massimo lugaresi
sabato 31 gennaio 2026
Gli Orfani
Chi sono gli orfani? Quasi tutta la nostra politica è abituata ad obbedire, sempre tacendo, agli ordini d'oltreatlantico. Ricordo (sempre) la fine che hanno fatto i (pochi) che hanno avuto il coraggio di ribellarsi. Occorre dire che gli Stati Uniti, per liberarci dal nazi fascismo, dimenticano (sempre) che non si sarebbero mossi senza la decisiva vittoria russa, contro la Nazi Germania. Tra gli attuali orfani un posto di rilievo è per i cosiddetti giornaloni, senza lettori. Dagospia finge di stupirsi se il Corrierone ospita un articolo di Mario Monti che redarguisce la nostra Ducetta, riuscita a farsi eleggere alla grande. La reprimenda è dovuta alla sua devozione per Trump che ha distrutto i resti di una Europa già indebolita dalla politica supina, anche a personaggi fragili come Biden. Nel durissimo editoriale il poco (per niente) rimpianto primo ministro, entrato pesantemente nelle tasche degli italiani, accusa la Meloni di essere devota a Trump, malgrado i suoi attacchi all'Europa ed allo stato di diritto, calpestabile solo per democratici a stelle e strisce. Il mai rimpianto tecnico-politico, usato in una breve parentesi e sostenuto da quasi tutti, per superare la crisi finanziaria, alimentata dallo spread contro Berlusconi, è arrivato a pensare e scrivere che la Ducetta possa avere nell'intimo ancora qualche traccia proibita. Gli orfani sono tanti, rimane il dubbio sulla collocazione dei due gemelli del 3%.
venerdì 30 gennaio 2026
Tafazzismo o Verità?
Invece di unire le forze contro la Meloni, nel Pd si parla e intriga per una (?) salutare scissione. La corrente riformista accusa la Schlein, in visita siciliana dove conta niente, di non volere il confronto. Del Rio dialoga con Ruffini e spara contro Boccia e Bettini, i due manovratori della segretaria. Insomma, invece di unire le forze contro l'imprendibile Ducetta, si parla di una scissione doverosa. Le guerre sono motivi e ragioni per abbandonare lo shakerato Pd. Il governo con tutti, ha mantenuto unito un calderone pronto a ribollire. La collocazione nell'impotente opposizione è utile a chi ha fallito per colpa dei banchi rotellati e di un miliardario bonus, ma dispone di validi narratori ed agitatori dei vizi degli altri. L'arrivo di Donaldone ha accelerato le crepe nella nostra politica. Anche la Meloni è costretta a cambiare copione, lo fa con indubbia astuzia. Il crollo dell'Unione Ursula è un altro problema da affrontare. La Striscia di Gaza ripulita accuratamente, in silenziosa complicità, diventerà davvero un resort per il turismo d'elite? Il cambio di destinazione, con la variante trumpiana e l'aumento delle colonie ebraiche, indica che il massacro compiuto da Hamas è stata una orrida azione ed un regalo per chiudere uno storico contenzioso.
massimo lugaresi
giovedì 29 gennaio 2026
Bulletti
massimo lugaresi
mercoledì 28 gennaio 2026
I Nani Americani
Il declino degli Stati Uniti sembra inarrestabile. Dagospia scrive che sono calati (anche) mediamente di due centimetri, aumentando culi e pance, senza nominare una certa Schlein ed il suo (?) partito, consegnato alle correnti che si odiano e dividono nelle piazze. Chi va per l'Iran o contro, Groenlandia e Venezuela, litigando su Netan e la funzione di Israele, trovando un punto comune nell'avversione per Donaldone. Biden andava benissimo con la badante Harris. Il declino americano si vede dalla statura, sono sempre più nani, per oltre un secolo erano la popolazione più alta al mondo. Rimane la nazione che ha bombardato, almeno altre 36. Donaldone sembra stia preparando il solito trattamento per Khomeini. La Meloni richiama il nostro ambasciatore dalla Svizzera e critica le minacce rivolte alla Groenlandia. L'altra parte del mondo gode, Cina e Russia in festa. Il nemico americano si è ritirato nei larghi confini, abbandonando i sudditi europei al loro destino, ancora da decifrare. Era difficile prevedere un cambiamento così radicale. Solitamente sono dovuti ad eventi bellici mondiali. Zelensky è diventato un noioso questuante, inascoltato. Rispetto a quello che può succedere, il conflitto ucraino sta perdendo audience, ma aumentano le speranze di spegnerlo. E' calato volutamente il silenzio tombale su Gaza. I resort sulla Striscia sono l'emblema della vittoria di Netan&Trump, antico e solido sodalizio.
massimo lugaresi
martedì 27 gennaio 2026
America First
E l'Europa? S'attacca. La nuova dottrina, tipicamente trumpiana, ha permesso al vegliardo presidente l'agevole vittoria che ritiene (ancora) sostenuta dalla maggioranza dei votanti. Consente, senza spinte, a Donaldone, l'interpretazione migliore, abbandonando il ruolo, politico e bellico, di gendarme dell'Occidente, protetto dalle postazioni americane, consegnate alla Nato. Il trio europeo ha combinato casini ed operazioni suicide, come il famoso gasdotto fatto saltare, costringendoci a pagare il gas quattro volte di più. Si sono concluse, comicamente, con l'arrivo in Groenlandia di una decina di militari francesi. Dopo avere indossato gli occhiali da figo che proteggono anche dagli schiaffoni familiari, non consensuali, Macron si avvia verso il tramonto. La nostra Ducetta sembra avere trovato il partner ideale nel lunghissimo Merz. Si muove con agilità e furbizia, costringendo i dem ed i giornaloni d'accompagno (mesto) a non intervistare la loro (?) segretaria, mostrando il clamoroso distacco. Gli ex grillini, dettano la strategia che conviene e non potendo inventare una flottiglia al mese, usano la piazza landiniana. I vecchietti dem seguono, sempre più stancamente.
