"A parte che ho ancora il vomito" dopo aver letto sulla stampa locale di un immigrato nordafricano senzafissadimora molto giovane "pizzicato" dalla arcigna Security di un noto maxistore in centro a Rimini a rubare nr. 2 flaconi di profumo si suppone di inestimabile valore (acqua, alcol, aromi), inseguito per le vie del centro dai CC accorsi sul posto im-me-dia-ta-men-te a mettere le manette a questo sciagurato che evidentemente nella bi-partizione degli Immigrati sta nella cerchia di "quelli che non rendono un capzo", vuoi perchè non hanno ottenuto lo status di Rifugiato che ti apre tutte le porte e fa guadagnare tanti soldini a chi di candida, e c'è la fila a prendersi cura di te ed in cambio di un centinaio d'euro pubblici ti da una branda tipo militare, una minestrina e il pane di ieri, vuoi per altre ragioni: questo a parte: trovo IMMORALE che un gruppo come quello dello store oggetto di furto che fattura 1500 mld e distribuisce utili per 50 mln debba rompere gli zebedei ai Carabinieri che per me avranno ben altro da fare e non dovrebbero dar ascolto a simili chiamate a difesa dei... "profumi", nè tanto meno spendere tempo e risorse a inseguire un ladro di profumi, ma non bastava ma al limite al limite sporgere denuncia il giorno dopo mettendo in conto che se hai un Cash & Carry qualcosa ti rubacchiano e non devi rompere le scatole alla forza pubblica soprattutto se fatturi bontà di chi ti dà il permesso di aprire maxi-store quelle cifre; fermo restando il principio che anche rubare uno spillo è reato ma che comunque occorre prendere queste cose da entrambe le parti con un grano di sale altrimenti ripetiamo l"adagio riminese " a rubè poc us va in galera" ed in galera ci finirà questo barbone maghrebino che chissà forse puzzava e voleva solo profumarsi!!
Sara Amafi
giovedì 18 febbraio 2016
mercoledì 17 febbraio 2016
La parrucchiera della Lisi

La risposta della Gloria Lisi alla portavoce regionale del M5s, seppur precisa nella sostanza, mi lascia esterrefatto per la forma. Da un Vice Sindaco, seppur di Gnassi, mi aspettavo di più. Ritornando al titolo della mia lettera e cioè che la "testa" non è un oggetto solo per la parrucchiera, vorrei chiedere alla Lisi, da semplice cittadino fantasma, alcune delucidazioni in merito all'Agenzia Sociale per la locazione. L' Amministrazione comunale, a fronte dell'impossibilità di contrapporre al disagio abitativo e all’emergenza sfratti, risposte efficaci con l'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha istituito quell'ufficio con l’intento di favorire l’accesso al mercato privato della locazione, per le famiglie che dispongono di redditi medio/bassi. L'Agenzia utilizzando le risorse regionali del “Fondo per l’accesso alle abitazioni in locazione” cercherà di favorire l’incontro tra domanda e offerta nel mercato privato della locazione operando, a titolo completamente gratuito, a favore di inquilini e proprietari. Avete letto bene, le attività sono svolte a TITOLO GRATUITO. Pensa un pò!! 1) L’agenzia comunale si occupa di: favorire l’incontro domanda/offerta di alloggi sul mercato privato; stabilire strumenti di garanzia a tutela del pagamento del canone di locazione ai proprietari; erogare contributi ed incentivi a proprietari e conduttori; svolgere una serie di attività funzionali alla selezione ed individuazione dei conduttori; svolgere attività di orientamento ed accompagnamento dei potenziali conduttori; monitorare l’andamento del mercato immobiliare privato; svolgere ruolo di intermediazione tra le parti sociali. “L’Agenzia sociale per la locazione” del Comune opera con personale dipendente, senza l’intervento di ulteriori intermediari. Pensa un pò!! 2) Vorrei capire alcune cose: quante pratiche effettivamente questo ufficio ha espletato in un anno? Quanti dei 1.100.000,00 ( comune + regione) sono stati effettivamente utilizzati e a quale scopo? Riassumendo: l’ufficio comunale, con personale proprio, a costo zero, gli stipendi pubblici devono essere onorati, senza intermediazioni, con un budget superiore al milione cosa ha prodotto in un anno? Risolte le questioni di cui sopra, mi sovviene un’altra domanda: Perché affidare alla coop. Sociale “Eucrante” questa attività visto che l’unico servizio attivo e specializzato della cooperativa è la “Mediazione Culturale”? Oltre all'organizzazione di cene e aperitivi a tema (vedi sito), servizio offerto sia ai privati, alle istituzioni, alle aziende e alle scuole, alla modica cifra di 30.000,00 all’anno? Avete letto bene, l’ufficio del comune lo faceva gratis e con personale comunale, mentre la coop. lo fa a pagamento. Pensa un pò 3) Chiedo infine: perché ad una società come Acer Rimini, controllata al 34,82%, la cui attività principale è quella di gestire il patrimonio abitativo del Comune, ma tra le numerose mission, ha anche quella di fare l'amministratore condominiale e per certi versi operare nella ricerca d’immobili, non è stata affidata tale attività? In considerazione del fatto che per i servizi di sostegno l’amministrazione comunale stanzia risorse pari a 2 milioni di euro. Ma pensa un pò!! 4) Nulla questio sulla coop. ci mancherebbe, come sulla correttezza dell’affidamento, ma qualche "innocente" domandina l'ho fatta. Sono in curiosa attesa delle risposte. Scommetto sul no.
