lunedì 1 aprile 2024

Un Tarquinio nel Pd

La Schlein voleva riempire la lista dei candidati alle europee, con il genere più familiare. Non essendo un prodotto della sinistra, ma "raccomandata" d'oltreoceano dall'obamismo chic e molto radical, è stata stoppata dalla corrente che definiscono riformista, per non chiamarla post-democristiana. Fra le tante colpe addossate alla segretaria in quota grillina, la più lacerante per il partito democratico, è la candidatura di Marco Tarquinio. Presenta il merito di avere diretto l'Avvenire dei cattolici conservatori, oggi sicuramente il giornale più a sinistra di Repubblica, La Stampa, Corriere, Domani e perfino il Messaggero, letti assieme. L'ex direttore però nel curriculum, mostra alcune "ombre" che lo consegnano nel girone dei reprobi. E' perfino antiabortista, oltre ad essere convinto pacifista. Su Zelensky è arrivato a dire che se faceva le valigie, anche nudo, il conflitto finiva. La guerra terminerà con il solito abbandono americano e lui vestito di verde atlantico. Nel miscuglio democratico, fra le tante distonie appare ancora Zan, in quota rainbow. Un partito che ha perso, dalla nascita in provetta, la connotazione popolare per rappresentare garantiti e privilegiati. Le distanze culturali tra i personaggi citati sono lunari. La Schlein, una volta tradotta, le rappresenta tutte. 
massimo lugaresi

L'Inizio


E' successo spesso che le rivoluzioni sociali inizino nelle scuole. Nel paese con sbalzi politici e porti spalancati, i tempi dell'insegnamento, stanno saltando, come i tappi delle gazzose. Ramandan obbligatorio e condanna di Israele, sono cerini accesi. Occorre dire che la propaganda, intesa come 
accozzaglia mediatica e giornalistica, sta trascurando questi "particolari", come la crsi che attanaglia il Pd, nelle mani e sorrisi durban's della Schlein. Hanno più visibiltà ed ascolto i portatori di misteri mafiosi o genitori piombati in tragedie familiari, dei 4 milioni di persone povere, senza redditi casalinghi. Israele è diventato il nemico degli universitari di sinistra che sembrano maggioritari e, da sempre, i più agitati. Intanto le intelligences occidentali,hanno trovato tracce di rubli per i filoputiniani. Termine lato che permette ogni forma di condanna. Dall'altra parte è tutto lecito. Zelensky, ormai solo, chiede (finalmente) il ritiro dalla guerra. Dall'America non gli rispondono nemmeno. Occorre sistemare quello che rimane nella Striscia di Gaza, dopo l'attenta e meticolosa pulizia di Netan. La nazione inventata dopo lo sterminio nazista, sta precipitando nei consensi e simpatie. Un calo impressionante che la conduzione di Netan sta peggiorando giorno dopo giorno, con bombardamenti a senso unico. Cosa fare per nascondere un altro punto debole nella gara elettorale affidata ancora a Biden? Trovare i filorussi in giro per mezzo mondo. L'altro mondo lo hanno già in mano. Noi però, abbiamo la Meloni, con l'elmetto pronto.
massimo lugaresi