massimo lugaresi
lunedì 26 gennaio 2026
I Patetici 2
La furbizia della sinistra è patetica. Non sai se incazzarti o lasciarli nel campetto, così chiamato, per non definirlo un orrendo patto di sopravvivenza. Anche Linkiesta, blog di riferimento della corrente piddina, devota a Davos, usa la strategia possibile: parlare, scrivere, infangare il centrodestra. Non mancano i personaggi. L'uso di previsioni, quasi mai attendibili ed il coinvolgimento giudiziario, sono facilmente usabili. Non cito le bombe sganciate da Report che hanno una sola direzione. Nell'ultimo articolo di Mario Lavia compaiono la Lista Vannacci ed il sovranismo italiano, messi in crisi da Trump. La sinistra si ritrova il venerdì in piazza, divisa e frantumata, senza poterlo dire. Non sono un estimatore di Donaldone, nato e vivo in una nazione occupata militarmente, politicamente, dai vincitori e liberatori dal nazifascismo, grazie all'odiata Russia. Non sopporto questo odio viscerale, alimentato per mero opportunismo, dagli States. Oggi, indeboliti finanziariamente, con il dollaro in piena crisi, usano tattiche muscolari ed offensive. Un cambio drastico della presenza padronale. Noi sudditi, cosa facciamo? Tergiversiamo, trattiamo, sperando passi la bufera trumpiana? L'Unione Ursula merita la brusca ed avvilente risposta. L'ennesima ritirata americana cambia lo scenario. Il prossimo è da dipingere, sperando di non usare il rosso sangue.
massimo lugaresi
domenica 25 gennaio 2026
La Clava
Di Donaldone. Trump usa la clava perchè è in grosse difficoltà, mentre i rivali democratici veleggiano, con la flottiglia a 5 stelle, nel pantano dell'opposizione. Il referendum giudiziario, vede l'incredibile liasion, scoppiata per necessità di voti, procedere assieme. Il movimento stellare ed il Pd sono (forzatamente) uniti, dopo anni di contrasti feroci e denunce. Rimini è la città che può essere testimone attendibile. La sinistra e gli alleati per forza, hanno cambiato negli anni, per opportunismo, cavalli di battaglia e le riforme di un sistema denunciato da Luca Palamara, ex magistrato, ovviamente politico italiano, ex membro del Csm ed ex segretario dell'Anm. Sarebbe sufficiente la lettura del suo libro che ha provocato solo modeste ripercussioni, per votare un convinto Si. Aggiungo la scandalosa vicenda personale, chiusa dopo 3 giorni di galera bolognese, senza un preciso e comprensibile atto di accusa. Tempo delle manette facili? Ogni anno migliaia di persone (innocenti) le sperimentano. Il referendum è il passaggio costituzionale che consente la riforma indispensabile. Non fatevi ingannare dai convertiti in fretta, per paura di perdere potere e poltrona acquisita.
massimo lugaresi
sabato 24 gennaio 2026
Avanti un altra
Guerra. La frenetica attività di Donaldone, tra pennichelle e minacce, sta distruggendo i resti dell'Unione Ursula e della Nato. Il minacciato ritiro degli States, toglie forza all'alleanza tra i paesi europei e l'America del Nord. Rimane il ventilato riarmo per combattere la Russia e l'intero Brics. Sono le ultime bravate dello spento Macron e dell'ex amico tugnino. Trump ha invitato Putin nel Board per Gaza che vede la presenza anche della nostra Ducetta, con il via libera di Mattarella. Dagospia continua l'abuso delle ridicole etichette, solo per i nemici dei dem. Siamo arrivati al "Bullo della Casa Bianca" che "spernacchia" l'Ue e minaccia Macron di portare al 200% i dazi su vini e champagne francesi. La guerra delle bollicine, in risposta al no del Capo (per poco) dell'Eliseo al Board for Peace di Gaza. Donaldone ricorda ai fedeli di Davos che Macron, il portaciprie di Brigitte (cit.Dagospia), lascerà l'incarico molto presto. Trump è convinto che i leader europei non opporranno troppa resistenza al suo tentativo di acquistare la Groenlandia. Lo ha detto parlando con i giornalisti in Florida, minacciando inoltre una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi, dopo avere confermato di aver invitato Putin a entrare nel "Consiglio di pace" per Gaza. Avanti un'altra guerra, questa è ferma.
massimo lugaresi
venerdì 23 gennaio 2026
Occupy (anche) Davos
.
In attesa di prendere la Groenlandia, piena di merce rara, usando la (vecchia) storiella di una probabile invasione russa o cinese, Donaldone invade Davos, trasformandola in una succursale Maga. Il Fondo Blackrock è padrone di casa e Donaldone, guest star, ha monopolizzato la località svizzera, con un programma parallelo di incontri, in una chiesa, fortunatamente, sconsacrata, occupata dai famosi mercanti. Inutile dire che dopo i barcollanti ed incomprensibili quattro anni di Biden, l'arrivo previsto del ciclone repubblicano sta scombussolando il mondo occidentale, in particolare l'Europa Ursula. Mentre Russia e Cina aspettano, usando la proverbiale pazienza. Noi ci inginocchiamo sempre, convinti dalle (almeno) 120 basi americane. Zelensky, precipitato nei consensi, pompati dai giornaloni, è fuori dall'uscio della politica che conta e se la prende con gli europei suoi convinti (?) sostenitori. La svolta del conflitto in Ucraina sta colpendo drammaticamente i cittadini rimasti. Il comico rivestito e finanziato, è persona noiosa che si è aggrappato ai volenterosi, per non ammettere la sconfitta prevista, allungata mortalmente con l'aiuto europeo e (naturalmente) britannico. Trump ha detto e ripetuto che la Nato dovrà fare da sola. Uno stallo pericoloso per le continue fughe in avanti di Macron, già sconfitto in patria e dal collega tugnino, desideroso di una rivincita sulla neve. Sono troppi gli incendi nel mondo. Terminata la guerra fredda, sembrava ci fosse voglia di pace. Anche dal Vaticano ascolti parole 4 stagioni. Per la prossima guerra hanno già scelto la location.
