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Mentre mi accingevo alla pubblicazione del precedente articolo "Folklore&Pochezza", ho letto sul Carlino che il Comune di Rimini ha proceduto, infischiandosi di tutto (e di tutti), al rinnovo delle concessioni demaniali fino al 2020. Subito plaudito e raccontato dai bagnini come atto dovuto, sapendo (bene?) che ogni provvedimento amministrativo "sub judice" rimane congelato e non si può contestarne l'inerzia. Mi chiedo, allargando la domanda ai mille (media) lettori di questo Blog: una scelta così importante doveva essere scoperta da un giornale? I partiti ed i consiglieri che albergano nel consiglio comunale sono "fantasmi" anche loro? Oppure sono sicuri che tanto o votano o non capiscono, alle volte tutte e due? Una ammirevole inchiesta fatta dal Carlino ha scoperchiato il "pentolone" delle prossime elezioni. Gnassi si è messo avanti con i lavori. Le divisioni esistenti, il giudizio penale allontanato e scomparso nel tempo e le concessioni a 549 aziende balneari significano in conti elettorali una certa vittoria. Le milionarie sanzioni europee ed i ricorsi che ci saranno (sicuramente) però li paghiamo noi. Che la "scelta" dovesse rimanere segreta lo dimostra l'articolo che (stesso giorno) è comparso sul Corriere: il solito pistolotto dei bagnini sulla Bolkestein. Nessuno che abbia avuto il coraggio di raccontare il rinnovo. Non è una bazzecola o una festa. A febbraio è attesa la sentenza della Corte Europea. Non potrà che "negare" il rinnovo oltre il 2015. E' evidente che aspettandola i concessionari sarebbero rimasti "inchiodati" alla scadenza naturale e legittima del 31.12.2015. Hanno scelto la strada della confusione come fossero quote latte. Le sanzioni "milionarie" rapportate all'infrazione le pagheremo noi cittadini oltre all'ombrellone e il lettino. Concludo ricordando che Gnassi è anche responsabile Anci per i comuni turistici, è lecito pensare quindi che prima di procedere abbia sentito almeno Del Rio o lo stesso proprietario del piccolo aereo in leasing. Le imminenti elezioni valgono il rischio, tanto se va bene vincono loro, se va male ed andrà malissimo, paghiamo noi.

Sulle televisioni locali d'accompagno al piddismo riminese, in una trasmissione gestita dalla Confartigianato hanno parlato della "Bolkestein". Lasciamo perdere il moderatore in canottiera da bagnino old style, i due interlocutori erano, tanto per essere imparziali, Pizzolante e Arlotti. la migliore espressione dell'NPD al governo balneare. Prima considerazione: i bagnini hanno abbandonato le zone di Forza Italia e Lega, fino a ieri importanti sostenitori della categoria tra le più "vessate". Con il secondo aspetto, entriamo subito nel folklore. Il Pizzolante si è dichiarato "primo tifoso" dei signori della sabbia. Ha raccontato senza interruzioni rumorose di essere arrivato (personalmente?) alla quasi soluzione del problema. Per i lettori sbadati sarebbe stato il rinnovo (senza bandi) almeno trentennale delle concessioni di un bene ancora pubblico. Ovvio che se ci fosse stata anche una leggera controparte, non dico Arlotti, che s'intende di rotatorie e circonvallazioni che sfociano al massimo nel turistico rinnovo delle licenze antincendio. la discussione sarebbe stata leggermente più animata e veritiera. Io avrei chiesto al Quentin Tarantino di governo quale fosse la soluzione "normativa" che non è mai entrata in porto. Era la vendita della spiaggia nella parte edificata? L'unica messa in campo. La reazione al confronto di tanta pochezza sarebbe stata la classica risata se non si parlasse (male) della parte più pregiata