giovedì 21 dicembre 2017

CS AROP

BABBO NATALE CON UN SACCO CARICO DI DONI NEL REPARTO DI ONCOEMATOLGIA PEDIATRICA DELL’OSPEDALE INFERMI DI RIMINI
Tanta allegria alla Festa di Natale organizzata da A.R.O.P. Rimini, 21 dicembre 2017 – Tanta allegria ieri, mercoledì 20 dicembre, nel Reparto di Oncoematolgia pediatrica dell’Ospedale infermi di Rimini in occasione della Festa di Natale organizzata da A.R.O.P. per i piccoli pazienti. Oltre ai doni, consegnati ai bimbi ricoverati da un Babbo Natale in carne e ossa (doni che i bimbi avevano richiesto tramite la classica letterina natalizia), anche uno spettacolo di burattini, un goloso buffet e un brindisi d’auguri. Insieme al Presidente di A.R.O.P. Roberto Romagnoli, ai volontari dell’associazione e al personale medico-infermieristico del Reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infermi, hanno preso parte alla Festa di Natale anche Roberto Fabbri-titolare dell'azienda Dulca di Rimini, Paolo Carasso-Responsabile del Settore Giovanile degli Angels Santarcangelo, Massimiliano Intorcia-Responsabile del Settore Giovanile di Insegnare Basket Rimini, Massimo Bernardi-capo allenatore Angels Santarcangelo, Alberto Saponi-capitano degli Angels Santarcangelo e i giocatori di Insegnare Basket Rimini Alberto Zanotti e Alessandro Scarponi. 

Caritas o Pietas

Ma quel molto è ancora poco: ora hanno messo a dirigere la locale Caritas che ovviamente non si occupa  soltanto di homeless ma copre quasi tutto l'arco dei disgraziati genericamente intesi, in questa Italia che il nostro Presidente vede "in ripresa". In questa Italia dicevo sono tanti come il citato classicissimo clochard, con lunga barba incolta che passa le proprie notti all'addiaccio in compagnia di un paio di cartoni di pessimo... "Vinardello" e inconsciamente spera io credo di NON risvegliarsi il giorno dopo, come poi spesso accade causa freddo ed è accaduto a Rimini. La famigliola monoreddito, padre cassintegrato che non arriva a pagare le bollette piuttosto che detenuti, ex detenuti, anziani soli etc. etc. etc chi l'assiste?. E vi ha messo a  coordinare, dirigere, pianificare gli interventi sugli Ultimi una vecchia conoscenza della politica riminese: il Prof. Mario Galasso, figura eminente di benefattore, già assessore della soppressa provincia. Questa mossa, non so a chi competa la nomina, a mio parere, ossia la decisione di mettere "per la prima volta un laico" a vestire gli ignudi, dar da mangiare agli affamati (la Caritas eroga, distribuisce... "commina" si potrebbe dire e altro non  aggiungo, leggo, ben 120 pasti al giorno), da bere agli  assetati nelle nostre estati siccitose, questa decisione a mio parere di sostituire chissà per una collocazione ancor più prestigiosa lo storico leader della benemerita associazione, il Reverendo Don Renzo Gradara, ha come fine forse non solo esclusivo ma parziale quantomeno di dare una parvenza di laicità alla Istituzione pro-sventurati, visto che in uno Stato laico un Welfare laico dovrebbe coprire il 100% lasciando nulla all'intervento di confessioni religiose, il cui approccio è comunque fatalmente "pietistico", mai dovuto, mai Diritto ma sempre Concessione: la Carità cristiana, il mantello di San Martino etc.etc.etc. Quindi come scendono due fiocchi di neve questi che hanno in appalto il supporto al disgraziato estremo, certamente anche per autentica umanità ed empatia con chi si trova in disagio grave ma anche perché temono "il morto" si allertano, si danno un assetto invernale, fanno la muta si potrebbe dire, per intensificare il supporto. In presenza di migliaia di appartamenti sfitti ma nel nostro stato di diritto evidentemente inoccupabili e per i quattrini stanziati dal Welfare che finiscono talora non agli interessati ma alle associazioni che dicono "date a noi, che poi dopo noi diamo a loro..." [...] Ora la mia proposta sarebbe quella di sequestrare da parte della Sig.ra Prefetto Sua Eccellenza Dottoressa Gabriella Tramonti  l'immobile che sarebbe dovuto servire da deposito biciclette (e che ad oggi non lo è diventato) per i pendolari che prendono il treno e che invece, scoop! durante l'ultima festività dell'Immacolata è stato dato dal Comune che lo ha avuto in comodato da FF.SS per l'utilizzo menzionato sopra attenzione sia nel proprio interesse sia in quello  cittadino, per 2-3 giorni in uso per farvi feste e concerti di adolescenti-urlatori locali. Questo con alcune decine di clochard dispiegati fuori e bubbolare dal freddo che per altro essendo già tornato in istato di abbandono è già stato colonizzato esternamente dalla polvere umana che  frequenta la stazione. Requisire per metterci quelli che in fondo forse sarebbero i più titolati o almeno i più bisognosi ad averlo come esempio esistono in altre realtá strutture d'emergenza es. freddo per senzafissadimora,  clochard, homeless, vagabondi in genere in prossimità delle stazioni a gestione comunale e non religiosa, avvalendosi al limite es. di associazioni laiche già presenti sul territorio. Tanto ho già visto il deposito bici non lo fanno, alla fine va a finire che le ferrovie se lo riprendono. Poi se qualcuno che si è rotto le balle, di farsi fregare la bici e sono tanti, lo soffia loro nell'orecchio, ci vuole niente che strappino la concessione di comodato per inadempienza, quindi occhio!
 Bepy Vergon

