domenica 26 aprile 2026

Per Poco

Per poco non siamo i virtuosi del bilancio. Un piccolo 0,1 % impedisce l'uscita dalla procedura d'infrazione e diventa l'ennesimo scontro tra le due coalizioni. Il Campo Largo (adesso) difende l'esborso (pubblico) di miliardi per saldare i debiti del famigerato 110%, solo per  il 4% degli immobili. Il reddito (soprattutto) per alcune cittadinanze, è oscurato dalle nascenti (scandalose) novità sui vaccini per tutti. In attesa dello scoppio del rinnovato scandalo calcistico, con la "scoperta" dei regali all'Inter. Un catastrofismo che piove, giornalmente, sul governo, ex amico di Donaldone, fingendo di non ricordare chi era prima l'occupante della Casa Bianca, tra cadute ed omissioni. Per Trump vengono chieste visite sanitarie, disparità di trattamento, tipica del radicalismo imperante a sinistra. Il 25 aprile, la Meloni viene definita più Ducetta, sperando la liberazione di Palazzo Ghigi. Per Dagospia, invece è (sempre) nei guai. Il piccolo scostamento rispetto all'obbligatorio 3% tra Debito e Pil, viene enfatizato, mentre piovono condivisioni per i miliardi concessi al comico, ai suoi bidet ed alle ripetute sanzioni alla Russia. E' indubbio che questo governo patisca il repentino cambio delle posizioni mondiali, dovuto alle due guerre in atto. Credo abbiano inciso anche sul Si o No. La situazione finanziaria italiana viene descritta fallimentare, dimenticando i paurosi precedenti. La partita tra le due compagini è destinata a continuare, usando, da una parte, la triade giornalistica e le (poche) reti rimaste. E' arrivato anche Matteo Renzi, con l'allieva già gonfiata abbondantemente. I precedenti non sono un felice presagio.
massimo lugaresi