venerdì 23 agosto 2013

Comunicato M5S Bellaria-Igea M

Una vecchia pubblicità di una nota linea telefonica con Massimo Lopez dichiarava: “una telefonata allunga la vita”,al Comune di Bellaria Igea Marina invece una conversazione telefonica regala notorietà. Ci riferiamo alla telefonata giunta al gazebo del PDL da parte dell’ancora Senatore Berlusconi. Non vogliamo entrare nel merito del contenuto di quella conversazione né negli intenti e nelle iniziative del PDL bellariese, certamente legittimi e di interesse nei confronti del loro elettorato. La nostra attenzione si sposta sui presenti al gazebo: l’ex Sen. Mario Mantovani che, tramite vivavoce, ha permesso di goderne anche a metà della giunta del Comune di Bellaria Igea Marina: i sig.ri Roberto Maggioli, Filippo Giorgetti e Loretta Scaroni. Il M5S di Bellaria Igea Marina vuole informare i cittadini del nostro comune come possano instaurarsi rapporti di sudditanza tra i politici locali e i politici di alto rango, e come, con modi e operazioni immobiliari poco trasparenti, essi possano ampliare la sfera di controllo ed investimenti sul nostro territorio, in particolare sul lungomare. Vi sono affari che legano il Vicepresidente della Regione Lombardia Mantovani a Bellaria: proprietà di alcune colonie, progetti edificatori sulla scuola Ternana, strutture sanitarie collegate a Sodalitas, per non parlare dei due minigrattacieli da 15 piani da costruirsi a ridosso del lungomare ed altri diritti edificatori, in cambio della costruzione di una nuova scuola. Sospetti sulla trasparenza di questa operazione nascono da un articolo pubblicato sul “il Fatto Quotidiano” dal titolo: “Politica, sanità, e mattone. Mantovani raddoppia il business in riviera”, del 18 marzo scorso, che invitiamo a leggere. Ne emerge un quadro di assoluto interesse, un intreccio di operazioni immobiliari ed amministrative che coinvolgono non solo la giunta di maggioranza attraverso delibere di cambio d'uso e diritti edificatori. Ma un'immobiliare riminese, una seconda immobiliare di Vigevano, di proprietà della famiglia Mantovani, e la cooperativa Sodalitas, fondata sempre da Mario Mantovani (Fonte Wikipedia). Quello che vorremmo è che l’amministrazione del nostro comune, almeno in questa commistione di eventi, esibisca una forte trasparenza coinvolgendo la cittadinanza e rendendola parte attiva. Non indicendo “consigli comunali” o “di quartiere” dove si riportano decisioni già prese, “blindate”, sulle quali non è più possibile intervenire. Inoltre, riflettere sulla effettiva necessità di costruire un complesso di 30 piani divisi in 2 strutture, sull’impatto estetico ed ambientale che ne deriverebbe, ed infine, sull'eventuale ritorno economico per l’economia locale. Circa la contropartita di un nuovo polo scolastico, ben venga: a patto che nel piano dei tempi di realizzazione delle strutture non risulti all’ultimo posto col dubbio che non venga mai realizzato. Ricordiamo che alcuni mesi fa, la Procura della Repubblica di Rimini, ha posto sotto sequestro un’abitazione privata riconducibile alla famiglia di Mantovani per presunti abusi edilizi (notizia apparsa sui quotidiani). Abusi che organi comunali competenti avrebbero dovuto segnalare ma che invece furono segnalati da cittadini più attenti. Alla luce di quanto emerso gradiremmo in futuro che l’attenzione dei media nei confronti del nostro territorio non derivi da telefonate di capi partito, voli di aerei con slogan in coda o sospetti favoritismi e furberie edili. 
 23 agosto 2013 Movimento 5 Stelle Bellaria Igea Marina

