domenica 30 novembre 2025

Non Cambiano

Nel Pd non riescono ad organizzare un incontro, fosse anche una colazione, per paura di mostrare divisioni e rancori, iniziando la guerra che porta all'inevitabile scissione. Eppure se leggi i blog o i tanti giornali ancora accasati, sembra che a Palazzo Ghigi ci sia ancora Matteo Renzi. Una delle tante promesse che avendo scelto la politica si è bruciata da solo. Rimane un invidiabile venditore ed accumula, pur contando niente, incarichi favolosi. Linkiesta si affida sempre al mouse di Mario Lavia, quando deve pubblicare l'ennesimo gaudium per il (suo) Pd. La vittoria (drogata) dai cacicchi e le decine di liste ad personam, hanno rianimato la Schlein. Non voleva candidarli. La rivincita ha permesso a Mario Lavia di dubitare della invincibilità meloniana che però rimane largamente in testa, nelle previsioni fatte con un milionesimo dei votanti insicuri. Le due regioni non mostrano (purtroppo) niente di nuovo. Hanno espresso i capipopolo ed i Mastella di sempre, i partiti hanno solo cambiato la targa. I cinque stelle incassano, senza tante storie. La coerenza vince sempre.
massimo lugaresi 

sabato 29 novembre 2025

Tragicommedia

Dopo 3 tragici anni, con droni sconfinanti e morti diffuse, sembra si possa arrivare ad una pace difficile, ma necessaria. Il Presidente Trump, in gara anche per il prossimo Nobel, avendo perso quello concesso quest'anno, ha deciso in qualità di tutore,
 finanziatore, sceneggiatore e regista di Zelensky, l'abbandono del set bellico per mancanza di fondi, dissipati in guerre e ritirate. Il comico dovrebbe anche (finalmente) stabilire le elezioni che mancano da anni, ma sembra non sia sicuro dell'esito e (dicono) stia pensando ad alternative di fuga. Dagospia, va sul sicuro e condivide un articolo confezionato per La Stampa da Anna Zafesova, giornalista russa naturalizzata italiana. Piena sintonia con il proprietario del giornale e (purtroppo) anche della Juve. Dopo avere scritto (dolcemente) degli scandali e la corruzione che devastano l'Ucraina, rivestita con miliardi di dollari, descrive il dilemma di Zelensky: tradire il suo popolo o condannarlo alla guerra infinita? Tertium non datur: fuga...ai Parioli? 
massimo lugaresi

venerdì 28 novembre 2025

Strategia Vincente????'

Dopo avere brindato il previsto, ma salvifico successo in Puglia e Campania, terre consegnate al patronaggio personale, Dagospia scrive che la Schlein si è salvata ancora una volta. Ricordare che lei non voleva i "cacicchi" significa smanare la breve festa. Aveva una fedelissima donna che però in Veneto è rimasta a casa. In realtà, anche nelle due regioni occupate, quasi militarmente, non si può parlare di un entusiasmante successo ma solo del funzionamento di un meccanismo oliato alla perfezione. La sinistra, una volta, lo combatteva. Il Foglio, uno dei (pochi) giornali non allineati al woke imperante, si limita ad osservare che il successo nelle due regioni è dovuto al sicurissimo voto che due sceriffi hanno accumulato. Si può trasmettere anche a figli e nipoti. Va così da sempre, nemmeno gli sbarchi americani lo hanno cancellato. La crisi identitaria che assale il Pd, con ingressi di personaggi una volta considerati nemici o avversari, ha stemperato la sinistra. L'arrivo trionfale di Renzi ha fatto il resto. La Schlein, nella sua evidente incapacità, ha accentuato le differenze interne. Scegliere Landini come partner delle gite sindacali, con il nuovo antagonismo, significa aiutare il morente grillismo ma affossare la vera sinistra. Il resto lo hanno fatto le due guerre e l'immobilismo di una Europa inutile. Il centrodestra ha come avversari la corrente giornalistica, non solo di Elkann, qualche rete televisiva, con il doppiogiochismo di Mediaset e gli scioperi del venerdì. In campo nazionale il gioco regionale si ribalta. La Ducetta sembra vivere sonni e risvegli tranquilli. 
massimo lugaresi

giovedì 27 novembre 2025

Non Votano Più.

La
 democrazia votante vale anche se usata sempre meno. Non prendetelo però come un serio indicatore. Ogni tanto ci sono sorprese. Il fatto che il Pd galleggi sul voto in Campania e Puglia, due feudi personali da decenni, una volta non avrebbe fatto gongolare giornali, giornaloni e Dagospia. Il drastico calo dei partecipanti è un segnale pericoloso. Non vale per il Veneto, il centrodestra è padrone incontrastato da sempre e La Lega lo dimostra. Il calo dei votanti favorisce chi governa ed ha saputo stringere e consolidare rapporti con i cittadini, non sempre vantabili. Il voto nazionale invece riserva sorprese. Candidare Fico, provvisto del natante, è stata una furbizia che ha pagato, dopo l'alto gradimento del Bonus elettorale. In Puglia, per chi la conosce, vale ancora di più. Dagospia non si tradisce e ci comunica che è arrivata la prima sveglia alla Giorgia Meloni, stranamente depurata del fez assegnato. Il blog guarda solo i dislivelli nei rapporti tra i tre partiti del cds. Nel Veneto La Lega, data sempre morente, vola al 35,5% e doppia I Fratelli d'Italia. Dobbiamo però considerare statistiche su meno, della metà degli aventi diritto. Il Pd Elly rimane il maggiore partito della cosiddetta sinistra e travasa voti alle stelle. 
massimo lugaresi