Buone Feste

Mi permetto di fare una puntualizzazione in occasione delle imminenti festività cercando, senza presunzione, di dare un consiglio a chi ci governa: l’arroganza non ha mai portato niente di buono, essere colui che detiene il potere e usarlo in quel modo significa essere deboli e non avere argomentazioni valide per convincere il cittadino. Un atteggiamento che non difetta alla nostra Amministrazione, non manca occasione per dimostrarlo. Siamo agli albori di una campagna elettorale che non sarà povera di sorprese, e chissà che non serva a rinsavire qualcuno! BUONE FESTE A TUTTI!  
 Ermanno Baldini

mercoledì 20 dicembre 2017

Vergogna

Se la Bolkestein si trasformasse in una serie televisiva avrei già scritto un centinaio di puntate. L'ambientazione sarebbe naturalmente riminese, con alcuni personaggi tratti dal libro delle favole sulla sabbia. Voglio aggiungere una doverosa precisazione: il migliore incantatore di serpenti consiliari e manguste da lungomare non si è mai prestato al gioco, ha solo furbescamente goduto dei voti civici e demaniali. Per lui la marina inizia e..finisce sul lungomare dei pub. Potrebbe nascere una spassosa commedia degli inganni e promesse. Solo per i ponti se ne sono registrate di più. Non è finita. E' ritornato di moda il Ponte di Tiberio2. Non bastavano le passerelle da ristoranti, ho letto che ne ha "ripromesso" uno, sempre nel 2020 con ubicazione piuttosto fumosa. Non ho capito dove e come. A Rimini è ininfluente, le due badanti e i sette blog d'accompagno con il Buongiorno, lo danno già come fatto. Ritorno alla Direttiva che nelle ultime settimane si è arricchita di alcune puntate spassose. I protagonisti sono il sempre presente A Te Faz una Legge...Delega e l'ormai oscurato Pizzolante che però, recitate le tre preghiere riparatrici, può tornare alle origini di una carriera fulminante. Arlotti accusa il centro-destra di avere lavorato per affossare la sua proposta di legge. Giù la maschera berlusconiani e leghisti, assumete le vostre responsabilità. L'assessore-bagnino di Riccione è stata la guest-star dell'ultima (?) puntata. Ha raccolto l'invito dell'onorevole (per poco) con vitalizio, spacciando l'affossamento della sceneggiata parlamentare come una "vittoria" dei signori della sabbia. Poteva mancare la Vescovi? La (solo) consigliera del Pd ha accusato il compaesano in giunta di mettere a repentaglio il futuro dei "poveri" bagnini e chioschisti della Perla. Provate a comperare una zona a Riccione, magari addobbata con bar-ristorante e dite quanto chiedono, a dispetto delle concessioni scadute da (almeno) qualche anno. La mancata approvazione della Legge Delega (a cosa?) secondo l'interpretazione comune dei partiti costringerà ai bandi. Vi ho aggiornato sul polpettone demaniale, nello stesso momento sempre a Riccione, stupenda anche per Natale, vengono messe a bando 8 (otto) aree già adibite a chioschi o edicole. I vecchi contratti erano scaduti. La mia domanda è tanto semplice che perfino un piddino sconcertato la può capire: perchè per imprenditori milionari come tutti (quasi) quelli che hanno il cu..di avere una concessione d'oro in una delle più e meglio frequentate spiagge d'Italia, siete (tutti) pronti a fare le barricate come fossero operai di Melegatti, mentre ad un povero (vero) giornalaio lo mettete sulla strada? Non cito i grillini, mi mancano loro notizie in merito, rimango a quella (mi basta) della consigliera Sensoli portavoce questa volta del bagnino. L'unico che aveva capito (quasi) tutto sedendo al Parlamento Europeo era Affronte. Non ha lasciato il M5S per questo. La conclusione rimanda al titolo.

