giovedì 2 aprile 2026

Non c'è due

Senza tre. Non condivido il giudizio calcistico di Dagospia, blog di riferimento, usato per scrivere (spesso) il contrario. Per la terza volta l'Italia non parteciperà ai mondiali vinti nel lontano 2006, con il blocco juventino. Accuratamente frantumato, riducendo il nostro calcio nella penosa situazione odierna. Deve riferire alla Camera la Ducetta? La nazionale ha giocato per 80 minuti in dieci, al limite delle sue attuali possibilità. Il blog romanista e piddino, seguendo rapidità e camaleontismo di Conte (5stelle), sta bombardando, dimenticando che il "prima" era uguale, se non peggio. Il discorso sul calcio italiano è lungo, i risultati delle nostre squadre lo attestano. Manca ancora quasi tutto nell'industria trascinante milioni di tifosi. Chiedere le dimissioni di Gravina, Gattuso e naturalmente degli juventini di contorno, è stellata copiatura. Ci sono già decine di social agitatori che lo fanno, chiedendo dimissioni in blocco. Dagospia, interpretando il tribunale della tifoseria, chiede le dimissioni di Gravina e naturalmente di Gattuso, Buffon e Bonucci, definiti un clan perdente. Calcio e politica spesso si sovrappongono malamente, in particolare dopo le brucianti sconfitte. Per montare sul carro vincitore, ci vogliono anni, stadi nuovi ed una particolare attenzione per i giovani italiani, scomparsi dalle squadre. L'avvocato del popolo ha scelto la Elly.
massimo lugaresi 

mercoledì 1 aprile 2026

State Calmi

A sinistra. Il centrodestra è ancora in leggero vantaggio, nonostante le auspicanti previsioni lette in questi giorni. Alcuni piddini diventano social professionisti, scovando, inventando, pubblicando, quotidianamente, situazioni scabrose. Il repulisti della Meloni è stato pesante, in concomitanza con quello della Marina Berlusconi. Un gran chiasso per arrivare al punto di partenza, con due guerre in atto, in attesa della terza. Ci sono timidi spiragli di pace che arrivano da Montecarlo, terra di disperati, visitata da Papa Francesco. Segnali inequivocabili che mostrano le differenze dal recente passato. Il centrodestra è ancora in (leggero) vantaggio. L'arrivo pentastellato cancella o moltiplica il meloniano vantaggio? Dagospia pubblica decine di articoli, vivisezionando la destra, sempre più fascista, senza nominare la Schlein e gli (almeno) 4/5 capicorrente del miscuglio. La Salis (europea) viene sempre in aiuto. Secondo la Ghisleri la scelta del sistema elettorale sarà determinante, nonostante i rapidi cambi dei desideri stellati. Siamo nelle mani e testa di Trump, ingarbugliato da solo. Non sembra una constatazione sbagliata. Lo "Stabilicum" con il premio di maggioranza di 70 seggi, potrebbe mantenere al governo la Meloni, con una più attenta scelta della composizione. Il rivale sarà Conte. Le fantasie giornalistiche di Travaglio e Ranucci avranno un compito decisivo.
massimo lugaresi

martedì 31 marzo 2026

New York Times

Continuo a seguire Dagospia, alle volte indovina l'ispiratore. Il blog riporta un articolo del NYT, giornale democratico che come capita spesso oltreoceano, pubblica dure verità. Ormai il Caso Trump sta veleggiando tra il normale problema senile, accusato platealmente anche dal predecessore e le conseguenze del voto americano. Il giornale assolve (?) il presidente e riversa la colpa sugli elettori. Trump sarebbe il compimento di ciò che l'America è sempre stata. Nazione autorizzata, dai propri miti sull'eccezionalismo, a fare ciò che vuole. Trump non è spuntato dal nulla. Le due vittorie sono il risultato delle scelte compiute dagli americani e dai leader che lo hanno eletto. Anomalia della storia o suo compimento? Credo sia la corretta domanda.  L'opposizione italiana che si professa di sinistra è transitata dalle camminate contro la base Nato, alle effusioni agricole con i peggiori nemici della storia recente. L'avversione verso Donaldone è una conseguenza di quella per la Ducetta. Un Campo Largo in cui l'agricoltore dominante è un disinvolto campione del cambiamento, disposto a cambiare anche la predilezione putiniana. Rimetteranno banchi e rotelle al loro posto.
Usando il prologo bellico in altro modo, visto dalle propagande democratiche sempre  assolutorie, anche i predecessori hanno bombardato ed ucciso migliaia di persone. L'elenco delle invasioni è lunghisimo come quello delle scandalose ritirate. La colpa più evidente è mostrare un legame indissolubile con il premier israeliano. La guerra in Iran è una conseguenza. Forse, questa volta, è la regola con l'eccezione. Pagheremo noi e (forse) gli Stati Uniti.
massimo lugaresi