Riccione Turismo

Il vero problema è che chi governa il nostro turismo e mi limito solo a parlare di Riccione, non ne ha mai "praticata" mezza. Dopo l’ottimo Giancarlo Pasini, Assessore al Turismo in ben altri tempi in cui era certamente più "facile" muoversi ed ottenere discreti risultati, il partito di governo si è attrezzato nei tempi bui con la seguente armata: Cinzia Tura, figlia di un albergatore riccionese, fondatore di Promhotels (come se tale "titolo" fosse sufficiente ....), Assessore al Turismo nella 1^ Giunta Imola, si, si, quella che utilizzò come spot turistico la “bufala” dell'atterraggio degli UFO nell'area di Aquafan .... passata poi alla fine della sua esperienza al CDA della Palariccione ed ora, fortunatamente per tutti noi, nel limbo; Lucio Berardi, laureato in Giurisprudenza ed Avvocato, Assessore al Turismo e Vicesindaco nella 2^ Giunta Imola per meriti reconditi, tanto reconditi che solo pochi eletti ne hanno capito l'importanza, oggi presidente della New Palariccione, dopo avere portato danni incalcolabili alla "Old" Palariccione; Simone Gobbi, Assessore al Turismo, entrato per il rotto della cuffia nella Giunta Pironi, laureato in Economia del Turismo e che ha preferito all'arena del turismo il più tranquillo lavoro di bancario. Questa è la situazione che si è evoluta oltre 10 anni, 10 anni che hanno non cambiato ma stravolto il modo di “fare” turismo, sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta, mentre noi ……. beh noi continuiamo ancora a scegliere i nostri uomini migliori del turismo, o almeno quelli che dovrebbero esserlo, solo per il tornaconto politico, per non creare zizzannia fra le varie fazioni o con gli alleati di coalizione, indipendentemente dalle capacità espresse sul campo. E quando mai ???? Del resto uno “strapuntino” non lo si nega a nessuno. Peccato che da questi strapuntini dipenda la stabilità delle sedie di tutti noi. 
giancarlo primeggia

Da un Oblo'

Guardo il mondo da un'oblò... [che poi, anche se non precipuamente, è anche un po' la 9^ puntata della telenovela. Il Meeting... che figata! Sembrano i provini di un Grande Fratello politico. Li mettono sul palchetto o davanti la parete verde del ministudio televisivo e loro dicono quante più inutilità possibile, stando però attenti a non offendere nessuno. Non sia mai che nel Governo delle (leggi facendo l'occhiolino) Larghe Intese qualcuno si azzardi a dire che Berlusconi è un pregiudicato. Forse però a qualcuno di illustre non è piaciuta tanto questa passerella di ammiccatori professionisti e nemmeno il mercimonio trasversale tra idee e coltelli dello Chef Tony (si.. c'erano anche quelli). Mi riferisco al Santo Padre, quel Francesco che telefona a casa ad uno studente padovano che gli aveva lasciato una lettera, ma che, se si tratta del Meeting, fa scrivere per conto suo una lettera al Cardinal Bertone. Della serie "ok grazie, nel caso vi ricontattiamo noi." Ma non avviliamoci. Ci sono belle notizie. La crisi sta finendo, l'Imu verrà abolita, Berlusconi non è un problema per la tenuta del Governo e il lavoro è in ripresa. Mi stavo giusto chiedendo quale delle leggi che il Governo non ha varato avesse fatto avverare tutto ciò, quando mi sono capitate sott'occhio le dichiarazioni in risposta a Grillo. E' colpa mia lo ammetto. Non più tardi di qualche giorno fa ho spedito un grido di aiuto sul blog di Grillo, forse come reazione alla notizia che Letta voleva “adottare” Rimini. Non lo avessi mai fatto. Ribalta nazionale. Non sto qui a raccontarvi le telefonate, vi basti sapere che giornali che si impiccherebbero piuttosto di parlare con me mi hanno definito il "portavoce ufficiale di Giulia Sarti"... se lo sono ricordati giusto in quell'articolo perchè per parlare con Giulia o di Giulia non mi hanno mai cagato di striscio. Ma non divaghiamo. Rimini liberata da CL? Sacrilegio e allora... allora niente. Ne sono uscite solo delle risposte indolenti e politicamente corrette, nessuno sforzo perchè l'unica cosa che alimenta l'indolenza è se stessa. Il solo guizzo di creatività è arrivata dal Taglianastri locale (o da chi per lui): “Rimini è una città libera e anarcoide”... già, salvo i casi in cui si allinea al potere precostituito. “Dai ragazzi Orco Boia” [cit.] se Letta, Lupi e Alfano si vogliono incontrare lo possono fare tranquillamente negli uffici della fondazione VeDrò... mi pare che la Finanza abbia già finito di perquisirli. Comunque visto che la stampa non mi dava soddisfazione mi sono rivolto al buon vecchio Facebook per vedere se qualcuno ha usato un po' di ferocia nei miei confronti. Complimenti, complimenti, ancora complimenti e un aumento considerevole delle iscrizioni a tutte le pagine del Movimento... sta a vedere che non ho scritto proprio cazzate. Dopo ore di ricerche trovo un commento che mi soddisfa, certo è un pesce piccolo, ma bisogna sapersi accontentare. Un tale, dal suo oblò tirato a lucido, guarda fuori e mentre la barca affonda mi dice: “Si ma il Meeting porta indotto, W il Meeting!!”. L'indotto. Apri quel cazzo di oblò coglione. A volte mi rendo conto che le cose non sono poi così chiare come sembrano a me ed allora mi scappa la metafora. Questo tale è contento che il vampiro attaccato alla giugulare gli stia facendo delle carezze. Comunque sia ora mi trovo in un dilemma. Non so se ho avuto torto o ragione. Da una parte una certa quantità di persone sospettabili e insospettabili (anche di una certa importanza) mi hanno applaudito, dall'altra il Corriere..... ma no cazzo dai, c'ho proprio ragione allora. 
 Davide Cardone