La Piadina

Bene, visto che ormai è Natale, si può non parlare... di piadina. Dunque allora per me è una forzatura l'IGP alla piadina romagnola di cui leggo i dati ora (argomento su sui esiste come si dice letteratura sterminata e che tratto indegnamente e sommariamente solo perché... è Natale): A Rimini poi si chiamava "piada" e solo recentemente è invalso il vocabolo "piadina" che è termine foresto e a mio parere il diminutivo/vezzeggiativo -ina ne sottolinea l'aspetto di piatto o preparato semplice. Superfluo ricordare Pascoli, il Pane etc. per cui sorvolo. Per fare un omaggio al nostro illustre concittadino che difende l'idioletto locale e tutti i dialetti come da manifestazione recente San Leo (nonché il Ponte di Tiberio e.... la propria casa giustamente) mi scuserete l'ardire di ricordare un proverbio romagnolo che dice pressappoco "e' vein 'd'du' ann, e' pen 'd'do dé, e 'na burdela ad'zdot ann!", per dire " tutto quello che serve, e la sua età"... al villico. Ebbene dicevo si legge questi giorni nella stampa locale che il 30% della piada confezionata precotta da export è IGP zona fino a Imola, marchio ottenuto da alcuni anni, e si legge di grandi prospettive per export Francia e Germania. Allora chi mi conosce lo sa che sono romagnolo 100% essendo attestata la presenza dei Fintopesce a Rimini dal '600 e sa che sono cresciuto a piada e sangiovese che bevevo annacquato ovviamente già a 1-2 anni, che vivo di squaquarone e rucola, che divoro cassoni o " cascioni" a kili etc, che mia nonna era quella celeberrima "Loredana" che aveva la piadineria poi divenuta snob a Covignano che gestiva con mio nonno Quinto e che io stesso per pagarmi gli studi andavo ivi d'estate a cuocerla precisamente a girarla anche se, ma questa è storia amici, ella non rivelò mai l'ingrediente segreto neppure a mio nonno che faceva della sua piada la migliore in assoluto a Rimini e la faceva primeggiare sulla sua principale competitor l'altrettanto celebre "L.", con la quale si divideva il lucroso business piada & cassoni prima che la mia nonnina serenamente mancasse portando nella tomba il suo segreto dell'Ingrediente Segreto. Tutte cose che stanno sui libri di storia locale e che sarebbe superfluo richiamare qui, e aprendo il settore a parvenu di tutta Italia che quivi giunsero in seguito anni '90 ad aprire improbabili e scusate tarocche "piadineria da Ciro" etc. Tutto questo per dire che la piada non è un prodotto ma un piatto e un preparato che non dovrebbe essere imbustato ma consumato al momento e che ottenere l'IGP è un business forzato (ci fu al tempo una grossa polemica a Ravenna) come lo richiedesse il pane toscano o le Code alla Vaccinara etc. Per di più è un alimento che può essere preparato ovunque non c'è un legame con la Romagna che ne impedisce la produzione... in Texas come può dirsi es. del formaggio di Sogliano etc. E che essendo pane azzimo ossia farina di cereale impastato non lievitato si tratta probabilmente di uno degli alimenti più antichi della civiltà umana. Presente in 1000 varianti su tutta la faccia della terra e che ne esistono a livello locale tanti modi di farla quante donne eredi moderne delle arzdore (non "azdore") per cui risulta assurdo il c.d. disciplinare (chi può pensare che ci mettessero l'olio extravergine non ha evidentemente cognizione della storia sociale!!), questo per dire due parole sul tema, che meriterebbe trattazione ben più approfondita, specie su questa storia dell'IGP, mio parere, GRAZIE.
 Luca Fintopesce