lunedì 30 marzo 2026

Quanto Dura?

Domanda? Quanto dura la festa della sinistra che sembra unita come non mai? Dopo la sconfitta referendaria sono arrivate (inevitabilmente) le dimissioni di alcuni personaggi del centro destra, colpiti dalla giustizia mediatica, più veloce di quella normale. Gli ex grillini, superbi interpreti della politica con tutti, anche i nemici di Grillo, hanno già dato il pass per l'abbraccio di governo con il Pd, disposto a seguire la Schlein. Anche gli ex compagni riminesi di Chiamami Città sembrano fedeli accompagnatori. Il disarmo della destra vale la soluzione? Matteo Renzi, in attesa di un Medioriente visitabile, ridiventa il predicatore del futuro. Toccarsi. E' già successo un miracolo elettorale, con dimissioni conseguenti, non vi sembra si chieda troppo alla fortuna? Volete andare al prossimo confronto con la Schlein nelle mani di Conte? Sarebbe la fortuna giornalistica di Travaglio, un momento che dovrebbe cancellare covid, banchi e 110%. Mentre Donald Trump torna ad attaccare l'alleanza atlantica, colpevole di non assecondarlo nell'ultima guerra in Iran. Secondo una precisa statistica, gli States sono stati sempre in guerra contro qualcuno. Il Pentagono sta valutando di impiegare altri 10 mila soldati in Medio Oriente. Altra confusione oltre a quella volutamente trasmessa, per ostacolare le verità che possono fare male. Nelle reti televisive italiane racconti sempre più inverosimili. Gli attacchi nemici, producono solo feriti, mentre le risposte di Donaldone sono sempre mortali. Cosa compie Netan è un mistero, con alcuni sprazzi di luce sanguinosi. Si sta esaurendo anche la festosa vittoria del No. Non credo ritorni tutto come prima. Sarebbe una vittoria iniziare un dialogo mai avvenuto. 
PS Nella mia Viserba abbiamo organizzato la festa alla Nuova Piscina. Centinaia i presenti.   
massimo lugaresi

domenica 29 marzo 2026

Abbandonato

Il mondo è concentrato sul diluvio di bombe della premiata ditta Trump&Netan, cadute a scelta su Iran e di continuo sul Libano, non ancora distrutto, come la tragica Striscia di sangue. L'ultima guerra mediorientale ed i continui allargamenti hanno "silenziato" la cosiddetta aggressione putiniana. Donaldone, con una mutazione talmente rapida da sembrare incurabile, ha abbandonato la Nato e sciolto il patto che vedeva gli States guardiani e padroni dell'Europa. Dopo i brevi allenamenti bellici compiuti in Venezuela e la tentata annessione della Groenlandia è arrivata la chiamata alle armi del compare israeliano. Impossibile dire di no per troppi motivi che la storia insegna e conferma. Una guerra tira l'altra, dopo la scomparsa delle due forze mondiali che avevano trovato un accordo sul finto disarmo. Sono arrivate potenze che possiedono arsenali nucleari e regimi disponibili a tutto. Iran insegna. Donaldone aveva detto che in pochi giorni avrebbe issato la bandiera a stelle e strisce. Hanno chiuso lo Stretto di Hormuz, facendo saltare i mercati e (forse) il dollaro. Sarebbe la detonazione del secolo. 
massimo lugaresi