In attesa di prendere la Groenlandia, piena di merce rara, usando la (vecchia) storiella di una probabile invasione russa o cinese, Donaldone invade Davos, trasformandola in una succursale Maga. Il Fondo Blackrock è padrone di casa e Donaldone, guest star, ha monopolizzato la località svizzera, con un programma parallelo di incontri, in una chiesa, fortunatamente, sconsacrata, occupata dai famosi mercanti. Inutile dire che dopo i barcollanti ed incomprensibili quattro anni di Biden, l'arrivo previsto del ciclone repubblicano sta scombussolando il mondo occidentale, in particolare l'Europa Ursula. Mentre Russia e Cina aspettano, usando la proverbiale pazienza. Noi ci inginocchiamo sempre, convinti dalle (almeno) 120 basi americane. Zelensky, precipitato nei consensi, pompati dai giornaloni, è fuori dall'uscio della politica che conta e se la prende con gli europei suoi convinti (?) sostenitori. La svolta del conflitto in Ucraina sta colpendo drammaticamente i cittadini rimasti. Il comico rivestito e finanziato, è persona noiosa che si è aggrappato ai volenterosi, per non ammettere la sconfitta prevista, allungata mortalmente con l'aiuto europeo e (naturalmente) britannico. Trump ha detto e ripetuto che la Nato dovrà fare da sola. Uno stallo pericoloso per le continue fughe in avanti di Macron, già sconfitto in patria e dal collega tugnino, desideroso di una rivincita sulla neve. Sono troppi gli incendi nel mondo. Terminata la guerra fredda, sembrava ci fosse voglia di pace. Anche dal Vaticano ascolti parole 4 stagioni. Per la prossima guerra hanno già scelto la location.
massimo lugaresi
giovedì 22 gennaio 2026
Rimandata
L'invasione dell'Iran è rimandata. La notizia è dell'intelligence di Dagospia che usa notizie prese dai due giornali (in vendita) di Elkann. La Juve invece, stava assumendo, finalmente, l'aspetto della vera squadra. La Sardegna ha riportato la classifica al posto giusto. Pochi i meriti societari, solo la scelta dell'allenatore è convincente, dopo il lungo rosario calcistico. Dagoreport è entrato nella propaganda contraria all'ultima (?) iniziativa di Donaldone. Come tutte le voci di sostegno piddino è in fase di riflessione. Non sanno per chi tifare. Sto fermo, ma che ce famo con Khamanei? Trump minaccia Teheran, però l'iniziativa militare si allontana, lasciando a Dagospia lo spazio e le foto di due notevoli fondo schiena. Un ritorno al passato glorioso. Gli alleati degli Usa (Arabia Saudita e Qatar) sono contrari all'ennesima invasione, questa volta al caldo. La Meloni vola in Giappone e ci lascia la mono espressione di Taiani da interpretare. Le portaerei americane sono lontane e le intelligences prevedono solo attacchi cyber e sabotaggi energetici. Sembra che (questa volta) ci sia il due, senza tre.
massimo lugaresi
mercoledì 21 gennaio 2026
Il Guerrafondaio
Il WSJ rivela che il Pentagono (Trump) era pronto a colpire l'Iran mercoledì scorso. Gli ufficiali americani, mai così impegnati, hanno atteso invano l'ordine. Cosa ha convinto Donaldone a non esagerare, correndo il rischio di trovare il nemico preparato? Sembra che la riflessione sia dovuta al regime ancora forte e gli scarsi posizionamenti americani nell'area. Possono attuare un raid, con il rischio di un trascinamento bellico, come successo a Putin. Ci sono poi l'Arabia Saudita, Omar, Qatar, Turchia che hanno espresso la contrarietà all'iniziativa e la posizione di Israele, nell'eventuale conflitto. Tutti questi "fermi" possono creare problemi a Trump ed all'ennesima scelta politica. Un ritorno al passato che crea forti divergenze anche nei repubblicani. Il tempo rimasto al Presidente non è molto, per sistemare o accendere conflitti paventati e iniziati. Scelta discutibile che impone ai sudditi occidentali la solita cieca obbedienza oppure... L'interpretazione della Meloni è immutabile.
massimo lugaresi
martedì 20 gennaio 2026
Il Fallimento
Della sinistra. Dagospia, in osservante ginocchio, condivide il lungo addio di Michele Serra a Repubblica, il giornale venduto da Elkann, senza pudore e remore, nei confronti degli ex compagni. Ha trovato un acquirente greco, mettendo molti giornalisti sul mercato ridotto della stampa. Da una posizione privilegiata si troveranno, a turno, su La 7. Una delle conseguenze del ciclone trumpiano.
