martedì 14 aprile 2026

Vicolo Stretto

Lo Stretto di Hormuz è diventato più famoso della Conte Claudia. Il salto della qualità gossipiana è registrato da Dagospia. Il blog più romanista che piddino, si dimena tra le correnti democratiche, la sciagura Elly, Donaldone e la speranza che il referendum porti almeno una giustizia elettorale. Le intelligence usate prevedono la sicura caduta del governo, mentre il Campo Largo coltiva milioni di voti per l'altro Conte. Il terrore del Nazareno. Il Vicolo Stretto della Pace costringe il mediatore americano a lasciare il Pakistan. Non hanno raggiunto l'accordo e Donaldone ha "attaccato" (pesantemente) anche il primo Papa americano. Per l'Iran lo Stretto rappresenta l'arma migliore contro Trump. Viene ripresa la cosiddetta minaccia nucleare, la scusa, non accertata, che aveva consentito un'altra disastrosa guerra. Il nodo è lo Stretto di Hormuz. Gli iraniani vogliono imporre un pedaggio alle navi che transitano, Donaldone vuole invece la libertà di navigazione. Per Teheran significa perdere l'arma di ricatto. In ogni caso la favoletta che gli States hanno in mano la situazione si rivela, ancora una volta, bugiarda. L'Iran non è il docile Venezuela. Sembra che le petroliere abbiano fatto rotta verso gli Stati Uniti, diventati fornitori di petrolio per l'Occidente. Miliardi di dollari per uno strano pacifismo. 
massimo lugaresi