martedì 17 aprile 2012

Colpo di Reni


E' il movimento tipico e disperato dei velocisti che strappano la vittoria negli ultimi centimetri, per Rimini è una Pasquicchia richiesta per traguardare meno infelicemente la ricapitalizzazione più sfigata che abbiamo seguito. Certo, diranno i discepoli dell'avvocato ciellino, i tempi sono drammatici, ma lo schiaffo finanziario e politico ricevuto dagli imprenditori riminesi più o meno scudati è clamoroso. Se non ci fossero stati i Piccoli Azionisti innamorati della loro/nostra Banca a dispetto delle aspettative deluse dei loro risparmi, il fallimento sarebbe stato clamoroso. Arrivano rumors di denaro proveniente dal nord con un capo cordata pidiellino forense, dopo avere fatto per anni gli schizzinosi sull'odore dei soldi cesenati, forlivesi, ravennati meno con quelli sammarinesi, siamo al punto che va bene tutto, anche Uno che si vuole riassicurare sull'investimento, non spogliate però la Fondazione dal Breil del Potere.

Servizio di Salvataggio


L'Ordinanza Balneare della Regione è stata emanata nel massimo silenzio dopo la disputa sulla durata del Servizio di Salvataggio tra Melucci e Biagini. Per chi non ricorda, tutto nasce alla fine della stagione balneare quando, grazie al bel tempo, era vergognoso vedere ombrelloni e brandine aperte senza Servizio di Salvataggio. L'assessore Biagini giustamente accusò la Regione di scarsa lungimiranza nella gestione del servizio, a questa presa di posizione rispose l'assessore regionale Melucci il quale affermò che, se il Comune di Rimini voleva, in base alla Ordinanza Balneare Integrativa Comunale, poteva allungare il periodo del Servizio di Salvataggio a suo piacimento. Cosa non vera, come sostenuto dallo stesso Biagini, facendo intendere che nella prossima ordinanza si sarebbe chiarito e meglio definito. Errani non avrebbe mai accettato di lasciare ai Comuni la decisione, al di là delle esternazioni di Melucci, la modifica introdotta è un articolo del tutto pleonastico, la regione da mandato a se stessa di modificare l'ordinanza emanata. Siccome tutto è scaturito a livello regionale nel politichese più bieco, ci piacerebbe vedere la Giunta di Rimini che oltre ad abbaiare alla luna, avesse il coraggio di mordere, prendere per buone le affermazioni del Vate dello scorso anno ed allungare in autonomia il Servizio di Salvamento. Se Errani annulla la scelta ci faremo un moscone di risate assieme a Gnassi, sulla figura del nemico Melucci. Volendo invece fare cose serie si deve definire nell'ordinanza balneare comunale che al di fuori del periodo previsto dalla regione, in caso di apertura del bagno, ogni operatore deve organizzare il Servizio di Salvataggio nei modi e nei tempi previsti della legge. Questione importante, in quanto il bagno aperto per elioterapia cara a Mussoni è un'invenzione, la Legge afferma che ogni bagno deve essere dotato dei Servizi di Salvamento. La piscina di un albergo se non viene disattivata, deve avere il servizio, nessun albergatore ha mai pensato di mettere un cartello che paventi un'immersione a rischio del cliente. Ci dispiacerebbe che questa discussione si dovesse aprire dopo un fatto luttuoso... con il solito scarica barile.