Leonardo Carmine Pistillo
Le Rotatorie di Gnassi

Nudi alla meta

Tributi e Fallimenti
Fabio Lisi
Piazza sull'Acqua
Desidero dire 2 parole su questi interventi che si faranno "piazza sull'acqua" (mah!) nella zona del ponte di Tiberio. Se permettete consentite tuttavia vorrei salire di livello rispetto alle chiacchiere da Bar Sport e dare un taglio come mi si conviene "professorale" al mio intervento, separando fatti e opinioni. In primis questi 900.000 euro che si spenderanno e che si aggiungono ai tanti già spesi per quest'area negli e nei decenni alla fine faranno il giro d'Europa ma non è che... l'Irlanda ci pagherà la ri-ri-ri... riqualificazione per la millesima della zona, sono quattrini che alla fine della fiera escono dalle nostre tasche. Nemmeno si può tacere dell'interesse di questo sindaco per questa specifica zona che per ragioni non note sembra occupare uno spazio particolare nel suo cuore ad esempio è l'unico posto dove si può parcheggiare e anzi si aumentano i parcheggi mentre alla Rocca no, perché sarebbe "umiliarla" (!). La formula stessa di "piazza sull'acqua" è una boutade, un'idea debole, uno slogan: niente di più. Piazze sull'acqua sono a Venezia, o no? Saltando di palo in frasca il Marecchia è stato massacrato nei secoli e forse nei millenni come tanti fiumi italiani, il Piave ex., quindi com'era non esiste più per 2 ragioni sostanzialmente: l'attività dei cavatori di argilla, e il disboscamento: "la Perticaia", Peritcara ove ci si approvvigionava di "pertiche" per l'edilizia per secoli, finché sono finite e sono finite le piogge e le radici degli alberi non tengono più unito il terreno etc.etc.etc.: dicesi Dissesto Idrogeologico! Venendo a mare voi sapete che esiste una disciplina detta "mareologia" che studia le maree. A Rimini possiamo dire siamo pionieri in quanto già nel '700 c'era chi studiava e annotava la marea riminese. Questo per i noti problemi di insabbiamento del porto che arrivo addirittura ad essere profondo fino all'ombelico! Questo perché il fiume aumentato l'alveo non aveva più forza per liberare la foce quindi si decise come sappiamo di deviarne il corso a Rivabella assieme all'Ausa in seguito, sia per risolvere parzialmente la questione del porto, sia per le piene, rare, ma che mandavano sott'acqua le aree limitrofe il nostro blasonato ponte. Un ponte tondando a Tiberio che è croce e delizia, perché dobbiamo tenercelo con la retorica che "l'Italia ha il patrimonio artistico..." e questa cosa ha frenato lo sviluppo di mezza città! Venendo più a valle e tornando alle maree a me sembra impossibile questa cosa che per realizzare la banchina abbiano sbagliato una cosa nota da secoli come l'altezza delle maree. Ma la cosa a mio parere che comunque castrava questo progetto miope è che dopo la guerra con pochi mezzi di allora fu fatto il ponte della Resistenza, un ponte bassissimo altrimenti non avremmo avuto bisogno della darsena in quanto se il ponte fosse stato fatto come tutti i ponti sui fiumi a schiena d'asino, alto, o girevole, o "di barche" come si fa ovunque per consentire il passaggio dei natanti noi saremmo stati a posto! Quindi per sintetizzare, la piazza sull'acqua mi sembra una sciocchezza, occorre pensare un passaggio alternativo a fianco a Tiberio, basta buttare soldi lì!, cominciare a prendere in considerazione che comunque la banchina con un ponte così basso come Resistenza non ha futuro a meno di farne un altro. Prof. Nemo Pascale
martedì 16 febbraio 2016
CS Confesercenti Rimini
CONSAPEVOLMENTE IMPOPOLARI
