lunedì 30 giugno 2025

Corte Suprema

Lo spoil system statunitense è arrivato quasi alla conclusione. La Corte Suprema incorona Trump, i giudici costituzionali hanno bloccato i tentativi dei giudici di contenere il potere esecutivo della Casa Bianca, concedendo al presidente il diritto di governare senza alcun controllo legislativo e giudiziario. E, a pochi giorni dal duecentoquarantanovesimo anniversario dell’Indipendenza, non sarà più automatico concedere la cittadinanza ai figli nati negli Stati Uniti da immigrati illegali. Gli Stati Uniti arrivano lacerati al 4 luglio di quest’anno, a causa del pieno svolgimento del progetto autoritario di Donald Trump e delle conseguenti proteste «contro il re» in quasi duemila città e in tutti e cinquanta gli Stati dell’Unione. Le ultimissime martellate alla democrazia americana sono arrivate dalla Corte Suprema, l’organo massimo del potere giudiziario degli Stati Uniti. I giudici costituzionali, con una maggioranza di sei a tre che segue la divisione tra conservatori e liberal, hanno deciso che le corti federali inferiori non possono bloccare i decreti presidenziali di cui Trump sta facendo uso da quando è stato eletto, regalando una straordinaria vittoria alla Casa Bianca e assicurando all’esecutivo un potere senza precedenti e sgravato dai contrappesi tradizionali del potere legislativo e giudiziario. Non bastasse, anche le previsioni elettorali per il miscuglio piddino sono infauste. La democristianeria ingaggiata, con Franceschini in testa, si agita, ma non sa dove andare. Era scritto, nessuno voleva leggerlo. Per fortuna è arrivata la Schlein.
massimo lugaresi 

domenica 29 giugno 2025

Allarme Rosso

Il cammino politico di Donaldone lascia morti e feriti. L'Europa, nella versione Ursula, è la riproposizione, a Bruxelles, del Pd. Un calderone con tanti partiti, spesso confliggenti tra loro che permette ai Dem di continuare a governare. L'arrivo di Trump, nonostante l'incipiente Alzheimer ereditato, sta causando un terremoto anche in Europa. Si muove come il classico elefante nella cristalleria. La nostra Ducetta, dotata di una imperturbabile furberia, frutto dei decenni nei bassifondi della politica, lo adora e rimane nell'orbita americana. I piddini europei sono all'angolo, nonostante le forti ragioni che ancora portano. Obbligare tutti i paesi a fornire il 5% per riarmarsi e permettere agli Stati Uniti il disimpegno difensivo, ha unito e rinvigorito ulteriormente le destre, spaccando ulteriormente le sinistre già indebolite. I due geni italo-spagnoli del partito socialista fanno il gioco della Meloni che vuole prendere il loro posto nella futura maggioranza a Bruxelles. Anche il famoso art 5 della Nato, secondo "uragano" Trump  va interpretato. E' ancora Mad?
massimo lugaresi 

sabato 28 giugno 2025

Due Partiti, Una Segretaria


Schlein guida (?) due partiti divisi. Uno gruppettaro, l'altro istituzionale (un pò), così Mario Lavia della corrente sconfitta (ancora) da Trump, esprime il suo disappunto per lo stato comatoso del Pd. A Montecitorio era prevalso il ditino antagonista della Schlein, al Senato è comparsa la versione costruttiva. Linkiesta, naturalmente condivide questa versione, quella che vuole "Riarmare" il paese che in Difesa ha solo Crosetto. Sembrano le gufate previsioni su Donaldone, uscito più forte di pria. Dopo i toni aggressivi di Montecitorio nella gara all'urlo con Conte, il gruppo dei democratici al Senato si è mostrato costruttivo di fronte alla maggioranza, in un momento storico molto delicato. Hanno trovato anche un Fratellino d'Italia che ha affermato di essere preoccupato. Fossero sempre così bravi e fantasiosi come nella propaganda saremmo uno dei paesi migliori al mondo. I giornali parlano di tutto, in particolare del caldo, in attesa del solito orso che compare o delle migliaia di lupi che circolano nelle città, non citando l'ennesima impresa di Donaldone. Il "Mad" che ci governa da lontano. I sussurri amorosi con la Ducetta non sono più peccati mortali, mentre l'Europa voluta dai democratici è in silenzioso stallo. Dicono ci sia stata una telefonata tra la Elly e la Ducetta, gesto apprezzato particolarmente da Formigli, segnale e sintomo di una guerra troppo breve.
massimo lugaresi

venerdì 27 giugno 2025

Ce n'è per tutti

I Dem americani hanno bombardato molto più dei repubblicani, però erano eleganti nelle espressioni. Donald Trump unico vincitore della guerra dei dodici giorni, ha impartito una delle sue lezioni a chi crede di potere fare a meno della Great America.  Non usa il lessico radical chic, è piuttosto duro, volutamente buzzurro. La sua America lo plaude, mentre gli avversari (Dagospia) scrivono che ci sono tracce ereditarie di Alzheimer. Sembra la storia dei sette tumori di Putin. L'incontro Nato dell'Aia è stato un interminabile show. Terminato il vertice, Donaldone, ha tratto le conclusioni, dispensando carezze e minacce, come sua caratteristica. Invece delle bombe agli amici/nemici lancia i dazi. E' dura per gli avversari, non penso solo al Pd, con una metà scarsa nelle mani e ditino della Schlein, ma a tutto il mondo, anche quello contrario. La Meloni sembrava affascinata. Della Ducetta ne hanno dette di tutti i colori e generi, andando anche a sbirciare sotto i letti abbandonati, rimane una donna leader ed una avversaria improponibile per la tenera Elly. Ogni confronto pubblico costa un punto e mezzo al partito sofferente. La decisione imposta da Donaldone del 5% del bilancio per la difesa è un macigno sociale per il nostro paese. Permette però a Conte di rimanere allegramente a galla, a spese del Pd. Trump ha confermato il ritiro della sua America. La Nato diventa un doppione inutile? Non credo, sarà sempre il braccio armato degli States, con i nostri debiti. 
massimo lugaresi

giovedì 26 giugno 2025

Prima Avviso, Poi...

