sabato 14 marzo 2026

Sul Filo

Pur riconoscendo le capacità della Meloni, la camminata sul filo sottilissimo che ci divide dalla guerra, convince solo quelli sempre convinti. Al Senato afferma: Iran? Noi né complici né isolati. Pronti a intervenire sulla benzina. Crisi tra le più complesse degli ultimi anni. Ma l'Italia non vuole entrare in guerra e "minaccia" chi specula sul petrolio. Ha tentato di aprire un dialogo con l'opposizione, rappresentata (non tutta) dalla Schelin. La risposta era quella che la Ducetta aspettava. Troppo divisi, con amori diversi. La scelta della Premier di rimanere fedele a Trump è l'unica concessa alla destra, con un centro berlusconiano. La sinistra, apparentemente, è più libera e divisa, può usare affermazioni che alle volte meritano adesione. Oggi però si sentono critiche pesanti sull'antico padrone. Gli States hanno l'imbattibile record di iniziatori di guerre con tentativi di sbarco, spesso terminati in fuga. Anche questo conflitto conferma inutilità, morti, feriti e miliardi gettati per una crisi energetica, destinata a durare. Il prezzo (politico) finale sembra destinato a pagarlo Donaldone, se seguiamo le tracce della propaganda occidentale. Sono tragici avvenimenti che misurano le forze dei protagonisti e le debolezze degli spettatori, paganti un caro prezzo. Eppure qualcuno (pochi) aveva avvisato che l'Iran non era il migliore dei nemici. Confina con l'Afghanistan, dovrebbe ricordare qualcosa. A questo punto è difficile lanciare commenti su Donaldone. Il personaggio, usa le figure con una velocità sorprendente, rispetto all'età. La prima impressione è però quella di avere perso direzione. Le sue lapidarie affermazioni sulla durata dei conflitti, mai indovinate, confermano. 
massimo lugaresi