Pensiamo sia giunto il momento di essere consapevolmente impopolari, politicamente scorretti, con la necessaria determinazione dovuta dalla giustezza delle nostre recriminazioni. Il nostro sindacato, rappresentativo della maggioranza dei distributori carburanti tradizionali operanti nella Provincia di Rimini, vuole informare l'opinione pubblica, della sincera bontà delle proprie tesi, denunciando quanto sta accadendo nel comparto della distribuzione carburanti. Vogliamo partire dal fatto che il costo del petrolio al barile viaggia ormai da qualche settimana sotto i 30 $, e che il costo della benzina alla pompa, è si diminuito, ma non nella maniera che gli utenti si aspettavano. Per fare chiarezza, allo Stato, in virtù delle accise, tasse, iva eccetera, va circa il 78% del costo alla pompa di 1 litro di benzina, solo il 3,9% va in tasca al benzinaio ed il resto alle compagnie petrolifere, ma se il costo delle benzine cala o cresce la percentuale del benzinaio rimane la stessa, e paradossalmente se togliessimo le percentuali delle compagnie e dei gestori, quindi senza costi di raffinazione, trasporto e distribuzione, la benzina costerebbe ugualmente circa un €. 1,00 al litro. Questo per togliere subito il dubbio di chi ci guadagna, in questo comparto. Dall'ormai lontano 2007, inizio della crisi nel nostro Paese i consumi di carburante si sono quasi dimezzati (-39 – 45%) e per chi vive di questo mestiere è stato devastante, parimenti ad altri settori del tessuto economico della nostra realtà. Queste parole, palesano la crisi economica, che attanaglia anche il benzinaio, che molto spesso viene definito, un opportunista approfittatore dalla opinione pubblica, quando il prezzo della benzina sale, viene fortemente vessato dallo Stato di cui ne è per suo conto esattore, che per dodici ore al giorno, con ogni tipo di tempo è sul piazzale con il sorriso sulle labbra, sempre e comunque, sorriso a volte spezzato da un atto di violenza del balordo di turno che vuole rubare l'incasso della giornata.....ecco il balordo che al calar delle tenebre diventa il PADRONE DELLA NOTTE facendo razzie nei piazzali attraverso spaccate di accettatori self-service delle benzine e dei lavaggi, piuttosto che distributori automatici di merendine bevande e/o sigarette, mentre alcune meretrici, sotto quelle pensiline, attendono di vendere il proprio corpo. Tutto questo ha portato e porta , ad una ulteriore contrazione economica. Quello che poi fa aumentare la nostra rabbia è la concorrenza sleale incontrollabile, ci riferiamo soprattutto a quel distributore ubicato nella Repubblica di San Marino a qualche kilometro dal confine, in località Fiorina. Vige un trattato bilaterale fra i due Stati fondato su un patto di non concorrenza da parte della Repubblica di San Marino in quanto i carburanti vengono forniti dall'Italia; chiaramente un differenziale tollerato esiste in virtù del fatto che le accise e l'Iva nel Titano sono più basse. Vogliamo unirci alle istanze degli altri benzinai sammarinesi che vivono sulla loro pelle questa incredibile situazione. Incredibile perché il costo del gasolio alla pompa, in quel distributore è oltre il sottocosto , è più basso del costo reale del prodotto finito. Sappiamo che l'organo di controllo Sammarinese ha più volte richiamato il gestore ma questa corsa al ribasso continua. Siamo altresì consapevoli che non possiamo interferire sulle dinamiche di uno Stato sovrano, ma, siccome il prodotto viene dall'Italia, chiediamo alla Guardia di Finanza, nel limite delle loro possibilità, di controllare, chiaramente su suolo italiano, i documenti dei camion-cisterna che riforniscono il distributore suddetto. Non vogliamo fare le vittime e non chiediamo nulla, vogliamo solamente, una volta per tutte far capire, alla opinione pubblica, che la nostra categoria è in forte sofferenza, così, come tutte le altre. Rimini, 16 Febbraio 2016 Ragni Marco Funzionario Provinciale Faib-Confesercenti Rimini
