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Nei momenti in cui non esistono articoli da condividere, copiati regolarmente dai giornaloni piddini, nonostante la segretaria e due guerre, il blog tette&culi usa l'intelligence interna e firma Dagoreport. Non conosce altre strategie del dileggio della maggioranza di destra, con qualche dedica a Taiani, sempre sorpreso. Secondo Dagospia questo governo, viene accusato (sempre) di non avere fatto niente, altre, di sbagliare quello che fa. E' arrivato a scrivere, in prima pagina, che i conti pubblici sarebbero vicini al collasso, ragione per cui Giorgetti vorrebbe andare a Bruxelles. Ne dice tante e le scrive con foto ammiccanti, le verità sono sulle dita di una mano. Anche Vannacci, con il previsto successo, secondo solo a quello strepitoso della Elly, diventa un problema. Fa incazzare tutti con la Decima Mas e le sparate sui gay come fosse un Papa. Mi dimenticavo: il Quirinale viene segnalato "deluso" dal silenzio della Meloni sull'attacco leghista. Tutti gli indicatori finanziari sono tranquilli, il governo intende portare a termine due riforme, considerate epocali. La Giorgia ha fatto una rapida incursione in Albania per controllare lo stato avanzamento lavori per l'Hot Spot che sostituirà i nostri porti spalancati. La prima accoglienza è stata per l'esponente della sinistra, corso a protestare.massimo lugaresi
Ho letto l'intervista dell’ex senatore Pellegrino sul Corriere, ex giornalone, oggi schierato con le consorelle di Elkann. Sono sempre gli ex a parlare. Amato, il naturale esempio. L'argomento affrontato è la "sottomissione" da almeno 30 anni, della politica e soprattutto del Pd, al potere giudiziario. La gestione Schlein ha compiuto, un passo indietro, con i compari grillini, dediti al giustizialismo di Travaglio. Questo concede le prime veline che escono dalle procure. La segretaria, sola nelle piazze, attorniata (solo) da qualche donna, permette il riecheggiare manettario. Dopo trent’anni, riemergono questi fantasmi ed il vento Novantatré che dal palazzo di giustizia (?) milanese, spazzò via partiti nati un secolo o mezzo secolo prima. Rimase in piedi, grazie al silenzio di tutti i vecchi tesorieri, solo il Pds, primogenito della disfatta comunista. Nell'intervista Pellegrino finisce per raccontare cose che tanti conoscevano: tutti i partiti prendevano soldi, qualcuno di più. Adesso va di moda intercettare e scoprire i presunti colpevoli alla vigilia di avvenimenti elettorali. Sarebbe più corretto andare (almeno) per estrazione.massimo lugaresi
Dagospia ha condiviso l'ennesimo articolo dell'ex Corrierone, oggi modesta navicella di soccorso piddino, letto ormai solo nel centro di Milano. L'ultima (?) mossa della propaganda associata con Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Mattino, Il Carlino e Renzi nella versione Riformista, trasforma il (promesso) match tra due donne, diverse in tutto, interrotto sul nascere per evidente inferiorità, in una lotta nelle piazze. Una è sempre piena, l'altra contiene agevolmente solo i funzionari di partito o dipendenti salariati. La Giorgia, maramaldeggia, ironizzando sulle maniche tremanti della segretaria eletta dai migliori nemici. Lo scambio di battute che hanno ridicolizzato l'onnipotente sindaco meridionale, usate contro l'allieva di Franceschini, possono diventare una ulteriore perdita di consensi. La Ducetta, pagherebbe per la diretta dello scontro. Schlein non scappare, dimmi se pensi che io non sia democratica come te. I tre passaporti, spinti dall'orgoglio atlantico e dal gorgoglio prodiano, leggono una risposta fanciullesca: non sono un juke box, leggo solo quello che mi scrivono. La Coatta romana capisce che sarebbe impietoso infierire, si ritira e controlla quello che dice Salvini. L'unica preoccupazione che, alle volte, sembra turbarla.massimo lugaresi
Il sottile filo della democrazia, corre (spesso) il rischio di rompersi, se tirato da una parte, solitamente sconfitta. La sinistra emette urletti e la destra finge di dividersi, con Taiani che prende le distanze (da chè?). Il due giugno, oltre ad essere stato il mio 80esimo compleanno, è sempre uno dei momenti in cui la presenza presidenziale diventa appariscente. Mattarella è un campione dell'equilibrismo politico. Non dimentichiamo chi sono stati i suoi elettori, nell'ultima elezione e soprattutto i (pochi) che non lo hanno votato. Ha sconfitto Draghi, solo con la presenza. Il Pd è arrivato al punto che vanno bene tutte/i, voterebbero anche Rosy Bindi, iscritta alla corrente Schlein, da sempre. Le fregnacce della destra contro Mattarella sono un regalo alla segretaria, così pontificava il sacerdote dell'antagonismo, dopo l'intervento del leghista Claudio Borghi. Al Pd è rimasto un solo santino. A giudicare dalla solitudine nelle piazze, la 3 cittadinanze, può fare comizi solo familiari. La presunta rivale deve trovare contenitori di fans, sempre più capienti. Paragone quasi offensivo. L'unica strategia consiliata per il Pd è il gioco di rimessa per contrastare le pesanti aggressioni elettorali da destra. Non c'è paragone tra le due bocche di fuoco. Tutto merito della Meloni? Non solo, l'apparente differenza tra le altre componenti permette una pesca a strascico più larga nell'elettorato. Credo che il Pd, anche in questa occasione europea abbia come nemico l'astensionismo. Per non votare Giorgia. massimo lugaresi