lunedì 16 aprile 2012

Cronaca di un Fallimento

Cronaca di un fallimento perfetto. Eccolo il titolo. Viene, così, diretto e spontaneo. Senza bisogno di star lì molto a pensare. Come la “Tempesta perfetta” di Noreater ad Halloween, molto probabilmente, anche le cronache dei prossimi giorni, a Riccione, parleranno di “Fallimento Perfetto”, quando dovranno raccontare quello che c’è scritto nella Delibera di Giunta che da il via libera alla proposta di scissione della Palariccione spa. Operazione che porta la firma del SindacoNazareno e su cui cadrà, come un macigno, larga parte della responsabilità di questo fallimento. C’è da essere davvero ingenerosi a leggere quanto emerge dalle informazioni economiche e finanziarie che accompagnano la Delibera. A partire dalle cifre! Sono 16 i milioni di euro di perdite iscritte a Bilancio. 32 i milioni di debiti da coprire. 7.4 milioni le minusvalenze prodotte dalla vendita delle sale cinematografiche che, con un valore di 11,8 milioni iscritto a Bilancio e un valore di realizzo di 4.2, dicono più di mille parole. Una svendita imbarazzante!. Dati nudi e crudi che costringono, più che consigliare un abbattimento del capitale sociale, dagli originari 20 milioni ai 5.4. Abbattimento che avrebbe raggiunto i 3.4 milioni, se non ci fosse quel 1.6 milioni di euro di patrimonializzazione da richiamare. Una terribile disfatta che adesso, il Nazareno, senza batter ciglio, intende trasferire, pari pari, costi quel che costi, sui conti del Comune. Ma non basta. Questo è, se Dio vuole, addirittura, l’aspetto meno preoccupante. Una gestione fallimentare, certo. Ma nulla di strano o di sconvolgente. Quello che rende questo fallimento, un fallimento perfetto è quello che arriva nella pagina che ci informa sugli impegni che la Delibera impone al Comune di Riccione e alle sue casse. Come hanno dichiarato i rispettivi presidenti, la Provincia di Rimini e la Camera di Commercio, hanno deciso di uscire dalla compagine societaria. Non seguiranno il Nazareno in questa avventura suicida. Ciò impone, o meglio il Comune si impegna a comprare, a valore di carico, le quote che i due soci gli conferiranno. E per non far torto a nessuno, il Comune di Riccione si impegna anche a comprare le quote di tutti gli altri soci che intenderanno avvalersi della prerogativa di revoca. Lasciando il Comune di Riccione, come socio unico nelle due società che nasceranno dalla scissione. Non solo. Il Comune, prelevandole dalle risorse cosiddette “sociali”, quelle cioè destinate a spese per i servizi sociali e di assistenza, si impegna a far fronte, entro fine giugno, al pagamento della rata di circa 1,7milioni di euro, del mutuo ipotecario che la Palariccione ha acceso con Carim e Carisfo, se le banche non accetteranno il suo slittamento a dicembre. E per finire, la nota che lascia tutti con una smorfia di dolore più che di incredulità. La Provincia di Rimini e la Camera di Commercio escono dal Palariccione. Come si sa lo fanno anche perché non possono sopportare il peso di due Palazzi dei congressi. Lasciano Riccione, perché devono stare a Rimini. Nonostante questo nella Delibera che il Nazareno ha fatto approvare alla sua Giunta c’è scritto nero su bianco che la gestione commerciale del Palazzo dei Congressi di Riccione, avrà “unicità provinciale”. Che in parole semplici vuole dire che sarà Rimini a gestire il Palazzo dei Congressi di Riccione con buona pace di Bruno Bianchini e dei suoi albergatori. Questa la fotografia che non lascia scampo a interpretazioni. Poche righe e tanti numeri che avrebbero bisogno di qualche considerazione, o se volete di qualche domanda. Mi chiedo e vi chiedo, dove sono i dirigenti, vecchi e nuovi, quelli dei miracoli a debito, delle nuove prese di distanza, quelli delle grigliate segrete e delle parole nascoste, di quel partito che di quest’opera si erano fatti vanto e orgoglio? Dove sta il segretario di quel partito che sempre più muto accetta e giustifica ogni nefandezza? E dove sono i Consiglieri comunali di maggioranza che prima in Commissione e poi in Consiglio Comunale si troveranno costretti a votare questa assurdità finanziaria? Dove sono tutte quelle anime belle che hanno assistito, senza imbarazzo, alla mistificazione dei conti e delle parole al vento? Dove sta Gaetano Belloni, l’Eterno Secondo della politica riccionese, che sembra così lontano dalla realtà che ha determinato, mentre in silenzio prova, adesso, ad alimentarne i malumori? Ma soprattutto mi chiedo e vi chiedo dove sono i soldi e le risorse, le forze e le decisioni, per far uscire la città da questo pantano, che lentamente ma inesorabilmente si sta trasformando in un incubo? Ed infine, sommessamente vi chiedo, se non ora, quando?