sabato 28 marzo 2026

Inevitabile

Dagospia, blog di riferimento e termometro attendibile nel momento vittorioso della sinistra, ha pubblicato l'attesa previsione del Sorpasso a sinistra e 5 stelle + antagonisti. La previsione è naturalmente di Youtrend. Il dilemma arriverà quando dovranno scegliere chi condurrà il variegato gregge. Il movimento 5 stelle è talmente abituato al repentino cambio del partner che non porrà problemi, se non la richiesta di Conte leader. E' gia successo con La Lega Salvini. Vorrei vedere questa nuova fase della nostra avventura politica. Come si rapporteranno con il mondo al contrario e soprattutto con gli ex padroni? Nel passato il Pd ha permesso di tutto e di più ai democratici d'oltreoceano, aiutandoli a bombardare. Salutame a Giorgia, così titolava Dagospia, il Campo Largo avrebbe superato nelle intenzioni, da trasformare in voti, il centrodestra di qualche decimale. Giusti i festeggiamenti, arrivati senza preavvisi. Credo abbiano influito maggiormente gli andamenti e le conseguenze finanziarie delle due guerre. La scheda referendaria è stata una vendetta. 
massimo lugaresi

venerdì 27 marzo 2026

La Cattiveria

Ho sempre pensato che Marco Travaglio fosse lo spin doctor dell'attuale sinistra, più antagonista. La propensione alla "cattiveria" giornalistica lo rende l'animatore perfetto per un Movimento che non sarà mai un partito. L'atmosfera pesante e le penose esibizioni di Donaldone, hanno immobilizzato la Ducetta, nel momento di massimo bisogno di un partito ed una coalizione che ancora devono imparare molto. I dem hanno messo in atto la strategia liberatoria, usando i rapporti con la società. I loro personaggi e giocatori in campo, mostrano sempre una differenza sostanziale dai troppi dilettanti allo sbaraglio, pieni di boria. La Schlein però riusciva ad annullare il vantaggio, fino alle ultime vicende belliche. In piazza c'erano solo esponenti della sinistra, non solo antagonista e la campagna referendaria, bisognosa di interventi e spiegazioni, è stata condotta solo dall'opposizione. Sono stati bravi a creare e inventare allarmi inesistenti, mentre il tema più pericoloso, sollevato da Palamara, è stato subito seppellito. Poteva/doveva essere momento di confronto, quello che succederà adesso è da scoprire. La decimazione degli ancora presunti colpevoli, non è un atto di forza, solo una tardiva ammissione di scelte colpevoli. Più importante Hormuz.
massimo lugaresi

giovedì 26 marzo 2026

Repulisti

Nessuno può vivere di rendita, così Giorgia Meloni inizia il (tardo) repulisti, il primo effetto della pesante sconfitta. Segnale anche per l'opposizione, significa andare avanti senza ricorrere al voto nazionale. Condivido l'intelligence di Dagospia e l'uso di Repubblica in vendita. Si apre la lunga marcia verso le politiche, con l'eliminazione delle zavorre che avrebbero concesso al nemico, inevitabili processi mediatici. Significa avere la totale padronanza della coalizione che senza la Ducetta tornerebbe ai numeri storici. Il referendum non è stato solo una sconfitta cercata, ma un severo campanello d'allarme. Le ragioni dell'antagonismo hanno colpito i poliziotti e svegliato la giovanile compagine che solitamente diserta i seggi. Le analisi del giorno dopo lo confermano. Le particolari modifiche costituzionali dovevano prevedere comprensibili spiegazioni per i non laureati in legge. Le migliori difese del mio Si le ho ascoltate dalle due avvocatesse. Anche il giovane Donzelli è sulla graticola ed ancora non si conoscono le volontà del Colle. Il pericolo di un voto tecnico può rispolverare le mature "risorse". 
Trovo una pericolosa assonanza con la situazione, indecifrabile, dell'ex padrone Trump. 
massimo lugaresi