Start

Ma come è buono Paolo Severi nella sua delicata appena accennata critica alla Start "cane non mangia cane" che chiama affettuosamente 'cara ' e chissà quanti ne ha assorbiti la Start del partito di Severi gente che prima mangiava rape e si è improvvisata autista di autobus o impiegato a spese e della collettività che della Start Rimini copre i buchi di bilancio causati da personale inefficiente ed in esubero assunto coi criteri del nepotismo, della partitocrazia. Gli utenti della Start stessa, riminesi e turisti, si fanno specie che la capitale italiana delle vacanze abbia un trasporto pubblico cosi inefficiente! Episodi come quello citato da Savini nella sua nota stampa (persona lasciata alla fermata e famiglia divisa) sono all'ordine del giorno. Gente lasciata alla fermata, anche col gesto del dito talora, gente presa fra le portiere, pullmann stracarichi fuori di legge e pullman vuoti, autista con cuffiette assolutamente disinteressato all'orario "non rompere quando arrivi mi vedi". Per non parlare di personale di una città non nota per efficienza e attaccamento al lavoro: "sa dove è la Fiera?" - "ch'aggi ritto?". Il problema della Start è a 360 gradi e riguarda sostanzialmente un organigramma aziendale non meritocratico ma costituito coi metodi detti sopra. Se hai 500 zucconi non puoi pretendere di avere un trasporto pubblico non dico d'avanguardia ma almeno efficiente. Per non parlare di una cosa molto grave: il tentativo di vendere i biglietti a prezzo maggiorato che si realizza quotidianamente lasciando fuori servizio le macchinette e non distribuendo capillarmente gli ormai rari biglietti di corsa semplice e costringendoti in tal modo a fare il biglietto sul bus ove costa 2 euro invece di 1,20. Poi autentiche risse manesche con i portoghesi, superamento frequente del limite dei 60 negli orari morti, assenza di corsie preferenziali, pensiline rotte che nessuno ripara, orari scritti in corpo tipografico 6 pieni di note, asterischi, rimandai, pullmann che arrivano in 3 accodati in ritardo di 40 minuti, autista che non apre davanti dove sta lui perchè gli esce il fresco o il caldo se d'inverno, autista che bestemmia una lista che potrebbe durare molte righe altrochè la affettuosa "cara Start" tiratina d'orecchie di Sereni! Sembra quasi che in questi anni in cui inspiegabilmente il personale è triplicato siano andati a cercare uno ad uno le persone più incompetenti, inadatte a gestire il trasporto pubblico.
 Prof. Teodorico Baldini Sega