alberto nardelli

Il Pollo con le Piume


Babbo babbo cos'è quella specie di uccello che becca nel campo, ma figlio non lo vedi è un pollo, ma babbo i polli non hanno le piume. Abbiamo estrapolato questa conversazione da un noto racconto per evidenziare la sempre più grave mancanza del contatto con la realtà. Analisi che prosegue, con l'intento di dimostrare quanto in divenire tutto diventi più grave, in ragione di elaborazioni compiute in assenza di conoscenze basilari, che conducono a determinazioni che mal si conciliano con le esperienze del mondo. L'ulteriore devianza che viene sottolineata è che queste impostazioni più o meno gravi, portano a due reazioni specifiche: da una parte il parlare per frasi fatte, dall'altra pensare ed agire in termini elementari. Abbiamo mutuato queste riflessioni pensando ai nostri amministratori, anche la critica più feroce rischia di essere assimilata, ingoiata dalle assurdità del loro comportamento.


 P.S.
 Anche Balotelli va dallo psicologo

Riflessioni


Riflettendo su quanto è successo ed accadrà alla Lega, parto dalle parole del noto dissidente, ex sindaco di Venezia, Cacciari, che ha accusato la Lega di mancare di sostanza politica. Queste le ragioni del fallimento di Bossi, non la drammaticità dell'epilogo, finito in farsa tra cepu celtici e autisti con buona memoria, giocata all'interno di un cerchio familiare che ha abusato della debolezza del Senatur. La Lega in Romagna è Pini, è stato il primo ed unico che ha tentato di usare la scopa per il Palas, la cosa ci ha meravigliato ed incuriosito, ci siamo avvicinati per scoprire meglio il fenomeno, con l'alibi che sembrava davvero volessero cambiare la Città. Non hanno cambiato Gemonio, figuriamoci il comune meno importante dell'impero Errani, usando lo strumento Renzi. Alla parentesi Palas ha aggiunto il pericoloso emendamento ammazza-giudici, troppo anche per soggetti di caratura poderosa. Non crediamo sia questa l'origine delle disavventure giudiziarie, la caduta di Bossi assomiglia molto a quella del Cavaliere, con il solito miscuglio di interessi privati e pubblici. con la differenza che a Berlusconi l'unico reato non ascritto è stato l'uso del pubblico danaro, il resto del codice lo ha percorso. L'altra caratteristica che sembrava una forte peculiarità leghista era ripercorrere modalità ed organizzazione sul territorio che erano state la grande forza del partito comunista. Non conosciamo altre aree, a Rimini è inesistente, gerarchica ed autoritaria, con regole discutibili sotto il profilo della democrazia partecipativa. Lo scandalo può rappresentare una fortuna, Maroni è rimasto una figura spendibile ed apprezzata, non è stato il traditore che qualcuno voleva dipingere, ha sopportato anche troppo gli errori del Cerchio Magico formato come gran parte del gruppo dirigente da persone inventate sotto il profilo politico e personale, miracolati dai congiuntivi e dalle ampolle. Non a caso i personaggi migliori e più rappresentativi come il Sindaco Tosi, avevano preso da tempo le distanze da un Movimento in veloce caduta di consensi e credibilità. Difficile affermare che nella nostra Città abbiano lasciato un'impronta seguibile, non c'è stato argomento sul quale hanno avuto capacità o lungimiranza per affermare una distinguibile alternativa. Il futuro? Difficile da ipotizzare, l'unica speranza risiede nell'ex ottimo ministro degli interni, ci sarà una fortissima riduzione dell'ambito geografico, il lavoro che attende Bobo è immane, un modesto consiglio, cambiare anche i gadget, stanno diventando ridicoli come le finte trote.