Sembrava che Donaldone fosse caduto nella trappola di Netan. Il suo intervento contro i siti nucleari in Iran poteva innescare la paventata miccia. Russia e Cina erano spettatori inquieti che rischiavano di essere estromessi dal medioriente. Teheran attacca le basi americane in Qatar, Siria e Iraq, pareggiando (6) il lancio di missili verso le basi Usa. Intanto spariscono decine di aerei da guerra, repubblicana, ma sempre americana, in attesa della vendetta annunciata. Gli Usa mantengono nelle regioni (solo) 40 mila soldati, nessuno fortunatamente ferito o morto. Sono le mosse delle guerre annunciate, solo Netan interpreta un canovaccio diverso e crudo. Nella dimenticata Striscia di Gaza, migliaia di bambini sono in pericolo di vita. Possono però scegliere tra la mancanza di cibo o acqua. I giornaloni, anche italiani, si guardano bene dal pubblicarlo. Questo è il panorama riservato dalla propaganda. Zelensky è nel dimenticatoio, hanno perfino cessato di raccontarci che stava vincendo. La figura di Trump era caduta nell'incomprensibile, le sue presunte "mattane" hanno avuto sempre un beneficiario: Netan. Lo scenario era impostato sul filo del rasoio bellico e mondiale. Esce Donaldone con dure reprimende nei confronti del sodale ebraico e, attraverso l'amico Putin convince Teheran a rispettare la tregua imposta. Vittoria su tutti i fronti, Repubblica e Domani in lutto giornalistico. Il ditino della Schlein è moscio e abbandona Conte.
massimo lugaresi

mercoledì 25 giugno 2025

Tu Bombardi, Io Chiudo

Cosa succede se l’Iran blocca lo stretto di Hormuz? Il venti per cento del petrolio mondiale e gran parte del gas liquefatto passano tra la Repubblica islamica e l’Oman. Si temono rincari energetici in Europa, mentre noi paghiamo già più di tutti. I bombardamenti di Trump contro i siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan, dopo avere avvisato quasi tutti, al punto che non risultano vittime, potevano portare alla chiusura dello stretto di Hormuz. Largo circa trenta chilometri, ogni giorno vede transitare un quinto del petrolio globale. Teheran minacciava di chiuderlo nella guerra placata, per ora. Intanto di Zelensky e dei suoi lamenti non ne parla più nessuno. Lo stesso avviene (per caso) anche della pulizia etnica a Gaza. La chiusura dello Stretto è una delle opzioni e sarà attuata quando necessario, aveva dichiarato il generale Esmail Kowsari, figura chiave dei Guardiani della Rivoluzione e membro del parlamento iraniano che ha approvato la misura. Ora la decisione definitiva spetta al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, sotto l’autorità diretta della Guida Suprema Ali Khamenei. Noi aspettiamo, sotto la guida silente della Ursula e lo sguardo attonito della Ducetta. Donaldone esce splendidamente, ma Obama bombardava meglio. 
massimo lugaresi

martedì 24 giugno 2025

Cercasi Verità

Anche usate. L'intelligence di Dagospia: vuoi vedere che le bombe americane non sono servite a nulla? Dall'Iran fanno sapere che, contrariamente al pavoneggiamento di Donaldone, il sito nucleare di Fordow non ha subito ingenti danni. L'uranio arricchito è stato trasferito e (forse) usato per rispondere. Questa è il timore degli aggressori che non avrebbero alcun motivo per giustificare l'intervento. S'ingrossa il numero delle bugie belliche con intere collezioni di giornalisti al seguito che le sfornano. Ci troviamo sull'orlo della terza guerra mondiale oppure rimane solo l'ennesima pantomima? A chi chiediamo verita? Contrariamente a quanto affermato dal presidente Donald Trump il sito nucleare di Fordow non ha subito gravi danni. Lo ha affermato Mohammad Manan Raisi, deputato del Parlamento iraniano di Qom, dove si trova l'impianto nucleare, sottolineando che non si è verificata alcuna emissione di materiale pericoloso dal sito nucleare dopo l'attacco, poiché il materiale a rischio era già stato evacuato. Un'immagine satellitare che circola sui social network mostra un grande convoglio di mezzi vicino al sito nucleare iraniano di Fordow due giorni prima dell'attacco statunitense della notte scorsa: lo riporta il canale israeliano Abu Ali Express. L'immagine potrebbe rappresentare la prova del trasferimento di uranio arricchito fuori dall'impianto di Fordow, commenta il canale. Cercasi verità è il gioco e la necessità prevalente nelle tre guerre scoppiate infrangendo diritti e ragioni. La corrente bellica spinge per un armamento "a la page" anche per l'Italia. Non eravano sicuri sotto l'ombrello Nato?
massimo lugaresi