del nostro agonizzante turismo. La ventilata vendita avrebbe anche riproposto in termini più crudi la necessità dei bandi altrimenti si parlerebbe di regali. Come previsto dalle norme italiane senza scomodare l'europa che sta per "sanzionare" il bulletto. Perfino Corsini attuale assessore regionale al turismo di Ravenna ha capito la situazione. Una discussione surreale che ha raggiunto l'orgasmo quando Pizzolante ha parlato di una Legge già pronta per essere discussa nel consiglio dei ministri, alla presenza però di Juncker. Molto probabilmente faceva riferimento alla furbata di mettere a bando le "nuove" ma inesistenti spiagge libere. A TE Faz Arlotti ha voluto concludere la piacevole chiacchierata tra amici d'ombrellone dicendo che avendo ormai superato la scadenza europea del 2015, avremmo diritto al prolungamento al 2020. Una posizione anche condivisibile, ma che richiama le responsabilità del Governo Berlusconi. Dalla prima proroga del 2010 non è stata messa in campo nessuna riforma. Pizzolante faceva parte di quel governo come ora inevitabilmente di questo. L'unica cosa fatta invece dal Pd è confezionare una legge che proroga il tutto al 2020, fonte di contenziosi e che sta per essere sanzonata e cancellata dalla bad europa. Il teorico interlocutore che non c'era nella trasmissione casalinga, avrebbe potuto ricordare che la Corte Europea che presto ci condannerà non è organo legislativo e neppure politico, ma solo di giustizia, in molti casi disperata. Pochi sanno che sono stati dei giudici italiani, obbligati ad entrare "nel merito" di rinnovi negati, oltre il 2015 da parte da parte di alcuni comuni, a richiedere l'intervento della Corte Europea. Hanno chiesto se vale la legge italiana o quella europea. Il verdetto non sarà difficile. Completato il quadro documentale arriva la piacevole sorpresa. Il Carlino questa mattina....,segue altro articolo

Abbiamo iniziato a commentare i "giochini" di Gnassi, sono stati il mantra di un'intera legislatura. Anche le feste e cotillons con luci, effetti e manifesti speciali fanno parte di questo carnevalesco scenario. I cartelli intelligenti rappresentano le variazioni culturali sul tema principale: Niente. Così si potrebbero definire questi cinque anni, contornati però da centinaia di fallimenti. L'unico intervento pesante è stato per Cagnoni. Un salvataggio pieno di mattoni, vietati agli altri, che "dovrebbe" permettere il salvataggio del Palas, prosciugatore dei conti (decenti) della Fiera. Nella prima parte ho trattato il tema del Borgo S.Giuliano sollevato dagli stessi residenti. In questa seconda riflessione vorrei evidenziare quello che sta avvenendo a MarinaCentro. Altro luogo dei piacevoli "giochini" del Sindaco. Nei giardini dietro la macchina fotografica sono in corso lavori infiniti, di cui non si capisce il senso, ma se ne percepiscono i costi enormi contando semplicemente il numero di operai e mezzi che da diversi mesi sono impegnati in questo cantiere "fantasma".
Se vai al centro della strada pedonale attigua, dopo i lavori di sistemazione effettuati si è passati da un'ambiente oggettivamente decadente ma con una sua caratterizzazione a qualcosa che non esito definire caricaturale. Un non luogo. Asfalti rovesciati a casaccio che dovendo seguire l'irregolarità dei cordoli perimetrali, diventano ancora più brutti. Il contrasto orribile con rettangoli di pavimentazioni maniacali al posto delle vecchie fioriere presenti sul viale ed infine una serie infinita di tristissime barchette di plastica definibili panchine. Un orribile contrasto con i giardini circostanti lasciati nel loro primitivo degrado.