Michele Serra è stato per anni la mia lettura preferita, quasi unica. Non credo sia riciclabile in questa sinistra, mescolata con tutti/tutto. Un addio, con ironia elegante ma pesantissima. John Elkann è del tutto sprovvisto di mezzi culturali all'altezza. Michele Serra da il benservito (in ritardo) al suo editore che rimane (purtroppo) il presidente della mia preferita. Vanno bene anche le cripto valute, pur di vederlo (lontano), nella sua America. La lunga ed amara satira sull'acquirente ed il venditore è uno degli ultimi pezzi del grande giornalista. Credo chiuda la parentesi con la sinistra che ha praticato e criticato con le stupende omelie mattutine. Poteva/doveva anche donarci qualche riflessione su com'è e dov'è la sinistra oggi, con la segretaria delle 3 cittadinanze. Ha avuto paura di iniziare a scrivere?
massimo lugaresi
lunedì 19 gennaio 2026
Insulti
Siamo arrivati a "pesanti" insulti. Meglio di un bombardamento o di un nuovo dazio. Definire "mafioso" il presidente eletto dagli americani, non considerato degno successore del barcollante Biden, è livore offensivo. Occorre dire però che Trump sta incendiando il mondo che lo contrasta. La potenza bellica degli States non permette più di colpire chi viene descritto nemico. La crisi del dollaro e l'applicazione dei dazi, pena commerciale consegnata ai concorrenti, confermano i "disturbi" di Donaldone. Solo l'inimitabile Ducetta galleggia sui resti dell'Europa e della Nato. Lo fa con tranquillità e si concede perfino una vacanza giapponese, lasciando la presunta rivale e tre cittadinanze, di guardia al bidone piddino, pronto a scoppiare. Detto francamente non si capiscono le giornaliere voglie di Donaldone. Ha ormai rastrellato tutto il petrolio nascosto. Appartengono ad una strategia "smanata" tesa a nascondere l'attuale debolezza degli ex padroni oppure, semplicemente, sono senili manifestazioni? Difficile accettare la discesa che appare sempre più rapida. L'Europa con chi sta? La Casa Bianca impone dazi ad alcuni Paesi europei perché non vogliono cedere la Groenlandia alla cosca trumpiana. La nostra premier se ne lava le mani, ma anche l’opposizione è ambigua e grottesca. Così Linkiesta liquida decenni di obbediente silenzio e la certosina occupazione post bellica. Però il pericolo arriva sempre da Putin.
massimo lugaresi
domenica 18 gennaio 2026
Siamo Così
Mario Lavia, con il mouse di Linkiesta, chiede alla variegata politica italiana il "giù la maschera" dopo le ultime votazioni parlamentari. Il centrodestra, ha visto ampliarsi il campo governativo, con l'ingresso temporaneo di Azione e Italia Viva, senza grandi pressioni, con + Europa e...il Pd. Tutto? I tanti ordini del giorno, scambiati amichevolmente, hanno permesso di fingere una granitica maggioranza su Ucraina e Iran. I due conflitti hanno troppe diversità per unirli nella propaganda a piacimento. Il Campo Largo è una finzione che dura fino a quando soddisfa le brame di qualche caporale o sceriffo locale, concedendo ai due partiti in movimento, qualche carica locale. Il dazio lo paga sempre il Pd. Il miscuglio piddino si squaglia ad ogni burrasca parlamentare. Ci sono due deliri che turbano la nostra politica: il paventato risveglio del fascismo e l'ombra del filoputinismo. Mentre l'Occidente è costretto a seguire le mosse e le naturali contro..mosse di Trump. Per non apparire seguaci di Putin, vengono dimenticate le nostre priorità e necessità. Uno scontro alimentato, foraggiato quotidianamente da propagande false. Dietro questo enorme paravento c'è chi continua a guadagnare. Noi no.
massimo lugaresi
sabato 17 gennaio 2026
Un Campetto
Sembra che il sentimento (politico) della Schlein per Conte sia entrato nella fase piddina. Impossibile misurarlo. Mentre l'antagonista Landini, per crearsi uno spazio, ha interpretato il grillino da piazza. L'esagerata mole di scioperi ha indebolito e diviso l'asse sindacale con la Cisl al centro..destra e la Uil che cerca un sorpasso a sinistra. Un altro effetto che ha indebolito l'opposizione. Linkiesta si è già rifugiata a Davos, aspettando l'arrivo (previsto) di Draghi. Dopo due guerre che vedono gli States protagonisti e foraggiatori, sempre pronti a bombardare, sembra stia per scoppiare la terza, con il pericolo nucleare (?) iraniano. Le interpretazioni di Donaldone sono "spaghetti western" e la giustizia avviene a colpi di pistola. Mario Lavia di LInkiesta era particolarmente arrabbiato con Conte 5 Stelle, per il sostegno alle ragioni della Russia e perfino dell'Iran. Non cito la Palestina che vede (quasi) tutta la sinistra, fortemente solidale. I discepoli di Davos, sono dall'altra parte, quella dei Draghi e Prodi che non sono mai riusciuti a dire e fare niente, catalogabile a sinistra. Ogni astensione del Movimento 5 Stelle è un colpo al progetto (?) della Schlein. Tra Iran, Ucraina e diritti umani, la leadership Pd deve emergere prima che sia troppo tardi: il campo largo va chiarito o dissolto. La sentenza uscita dal tribunale di Linkiesta, è lapidaria. Quanti uditori può soddisfare?
massimo lugaresi
venerdì 16 gennaio 2026
Lucio Caracciolo
Dopo avere attaccato, impunemente, il Venezuela, con una scusa patetica, sufficiente per l'applauso meloniano, il presidente ed affarista americano, forse più degli altri, ha messo nel mirino la Groenlandia. Non potendo, per il freddo, usare l'alibi del narco traffico su ghiaccio. L'interesse per l'isola non si era mai spento, ma c'erano affari più urgenti, come il sostegno all'amico Netan per dividersi il resort palestinese. Una guerra destinata a riaccendersi. Donaldone, per non perdere tempo, come successo con Zelensky, aveva nominato un "inviato speciale" per l'isola, ricca di rare risorse naturali. Guerre ed invasioni hanno rivoluzionato, peggiorando le relazioni mondiali. Al momento Russia e soprattutto la Cina sembrano essere nel cantone del boxeur suonato. Durerà molto? L'instancabile Ducetta ha liberato i nostri connazionali, (forse) mostrando la foto di Trump che spalanca violentemente tutte le porte, fregandosene dei diritti, dell'Unione Ursula e delle Nazioni fintamente Unite. Ha imposto regole nuove, mentre le reazioni russe non hanno mai la rapidità degli ex padroni del mondo. Occorre dire che non ci sono molte alternative, come ha confermato Lucio Caracciolo, una delle (poche) menti libere rimaste. L'attivismo esasperato di Donaldone, causato dalla tragica situazione debitoria, deve essere concordato con i Brics, altrimenti l'arrivo della prossima ed ultima guerra è sempre più vicino.
