiani che, secondo l’ISTAT, è arrivata a livelli anni sessanta (!!!).
Il secondo motivo è che le tensioni geopolitiche le abbiamo create noi. O più esattamente il nostro Impero del Bene al di là dell’Atlantico di cui l’Italia e, praticamente, tutti i paesi UE, sono fedelissimi vassalli.
Con il colpo di stato di Kiev della fine 2013 è ovvio che si sarebbe aperto uno scontro globale perché nemmeno due “geni” come Renzi e Padoan potevano pensare che Putin si lasciasse mettere i missili americani duecento o trecento chilometri dalla propria capitale.
Tutto quello che è venuto dopo è una conseguenza di questo fatto fondamentale che gli USA hanno voluto e gli europei, Italia in testa, hanno approvato.
Chi non ricorda l’onorevole Pittella del PD arringare Piazza Maidan ? E i tre miliardi regalati ieri dalla UE ad Erdogan?
Quindi le parole di Renzi - Padoan sono una doppia bugia che vuole solo anticipare il colpo di una ripresa economica che non c’è per il semplice motivo che non c’è mai stata.
Woland
Woland
L'Ecumenismo Bergogliano
Dal Sinodo al Convegno di Firenze fino al viaggio in Africa. In poco meno di due mesi ancora una volta quello che emerge è la personalità di un Papa a tutto tondo, l’unica figura autorevole che riesca a parlare ancora all’uomo del terzo millennio, tanto che al suo cospetto e al suo confronto qualsiasi figura di politico o di autorità internazionale sbiadisce. Il Papa che ritiene più pericolose le zanzare africane, rispetto agli attentati verso la sua persona; quello che parla all’apertura del Sinodo di superare le nostre chiusure, il pudore; colui che parla di primi passi verso una Chiesa nuova anzi più vicina agli ultimi quindi alle origini e al Vangelo, nel Convegno di Firenze.
Per quanto riguarda il Sinodo, al di là delle conclusioni che si devono leggere come un inizio di Chiesa dialogante, alla sua apertura il Pontefice aveva espresso l’invito ai padri sinodali ad allargare lo sguardo sulla famiglia, a non ergersi a giudici, ad accogliere e accompagnare tutti nella misericordia.
Eccola, la parola, misericordia espressione che sta contraddistinguendo tutto il suo pontificato e l’imminente Giubileo, per cambiare il mondo.
In greco eleos indica, la compassione, la pietà, come delineata nella parabola del Buon Samaritano (Luca 10, 37). Il Signore aveva manifestato verso Elisabetta la sua misericordia,” tos eleos autou”(Luca 1,58). Il cieco di Gerico grida: Gesù figlio di David abbi pietà di me!, “eleeson me”(Marco 10,47-48). Gesù afferma Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia! “eleemones e eleethèsontai”, (Matteo 5, 7). È il soccorso dell'uomo verso il prossimo, e dell'elemosina disinteressata “elemosinen”, (Matteo 6, 1-4) ecc..
Ecco allora , che anche nella conclusione sinodale iniziata tutta in salita, tra luci ed ombre, con una chiusura netta solo sul matrimonio gay e contraccezione, si è elevato il discorso misericordioso, conclusivo di Papa Francesco al quale spetterà poi l’ultima parola , in quanto il Sinodo ha valore solo consultivo.
«Il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole “indottrinarlo” in pietre morte da scagliare contro gli altri», ha detto Bergoglio. «Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio», «i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito, non le idee ma l’uomo». ….«abbiamo spogliato i cuori chiusi che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite»...
«Al di là delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa » prosegue il Papa, «abbiamo visto anche che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risultare strano, quasi come uno scandalo, per il vescovo di un altro continente; ciò che viene considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e intangibile in un’altra; ciò che per alcuni è libertà di coscienza, per altri può essere solo confusione. In realtà, le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato».
E al suo intervento a Firenze prosegue su questo tono.
”Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà. L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura”.
Sicuramente una Chiesa tutta incentrata sulla fragilità e nel discernimento di questo sommo Papa così sfacciatamente moderno, che giunge sempre alle porte delle baraccopoli e in questo caso africane.
In Kenya dilaniato dalla povertà e dai sofisticati attacchi terroristici di l Shabaab ha dichiatato: «L’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione» e si congeda con un “ non fatevi distruggere dalla corruzione “ e in Uganda, una democrazia di facciata: con centinaia di migliaia di vittime, un milione di sfollati, migliaia di ragazzi rapiti, e atrocità commesse soprattutto contro le donne, nella contrapposizione tra forze regolari e i ribelli dell’Esercito di resistenza del Signore, cerca di accendere i riflettori sui tormenti atavici per “l’iniquita dei nostri cuori”, del continente nero , riscoprendo il valore e l’esempio dei martiri (testimoni con la vita, della fede).
IL TEOLOGO
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