venerdì 16 gennaio 2026

Lucio Caracciolo

Dopo avere attaccato, impunemente, il Venezuela, con una scusa patetica, sufficiente per l'applauso meloniano, il presidente ed affarista americano, forse più degli altri, ha messo nel mirino la Groenlandia. Non potendo, per il freddo, usare l'alibi del narco traffico su ghiaccio. L'interesse per l'isola non si era mai spento, ma c'erano affari più urgenti, come il sostegno all'amico Netan per dividersi il resort palestinese. Una guerra destinata a riaccendersi. Donaldone, per non perdere tempo, come successo con Zelensky, aveva nominato un "inviato speciale" per l'isola, ricca di rare risorse naturali. Guerre ed invasioni hanno rivoluzionato, peggiorando le relazioni mondiali. Al momento Russia e soprattutto la Cina sembrano essere nel cantone del boxeur suonato. Durerà molto? L'instancabile Ducetta ha liberato i nostri connazionali, (forse) mostrando la foto di Trump che spalanca violentemente tutte le porte, fregandosene dei diritti, dell'Unione Ursula e delle Nazioni fintamente Unite. Ha imposto regole nuove, mentre le reazioni russe non hanno mai la rapidità degli ex padroni del mondo. Occorre dire che non ci sono molte alternative, come ha confermato Lucio Caracciolo, una delle (poche) menti libere rimaste. L'attivismo esasperato di Donaldone, causato dalla tragica situazione debitoria, deve essere concordato con i Brics, altrimenti l'arrivo della prossima ed ultima guerra è sempre più vicino. 
massimo lugaresi