massimo lugaresi
giovedì 15 gennaio 2026
Senza Testa
E, naturalmente, senza idee. Le due guerre su procure diverse, hanno sterminato i concetti che reggevano la sinistra italiana. Mescolando il vecchio centrismo con il moderno antagonismo si è creata una miscela esplosiva per il Nazareno. Non si ritrovano per non litigare, lasciando ad altri, fino ad ieri i peggiori nemici, il gregge diviso ed irritato. Chi guida il Pd? Domanda stupida, senza risposta. Il miscuglio prodiano ha permesso di raggranellare i voti per il ventennale di governo, sfaldandosi ai primi colpi dei conflitti, voluti dai padroni dell'occidente. Una intera Europa non parla tedesco per i 32 milioni di russi morti, sconfiggendo il nazismo. Poi, sono sbarcati gli americani in Sicilia, bombardando quello che rimaneva. Oggi, volenterosamente, la Russia viene presentata come nostra nemica. Nel governo, la guest star, interpreta stupendamente la parte della più furba del reame. La rivale? Lascio perdere, ennesimo fallimento prodiano. Sempre meno pericoloso di quelli draghiani. Quale sinistra devi scegliere? Venghino signori, venghino. E' calato il silenzio e la Schlein non sa cosa fare, mentre a Teheran si muore. Così Mario Lavia, il volenteroso giornalista, rimbrotta il suo partito, diviso in correnti e flottiglie. Le Piazze piene per Gaza, nessuna mobilitazione per gli iraniani: il regime degli ayatollah è visto come un avversario dell'America e di Israele, tanto basta per paralizzare ogni iniziativa, senza capire che quello che conta è fermare le stragi. Difficile non essere d'accordo. Chi ha dato la potente scossa al mondo? Risposta unanime: Donaldone con la visione della sua Great America, la più indebitata al mondo. Sceglie i paradisi minerari, li occupa o compra. Attività permessa dalla potenza bellica che ha come contropartita un isolamento politico ed eventuali reazioni dei Brics. Stiamo camminando (tutti) sullo stesso filo. Meglio non guardare in basso.
massimo lugaresi
mercoledì 14 gennaio 2026
La Sinistra che dice Si
La sinistra, intesa come collocazione politica, sta subendo una frammentazione, accentuata dall'arrivo (prodiano) di una ragazza con tre cittadinanze e dalle guerre su procura, anche poco attraenti per una collocazione diversa. Il prossimo referendum sarà decisivo per la separazione delle carriere giudiziarie, una volta cavallo di battaglia della storica sinistra. Non è vero che oggi sia collocata interamente al seguito dei soliti predicatori. Non cito Conte, olimpionico del volteggio. Ho preso spunto da Linkiesta, blog che aveva destato il mio interesse anche per la juventinità sincera, condannando il tentativo (riuscito) di affossarla perchè tropppo forte. L'elenco dei personaggi, anche magistrati che propendono per il Si è lungo, segnale che la giustizia non diventerà più politica di quanto non sia già avvenuto. Credo che la stragrande maggioranza dei No sia dovuta all'avversione per l'attuale governo e la paura di perdere il controllo giudiziario. Dopo averla sperimentata tanto tempo fa ed uscito (indenne) con una personale difesa, trovando un giudice terzo, non ho bisogno di inviti e sollecitazioni, tanto meno augurare ai No di provarla. Che la sinistra si collochi nel campo largo del giustizialismo è l'ennesima conferma del fallimento politico del Pd.
massimo lugaresi
martedì 13 gennaio 2026
Aytollah Khomeini
Ve ne volete anna'. In perfetto dialetto romanesco, euforico per il temporaneo secondo posto in classifica della sua Roma, il blogger Dagostino, condivide (ovviamente) con Repubblica, il pesante invito all'Aytollah Khomeini. Siamo alle western soluzioni. Chi spara prima, ha ragione. Per Donaldone è una questione vitale, dopo avere indossato la stella dello sceriffo mondiale, sta sistemando, con le stesse modalità, tutti i problemi della sua Great America. Il diritto internazionale, curato da nazioni mai così disunite, è la barzelletta del secolo. Si mettono d'accordo in due, qualche volta perfino in tre e si procede. Nani e nanette dell'Europa sono ridicole comparse, come i volenterosi che si riuniscono al bar della guerra. Ricordo (spesso) chi ha voluto e provato a difendere l'autonomia della nostra nazione, pagando pesantemente. Tutti i nostri presidenti e primi ministri sono fedeli osservanti i voleri d'oltreatlantico. Chi ha alzato (leggermente) la testa ha dovuto subire risposte pesanti. Tra questo ed imporci la guerra ce ne passa. E'indubbio che lo scenario mondiale stia subendo scosse robuste che possono aggravare la fragile situazione. La prima vittima è l'Unione Europea, organismo ormai inutile su ogni versante. Ha contribuito ad alimentare insanabili divisioni, dopo una gestione franco-tugnina, bocciata dagli elettori. Il mastodontico carrozzone rimane in attesa del prossimo copione. Quando ricompare il nome di Draghi, indossate casco e salvagente.