mercoledì 25 marzo 2026

14 Milioni di No

La grande sconfitta della Meloni e il destino dei referendum costituzionali che bocciano la politica richiedente. Che botta per Giorgia Meloni, ora l’ultimo anno di governo sarà in salita, così Mario Lavia, dopo il suo Si della corrente piddina, prevede la fine anticipata del governo. La premier paga la chiusura a ogni confronto e la troppa vicinanza a Trump, sta a lei mostrare di essere una statista e non una capo popolo. Schlein si rafforza nel Pd e nel campo largo, ma con Conte di mezzo la leadership dovrà sudarsela. Constatazioni condivisibili. Però il vincitore e perfetto animatore, continuo a vederlo in Marco Travaglio, suggeritore di Conte, come prossimo leader della sinistra. Non sarà la Schlein quella che dovrà vedersela con la Ducetta e lo scontro sarà diverso da quello referendario. Urlare al ritorno del fascismo o berlusconismo, dopo quattro anni di governo e guerre provocate da Trump è stato il vittorioso refrain usato nelle piazze. Il sud ha votato compatto il no. L'Emilia e Romagna ha mostrato alcune crepe.  E' stato il rilancio della attuale sinistra e la sconfitta di quelli, come il sottoscritto, che sono rimasti fedeli al passato. Sono ancora più convinto della necessità della riforma e della impossibilità di farlo capire a tutti. Un esito calcistico. Hanno giocato molto meglio gli avversari.
massimo lugaresi 

martedì 24 marzo 2026

Dalmastro

Non ho parentela (politica) con Dalmastro, sottosegretario alla Giustizia e l'esito referendario è stato chiaro e forse prevedibile, con lo spostamento sulla Meloni. Ho scritto il mio vecchio e motivato Si. La vittoria di una sinistra, completamente diversa da quella storica, condotta per mano e penna da Travaglio e nei festivi consegnata a Landini, ha usato comprensibili ragioni per il No. Arriveremo presto anche ad elezioni anticipate, non penso che la Meloni voglia procedere zoppicando. Il colpo c'è stato. Torno al titolo del pezzo dedicato al prossimo processo in piazza, mostrando le differenze tra due blog di estrazione piddina. Mi sono soffermato su Linkiesta, della corrente Davos, quella che osanna la trimurti Prodi, Draghi e perfino Monti, ma favorevole al Si. Sempre dalla parte dell'Unione Ursula ed ovviamente dell'America democratica e pacifista, con un frettoloso inventario di sole 11 guerre e qualche invasione finita malissimo. Doveroso incipit per arrivare alla romana criminalità che porterà la segretaria del Pd a chiedere i chiarimenti alla Ducetta. Il blog ricorda l'antica commistione tra la destra e un clan di importanza perfino cinematografica. Dimenticando chi rapì ed uccise Aldo Moro. Il mondo richiamato nell'articolo di Mario Lavia era decisamente destrorso, mentre le Brigate Rosse devono essere ancora decifrate. Il refrain giornalistico usato a sinistra, per quanto divisa, chiederà alla Meloni di chiarire l'intreccio che cercherò di spiegare. Il sottosegretario fonda una società nella sua Biella, con altri ristoratori piemontesi, sempre Fratelli d'Italia e la figlia di tale Carroccia che risulta "impelagato" con il clan camorrista di Michele Senese. Questa è la colpa del politico, fotografato abbracciato al capo clan. In attesa dell'iniziativa giudiziaria, è già iniziato il processo piazzaiolo. Sono però migliaia le iniziative finite in niente, con pesanti ripercussioni, a carico degli indagati. Un aspetto che il referendum, con un esito diverso poteva migliorare. E' in atto, oltre alle guerre che stanno impoverendo le famiglie, mostrando i limiti di Donaldone e l'inutilità dell'Unione Ursula, anche un ritorno ai pesanti anni di piombo. L'esito referendario non credo sarà un calmante. 
massimo lugaresi

lunedì 23 marzo 2026

Il Referendum

Secondo la Dagospia del Pd. Il blog, rivelatore di magagne della destra, con notizie e foto che giungono da canali riservati, ha dedicato alla prima pagina l'articolo che conferma le finalità del voto per mezza sinistra, con ancora potenti sostegni. Una disputa che mostra i pregi e molti difetti della nostra politica, sempre al servizio di qualcuno. Oggi e domani sarebbero, per l'intelligence del blog, i momenti della verita per la Ducetta. Mentre la Schlein può sempre avere il prossimo sciopero di riparazione e tante dita da puntare. Inutile sperare in una discussione pacata su alcuni aspetti della nostra costituzione che ci dovevano coinvolgere, dopo il ribaltamento delle posizioni in campo. Una volta la giustizia veniva considerata più vicina alla destra, dopo i venti anni di fascismo, oggi sembra il contrario. Non a caso l'attuale governo è promotore del Si. Ricordo ancora che era la stessa posizione del partito comunista. Dagospia lo descrive come il momento della verità per la Giorgia Meloni, senza aggiungere cosa può rappresentare per la segretaria a mezzo servizio. E' chiaro che l'esito avrà ripercussioni nel tempo, rafforzando l'uso delle correnti giudiziarie, oppure cercando di sminuirne la forza. Sarebbe il salto verso la necessaria democrazia. La mia Juve è però incurabile.
massimo lugaresi

