massimo lugaresi
martedì 28 aprile 2026
Informazione Democratica
Gli scontri tra le due coalizioni, hanno risvolti pesanti e sconfinanti nella comicità. Dagospia è l'esempio illuminante. Quando non trova spunti e aiuti, nella triade giornalistica della sinistra, utilizza Dagoreport, intelligence talmente casalinga che dice quello che vuole il padrone. La Meloni intanto è "azzoppata" non per colpa/merito della Schlein (innominabile) o del referendum, ma per le tremende divisioni nel centro destra. Viene usata, facilmente, anche la rediviva Letizia Moratti che spinge per un approccio più (?) centrista, simile a quello della corrente Picierno. Allora Dagospia si getta nel torrente che sversa gossip a senso unico. Si scandalizza però quando i meloniani usano le stesse modalità nella cinematografia assistita dalla sinistra. I direttori d'orchestra, con la mano destra, devono superare esami terribili, altrimenti i loggioni degli ultrà contestano. Il putinismo invece supera l'antico maccartismo, con i residui del comunismo costretti ad inveire in silenzio. E' difficile per il vasto popolo, allenato a credere, obbedire e vaccinarsi, accettare sanzioni che ripuliscono le vuote tasche dei cittadini. Quella sul petrolio russo ha i calzetti. La Russa è il vero problema della Meloni. Totalmente diversa l'aria che si respira al Nazareno, luogo consacrato, ospitante congressi e riunioni amichevoli, tutti i giorni. Le correnti non esistono, Conte e la Schlein, un mese ciascuno, saranno i fattori del Campo Largo.

