sabato 14 giugno 2025

Un Altra Guerra

Populismo sindacale. La Cgil di Landini è un metapartito a immagine e somiglianza del suo leader, questo l'incipit mattutino di Mario Lavia su Linkiesta. Continua la guerra all'interno del Pd contro il sindacalismo fine settimana. Sconfitta bruciante sul più politico dei referendum abrogativi di leggi, totalmente renziane. Nella raccolta dei cocci si leggono pentimenti e rabbia contro Landini, tutor della Schlein. La penna sottile di Linkiesta, sostiene l'Europa nella versione Davos e Netan nella sanguinosa pulizia di Gaza. Nel Pd esiste una corrente simile che combatte l'antagonismo della segretaria. Precipitati all'opposizione, problemi e rimorsi si sono ingigantiti. Il Pd è un partito nato per il potere, spesso non importa con chi. E' il frutto di diverse provenienze, alcune nemiche, altre altissimamente radical chic che non si sposano con i resti del partito dei lavoratori. Il precario matrimonio per interessi elettorali con i grillini è stata l'operazione più pericolosa. Per mantenerlo vivo sei costretto a cedere sulle candidature, provocando interni dissidi. Netan il pupillo di tanti democratici sta terminando le pulizie etniche più urgenti e si prepara per la prossima. Forse ci siamo per una guerra più nucleare. 
massimo lugaresi

venerdì 13 giugno 2025

La Rivincita

Le vignette di Osho dicono tutto sulla situazione di questo Pd, nel ditino della Schlein. La prossima partita elettorale vede e prevede un quattro a uno per i dem. Sufficiente per assorbire la batosta referendaria, con il quesito sulla cittadinanza che sbugiarda anni di propaganda. Q
uattro a uno alle regionali per dimenticare l’autogol del referendum. La segretaria (ancora) del Partito democratico, tenta di rilanciare il campo largo, puntando a una vittoria simbolica in Toscana, Campania, Puglia e Marche. «E mo’ che famo?», dice Maurizio Landini a Elly Schlein. E lei: «E mo’ riattaccamo cor fascismo». È una vignetta di Osho. Ed è abbastanza così. Aspettando il grande caldo che tutto sopisce, la segretaria del Pd ha il problema di tenere su il partito, magari inventandosi qualcosa per una nuova estate militante, in vista delle regionali, vere elezioni di midterm, che già considerano un’ottima pietanza ricostituente per partire con l’ennesimo tentativo di spallata al governo. Il piano è noto: vincere in quattro regioni, Toscana, Campania, Puglia e Marche, strappando quest’ultima alla destra. In questa regione, il Partito democratico è estremamente fiducioso nella vittoria di Matteo Ricci, oggi europarlamentare ed ex sindaco di Pesaro, contro il meloniano Francesco Acquaroli, la cui gestione, a quanto pare, non è stata brillantissima. Quanto al Veneto, si sa, è roba (molta) della destra. Lo scontro si sposta sul terzo mandato, giovevole alternativamente ai due schieramenti. L'ultima parola spetta alla Corte Costituzionale. I grillini gongolano, non pensavano di venire premiati dai loro antichi nemici. 
massimo lugaresi

giovedì 12 giugno 2025

In Cauda (poco) Venenum

Aspettavo curiosamente, come Dagospia avrebbe incassato, stravolgendola, la perfetta sconfitta del Pd e Campo Largo. Hanno usato il solito schema per le brutte notizie: nasconderle in fondo al blog. Questa è però brutta, talmente evidente che non basta usare la consumata parodia del cavaliere caduto che dice, tanto dovevo scendere. La reazione dei compagni che convivono, alcuni agiatamente, in quel partito largo, ha confermato la dannosità dell'ennesima scelta di Prodi. Allargare i confini della sinistra, inserendo i grillini è un facile corner per gettare palla e scheda, ma può servire per eleggere qualche raccomandato. Rimane un favore ai veri nemici, destinati a sparire. Cosa succederà al Pd, spostato giustamente vicino al Circo Massimo? I Dagospini condividono all'ultimo posto del blog, un articolo de La Stampa, nemmeno cattivo. Quella del centrosinistra e soprattutto della cigielle fine settimanale, resta una meritata sconfitta e tentare con un "mancava poco" di trasformarla nella mezza vittoria è roba da Schlein. La Ducetta fingendo buonismo, non ha ancora aperto bocca, può delegare anche La Russa.
massimo lugaresi 

mercoledì 11 giugno 2025

Sinistra Lezione


Perfino le casalinghe previsioni erano tristi presagi per il duo tragico-ridicolo al comando del Pd. Alle volte rimangono al potere, usando un campo largo, zeppo di caricature tra loro nemiche. Il risultato non è stato peggiore solo perchè tanti cittadini (io) si sono recati nei desolati seggi, per espletare un obbligo mai come adesso turlupinato. E' arrivato (da tempo) il momento di sciogliere questa accozzaglia di piccoli poteri personali che irrita al momento del voto. Il ditino della (molto) presunta segretaria, fa godere solo un ristretto numero di generi politici, improbabile come segnale di guida. L'accoppiata con Landini, concede una repellente patina agonistica. I risultati dovrebbero essere sufficienti per cambiare nomi e registro. Tanto dovevo scendere, questa è la risposta degli sconfitti, a nome di tutti. Pronti a partire con la Salis. I quesiti su lavoro e cittadinanza, hanno mobilitato solo gli apparati dei partiti della sinistra radicale, senza alcuna risposta dal paese reale. Concordo pienamente. Il Tripartito va avanti, non hanno altre scelte.
massimo lugaresi 

