sabato 15 agosto 2026

Strategia del....

Report, la farsa e il botto. Ranucci non è complice né vittima di un attentato, ma si è bevuto le fesserie di Lavitola. Spiegazione tanto facile da apparire ridicola. Stiamo parlando di un accordo tra due amici da molto tempo che doveva sfociare in un botto a due macchine, senza provocare vittime. Gli avversari, finalmente, hanno qualche cosa da sbugiardare dopo le pulci fatte ai tanti Delmastro presenti. Una ricostruzione che ha bisogno però di ulteriori rafforzamenti per una verità piuttosto rimediata. Il ruolo di Ranucci è incomprensibile. Penso che per lui ci sia un (secondo) tempo chiarificatore. Questo vale anche per i colleghi giornalisti che "potevano non sapere?". Si muovono tutti con comprensibile attenzione che però permette all'opposta propaganda di infierire, dopo avere sopportato omelie pesantissime, perfino sulle vacanze familiari della Giorgia. Non parlo del caso Delmastro e dell'inconcepibile rifiuto delle chat.  Secondo l’ordinanza del gip, il giornalista non sapeva nulla del piano organizzato dal suo amico, ma è solo parte offesa per il danneggiamento di una Opel e di una Ford, perché l’esplosione non doveva ferire nessuno. Solo una fogheraccia con il botto, finita male?
massimo lugaresi