Un "fare" che ho visto ripetersi poco distante su Via Capellini. Anche li colate di asfalto destinato a frantumarsi nel giro di pochi mesi, non essendo stato eseguito il sottofondo. Questo è solo uno spaccato. Parlare di "pochezza" è definizione compiacente. Si agisce a sentimento, la dove mi porta la paura delle elezioni, inspiegabile dal momento che sono già (largamente) vinte. Una assenza recidiva di programmazione, decido io, senza nemmeno il contraltare dei vecchi quartieri che avevano (almeno) una funzione calmieratrice. Ci sono zone nelle quali per Gnassi vale l'accanimento progettuale, altre (tutte) che non vedono uno "stradino" da anni. Per avere conferme fate un giro al centro sportivo (?) costruito con bando riminese davanti all'Hotel Waldorf. Fabio Lisi sarebbe davvero la cura migliore.

L'acronimo indica crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione. Credo che nelle banche di Rimini, quelle di famiglia ed in quasi tutte le altre sia la formula prevalente. I non performing loans (prestiti non performanti) sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori. Si tratta in pratica di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione. Per fare un esempio "riminese": per la costruzione del Palas, leggermente sovradimensionato, Cagnoni ha assunto da Unicredit un "modesto" mutuo ipotecario di 46 milioni. Non essendo nella condizione di onorare le semestrali rate, il creditore ha messo un "pegno" sulle azioni. Ma di questi esempi certo molto più modesti e non riferenti a soldi pubblici, ce ne sono a migliaia che portano ad ingrossare la vera lista riminese: Fallimenti.it. I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in varie categorie tra cui gli incagli e le sofferenze, le più importanti. Banca d’Italia definisce le sofferenze come crediti la cui riscossione non è certa da parte degli intermediari che hanno erogato i finanziamenti perché i soggetti debitori risultano in stato di insolvenza, anche non accertata giudizialmente o in situazioni equiparabili. Nella realtà il confine tra le categorie, dopo dieci anni di recessione e due di renzismo, è molto labile. Oggi le sofferenze nella quasi totalità sono veri e propri incagli. Gli intermediari creditizi devono accantonare delle riserve apposite in proporzione al credito a rischio e alla sua condizione. Una delle ragioni per obbligare alla ricapitalizzazione tante banche. Il problema è trovare il capitale che a questo punto è proprio a..rischio. Nella "piacevole" discussione in dialetto toscano tra il nostro ineffabile premier e la padrona dell'Europa, da una parte del tavolo c'erano i duecento miliardi di Npl e dall'altro il problema/dramma dell'immigrazione. Secondo voi come è andata a finire? L'Italia e la Grecia non hanno più frontiere ma solo debiti.
Con l'insediamento della Giunta Gnassi il servizio di wifi pubblico passa in mano regionale ossia alla società Lepida Spa un carrozzone a detta di tutti fatto per distribuire poltrone al centro di tanti e tanti scandali per nepotismo e clientele. Questa società fornisce a Rimini ed a quasi tutti i comuni della regione un wifi scadentissimo a riminesi studenti turisti, con procedure di accesso risibili tutto per avere il minor numero di utenti connessi e non spendere una lira e distribuire tutto in stipendi questi sono i fatti che chiunque può verificare sia utilizzando il wifi sia leggendo gli articoli di stampa che riguardano questa scassatissima società bolognese. Ora io chiedo perchè mai i consiglieri, l'assessore preposto Imola non fa il passo di mandare... questa società alla quale per altro noi come contribuenti riminesi versiamo la bellezza di 50.000 euro all'anno per avere un wifi che come traffico è grossomodo paragonabile a quello che ognuno ha nella propria abitazione e paga 300 euro l'anno?? La Tosi a Riccione ha venduto le azioni Hera per me avrebbe fatto meglio a tenersi le azioni ed revocare l'appalto visto che distribuiscono dividendi ebbene Lepida è il fratellino che deve crescere di Hera. Ah: questo poltronificio è targato PD!
