venerdì 5 novembre 2010

Votavo come Voi

Rimini assomiglia sempre più ad una casa diroccata, circondata da tanti fenomeni politici, rigorosamente in giacca e cravatta, qualcuno si preoccupa delle piastrelle del bagno, altri delle essenze in giardino, uno cura la camera da letto, Ermeti la piscina, con il pragmatico che pensa alle scope per pulire attorno a casa. Se arriva uno sfigato normale e chiede che tipo di fabbricato strategico si pensa di costruire, per quale uso e con quali risorse, diventa un sabotatore, se ha il coraggio di replicare che questo andazzo dura da vent'anni, allora Gobbi lo stoppa accusandolo di volere proprio litigare. Nella realtà non c'è una proposta organica, una macchina comunale distrutta, debiti per centinaia di milioni, problemi strutturali enormi a partire da fogne e strade, nessun progetto serio nei cassetti, un sistema d'imprese vicino al tracollo, la caricatura della cultura. Nelle banlieues a nord si alzano fogheracce di macchine, segnale di malessere e del definitivo cambio antropologico, i giornali non chiedono notizie allo Sceriffo, ma al rivale democrat, un pedalatore amato, sempre presente, con ottime probabilità di chiamarsi Morolli. La situazione non porta consenso, continuano a raccontare cazzate e preoccuparsi dei posticini, sono convinto che chiunque vinca le primarie della piadina, la brucerà poco dopo.


votavocomevoi.pd@libero.it

giovedì 4 novembre 2010

Di chi è

Fabio Galli? La domanda ci è sorta spontanea quasi naturale, quando in assenza di notizie e dopo avere cercato Agnone che ha rifilato quattro papette alla metà delle squadre riminesi, troviamo sul Sito Amor Dei et Pd una dichiarazione di Fabio Galli, mancato Sindaco a Riccione, perfetto Assessore in Provincia al Turismo, con la scusa che se l'ha fatto Gnassi..... Una volta il compito era facile, oggi è solo inutile, l'Agenzia di Marchetting  ai tempi delle mortadelle grasse riusciva a donare circa 2 milioni, usando il solito bilancino: 60 a cielle, più bravi ed organizzati, 30 ai margheritini associati, il resto agli amici di Vasco. A Galli sono rimasti solo tanti addetti stampa, non hanno più un soldo, molto probabilmente dovranno rifondere in futuro qualcosa, per ripagare avventure metropolitane che sono costate in diciotto anni una cifra superiore ai venti milioni. La giustizia è lenta se non ci sono escort acceleranti, quella amministrativa-contabile ha il passo dei bus di Fabi ed Amadori, possibile però che le colpe siano sempre degli amministratori, le delibere contestaste a Rimini sui vigili non sono state preparate dal Direttore? Tutti gli atti urbanistici non devono essere sottoposti alla Sua autorevole supervisione, se vince la Lega, prima partono Sindaco&C, poi la stanza vicina si libera, vero Pini?

P.S.
Ci siamo dimenticati di ripetere la frase storica del Galli sempre furioso con Pironi, la colpa della chiusura del Grand Hotel è della mancata apertura del Palas, meriterebbe un avviso..

mercoledì 3 novembre 2010

Il Furbo

Sapendo che in primavera a Rimini si vota, dalla sera alla mattina, Errani inventa una Conferenza Regionale sul Turismo. Non avendo niente da proporre, conoscendo la scarsa spendibilità dell'Assessore, lancia un concorso per idee, possono concorrere anche i sistemisti. A Vasco, tempo fa, avevamo dedicato un lungo articolo, con lavoro certosino e memoria invidiabile, ricordavamo quante volte il Governatore avesse remato contro la nostra Città, in materia di sanità, università, cultura, trasporto, infrastrutture e... turismo, incentivando Bologna a rubare il nostro mestiere, ma soprattutto la natia Ravenna, con quattro terminal passeggeri nel Porto ed un autostrada che da Venezia approda a Ra ed invece di proseguire per Rimini devia a Cesena. Lasciamo ai soliti zelanti politici ed imprenditori, lautamente ripagati, il compito di plaudire la sua bravura, tanto i riminesi si comprano con perline e specchietti.  Prendiamo ad esempio il Presidente dei Bagnini di Rimini, illustre partecipante all'incontro, icona dell'immobilismo e della salvaguardia della costa, cosa racconta dell'Accordo di Programma Murri, firmato ieri da Regione- Provincia e Comune che permette cinque torri portoverde con tre/quattrocento appartamenti o dell'auspicata pedonalizzazione del lungomare osservata dall'alto dei grattacieli e centri commerciali previsti. Uno stucchevole rapporto di sudditanza con i soliti coristi che parlano per tutti e bramano per se stessi, chiediamo quello che ci spetta, compresi gli arretrati, senza cappello in mano.