domenica 22 marzo 2026

Pochi giorni

Lunedi sapremo chi ha vinto il referendum, spostato (volutamente) sul governo, grazie al ditino puntato della segretaria di mezzo (meno) Pd, tra uno sciopero e la richiesta di informazioni alla Premier. Le guerre e gli aumenti causati, rendono il momento difficile per i silenti domestici d'oltreoceano. Europa e Nato devono trovare una loro autonomia, senza puntare le armi a comando. La sinistra spera di resuscitare, a braccetto con un movimento nato contro tutti, soprattutto il loro Pd. Nonostante questo, per Dagospia il "taglio" delle accise sui carburanti, l'unico sollievo concesso, è una paraculata, in quanto avviene alla vigilia del voto referendario. Prima di entrare nel seggio andate a fare il pieno, ringraziando la Ducetta. Difficile sostenere una sinistra precipitata così in basso. Sembra il festival degli ex grillini. Hanno il campo libero e lo usano bene. Sanno giocare attaccando, dopo il fallimento del loro centrocampo, nella gestione nazionale. Avere Travaglio, il centravanti del giornalismo che gode delle informazioni migliori, è un vantaggio notevole. La riforma non è berlusconiana, ma una delle (tante) priorità della sinistra, prima degli ultimi spasmi di vita e la nascita del miscuglio. Preoccupa più Trump.
massimo lugaresi

sabato 21 marzo 2026

I Branca-Meloni

Titolo usato da Dagospia per ironizzare (?) sui rappresentanti del governo. Senza dimenticare le accuse, foriere di iniziative giudiziarie, ai singoli membri. Dopo l'ennesima sconfitta della Roma, anche Gasperini è nel mirino della spietata intelligence del blog. Sono curioso di conoscere il risultato della conta nazionale tra il Si ed il No. Diventata, volutamente, una commedia politica, non la necessaria svolta giudiziaria. Il peso delle guerre può riversarsi sulle schede, nelle tasche è già arrivato pesantemente. Le bollette, subito alterate, lo testimoniano. L'aria brutta,
 può diventare bruttissima. Trump sembra ingestibile. Il blog romanista e meno piddino, è riuscito anche questa settimana a non parlare della Schlein. Premura o paura? Se il Pd perde anche il referendum, la resa dei conti, sarà inevitabile, con la possibiltà di vedere nascere almeno 4 partitini. I regolamenti dei conti non avvengono solo tra Salvini e la Ducetta, ma investono i soliti. Salvini è il più colpito, Vannacci invece è il personaggio ideale per accendere le fogheracce televisive. Importante per il blog, definibile piddino, con notevole approssimazione, senza certificare la corrente, è colpire una massa maggioritaria, sempre fascista. Difficile, miracoloso, un ritorno al governo.
massimo lugaresi

venerdì 20 marzo 2026

Prosecchino

Si avvicina il referendum, diventato Si o No, al governo. Quello che la sinistra voleva? Un patto con Conte, valido solo per la Schelin? Sono le ragioni che si sentono e leggono in questi giorni. Per non perdere vizio e gli attenti guardoni, Dagospia ha coniato il solito nickname per Crosetto, ministro della difesa e (dicono) amante del vino, come milioni di italiani. Viene chiamato "Prosecchino" in omaggio a uno dei vini più famosi. Questo per replicare alla destra del Si ed ai tanti voti di sinistra che non hanno abiurato. Secondo il blog, prima di tutto romanista e poi sostenitore politico del miscuglio, nato in provetta. Ho letto sul blog la reprimenda ai nemici di destra, solitamente definiti fascisti: altro che abbassare i toni, la campagna della destra sul referendum è senza freni. Un esponente è arrivato a dire che "finire davanti alle toghe è come ti avessero diagnosticato un tumore. Io e la mia famiglia abbiamo sperimentato la terribile situazione. Non era un tumore, solo 3 giorni, da innocente, nella Dozza bolognese. Non uso paragoni o volgari similitudini, la giustizia deve essere corretta e l'iniziativa doveva partire dall'interno, invece di formare potenti correnti di partito con una gestione incontrollabile. E' stato prontamente "obliato" anche Palamara. Spero, forse inutilmente, per il clima creato, che l'esito referendario provochi un confronto serio. La divisione, ha colpito la sinistra, con la segretaria, questa volta, nel fine settimana, in affido a Conte.
massimo lugaresi