Resisto

Il nostro Gigi Snowden infiltrato nel pidi, ci ha detto che l'uscita di Astolfi sulla velina gratuita del pidi era concordata con...e che Zerbini in Renzi, questa mattina avrebbe rilasciato una intervista al Carlino. Mentre dal palco gratuito della Fiera dell'Inciucio sembra che Letta si prepari alle elezioni,  Berlusconi, padrone della vita del suo governo, ha staccato l'ossigeno vitale. Consegnata giustamente ad AffariItaliani.it è arrivata la sentenza che il 9 settembre, senza una trovata miracolosa, cade il governo. Intanto manda personale di servizio a recapitare la lettera con la precisa scadenza per NipoteLetta, ancora dieci giorni. Come il più perfetto dei sansoniani muore lui con tutti i filistei democratici. Insomma si va a votare, non sembrano esserci altri coniglietti inciucianti nel cilindro quirinalizio. Se ci fossero anche le sue dimissioni si potrebbe pensare di essere un Paese fallito ma in pace con la costituzione. Il padrone del governo usa facebook, il dipendente premier monta sul palco concesso da Cagnoni e si prepara alla prossima campagna elettorale, ognuno a modo suo. E se il primo è pronto a scatenare una crisi di governo nel giro di poche settimane, il secondo, si rassegna, suo malgrado a quello che ormai sembra l’inevitabile epilogo. Letta si prepara alle prossime sfide, anche interne al centrosinistra, intervenendo dal palco di Rimini. Berlusconi chiama a raccolta i suoi militanti con un post esplicito e combattivo su facebook. Io Resisto! Conferma l’ex premier con spirito battagliero. Non mollo. Il pensiero pare ormai volto alla prossima campagna elettorale, la parentesi delle larghe intese già archiviata. Letta dall'amicale platea del Meeting di Rimini, ha difeso l’esperienza delle larghe intese, una porcheria rinnovata che ha il merito di averci fatto rimpiangere perfino Bersani. La foto di Letta che si schiaffeggia da solo è l'emblema della forza del personaggio. Contro i messaggi tra le righe, il Cavaliere sceglie la linea diretta. Altro che ineleggibilità. Se il Senato vota la sua decadenza, l’ex premier è pronto a dare battaglia. State tranquilli, posta ai suoi elettori sulla Rete, che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra, poi minaccioso, farò fino all’ultimo l’interesse del Paese e degli italiani. Berlusconi sembra ormai lanciato nella nuova avventura, Letta non può fare altro che raccogliere la sfida. Ovviamente il premier non punta a elezioni anticipate. A Rimini con la platea piddino fieristica osannante, difende con convinzione l’operato del suo governo, non riesce a sbobinare un risultato utile, però i palloni li ha rinviati tutti..a settembre. La legge elettorale è diventata la cosa più urgente, i milioni di cittadini alla fame vengono dopo, ha perfino affermato ancora che l'uscita dalla crisi era a portata di mano, gli è sfuggita. Il Meeting dell'Inciucio nella sua 34esima e forse ultima edizione rimarrà famoso per l'articolo di Davide Cardone. Comunione e..Fatturazione è un logo difficile da dimenticare. Meglio chiuderla quì. 

P.S.
A Dodo Cardone abbiamo concesso gratuitamente, come la Fiera ai Ciellini, l'alto patrocinio del nostro avvocato cancelliere, specializzato però in querele democrat. 

