massimo lugaresi
giovedì 11 giugno 2026
Meno Largo
Assistiamo al ridimensionamento del Campo definito Largo per l'enorme e contraddittorio miscuglio di presenze, una volta feroci nemiche. Una chiamata al potere che si sta sciogliendo, dopo le sberle elettorali. Usando le attuali percezioni si è capovolta anche la geografia elettorale, Nel meridione (non tutto) i cosiddetti progressisti all'indietro hanno trovato il loro piccolo regno, grazie ai compagni stellati spargitori di miliardi, gettati al vento del lavoro in pantofole. Rimangono le grandi città, con dimensioni tali da rendere difficili le distinzioni, per il voluto ingresso dei tanti ristoratori delle nostre pensioni. Dagospia ha usato il solito contentino per la propaganda. Il partito democratico è fermo, immobile, silente, non avendo una guida per tutti. Situazione strana, forse l'ultimo danno prodiano. Non hanno il coraggio di indire un congresso che stabilisca almeno la verità politica, si barcamenano con l'aiuto dei soliti megafoni e richiami al fascismo. Un quotidiano attacco alla Meloni che si erge facilmente rispetto alla rivale, per la velocità nella trasformazione e la presa d'atto delle mutevoli situazioni. Un abisso incolmabile nel confronto con l'armocromatica figura ed unica espressione. Non si confrontano, conoscendo il risultato. Le vicende mondiali spingono verso profonde divisioni. Trump sa che il suo tempo sta finendo, rimane l'impressione che i dem americani siano messi talmente male che sarà un altro repubblicano a governare uno strano paese.