massimo lugaresi
lunedì 12 gennaio 2026
Sotto Choc
massimo lugaresi
domenica 11 gennaio 2026
Meloni Show
Ho visto la conferenza di fine anno, il Meloni Show. L'aspetto più visibile era il livore e gli sguardi che gli addetti stampa, legati alla sinistra, mostravano. La Ducetta si trovava a suo agio, usando calma ed ironia, in contrasto con la volontà di accendere micce e polemiche. Il resoconto di Dagospia è uno spasso. Continuare ad attaccare la Meloni senza mostrare una comprensibile alternativa, costringe ad usare i soliti epiteti, tratti dal romanesco ed il solito accostamento al fascio. Una parte consistente del Pd, farebbe salti di gioia con una leader come la Giorgia. Sono riusciti a confondere le idee anche a Melucci, politico di lungo corso, certificato. La platea giornalistica era (quasi) esattamente divisa in due claque, la Premier ha disattivato le bombette preparate, mostrando il sorriso perfino quando le hanno chiesto se va d'accordo con Mattarella. L'unico antagonismo rimasto è a 5 stelle, l'uso del bottino elettorale, per provare i brividi governativi è stato un micidiale errore. Gli abbracci&baci con il Pd cosa significano? Non avere imparato. Un grande regalo al loro peggiore nemico. Finisco con le mie impressioni. Possibile che una delle voci&foto più impegnate nell'assistenza politica, usando sussurri, qualche volta veritieri, non trovi altro strumento rispetto ai presunti dissidi nel centrodestra? Pensate davvero si possano giocare il cinquantennale dell'opposizione, per qualche scazzo personale? Se ne vanno solo con il voto dei sempre più rari cittadini. Avete capito perche la Meloni sorrideva?
massimo lugaresi
sabato 10 gennaio 2026
Occupy Groenlandia
Occupo e pago la Groenlandia. Ho scelto la fotografia di Trump, pubblicata da Dagospia. Dice tutto sulla qualità della propaganda dell'opposizione italiana. Può non piacerti (sicuro) ma pubblicare un'immagine per farlo apparire più beota, sembra inutile insulto. Il suo arrivo ha turbato sonni e pennicchelle della covata democratica. Sparigliato mazzi potenti, occupando quello che ritiene necessario per la sua Great America e lo spaventoso debito accumulato. Ad aumentare la tensione, ci sono le intenzioni del Brics, soprattutto quella di "pensionare" il dollaro. Sarebbe un colpo mortale. Sono curioso, sperando di arrivarci, di vedere come i dem americani in caso di vittoria che già sbandierano sicura, affronteranno la situazione. Donaldone ha il difetto di essere guascone, in realtà rispetto ai precedenti presidenti è un dilettante bellico. Il giudizio sull'Europa è durissimo, solo perchè è vero. Sembra il padrone del mondo senza avversari. In caso contrario ci chiamerà Crosetto.
lugaresi massimo
venerdì 9 gennaio 2026
I Giornali Guida
La quotidiana esplorazione di Dagospia ha confermato la presenza di alcuni giornali nelle vesti di guida politica, nonostante le difficoltà delle divisioni a sinistra. Tralascio Travaglio, l'unico sherpa dei 5 stelle e rimango nell'ottica piddina. Le due ancelle (in vendita) di Elkann, saranno difficilmente sostituibili. Hanno trovato l'apice del gradimento con Matteo Renzi alla Presidenza del Consiglio. La Repubblica viene, di solito, condivisa e megafonata per notizie o annunci di scandali, veri o presunti che Dagospia arricchisce con epiteti coniati dal vecchio fascismo e foto (qualche volta) di reggiseni e mutandine, taglia almeno 4 o 5. Il giornale ha sempre goduto di particolari fornitori di news, mentre La Stampa detta le linee guida per i molti democratici di estrazione e provenienza democristiana, fedele a Davos, alle Ursule e timidi contestatori di Trump. Primum vivere, deinde scrivere. Un digeribile panegirico per (tentare) il commento dell'attuale situazione. Ogni avvenimento viene descritto, con almeno 3/4 versioni, apparentemente sostenibili. La scomparsa dei partiti ha aumentato il tasso della confusione. I social hanno distrutto il libero pensiero. La scelta che puoi fare, sperando di trovare la versione giusta, è stressante. Segnalo tre notizie fresche: l'uccisione della donna che fuggiva in auto, la nave battente bandiera russa, sequestrata dai militari americani in acque libere ed infine l'annunciata fine della Groenlandia nelle mani di Trump, con il rifornimento di energie necessitanti al debito mostruoso. Per molto, molto meno, sono nate guerre mondiali. Sempre secondo Dagospia, esiste un piano a destra, per andare l'anno prossino alle elezioni anticipate. Sembra l'augurio di arrivarci.
massimo lugaresi
giovedì 8 gennaio 2026
Il Mazzo Sparigliato
Ero curioso di leggere Linkiesta ed il pensiero di Mario Lavia, sulla (prima) Operazione Speciale di Trump. Il titolo dell'articolo è Gli antieuropei. Meloni con Trump e Salvini con Putin, va in scena il gran ballo della destra italiana. Mentre il suo Pd e la corrente di Davos è rimasto senza parole. Nessuno si pronuncia, eccetto la Picierno, mentre la nostra Ducetta ha accolto con entusiasmo il duro intervento di Donaldone. Taiani con il solito sguardo, buono per tutte le stagioni, attende in silenzio. Non potendo contare su una decisa ed unita risposta dei Dem, continuano a cercare le crepe dall'altra parte. Un giochino talmente ridicolo che le proiezioni future li vedono sempre più deboli. Il miscuglio prodiano e l'Unione Ursula sono da tempo fuori gioco, senza ricorrere al Var. La sceneggiata venezuelana viene giustificata dai crimini commessi da Maduro e dal narco traffico esistente. Si parla e scrive poco dei giacimenti petroliferi e del probabile effetto sul dollaro, asse portante degli States. L'improvviso ritorno di Trump, custode e giudice del terreno di casa, non ha trovato aficionados nella (vera) sinistra. L'elenco degli interventi bellici compiuti dagli Stati Uniti è lunghissimo. I risultati penosi. I volenterosi si riuniscono per rassicurarci della loro esistenza, il cambio dello scenario mondiale li mette nell'angolino degli esclusi. Ci riarmiamo così facciamo da soli? Cosa? L'Europa degli scandali a trazione franco-tugnina, si spegne assieme al comico, sempre più solo. L'operazione speciale di Trump, cinematografica e preparata da tempo è stata, sicuramente, annunciata a Putin. Vediamo il secondo tempo. Rimane un chiaro avviso per i naviganti nel mare nostrum.