Pennuto

Si è scatenata la corsa alla raccolta delle firme, Arlotti non corre per arrivare secondo, invece Nando ha una squadra di oriundi di Poggio Berni, Santarcangelo, Bellaria, che affilano armi e bile per lanciarsi all'avventura di Rimini. Ha fatto scalpore l'uscita della Elisa, che ha lanciato quella dichiarazione perchè un secondo giro a Montecitorio le garberebbe farlo volentieri, girava voce che Gobbi andasse in Parlamento e Funelli nuovo segretario, un dalemiano doc. Mi raccomando, nessun pennuto ti ha detto nulla.

pennuto. pd@libero.it

martedì 2 novembre 2010

Un Rigore

Il disastro Riminese s'avverte guardando la prospettiva politica, i candidati veri o presunti, destra e sinistra vengono recepiti dai cittadini come negativi a prescindere. Nel voto provinciale, inserendo i Grillini nella Protesta, ha votato una scarsa metà dei riminesi, destinata a scendere in aprile, nonostante la maggiore spinta delle comunali. I due schieramenti, divisi al loro interno in mille rivoli, rappresentano ciascuno un 20% degli elettori potenziali, il consenso di un riminese su cinque. Se questi sono i numeri, il problema non è chi vince, ma come governerà una città piena di macerie vecchie e nuove, con scelte importanti da disegnare che richiederebbero una larga condivisione. Tutto si giocherà rubando il vitale 1% all'avversario, anche comperando piccole famiglie socialiste, spuntano come i funghi di gobbi candidati inventati a cene giornalistiche, disegnini, ponti, laghetti, seminari, ponzi pilati. Siamo stati i primi a denunciare la palude consociativa riminese, nella quale gli errori tragici di chi governa da quasi sempre vengono perdonati ed assolti dalla minoranza/maggioranza di soccorso. Non c'è solo la politica nel calderone consociativo ma anche finanza, professioni, sindacato perfino sociale e volontariato. I fatti confermano l'ipotesi peggiore, il futuro dovrebbe essere rappresentato da una cultura salottiera, notturna, preparata in sartoria, cinema, gossip e piadine farcite. Debolezza ed insipienza albergano nei due schieramenti, oltre ad un intollerabile tasso di litigiosità, avendo bruciato nelle passate campagne elettorale la legna migliore si trovano d'accordo nel cercare un Papa straniero, attenti solo ad evitare corsie ospedaliere, Maurizio Focchi ha corso il rischio di farsi eleggere per chiamata, era diventato un santino da esibire, facendo scongiuri che accettasse. Siamo sicuri che sarebbe riuscito nella disperata impresa di Salvare la Città, qualche titolo etico lo possiede, il contorno sarebbe stato sempre quello del Potere Riminese, che non entra mai in competizioni elettorali, si cooptano, fanno Fondazione. Non siamo innamorati della Lega, abbiamo avuto di meglio, rimangono però l'ultima speranza, non sono contaminati, ancora, dove governano lo fanno seriamente ed onestamente, usano strumenti e modalità organizzative mutuate dalla  migliore esperienza comunista, il rapporto con l'elettore è marcatura stretta, con qualche concessione verbale che serve per marchiare meglio la differenza. A Rimini veleggeranno al 15%, Moretti, Lombardi, Ravaglioli e...Renzi se vogliono il pass per Palazzo Garampi devono trovare un accordo e chiudere da subito gli inciuci pericolanti. Una figura come quella sul Palas a Verona non sarebbe successa, attenzione i rigori a porta vuota non capitano in tutte le elezioni.



La Sindrome

Trenta veri camerieri si sono arrabbiati per essere stati paragonati a Gnassi da Pizzolante, l'unico socialista nel quale riponevano fiducia. E' finita alla riminese l'ennesima querelle sul niente o sui presunti lavori sostenuti dal quarantaduenne ragazzo della via Saffi. L'inizio di questa avvilente campagna elettorale è da brividi morali, Fabio Pazzaglia, l'unico candidato da difendere ed offrire per tentare una risalita morale, viene osteggiato, perfino deriso, costretto a rinunciare, sarebbero da commissariare come Banchieri se esistesse il Partito. Le primarie si svolgono all'interno dell'apparato, il calo drammatico degli iscritti è tale da non rendere legittima la prassi, nel Comune di Viserba, vicino ai ventimila abitanti non superano le 40 unità, con questi dati che senso ha stabilire una selezione, era più seria un'indicazione secca, vince sicuramente chi ha in mano rapporti, leve, patti e chiamami cna. Si sta svolgendo un concorso truccato, si sono messi d'accordo in Tre, vincono alla grande, i perdenti alla fine possono sempre chiedere un Poltrona di Ristoro. Chiudere i nostri articoli rimpiangendo la mancanza di una opposizione è stufante quanto avvilente, l'alternativa si costruisce giorno dopo giorno, il dilemma tra il non votare o consegnare la speranza a qualche movimento pieno di stelle o magistrati, ci costringerà a diventare Padani. Focchi era il migliore, Moretti e la Gemmani possono servire la tavola del ribaltone in modo esemplare, discorsi inutili se hanno la Sindrome del Perdente.

lunedì 1 novembre 2010

Paracaduto Vs Cameriere

La campagna elettorale meno sentita dai cittadini è iniziata sui giornali di Casa, Curia, Condominio, un attimo prima che l'Arbitro(?) Gobbi spegnesse la luce in Federazione, ha regalato la sorpresa meno attesa, l'ingresso in campo di un Cameriere di Nud e Crud, secondo le rudi espressioni del Paracadutato Pizzolante. Avrete capito che parliamo di Gnassi, l'eterno ragazzo quarantaduenne cresciuto ad incarichi. Tra i due se ne sono dette di tutti i colori politici, quelli cambiati dal Cameriere sono meno numerosi degli esponenti politici per i quali ha prestato servizio più o meno fedele, la sua candidatura è legata ad un Patto con quello più odiato. La ventata d'aria fresca implorata tra una portata e l'altra è durata lo spazio di un pomeriggio, la strada per arrivare alla meta si preannuncia in salita, non avere mai fatto niente nella vita, oltre autocertificarsi politico, rende debole il personaggio, non basteranno abiti intonati e bici griffata, occorre coraggio, autonomia, forza, fantasia, materie che non fanno parte del bagaglio culturale comunista nel quale si è formato, ci sono state eccezioni che hanno pagato pedaggio, lui è regola.