martedì 10 giugno 2025

Quotidiana Lezione

Anche oggi Dagospia ha dimenticato il ditino agitato della Schlein. Lo sguardo della vedetta piddina è sempre orientato su Trump che batte, per righe e foto, Putin il perfetto nemico dell'occidente. Poi arriva la Meloni, spesso superata da Salvini. Con questo antico e stantio canovaccio riescono a evitare commenti e le inevitabili ilarità sulla segretaria di Landini che (vuole) officiare per una parte del Pd. Per confezionare un articolo sulla nostra politica e la propaganda che la circonda, devi spiegare il torbido contorno che la anima. La destra si presenta molto più compatta dell'avversario di sinistra, coltivatore diretto di un campo largo con quattro improbabili contadini. L'esito (scontato) dei referendum è stata l'ulteriore conferma dei danni che il duo al comando arrecano alla sinistra. Mentre tutte le notizie pacifiche o belliche che arrivano, dopo avere attraversato le trincee della censura giornalistica sono usate per accusare, denigrare, etichettare i nemici della destra, colpevole dello sfratto democratico. La risposta sono stati cinque referendum che dovevano (5) decisioni dei loro cari governanti. Renzi e Gentiloni hanno espresso la loro feroce contrarietà. La Meloni riesce anche a prenderli per il..voto mascherato. Il litigio tra Trump e l'ex prediletto più miliardario di lui è la manna dal cielo per la sinistra, come se prima avessero governato dei senza tetto, ma democratici. Negli States, le candidature necessitano di dollari che vengono elargiti (quasi) tutti pubblicamente. Noi siamo ancora agli albori della verità. Detto questo, nell'edizione del blog si insiste nell'affermare e sperare che la sfida tra Truymp e Musk diventerà un problema per la nostra Ducetta, arrivata ai baci&abbracci con Donaldone solo attraverso i buoni uffici del "ketaminico" Elon. Sulla molto improbabile segretaria non riuscite a confezionare nemmeno un trafiletto gastronomico? 
Dopo la sconfitta referendaria, verrà richiamata la Rosy?
massimo lugaresi  

lunedì 9 giugno 2025

Carta Bianca

Trump da Carta Bianca a Putin. Il "cowboy coatto". uno dei più educati nomignoli dedicati al Presidente americano, ha criticato l'attacco ucraino con droni dentro i confini russi. Avrebbe dato (avvenuto) a Putin una ragione per bombardarli al tappeto. Il comico rivestito continua ad usare ogni mezzo per continuare la guerra persa. E' nelle mani dei volenterosi ed il pericolo di una guerra nucleare aumenta. Ci sono quelli che la vogliono, senza dirlo. Finora la guerra e l'invasione russa avevano colpito solo alcune selezionate regioni. Donald Trump non vuole un'altro conflittto, è sufficiente quello all'ultimo miliardo con Elon Musk. La rappresaglia russa non si è fatta attendere, costringendo la pattuglia dei giornalisti italiani a stare più coperti e più lontani dal fronte. Lo scandalo è sempre quello su Gaza. Le stesse immagini che girano da mesi, mentre la sinistra si divide in piazza, aspettando l'esito referendario gestito, come tutto il resto, dal sindacalista. Per fortuna ci è venuto incontro la nostra derelitta nazionale che sarà il prossimo lamento generale. Paga Spalletti non Gravina.
massimo lugaresi

domenica 8 giugno 2025

Basta Bugie


La sinistra può tornare a comprare le Tesla? Ogni giorno un po’ di veleno sulle cose del mondo. Qui al bar entra il Piddino. E io già so che cosa vuole dirmi. “Avete visto Musk?”. Storia di uno psicodramma: prima Elon era l’imprenditore visionario, pioniere delle auto pulite; poi, quando ha deciso di sostenere Donald Trump, è diventato il demonio, tra chi premeva perché non si stipulassero contratti con Starlink e chi godeva nello sfasciare una Tesla in un frontale contro un albero. Il miliardario in conflitto d’interessi, il simbolo del nuovo regime oligarchico americano, come se, fino allo scorso gennaio, negli Usa avesse comandato solo il popolo sovrano. E adesso? Cosa inventerà il genio progressista per interpretare la lite tra Musk e Trump? Cronaca di un divorzio annunciato? Conversione insincera del ricco epulone? Dimostrazione del disordine che ha portato il tycoon alla Casa Bianca o magari a sinistra, riabiliteranno l’uomo della ketamina? L’amico del mio nemico è mio nemico, ma se ridiventa nemico del mio nemico? Insomma: la sinistra green può tornare a comprare le Tesla senza paura di finanziare “un nazista”
Franco Lodige il Barista