Come può essere considerata l'opposizione se le divergenze all'interno sono plateali, nonostante il quotidiano tentativo di nasconderle? Nello stesso tempo, non si parla della Schlein. La nascondono, dopo avere evitato, il duello politico. Problemi che rappresentano seri ostacoli alla presunta rivincita elettorale. Tra Pd e il Movimento di Conte, sono più i punti di collisione dei (pochi) in comune. Le due guerre, per i partiti, diventano, momenti di verità, tali da rendere più facile e doverosa la scelta degli elettori. La Meloni, chiamatela come volete, sta imperversando, mentre, dall'altra parte, i grillini hanno scelto quella che serviva..a loro. Rimane Mattarella. L'indiscussa leader della maggioranza mostra un piglio decisionale che rende la presenza della 3 cittadinanze, quasi ridicola, con il suo antagonismo radical chic. La Premier ha avuto il coraggio di affrontare due macigni della nostra politica, tentativi di riforme necessarie che sono costati la carriera a "fenomeni" come Matteo Renzi e la salute di governi bocciati dai 4 magistrati dell'apocalisse giudiziaria. Anche quello fu un tribunale di piazza. La corrente più atlantica del Pd, guidata da Linkiesta, il blog dell'opposizione, spinge per l'uso delle armi fornite a Zelensky, anche per attaccare la Russia. Incitamento alla guerra che anche una modesta intelligence prevede nucleare. La propaganda attacca il centrodestra che ha superato largamente la sinistra nella condivisione delle mosse americane e (purtroppo) israeliane. Siamo uno dei paesi che non ha ancora dato il via libera a Zelensky di usare le armi fornite a Kyjiv anche per attaccare le postazioni missilistiche russe da cui partono gli attacchi sui civili. Questa è la sentenza di Mario Lavia. In quanti nel suo partito la condividono? I guerrafondai americani, inglesi, francesi e tugnini sono sull'orlo del buratello elettorale, giocano come i bambini, a fare la guerra, sperando di impaurire due nazioni che non si sono mai ritirate. Attaccano l'indisponibilità del governo ad allargare il conflitto, ma tacciono sulle divergenze (?) che maturano nell'opposizione. Avete i maestri dell'arte di fingere. massimo lugaresi
La Repubblica di Elkann, consegnata a Molinari, sta perdendo lettori. Male comune, ma li sostituisce con la forte opposizione al governo che ci riporta nel dopoguerra. L'opposizione è però un guazzabuglio diviso e litigioso. L'inarrestabile Meloni è un bersaglio difficile da colpire, si muove continuamente ed i droni della stampa sono inutili. Ha provato lo sceriffo napoletanto, dipinto come uno dei pochi "duri" presenti nel partito ormai dedito a Sanremo. Ha incassato un diretto ironico che lo ha messo fuori gara per una intera giornata. La risposta è stata un buffetto. Troppo facile per la Ducetta. Il cosiddetto premierato è un azzardo per i dem, può diventare l'esclusione dal potere per un ventennio, misura temporale conosciuta dalla destra. Quelle sovietiche sono state dimenticate, basta una giornata di ricordo per le foibe. L'ultima impresa della premier è stata la "scomunica" all'arcivescovo Zuppi presidente Cei che, su procura, ha criticato il Premierato. La lunga permanenza bolognese, lo ha inserito tra gli antagonisti. Anche per l'invasione cattolica la Meloni ha usato la pesante ironia, ricordando che lo stato vaticano non sembra una repubblica parlamentare. Rimane la separazione delle carriere giudiziarie. La lentezza ed il tempismo dell'arresto di Toti, hanno accelerato i lavori per il centrodestra, prima che le inchieste dilaghino. Gli americani, come sempre, fanno le cose in grande. Una escort, con memoria incredibile ed il solito giuda come gola profonda, cercano di distruggere Donaldone o lo portano alla Casa Bianca. Male che vada finisce una guerra. Naturalmente sconfitti.massimo lugaresi
Con il gesto (maleducato) dell'ombrello, rivolto alla Nato, il Pd di Tarquinio, arrivato dall'Avvenire vescovile, i democratici sarebbero alla fine della discesa politica. E' la tesi di Linkiesta e confusione sotto il cielo del Nazareno. Le cittadinanze della Schlein e la famiglia, rappresentano l'obbedienza atlantica, mentre il suo antagonismo barzellettiero, per imitare Landini, è solo ridicolo. Il blog dei radical chic, senza se e ma, nel praticare una cieca ubbidienza ai manuali della Nato, versa dolore e paura per le "mosse" del partito di riferimento, allo sbando totale. Le due guerre e gli Houthi creano problemi irrisolvibili con la proclamata fedeltà a Netan, pessimo rappresentante delle volontà ebraiche. Non bastasse, anche il bollito Zelensky, continua la solfa degli interventi diretti, facendo incazzare un tipo tranquillo come Medvedev. Il maschione francese, seguito da Scholz, suo personal trainer bellico, continua a minacciare e ritrarre, usando il famoso, vorrei ma non posso. La pace ormai la decide Putin dopo avere consultato il più potente di tutti, oggi suo compare. Possiamo però esibirci nell'inventare sanzioni. Tarquinio propone lo scioglimento dell’Alleanza atlantica, come Trump, i rossobruni e i grillini. Perfino i compagni comunisti, negli anni settanta, giunsero alla conclusione che la Nato (forse) era meglio del Patto di Varsavia. Sono sempre arrivati un pò dopo ...i socialisti. Considerare l'orrido miscuglio piddino, erede del comunismo italiano, è una offesa che solo La Repubblica di Elkann può sostenere. massimo lugaresi