Pepp De Vergòn
Non ti cito per evitare pubblicità gratuita, potresti usarla per il tuo lavoro. Quando un mesetto fa, volevi fare il sindaco, con immediata disponibilità, ho pensato che fosse tuo diritto candidarti. Naturalmente non ti avrei mai votato, ma questo rimane un giudizio di merito, politico. Giustificato, soprattutto dalla vecchia conoscenza. Detto questo ti chiedo se conosci "personalmente" i/le candidati/e che nel tuo articolo hai finito per rappresentare come caricature, in alcuni casi perfino ereditarie. Lasciando perdere il gossip riminese, nel quale riconosco la tua abilità natatoria e passando ai contenuti, in cui, al pari di tanti altri, sembri davvero modesto o insufficiente, sono convinto che la Barbara Baschetti non incidentalmente mia figlia, potrebbe impartirti una lezione esemplare. Scegli tu il campo del cimento. Se, per caso, ti dessero anche il compito di fabbricare un Programma decente, scrivi senza insultare, te lo regaliamo con piacere.
Sandro Baschetti

Esistono tanti modi per scrivere. Quello legato alla sopravvivenza è il più usato ma pericoloso. Il labile confine dell'indecenza o del puro markettaggio è facile da superare. Nella nostra recente esperienza di "compilatori" di Liste destinate a perdere ma "esteticamente" ineccepibili, abbiamo conosciuto o rincontrato giornalisti veri (Carlino, Voce, ..Corriere) ed altri..un pò, molto meno. Naturale sia così, qual'e la novità? Il panorama italiano dell'informazione è testimone silenzioso di un accompagno del renzismo in termini supini o sdraiati. A Rimini devo ammettere che salvo qualche raro esempio (uno) la stampa si è mostrata imparziale. Forse anche per tanti di loro il difendere Gnassi sta diventando esercizio difficile. Allora meglio parlare degli altri che si affannano inutilmente per mandarlo a casa. A dire il vero in un Paese che lotta con la Bulgaria per avere il titolo del più corrotto in Europa, sarebbe stato sufficiente svolgere il processo più facile al mondo. Ma questa è un'altra storia che non terminerà almeno in tempi vicini. Gnassi è il candidato che "tutti" danno come sicuro vincitore. Sarà proprio così? Sembra quasi sia inutile tirare fuori i tabelloni elettorali tanto ha già la maggioranza + Podemos. I resti di Rifondazione non sono più di moda, meglio rinverdirli con sigle moderne. Ma i cittadini che intendono ancora andare a votare sono della stessa opinione? Il teatrino di cui, pur tentando smarcamenti, anche noi facciamo parte, rappresenta l'intera Città? I problemi, i drammi quotidiani del lavoro, casa, sicurezza, sviluppo, chi li amministra? Volevamo cimentarci su questi argomenti come facciamo da oltre dieci anni con il Blog. Con i nostri 8 mila articoli potete congegnare decine di programmi elettorali e, senza alcuna presunzione, migliori delle infantili ed abborracciate visioni che ho ascoltato. Amministrare non è per tutti e da tutti. Su questo il confronto non si svolge, si parla di nepotismi. Ho due figli: uno avvocato fa l'insegnante di beach tennis e l'ho costretto a candidarsi, votando 5 stelle da una vita, l'altro geometra, licenziato dalla cricca del mattone, lavora in Turchia a meno 22 gradi.. gnassiani, grassiani e cardoniani. Caro Fregni di Rimini 2.0, quando sarà il momento di svelare la candidata del Progetto, per cui (credo) tu sia perfino pagato, quali aggettivi userai? Non puoi raccontare che non è figlia di nessuno, il grande padre nel 75 era in consiglio comunale da un pezzo. Oltre alla Fabbrica aveva anche la maggioranza della Dc. Fregni ma va a..
PS Cardone Citizen (per campare) è riuscito a fare peggio di te. Pagato anche lui. Si capiscono le ragioni per cui (ogni tanto) deve scappare. Le tre mummie elette non hanno niente da dire sul loro impiegato di..concetto? Ho sconsigliato la querela. Stato di necessità.