giovedì 22 agosto 2013

La Ricetta per la Stazione

Come dar torto al consigliere comunale, ex candidato sindaco, ex consigliere regionale, ex missimo, bancario in pensione, ex an ora Fratelli d'Italia dott. sc. politiche Gioenzo Renzi quando egli si lamenta in una nota ufficiale che i giardini della stazione FF.SS. sebbene vi siano stati spesi tanti e tanti quattrini tornano puntualmente ad essere luogo di degrado e pessima cartolina per il turista che arrivi a Rimini in treno ("mamma mia: ma come son messi qua!?"). Ed in effetti guardando le stazioni vicine e sulla linea adriatica e su quella emiliana come noi "quasi" nessuno. Falconara è una "brutta"stazione che può anche essere pericolosa. Ravenna pure ha problemi come Pesaro... Forlì e Cesena sono ok, a Bologna v'è degrado ma più verso Indipendenza la stazione è ben controllata etc.etc.etc. Diciamo pure che tendenzialmente, assieme forse a Ravenna che ci sta dietro siamo i peggio in 200 km di raggio ed una delle eccellenze italiane nel nostro piccolo per quanto riguarda "degrado in stazione". Ora il comune si è ripreso il bar del sottopasso ma non servirà. Se vuoi allontanare delinquenti e sbandati che comunque ricordiamolo tendenzialmente vanno a braccetto con tutte le stazioni, ma noi siamo Rimini, non possiamo permettercelo! devi "sostituirli con qualcosa d'altro. Un pubblico giardino nei pressi della stazione TENDERA' SEMPRE A DIVENTARE COME E' ORA. A Bologna quello fronte stazione lo hanno chiuso 15 anni fa. Cosa propone Zobeta? Uno sgambatoio per cani ma qualsiasi cosa sostitutiva del giardinetto risolverebbe il problema.
 Cordialmente, Alejandro G. Zobeta.