mercoledì 26 novembre 2025

Le Trumpate

Non bastava la Ducetta? I nostri inguaribili dem le hanno cercate e trovate in abbondanza. Primo errore dell'endemica presunzione è la scelta (?) della sconosciuta Schlein, portavoce e ditino del chicchismo radicale che ha avvolto il partito, isolando la componente reduce dal comunismo addolcito. I due blog, regalano spunti in abbondanza, seguendo le due diverse correnti e segnando una divisione sempre più evidente, al punto di rappresentare partiti in conflitto. Trump ha indossato per convenienza e necessità finanziarie degli States, l'abito del pacificatore, in una nazione che ha presidiato, combattuto, invaso il mondo, svolgendo il ruolo del gendarme. Il nemico però è solo in Russia. L'arrivo della Cina ha cambiato il panorama, provocando la nascita di una aggregazione munita (forse) di superiore potenza. Il mostruoso debito degli Stati Uniti ha indotto Trump al cambiamento della strategia, ritirandosi nei confini e cessando il mantenimento bellico dei sudditi, con l'aiuto della Nato. L'Ucraina sarà l'ultima esibizione dei muscoli indebitati. Una guerra inutile che richiederà misure ed interventi miliardari, distruggendo la fisionomia e l'importanza dell'Europa. Questo sarà il pericolo dei prossimi anni, con troppi paesi, odiatori seriali della Russia. Alla corrente dem che si riunisce a Davos, rimane solo l'ostacolare e svilire le proposte di pace confezionate da Trump e (spero) condivise con Putin. La risposta europea non poteva essere più stupida e presuntuosa. Sperando di nascondere la sconfitta scritta, dilazionano nel tempo, la proposta di pace. Invece la Meloni, per non smentire l'innata furbizia, ha deciso di tergiversare in attesa degli eventi. Abbiamo ancora chi si ricorda la fine della campagna italiana in Russia. Stiamo giocando con i droni lanciati anche da mani fintamente amiche, provocando un conflitto che non durerà anni, solo qualche minuto. 
massimo lugaresi

martedì 25 novembre 2025

Casini&Calenda

La corrente di Davos esce sonoramente sconfitta dalla guerra su procura. Spara le ultime cartucce, riesumando Casini e Calenda, resti di una democrazia anche cristiana, accasata nel Pd e rispondendo alla proposta di pace trumpiana, con una dichiarazione di guerra. Non erano soli, anche il Psi ha regalato alcune espressioni ed occupato poltrone. Il miscuglio politico ha retto fino a quando il potere acquisito lo ha permesso. L'arrivo improvviso ed inaspettato della Ducetta ha sconvolto il mercato, le due guerre hanno fatto il resto. Il Partito Democratico è scoppiato, dividendosi in almeno due correnti che hanno in comune solo qualche rimasuglio del potere. Landini li ha portati nell'antagonismo sindacale del venerdi scioperante. L'arrivo di Donaldone ha completato la distruzione. Il loro occidentalismo smisurato e l'avere scelto Draghi, sono i passaggi verso l'irrilevanza politica. In Italia sono rimaste alcune enclave, La sparizione dei votanti li aiuta a conservarle. Sembrano ancora presenti ed attivi, avendo una massa sproporzionata di giornali, giornalisti, attori, cantanti e..magistrati che riecheggiano la moderna resistenza. La Ducetta sempre più forte, prepara anche futuri passaggi al Colle più alto, una volta impensabili. Nella Repubblica giornalistica sono imbestialiti. Hanno rinvigorito il grillismo, destinato a scomparire.
massimo lugaresi

lunedì 24 novembre 2025

Mi Arrendo?

Ho letto su Linkiesta il messaggio (d'addio) di Zelensky alla nazione. Un doveroso omaggio alle migliaia di persone civili e militari che sono morti per la più inutile guerra voluta da un presidente americano. Il barcollante e sconcertante Biden si è aggiudicato l'Oscar. In occasione della Giornata della Dignità e Libertà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto al piano di pace, con allegato ultimatum, di Donaldone Trump. Molto più comprensibile di quello (fintamente) preparato per il fedele Netan. L’Ucraina è l’unico scudo che protegge l’Europa dalle ambizioni di Putin. L'affermazione, ripetuta ad noiam, permette di capire quasi tutto. L'ultima (guerra) su procura americana si sta spegnendo con la naturale sconfitta del comico, eletto per volontà a stelle e strisce. La minaccia di Trump con la cessazione dei miliardari aiuti è il punto criciale. Senza la sponda del finanziatore anche gli aiuti Nato perdono potenza. Tugnini e anglo-francesi rimangono desolatamente soli e l'Europa della Ursula finisce come merita, mentre gli sbadati consiglieri sono stati colpiti da una "gola"nemica. Scandalo sopito subito dalle due parti. Un anticipo elettorale sarebbe una disastrosa soluzione per il Pd. Ti liberi della Schelin, ma aumenti il distacco dalla Ducetta. Un applauso a Giorgetti. Lavora bene in silenzio.
massimo lugaresi