martedì 25 agosto 2026

Dublinanti

L'invasione di Ceuta, compiuta da migliaia di marocchini, ha creato, particolarmente in Italia, fortissime polemiche, dopo la richiesta del nostro governo (Meloni) di sospendere il Trattato di Schengen che regola i delicati passaggi. Occorre dire che in questi anni siamo passati dal "libero" porto italiano agli hotspot albanesi, voluti sempre dalla Meloni. Un salto indigesto per la fantasia dei mercanti e scafisti, dediti da anni allo sbarco (solo) nel nostro paese, per ovvie comodità. I porti spalancati e l'accoglienza perfino festosa, sono stati l'emblema di una solidarietà che permetteva luridi e tragici guadagni. La sinistra, dopo il caso Ranucci e l'abbandono del woke, si trova in una delicata posizione. Da un lato l'attacco interno degli stellati, mette in pericolo l'esito delle primarie, dall'altro, più pericoloso elettoralmente, l'aumentata attenzione dei cittadini sui temi legati alla insicurezza dilagante nelle nostre città. Inutile negarlo o diffondere statistiche compiacenti il governante di turno, anche localmente. Le elezioni si avvicinano e la cruda batosta referendaria sembra un ricordo. Rimane la posizione della giustizia che non ha riscontri comparabili. Le Ong battenti (ovviamente) bandiere straniere, fingevano di trovare, fortunatamente, carcasse di imbarcazioni vecchie e malridotte, salvando centinaia di persone (sempre) con bambini che aumentavano la provvidenza umanitaria dell'intervento. Oggi il commercio umano via mare è quasi sparito. I Dublinanti sono le scorie di questo traffico che ogni paese europeo vuole eliminare. Stiamo parlando di percentuali bassissime rispetto alle migliaia di approdati (giornalmente) di una volta. Inutile polemica, artatamente sollevata. L'appoggio piddino al commercio si sta allontanando. Le cooperative nate, possono dedicarsi alla solidarietà mai sparita, anzi accentuata dalle crisi sociali dovute a guerre volute e pagate da una Europa che necessita una democratica conferma. 
massimo lugaresi