giovedì 19 marzo 2026

Come Prima

Più di prima. L'andamento lento delle due guerre, ufficialmente in atto, ha visto la vittoria delle propagande, spesso associate ad altre, per convenienza. I probabili perdenti, appaiono vincitori. Brevissimo incipit che meriterebbe attenzione. I soliti social scatenati, penso pagati e fornitori di notizie ovviamente alterate, per portare legna alla loro fogheraccia. Lo spostamento a Rimini di quelle autorizzate è un provvedimento corretto. Mercoledi era mare brutto. Torno ai tormenti di Donaldone. L'Iran, secondo Trump, sarà anche devastata ma continua a lanciare razzi e droni. Hanno colpito un hotel con militari italiani a Baghdad, attacchi contro Israele, Dubai, Doha e Qatar. Come prima più di prima. Eppure i titoli di quasi tutti i giornali, enfatizzano l'ennesimo "colpo" mortale al regime iraniano. Però gli attacchi continuano, confermando la sottomissione di Trump ai voleri israeliani. Il diniego europeo per intervenire nello Stretto di Hormuz, ha lanciato un segnale confortante la presenza dell'Unione. Anche i fedeli camerieri alle volte si ribellano. Trump viene descritto, dalla propaganda nemica e da (quasi) tutta la Hollywood premiata, un presidente isolato. Russia e Cina continuano a controllare senza esporsi. Difficile presagire come finirà (?) questo conflitto. Si sono ribaltate e sparite anche le deboli certezze, paghiamo pesantemente gli effetti. Quotidiano attacco missilistico iraniano contro il nord di Israele. Nessun morto e feriti.  
massimo lugaresi

mercoledì 18 marzo 2026

Il Nemico Perfetto

La rottura con l'amico (americano) per l'Occidente e all'abbandonata Europa, occorre trovare il Nemico Perfetto. Chi meglio di Putin, abbellito con un Mad, (cit.Dagospia) può interpretare il film destinato a durare? Appena ha risolto il drammatico problema energetico, rifilandoci milioni di barili petroliferi, ritornano, peggio di prima, le furbesche sanzioni che hanno colpito (più) noi. Tutto questo lo trovi nella prima pagina mattutina del blog, dem e romanista, quando vince. Gli sguardi ritornano alla specialità della casa, con lo storico uso di tette&culi, scelti accuratamente. Continua lo sciopero contro la segretaria, sponsorizzata da Prodi come fosse un euro democratico. Ovviamente il pensiero tremendo di Putin (sempre cit. Dagospia), ha in mente una vigliaccata che avanza nelle cancellerie europee, scoperta dall'attenta intelligence del blog. Con gli Usa impegnati nell'ennesima guerra procurata da intimi amici, la Russia "potrebbe" ricorrere alle armi nucleari..in Ucraina. Sempre secondo gli esperti camerieri di casa, una parte dello staff di Mad Putin spingerebbe per aiutare l'avanzata russa, ormai spenta. Gli occhi Usa e del Mondo sono orientati sul Golfo Persico che si doveva conquistare in pochi giorni. La Schlelin, ovviamente, ha chiesto alla Ducetta di riferire alle Camere. 
Siamo così.
massimo lugaresi