martedì 19 dicembre 2017

CS Progetto Scuola-Lavoro Valconca

OFFRESI LAVORO QUALIFICATO CONTINUA IN VALCONCA IL PROGETTO SCUOLA-LAVORO TRE INDUSTRIE LEADER DEL NOSTRO TERRITORIO HANNO ACCOLTO 32 RAGAZZI. Dal 9 gennaio altri 32 studenti selezionati. Costituito il Comitato Scientifico. Il Progetto Scuola-Industria 4.0 lanciato da tre industrie della Valconca prosegue secondo programma. I 32 ragazzi selezionati delle classi quinte di tre distinti Istituti Tecnici Industriali di Rimini, Morciano di Romagna ed Urbino hanno infatti affrontato il percorso che prevede una immersione nel mondo dell’azienda, dove hanno potuto prendere concreta visione delle tre aziende promotrici dell’iniziativa. Altrettanti 32 studenti, ma delle classi quarte, verranno invece accolti da gennaio ad aprile con le stesse modalità di inserimento. L’obiettivo centrale consiste nell’offrire a giovani studenti di talento, l’opportunità di conoscere dall’interno le dinamiche organizzative, gestionali, di progettazione e produttive di aziende molto strutturate, con la possibilità di essere selezionati in prospettiva futura per una concreta opportunità lavorativa. Il lavoro infatti non è un problema solo per chi lo cerca, ma anche per chi lo offre; la disoccupazione giovanile è ancora molto alta eppure, molte aziende incontrano difficoltà a reperire manodopera qualificata sul territorio. Le tre aziende che hanno favorito questa iniziativa impiegano già oltre 500 dipendenti, con ulteriori ed importanti programmi di sviluppo occupazionale a breve e medio termine. In questo specifico Progetto, frutto di una sincera e fattiva volontà di collaborazione fra gli Imprenditori e la Dirigenza scolastica dei tre Istituti, gli studenti sono affiancati da “tutor” interni alle aziende e vengono messi a loro disposizione macchinari di assoluta avanguardia sul piano tecnologico, in particolare: simulatori, macchine per il disegno CAD/CAM e visualizzatori. Grazie a questa preziosa esperienza, i ragazzi vengono proiettati nel mondo dell’Industria 4.0, cioè la nuova frontiera produttiva, in cui meccanica, elettronica ed informatica si integrano. Il Comitato Scientifico e Didattico Lunedì 18 dicembre si è riunito per la prima volta presso la sede di FOMIndustrie il Comitato Scientifico e Didattico del Progetto, con l’intendimento di valutare il lavoro fin qui svolto, analizzarne punti positivi ed eventuali criticità, programmando al contempo i prossimi passaggi. Sia da parte degli imprenditori che da parte degli Istituti tecnici si è registrata una grande soddisfazione per come ha preso avvio questo progetto, che ha visto una partecipazione assidua ed attenta da parte dei ragazzi selezionati. E’ bene ricordare che nei prossimi mesi verranno assegnate delle borse di studio da parte del Comitato per premiare i partecipanti ritenuti più meritevoli. Sono previste anche borse di studio per quegli studenti che dopo la maturità tecnica intendono proseguire gli studi, in particolare in ingegneria, al fine di sostenerne i costi di iscrizione presso gli atenei. Le aziende infatti hanno necessità di profili professionali di livello medio-alto, quindi servono subito dei tecnici diplomati, ma anche ingegneri specializzati: Sarà premiato dunque un ragazzo per ogni scuola coinvolta nel Progetto. Il Comitato Scientifico è composto dai tre imprenditori e dalle tre Dirigenti scolastiche, cioè: Alessandro Pettinari, di FOM INDUSTRIE Srl; Gianluca Marchetti, di MT MARCHETTI Srl; Pietro Donati, di UNIVERSAL PACK Srl; Prof.sa Sabina Fortunati (ITIS “Belluzzi – Da Vinci” di Rimini); Prof.sa Daniela Massimiliani (ISISS “Gobetti –De Gasperi” di Morciano di Romagna); Prof.sa Silvia Gelardi (ITIS “Mattei” di Urbino). Completano inoltre il Comitato Didattico i seguenti docenti: Stefano Drudi e Annalisa Roselli (Rimini); Francesco De Nunzio e Sergio Gatta (Morciano)