domenica 31 marzo 2024

Il Democratico Ribollire

Ho notato, da attento lettore di Linkiesta ed ammiratore di Dagospia, Il Democratico Ribollire. Il blog radical chic, fiancheggia la corrente Schlein, mentre Dagospia, con tette&culi popolari, si occupa dei resti di un partito multiforme anche nei generi. Non è ancora ufficializzata la nascita delle due correnti, al momento indicate come Riformista ed Antagonista di polizia e monumenti. Hanno capito però che è meglio non picchiare nessuno in Ungheria. Da noi trovi subito il perdono. Abbiamo passato anni di piombo ed attentati, senza perdere il concetto della democrazia. Cercano di resuscitare rigurgiti fascisti, francamente visti solo su bottiglie o braccia alzate nello sport. Le due correnti, in attesa della consacrazione o divisione, sono il risultato di una scelta politica sbagliata anche nei passaporti della segretaria. Un salto nel vuoto e nel buio. La copertura di Prodi, la precipita nel grottesco. La storica sinistra italiana, avrebbe già formato due partiti, con un congresso. Rimangono ancora le briciole di un potere sconfinato. Il Partito Democratico è il peggiore miscuglio della politica italiana. Lo shaker di Prodi ha miscelato partiti confliggenti, avversari dal dopoguerra. Mani Pulite ha distrutto le componenti principali, carcerate e disponibili a tutto. Dopo una serie di travasi e sigle plurime, i resti del comunismo, accompagnati dalle lacrime di Occhetto, sono scivolate nella parodia, in attesa di compiere la miracolosa trasformazione nel democratico, piuttosto cristiano. Occorre dire che la propaganda spingeva la mutazione della pelle comunista, nel fritto misto dello chef Prodi. Ci spingono ad adottare sanzioni mai sufficienti, che portano la Russia nell'orbita commerciale e bellica della Cina. A noi però regalano la migliore inflazione europea e quattro milioni di veri poveri. Gli americani si sono stancati di porgere aiuti per massacrare ucraini e palestinesi. La Pace è una utopia, sempre più lontana, arriveremo al punto che la terza guerra sarà inevitabile. Il virus ci aveva ammonito. 
massimo lugaresi

sabato 30 marzo 2024

I Messaggeri

I giornali e, particolarmente, i giornaletti, quelli con tirature che non travalicano la città che li ospita, si sdraiano, per convenienza, sulla coalizione che governa il loro territorio, sempre più ristretto. A mantenerli i
n vita ci pensano i vari governi. I giornalisti di successo, come Gramellini, sono diventati influencer televisivi de La 7. Ho scelto il Messaggero, diventato furioso combattente per l'antagonismo di sinistra e (naturalmente) iscritto alla Nato delle rotative. L'elenco delle pagine democratiche è sproporzionato rispetto ai voti raccolti, frutto dell'accurata semina imprenditoriale del Pd, nei 20 anni di regime condiviso. Dagospia non può usare sempre la (solita) Repubblica, vero ed unico vangelo, oppure il "serioso" Corriere o La Stampa che detta la politica estera israeliana. Domani è in pausa riflessiva, dopo il coinvolgimento nello scandalo dei dossieraggi su richiesta. Allora cosa rimane al blog degli scoop, allietati da tette&culi, senza preclusioni di genere e dimensioni? Attaccare la destra che concede infiniti spunti e dimenticare chi è la segretaria della sinistra. Raramente viene intervistata, solo colta in rapide e sorridenti fughe, senza capire dove è diretta, con un sorriso smagliante (?) ed il celebre ditino indirizzato alla Meloni. Il Carroccio ed ovviamente Salvini, avversari della sinistra (tutta) sembra siano indirizzati verso la sconfitta elettorale alle europee. Volere candidare un generale scrittore che ha surclassato nelle vendite, la democratica famiglia dei Premi Strega, è dichiarazione di guerra mediatica. Almeno una delle due (guerre) tenute in piedi, con sofferenze atlantiche, deve cessare. L'America si è stufata di regalare armi ed uomini, Macron si aggrappa al personal trainer, Schloz ha ridotto la Germania una simil Italia per debito. Molti paesi hanno già virato a destra, altri aspettano gli aiuti per fare un muro anti Putin. Le nostre reti televisive hanno (facilmente) adempiuto al compito imposto. E' antico costume adeguarsi, senza distinzioni. 
massimo lugaresi