massimo lugaresi
mercoledì 7 gennaio 2026
E lo chiamano Amore
Il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella ha seguito un copione condiviso da quasi tutti ed allora la furbissima premier non si è fatta sfuggire l'occasione per smentire i presunti (?) dissidi tra i colli romani. I due personaggi, conoscono tempi e modi della politica. La strage svizzera ha invece mostrato, brutalmente, i pericoli che corrono, giornalmente, cittadini e famiglie colpite dalle guerre, con misteriosi droni e non solo. I moniti, preghiere e inviti alla pace, devono essere forme di pensiero sincere e credibili. Invece di gioire per l'assonanza delle due voci più importanti del nostro paese, Dagopsia usa la casalinga intelligence ed il solito stufoso dileggio. Sarebbe scoppiato un politico amore tra la Meloni e Mattarella. Rialzatevi, finiti troppo in basso. Complimenti invece a Conte (5 stelle) che ha usato corrette espressioni. Pensare di condurre una efficace opposizione con un partito che non cerca nemmeno di riunirsi per il timore di rendere insanabile il divario, è un ulteriore regalo all'opposizione. Sembra invece che le guerre siano doverosi interventi solo per quelli che non hanno bisogno di giustificazioni per fare (anche) il pieno di carburante. Noi siamo Noi e Voi...
lugaresi massimo
martedì 6 gennaio 2026
Non va tutto bene
Maurizio Melucci, mente del vecchio comunismo, attraverso Chiamami Città, lancia segnali d'allarme. Non scrive che nevica, prende lo spunto da un (solitamente) interessante articolo di Mauro Santinato e descrive, con precisione, i motivi del nostro regresso turistico e gli effetti prodotti. Quello che tutti possono notare, sono le decine di alberghi chiusi, in vendita o riempiti con clienti una volta sconosciuti. Non voglio accendere polemiche sulla gente che è in giro. Il cambiamento è arrivato, un passo alla volta, legato alla crisi non più occultabile. Non sono mai stato particolarmente affezionato ai Capodanni, in lunghezza, migliori al mondo. Allora avevano un significato. Oggi non li vuole più nessuno. Statistiche taroccate? Comprensibile con strutture che raccontano quello che vorrebbero vedere. Andavano bene con il du vot chi vaga. Stiamo assistendo ad un rapido cambiamento. Gli sforzi delle amministrazioni ci sono, ma non sembrano navigare nella stessa direzione. Il governo ha altre gatte da pelare e Donaldone da supplicare, francamente eccetto il povero Giorgetti, non si notano lampi di novità. Il clima mondiale è cambiato, tanto che la rapida incursione "venezuelana" non stupisce, anzi trova, anche a sinistra sostenitori. Basta dire che va tutto bene: serve coraggio. Melucci sposta il tiro su argomenti cari ai grillini, prima edizione. Guerra degli aeroporti, da noi persa in partenza, con gli scali di Forli e Bologna pigliatutto. Ci sono rimaste le piste sicure. Sulla council tax e la Cristine Lagarde scende lo scenario europeo. Melucci rimane con l'allievo Biagini, predicatore della sessantottina rivoluzione demaniale. I comuni, con i bandi non più rinviabili, mettono gli ombrelloni in mezzo all'uscio delle maggioranze politiche. Partono con la Zona Nord, più facile da gestire, senza grandi novità. Il 2026 dovrebbe essere l’anno del coraggio, finite le sorprese. Ma bastano pochi giorni per dire che “va tutto bene”? No. I dati strutturali raccontano altro: la permanenza media cala, il nostro ruolo di destinazione di riferimento si indebolisce e nel 2025 le spiagge, non solo in Romagna, hanno perso fino al 30% delle presenze. La domanda scomoda chi la pronuncia: il nostro modello turistico balneare è ancora attuale? O continuiamo a rifugiarci in una narrazione rassicurante, buona per i trionfali comunicati, sempre più distanti dalla realtà?
massimo lugaresi
lunedì 5 gennaio 2026
Ma non eravamo nemici?
L'intelligence di Dagospia deve trovare un accordo interno. Per inseguire l'inimitabile furbizia della Ducetta cade in ridicoli cambiamenti d'umore nelle pubblicazioni del blog. Fino all'ultimo bombardamento con droni che ha seminato morti civili c'è stato il solito rimpallo di colpe, poi arriva faticosamente la solita verità: Ha stato il comico. Nella stessa giornata compaiono articoli che si contraddicono. Stesso argomento e stessi nemici da abbattere, con servizi completamente diversi e confliggenti. Succede per il presuntuoso desiderio di colpire tutti come fossero i gendarmi dell'umorismo spicciolo, a senso unico. Da qualche tempo e fuga, gli States non usavano la loro grande forza militare, mantenuta per competere con la nuova compagine mondiale. L'ingresso prepotente della Cina, con Russia, India, Brasile e Sudafrica, rappresentano un gruppo di economie emergenti che naturalmente si armano sempre per la pace. L'intervento in Venezuela è stato lungamente minacciato e schermato con la scusa di una azione contro lo smercio di ...In realtà l'obiettivo vero sono i maggiori giacimenti petroliferi del mondo. Lo sconcerto procurato nella estesissima propaganda d'accompagno è umorismo puro. Putin viene dipinto correttamente, tra un tumore e l'altro, come l'invasore che non si fermerà. Donaldone, presidente e potente commerciante degli States non vuole il comunismo nel giardino di casa. E' vero che una delle fughe americane più famosa è stata il fallito sbarco a Cuba, dopo avere evitato per fortuna, il terzo scontro mondiale. Può essere un'altra manovra per sviare l'attenzione dalla mancata pace in Ucraina. Mentre nella Striscia è sceso il silenzio mortale, concordato.