Un Riminese

Caro Lugaresi la leggo spesso e condivido la sua impostazione editoriale. Ma?? Mi riferisco ad una impressione espressa però timidamente in un articolo di qualche giorno fa sulla "improbabile" presenza di organizzazioni illegali nel territorio riminese. Lei ha affermato che ci sono al momento solo quelle "al minuto". Non intendo polemizzare, tanto meno accusarla di omessa sorveglianza, compito che spetterebbe ad altri. L'isola felice rappresentata da regione e città immuni da radicate attività malavitose, è una favoletta del passato, quando s'intendeva che la presenza del fortissimo partito comunista e relativo controllo del territorio fosse il migliore baluardo per gli ingressi nocivi. Oggi abbiamo anche noi i comuni commissariati.  Neppure il sottoscritto come cittadino riminese d'adozione pensa al pizzo o estorsioni come regole per la prosecuzione delle attività, mi riferisco più semplicemente alla presenza di troppe..lavanderie. Attività commerciali sempre vuote, poi se ti fermi a prendere un caffè, scopri che lo scontrino puntualmente rilasciato, fa rifermento al quattrocentesimo cliente. Alberghi che ti fanno subito pensare a gestori privi della minima professionalità. In campi che conosco meno gli amici mi dicono che dall'edilizia ai servizi, si è registrata una crescita d'imprese nate dal nulla. Il padrone è difficilmente identificabile, ma sembrano in grado di esibire buone capacità di spesa assieme alla collaborazione con stimati professionisti e tecnici. E' quindi normale che il contorno li definisca aziende serissime: pagamenti puntuali, personale in regola, norme sanitarie e di sicurezza rispettate. Mi fermo qui, convinto che prima di quanto si creda, questa mia sospettosa analisi, trovi più di qualche riscontro oggettivo. Come al solito cerchiamo "Igor" dove non c'è...più.
Riminese adottivo