La Meloni per Tutti

Dagospia, esaurite le condivisioni del giornalismo di Elkann e Cairo, si rivolge a quello transalpino di Liberation, giornale che faceva impallidire anche la sinistra dell'Unità. Siamo alla Meloni per Tutti, all'interno della coalizione. La Ducetta, termine vincolato dalla sovrintendenza del blog, si guadagna la prima pagina del giornale che considerava i comunisti italiani, espressione della borghesia. Viene definita un camaleonte della politica, con qualche evidente ragione. Mentre Salvini in penitenza, per i voti persi ed il ponte dei sogni, cerca disperatamente una salvifica sponda nella Lega e Taiani continua il suo monoespressivo dialogo, la premier impazza su giornali e televisioni, mantenendo (da sola) alto, l'interesse per la coalizione. I dem interpretano (male) l'opposizione, con il complesso dei migliori e la solita puzzetta nasale, pencolando da Landini alla Salis, come fossero due facce della stessa medaglia. Volerla candidare sembra l'ennesima stronzata di una massa antagonista, una volta, nemica. Il rincorrere a personaggi "influencer" del giornalismo o nelle piazze, non ha mai portato bene e voti. Il fallimento dei Ferragnez dovrebbe bastare. Non hanno più rapporti con il lavoro ed il mondo che lo circonda. Il premier donna li sta massacrando, usando un corretto rapporto con i cittadini, anche in divisa. La Ducetta sembra sola o male accompagnata. Si ricordano però del cittadino votante. Ho l'impressione che perfino i "risvegli" riminesi siano troppi. La ruota ha ripreso a girare, come le presenze.
massimo lugaresi

venerdì 29 marzo 2024

I Riformisti

I riformisti del Pd, sono nemici degli antagonisti, alberganti nello stesso miscuglio democratico. Sta scoppiando la "guerra" delle propagande. Anche Il Giornale, eredità berlusconiana al centrodestra, scivola verso posizioni care ai democratici d'oltreoceano. Sembra propendere per Biden. No comment. La confusione, prodotta volutamente per nascondere sconfitte e bugie fabbricate, tra qualche mese cesserà. L'elezioni americane sono lo spartiacque. Il nostro governo (sembra?) spiritualmente più vicino dell'opposizione, ai padroni delle nostre aspirazioni, ma non si pronuncia sulla scelta tra i due arzilli gareggianti. L'America è stata costretta ad abbandonare il compito del gendarme nel mondo rovesciato. La nostra propaganda gioca sul filo del rasoio nucleare. La prossima guerra non sarà "limitata" geograficamente e sicuramente nucleare. Le provocazioni sono quotidiane. Molte, servono per i titoli di Repubblica, La Stampa e Domani (in castigo). Ammoniscono il nemico russo che ha sconfitto i nazisti che lo invadevano. La Meloni l'ha combinata grossa, "trascinando" la coalizione ad una vittoria, non permutabile nel futuro. Si capisce (quotidianamente) che non erano pronti, tanto meno allenati. La Schlein, forse involontariamente, offre il migliore aiuto. L'incomprensibilità del suo eloquio è un pregio. Anche buona volontà e maniche larghe diventano motivo di divisione, sempre più feroce. Il miscuglio democratico sembra rappresentare l'intero panorama politico. Però ogni giorno (pubblicano) i decimali delle previsioni premianti. 
massimo lugaresi

Crocus City Hall


Siamo rimasti alle "vecchie" guerre" quando l'informazione era consegnata ai solenni e badogliani comunicati. Oggi le due "nuove" guerre si giocano sulla reciproca propaganda, indispensabile. Occorre dire che nel campo la Russia ha poco da imparare. La nazione è nata difendendosi. L'aiuto (recente) al momento silenzioso, del colosso cinese che ci ha inferto la prima lezione con il virus scappato dai cortili, è la novità che impedisce il degenerare di Macron. La portavoce del ministero degli esteri russo riesce (facilmente) a sfottere l'ex primo ministro, il guerrigliero del pungiball. Gli impartisce una severa lezione di storia che potrebbe essere allargata al campo ristretto della nostra sinistra. I miscugli con la cristia
na e moderata democrazia, liberata dall'abbraccio socialista, una volta antagonista dei compagni comunisti, costringono i dem a scegliere tra 3 cittadinanze e Bonaccini, da sempre un fedele fuzionario di partito. Maria Zakharova rivolgendosi al maschione francese che ormai conta come Matteo Renzi, gli ha "ricordato" che le truppe russe entrarono a Parigi e tutti ritornarono a parlare francese. Ci sono due vangeli nella propaganda dominante. Il primo, più seguito, fa riferimento alle intelligences americane. inglesi, francesi e relativi giornali d'accompagno, l'altro più sottile, non per tutti, usa le voci ufficiali degli Stati Uniti. Compare (per finta) anche Biden, ma è il suo stuntman. 
massimo lugaresi