massimo lugaresi
domenica 4 gennaio 2026
Come Prima
Più di prima. Inizia l'anno 2026, per Dagospia non cambia niente. Rimangono gli stessi nemici, mentre cala, vistosamente, il numero degli amici. Donaldone mantiene facilmente il podio del nemico n1, seguito dalla Ducetta, terzo Salvini. Rimane intatta la fedeltà calcistica per la Roma e Gasperini farà di tutto per mantenerla alta. Nel nuovo anno si sono intensificate anche le malefiche previsioni sanitarie. Donaldone mostra i suoi 79 anni, con gli stessi sintomi diagnosticati da remoto, sperati per tutti i nemici. Biden alla sua età faceva le maratone? La propaganda segue sempre lo stesso copione. Solo il comico rivestito con dollari mescolati a miliardi di euro, ha un trattamento particolare. Molto scarne le notizie sugli scandali che vedono gli amici banchettare con il sostegno occidentale. Rimane, senza appartenenza, il difensore dell'Europa. Intanto la silente Cina ha raggiunto un altro record imprenditoriale: fabbrica e vende più auto elettriche di Musk. Una vittoria? Ma la notizia dell'anno nuovo è il grido di una 55enne turca che chiede, in disperato ritardo, se Donaldone è il suo padre..biologico. L'allora giovane Trump avrebbe avuto una brevissima relazione con la cittadina statunitense che, rimasta incinta, ha pensato di abbandonare la figlia ad una coppia turca. Non abbiamo però notizie di viaggi italiani di Donaldino. Nel frattempo per non correre rischi il presidente americano, ha preso una aspirina e terminata una aggressione.
massimo lugaresi
sabato 3 gennaio 2026
Impossibile
Per un partito, definito democratico, termine vacuo e costituzionalmente comune, inserito per distanziarsi dal comunismo cancellato, aumentare consensi dopo il clamoroso petting a 5 stelle. Il Pd ha mostrato fin dalla nascita che la regia era in mani democristiane. Ha però concesso sveltine locali, regionali e nazionali per mantenere le poltrone di governo, amoreggiando con quasi tutti, finendo nei tentacoli a 5 stelle. Operazione che, una volta, i grillini avrebbero considerato offensiva. La scusa sarebbe quella di fronteggiare un rinato fascismo che fa parte dell'armocromatico linguaggio della segretaria. Il recente sondaggio del credibile Pagnoncelli, ha riportato le caselle al loro posto. Il campo chiamato largo è solo la ripetizione delle ammucchiate per mantenere un potere quasi assoluto. Lo conferma la regione campana. Operazione che non porta bene a nessuno, valida in aree disposte a tutto. La riduzione dei disponibili al voto, rende tutto più complicato. Possedere una piccola quota di meno della metà dei voti, concede scenari mutabili ed una platea di cittadini, contestatori anche del clima. Una caratteristica che i dem hanno mostrato, con le prime prove, svolte proprio a Rimini. Stiamo viaggiando sul filo di una economia quasi ferma. Il bilancio votato lo conferma. Dilapidare, gettare al vento bellico, miliardi quanto mai necessari, è una vergogna. Che vi sia la cosiddetta sinistra ad appoggiarla è anche peggio.
massimo lugaresi
venerdì 2 gennaio 2026
Fine Anno
E del Pd? Ho ripreso la lettura di LInkiesta, abbandonata per l'eccessiva vicinanza ai discepoli di Draghi e della Ursula von Der. Finiti i bei tempi della spiaggia di Capalbio, con le brandine radical chic che ospitavano (solo) le migliori intellighenzie. Nei prossimi bandi demaniali dovranno essere indicati i nuovi occupanti. Secondo Mario Lavia, importante mouse del blog, il bilancio 2025 del Pd è stato quasi disastroso. Ha scritto che il partito e la Schlein si giocano tutto nel prossimo anno, sempre pieno di guerre. Dopo tre anni di guida (?) la segretaria ha accumulato costanti presenze solo nei fine settimana scioperanti e nelle ridicole esibizioni parlamentari, con ditino puntato. I colonelli non la sostengono, anche Chiamami Città di Melucci ha cessato il mai convincente tripudio. Perfino i sondaggi addomesticati cancellano le incredibili previsioni di un costante aumento dei voti. Pagnoncelli ha riportato sogni e voti nella cruda realtà. Naturalmente il giudizio sui dem, colpisce tutta la sinistra, già "bastonata" dalla inchiesta più politica degli ultimi anni. Ha colpito il tempismo, più dei fatti finora accertati.
massimo lugaresi
giovedì 1 gennaio 2026
Il Corrierone
Tutti i giornali italiani, con la (quasi) unica eccezione del Fatto Quotidiano di Travaglio, sono fortemente schierati dalla parte di Zelensky. Sarebbe quella del governo, della Ursula, Draghi e (pensate) di mezza sinistra. Il Corrierone lombardo, non tradisce la storica appartenenza anche se i lettori si sono liquefatti. Rimane però una voce importante della propaganda che dipinge Zelensky difensore dell'occidente. Non è un ex comico rivestito e ristorato a colpi di miliardi, anche nostri, per difenderci da presunti attacchi della Russia. Pensare che l'abbattitore di questa fantastica storia è Donaldone, aumenta la confusione regnante. La dura risposta è arrivata da Milano. L'Unione si frantuma, in questa partita conta, giustamente, meno di Zelensky. Anche la Ducetta prima o poi dovrà chiedere il consenso popolare per il perdurante viaggio, senza ritorno, dei nostri miliardi. Buon Anno?
massimo lugaresi
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