Pensiamo sia giunto il momento di essere consapevolmente impopolari, politicamente scorretti, con la necessaria determinazione dovuta dalla giustezza delle nostre recriminazioni. Il nostro sindacato, rappresentativo della maggioranza dei distributori carburanti tradizionali operanti nella Provincia di Rimini, vuole informare l'opinione pubblica, della sincera bontà delle proprie tesi, denunciando quanto sta accadendo nel comparto della distribuzione carburanti. Vogliamo partire dal fatto che il costo del petrolio al barile viaggia ormai da qualche settimana sotto i 30 $, e che il costo della benzina alla pompa, è si diminuito, ma non nella maniera che gli utenti si aspettavano. Per fare chiarezza, allo Stato, in virtù delle accise, tasse, iva eccetera, va circa il 78% del costo alla pompa di 1 litro di benzina, solo il 3,9% va in tasca al benzinaio ed il resto alle compagnie petrolifere, ma se il costo delle benzine cala o cresce la percentuale del benzinaio rimane la stessa, e paradossalmente se togliessimo le percentuali delle compagnie e dei gestori, quindi senza costi di raffinazione, trasporto e distribuzione, la benzina costerebbe ugualmente circa un €. 1,00 al litro. Questo per togliere subito il dubbio di chi ci guadagna, in questo comparto. Dall'ormai lontano 2007, inizio della crisi nel nostro Paese i consumi di carburante si sono quasi dimezzati (-39 – 45%) e per chi vive di questo mestiere è stato devastante, parimenti ad altri settori del tessuto economico della nostra realtà. Queste parole, palesano la crisi economica, che attanaglia anche il benzinaio, che molto spesso viene definito, un opportunista approfittatore dalla opinione pubblica, quando il prezzo della benzina sale, viene fortemente vessato dallo Stato di cui ne è per suo conto esattore, che per dodici ore al giorno, con ogni tipo di tempo è sul piazzale con il sorriso sulle labbra, sempre e comunque, sorriso a volte spezzato da un atto di violenza del balordo di turno che vuole rubare l'incasso della giornata.....ecco il balordo che al calar delle tenebre diventa il PADRONE DELLA NOTTE facendo razzie nei piazzali attraverso spaccate di accettatori self-service delle benzine e dei lavaggi, piuttosto che distributori automatici di merendine bevande e/o sigarette, mentre alcune meretrici, sotto quelle pensiline, attendono di vendere il proprio corpo. Tutto questo ha portato e porta , ad una ulteriore contrazione economica. Quello che poi fa aumentare la nostra rabbia è la concorrenza sleale incontrollabile, ci riferiamo soprattutto a quel distributore ubicato nella Repubblica di San Marino a qualche kilometro dal confine, in località Fiorina. Vige un trattato bilaterale fra i due Stati fondato su un patto di non concorrenza da parte della Repubblica di San Marino in quanto i carburanti vengono forniti dall'Italia; chiaramente un differenziale tollerato esiste in virtù del fatto che le accise e l'Iva nel Titano sono più basse. Vogliamo unirci alle istanze degli altri benzinai sammarinesi che vivono sulla loro pelle questa incredibile situazione. Incredibile perché il costo del gasolio alla pompa, in quel distributore è oltre il sottocosto , è più basso del costo reale del prodotto finito. Sappiamo che l'organo di controllo Sammarinese ha più volte richiamato il gestore ma questa corsa al ribasso continua. Siamo altresì consapevoli che non possiamo interferire sulle dinamiche di uno Stato sovrano, ma, siccome il prodotto viene dall'Italia, chiediamo alla Guardia di Finanza, nel limite delle loro possibilità, di controllare, chiaramente su suolo italiano, i documenti dei camion-cisterna che riforniscono il distributore suddetto. Non vogliamo fare le vittime e non chiediamo nulla, vogliamo solamente, una volta per tutte far capire, alla opinione pubblica, che la nostra categoria è in forte sofferenza, così, come tutte le altre. Rimini, 16 Febbraio 2016 Ragni Marco Funzionario Provinciale Faib-Confesercenti Rimini
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