Previsto

L’avevamo un po’ previsto ma l’articolo del 14 agosto del Cancelliere ha suscitato un gran numero di commenti. Oltre che di “cliccate”. Tralasciando quelli positivi, ci interessano invece quelli negativi che abbiamo girato all’interessato perché li commentasse. Non ci ha deluso rispondendoci per le sue abitudini piuttosto velocemente e, come sempre, esaurientemente, così ci scrive. Le critiche alle mie analisi del 14 agosto si muovono sostanzialmente su due piani. Il primo: mi si accusa di trascurare il “grande miglioramento” dello spread italiano. Rispondo come hanno fatto già anche giornali non specializzati ma “non allineati” con quelli governativi. Il calo del differenziale BTP/Bond dipende in buona parte dall’aumento del titolo di stato tedesco dovuto anche a manovre poste in essere da quel governo in vista delle prossime elezioni. Infatti i risparmiatori tedeschi, da un pezzo, si erano stancati di percepire rendimenti negativi. I membri tedeschi del Board della BCE avevano aspramente criticato le dichiarazioni di giugno di Draghi di essere disponibile a portare i rendimenti sotto lo zero per sostenere il BTP e il Bonos spagnolo. Infatti non se ne è fatto nulla e il tasso BCE, pur basso, non è sceso. Quindi il recupero sullo spread è per gran parte pura propaganda verificabile dal fatto che il tasso medio sul debito italiano oscilla ormai da un anno tra il 4 e il 4,50% pur con variazioni ampie dello spread, il che non riesce a nascondere, a chi abbia occhi per vedere la drammatica situazione del mercato dei capitali, in Italia in particolare, e in Europa in generale. In secondo luogo ai miei critici rispondo ripetendo e cercando di precisare alcuni concetti che mi paiono elementari: prendendo per buone le previsioni governative è certo che esse presuppongono, tralasciando volutamente i problemi sul lato dell’offerta che ho sottolineato nell’articolo del 14 agosto e di cui nessuno parla 1) un rientro ai livelli produttivi del 2007 entro 5 o 6 anni cioè nel 2018-2020 2) un tasso di disoccupazione stabile all’11/12 per cento, ma in realtà ben più alto, fino al 2018. 3) Idem per il “credit crunch” destinato ad aggravarsi, per almeno un biennio ancora. Anche tralasciando il primo di questi aspetti, può un paese resistere al secondo e al terzo per un periodo di tempo così lungo? Per me assolutamente no. E temo ce ne accorgeremo presto. Aggiungo un altro aspetto che tutti dovrebbero conoscere: i dati del PIL in Italia sono condizionati dall’enorme peso del settore pubblico. Lì il valore aggiunto è rappresentato dal salario dei dipendenti tout court senza alcuna valutazione reale, salvo quelle puramente burocratiche, di efficienza. Quindi paradossalmente più l’Italia si burocratizza più acquista qualche frazione di PIL. Ma a quale prezzo? Il settore pubblico è l’unico che non è stato sfiorato dalla crisi, anzi, è ancora più protetto. E, in fondo questo è logico, avendo lì, entrambi i due partiti di governo, PD e PDL, con una preferenza per il primo, il loro bacino elettorale equivalente a circa il 40% degli aventi diritto. Questo fatto va tenuto presente per capire che il calo dell’economia reale è stato molto più forte di quello che può desumersi dal PIL. Allo stesso tempo i miglioramenti frazionali che sicuramente vedremo nei prossimi mesi saranno enormemente condizionati dagli anch’essi frazionali miglioramenti economici ottenuti dal pubblico impiego. Ma che ciò sia un bene per l’Italia è tutto da dimostrare. E’ certo ottimo per i dipendenti pubblici e per i loro padrini politici, ma per il resto dell’Italia non credo proprio. Fatte queste premesse ai miei critici concludo dicendo, nonostante la confusione generata dai dati fuorvianti, tutte le analisi serie concordano su un fatto. In Italia con un sistema bancario che, confermo, è pericolosamente vicino al tracollo, non vi è alcuna redditività del capitale di rischio compreso quello umano. Questo spiega ad esempio anche il crollo delle libere professioni dell’ultimo biennio. Libere professioni che, prevedo, nel giro di pochissimi anni dimezzeranno le proprie consistenze numeriche, con ricadute micidiali sui, peraltro già falliti, sistemi previdenziali propri nonché, ovviamente, sull’occupazione reale. Non quella “rilevata” essendo, come già detto, il dato manipolato e quindi insignificante e addirittura fuorviante proprio perché menzognero. Se il capitale di rischio non rende nulla vuol dire che il tessuto economico del nostro paese è ormai confinato, oltre che nel menzionato e intoccabile pubblico impiego, in settori a bassissimo valore aggiunto dove, a parte e nonostante i salari bassissimi, la concorrenza annulla i profitti. Di solito queste situazioni patologiche si sanerebbero con nuovi investimenti e soprattutto con investimenti innovativi che però costano. Purtroppo in Italia, con un sistema bancario in una situazione di non dichiarato default, i capitali potrebbero arrivare solo dall’estero. Ma a questo punto si pone una domanda. Al di là dei capitali di dubbia origine, quale impresa, valutato il sistema italiano basato sulla corruzione, la burocrazia onnipresente pervasiva e onnipotente, e una iperfiscalità, investirebbe un euro in Italia? Per me nessuno. E così sta accadendo. Infine una risposta alle critiche che accusano le mie analisi di trascurare il “mercato russo” (?!). Si tratta, com’è facile capire di critiche, che vengono da Rimini dove la “questione russa” innescata dall’Aeroporto, ha un peso determinante. Maggiore, a mio parere, di quanto meriterebbe. Tuttavia la Russia è un po’ più grande e più complessa di quello che ci immaginiamo in riva all’Adriatico. Già da maggio la Banca di Stato Russa ha preannunciato una drastica riduzione dello stock dei crediti al consumo che avevano avuto un’esplosione dal 2010 al 2012. (+ 40% solo nel 2012). Questo per evitare l’eccesso di indebitamento privato che, in parte ha “spinto” l’economia di quel paese, ma che si sta rivelando molto pesante per il sistema creditizio, che teme un default di massa ed è alle prese con insolvenze sempre più massicce che ne sono il sintomo. Diciamo che la Russia sta vivendo una sua piccola versione della crisi subprime americana del 2007/2008 senza però l’effetto contagio allora sparso in tutto il mondo attraverso l’ “impacchettamento” dei debiti nei cosiddetti derivati. Quindi è probabile che nei prossimi anni assisteremo, se non a un vero rallentamento a una stabilizzazione dei flussi anche turistici della Russia verso l’estero. In ogni caso rispetto alla mia analisi si tratta di elementi di poco peso se non insignificanti. Il sistema italiano è morto, e quasi completamente per colpa sua. Non lo rivitalizzeranno né i predicozzi di Letta/Napolitano né quelli di giornali “governativi” che “vedono” la “grande svolta”, né i voli del Fellini con qualche cittadino di Ekaterinburg in più. Vi saranno, ovviamente, tante salvezze individuali ma nessuna collettiva, e sul “sistema paese” confermo quanto ho già detto il 14 agosto. Sperando naturalmente che abbiano ragione i miei critici... .
Il Cancelliere