massimo lugaresi
lunedì 19 gennaio 2026
Insulti
Siamo arrivati a "pesanti" insulti. Meglio di un bombardamento o di un nuovo dazio. Definire "mafioso" il presidente eletto dagli americani, non considerato degno successore del barcollante Biden, è livore offensivo. Occorre dire però che Trump sta incendiando il mondo che lo contrasta. La potenza bellica degli States non permette più di colpire chi viene descritto nemico. La crisi del dollaro e l'applicazione dei dazi, pena commerciale consegnata ai concorrenti, confermano i "disturbi" di Donaldone. Solo l'inimitabile Ducetta galleggia sui resti dell'Europa e della Nato. Lo fa con tranquillità e si concede perfino una vacanza giapponese, lasciando la presunta rivale e tre cittadinanze, di guardia al bidone piddino, pronto a scoppiare. Detto francamente non si capiscono le giornaliere voglie di Donaldone. Ha ormai rastrellato tutto il petrolio nascosto. Appartengono ad una strategia "smanata" tesa a nascondere l'attuale debolezza degli ex padroni oppure, semplicemente, sono senili manifestazioni? Difficile accettare la discesa che appare sempre più rapida. L'Europa con chi sta? La Casa Bianca impone dazi ad alcuni Paesi europei perché non vogliono cedere la Groenlandia alla cosca trumpiana. La nostra premier se ne lava le mani, ma anche l’opposizione è ambigua e grottesca. Così Linkiesta liquida decenni di obbediente silenzio e la certosina occupazione post bellica. Però il pericolo arriva sempre da Putin.