P.S.
Attenti prima di celebrare il funerale leghista, vedo peggio Bersani. 

Un Pop-Lib


Non conosciamo personalmente il consigliere Eraldo Giudici, un Pop-Lib inventato per non confondersi con la pattuglia di berlusconiani-curiali-renzisti-ciellini che compongono il vasto mondo dei perdenti a prescindere. Lo abbiamo seguito nelle sue straripanti esternazioni sui tanti momenti della vita cittadina e dobbiamo ammettere che prima di emettere un giudizio positivo, abbiamo fatto decantare robuste prevenzioni sugli atteggiamenti di custode della fede consiliare. Al netto di questo, è uno dei migliori consiglieri operanti, apprezzamento doveroso e parametrato alla qualità degli altri. Il primato è dovuto alle uniche corrette espressioni dedicate al Casino Spiaggia nel quale è entrato il Delegato, lasciato in balia del gruppo consiliare e costretto pericolosamente alla riduzione del presunto danno ai bagnini, con la certezza che venga richiesto ai consiglieri. Giudici ha espresso parole dettate da sano realismo, senza essere contaminato dall'amore per gli ombrelloni di tutti i partiti. Bravo Eraldo fai bene a giocare da solo, il tuo gruppo è ufficialmente entrato in maggioranza. passando dalla Spiaggia.

La Cina è Quì


Se il più bravo tra gli operatori turistici per delega è quello che trova i turisti più lontani, noi ci proponiamo, alla metà del costo di Melucci, per intercettare nuovi russi in Australia e Nuova Zelanda, se non avessero spiagge meravigliose già piene di chiringuitos. Basta, basta, basta con queste patacate, in pochi anni siamo passati dagli Stati Uniti al Giappone e ora il Vate ci vuol portare a vendere Rimini a Shanghai. Maurizio, ti volevamo chiedere di farti da parte, la tua visione conservatrice che non traguarda mai i due giorni a venire e sulla quale hai costruito, con indubbie capacità, la tua insperata fortuna politica, non può durare perchè quelli che hai inventato sono decisamente peggiori. Gli effetti speciali oltre ad essere costosi non si adattano ai tempi di povera austerità, che vale per tutti i cittadini al di fuori della casta nella quale ti sei inserito. La Città trasformata in mega discoteca da Gnassi fa il pendant con i tuoi grattacieli e centri commerciali accompagnati da migliaia di appartamenti ormai invenduti. La strada maestra era costruire una Fiera ed un Palas conformi alle esigenze del mercato riminese, da sole affondano bilanci teutonici, sono strutture che funzionano se il resto dell'economia le accompagna, non l'inverso. Un buon sistema, in qualunque campo, crea le eccellenze non viceversa, gli ingredienti per realizzare questo obbiettivo sono specializzazione, qualità del prodotto, innovazione autentica, nuovi investimenti. L'esatto contrario di quello che si è fatto e si sta facendo, il caso limite è la spiaggia che si nega al mercato, con terroristici discorsi che paventano arrivi stranieri quando il vostro Monti gioca a fare il Marco Polo in ritardo. Si tenta d'aggirare la regola fondamentale del gioco europeo andando in off side politico ed etico, si perdonano le dimenticanze fiscali che dando ragione all'editto quirinalizio li dovrebbe privare della cittadinanza oltre che della zona. Per non dimostrare atteggiamenti preconcetti continuiamo ad affermare che oltre ad un trentennio senza strade lo stesso metro temporale può riguardare l'assenza di alberghi nuovi e di gran classe, perchè una associazione lobbistica non li vuole. O mantenere il traffico perchè c'è un pub che lo richiede, la soluzione sono pattuglie di vigili che non possono essere pagati. Il nostro sistema deve scegliere se scommettere sul futuro senza Pasquicchi, usando le regole del mondo o gestire attraverso commissari ad acta la morte economica. Nel frattempo continuiamo a credere che Melucci faccia venire i cinesi a Rimini. Ci sono già e praticano prezzi concorrenziali


P.S.
Hu è più diffuso dei Morolli