martedì 17 marzo 2026

Nel Buio

E' impressione (quasi) comune che l'ex padrone del mondo, stia brancolando nel buio, causato dalle (sue) guerre su procura. Mantenere in vita, con gabinetti dorati, Zelensky e nello stesso tempo, pieno di cadaveri, correre (?) in aiuto a Netan, è sfiancante. Donaldone, come racconta l'attenta intelligence di Dagospia, sta accusando i colpi. La guerra nel Golfo si complica, nonostante le false vittorie raccontate dalle bugiarde propagande. L'impressione è che Trump sia "prigioniero" degli avvenimenti  da lui causati. Lancia messaggi contradditori, causando panico e confusione. L'Unione Ursula è rintanata nel rifugio europeo, aspettando ordini comprensibili e lasciando alla Trimurti della guerra qualche ridicolo lamento. Sanchez l'eroico premier spagnolo, ha dovuto correggere il suo comprensibile diniego al padrone. Il problema (dramma) è che gli effetti nefasti delle guerre procurate, stanno ripulendo le
 nostre tasche, rallegrando solo le pompe della benzina. L'arrivo referendario ha innescato, per diverse convenienze, un volgare dibattito, teso a nascondere le ragioni e di conseguenza il terrore di perdere una posizione inattaccabile. Vedremo chi vince. La posta esula dalla necessità, una volta condivisa da "tutta" la sinistra. Così sembrano destinati ad una fine..renziana. 
massimo lugaresi 

lunedì 16 marzo 2026

Invito con Trappola?

Invito o trappolone? Schlein dice no a Meloni per tenersi buono Conte, così Mario Lavia su Linkiesta liquida l'ennesima rottura a sinistra. Non ci voleva un segugio della politica per capire che la Ducetta aveva invitato l'opposizione, conoscendo la risposta. L'impalpabile segretaria di una corrente del Pd, sta provocando la silenziosa fuga della potente democristianeria, arrivata con Renzi, ad una gestione quasi padronale. Lui è' caduto su un referendum personale. Anche il voltafaccia che mostrano (non tutti) alla vigilia della consultazione ritenuta sempre necessaria, conferma l'8 settembre del partito. Le guerre in continuo arricchimento, avevano già provocato divisioni, camuffate con la richiesta di pace benvoluta. L’offerta della premier alle opposizioni di un “tavolo” sulla guerra in Iran è stata rifiutata con una scusa: hanno prevalso gli intransigenti del Pd e la scelta di non irritare il M5S, a scapito dei richiami di Mattarella e dell’interesse nazionale. Una evidente frizione con i 5 stelle e poca memoria, a pochi giorni dal voto referendario i cui esiti vengono usati come le propagande belliche. Segnale che a sinistra, una volta compatta, sono a digiuno di proposte ed usano quelle spettacolari che Travaglio, con pesante ironia, pubblica tutti i giorni. Rimangono gli scioperi fine settimanali, un pò di antagonismo ed un abbandono del Nazareno dalla folta pattuglia attratta nel periodo di massimo splendore e (soprattutto) di potere.
massimo lugaresi

domenica 15 marzo 2026

Dagospia

Dagospia, blog piddino-romanista, al contrario, presenta un quadro pessimista, dopo l'ennesima aggressione di MagaTrump ordinata da Netan, a cui non può dire di no. Non bastava la Palestina e la Cisgiordania, con la veloce e sanguinosa ripulita del Libano, sempre sognando lussuosi resort, è arrivata anche la tempesta teocratica. Uno sbaglio colossale che stiamo pagando tutti. Le previsioni errate e frettolose sulla durata e le ragioni dell'aggressione, sembrano avere prodotto un disastro, senza una via d'uscita. Intanto la famosa ed ambita Dubai è deserta. Tutti i cittadini stranieri sono fuggiti, missili e droni iraniani hanno distrutto il paradiso fiscale che attirava turisti, influencer, escort e naturalmente criminali. La città è stata il bersaglio dei due terzi degli attacchi iraniani, confermando l'astuzia della strategia usata dai pasdaran. L'Emirato rischia il crac come Abu Dhabi, Doha e Ryad. Gli expat affermano che lasceranno Dubai e non torneranno mai più, perché temono per la propria vita e vedono le loro attività distrutte, mentre i missili continuano a piovere sugli Emirati Arabi Uniti. Un tempo paradiso fiscale che attirava influencer da tutto il mondo e migliaia di britannici in cerca di clima caldo e strade senza criminalità. L’immagine accuratamente costruita, è andata in frantumi e i residenti ritengono che la città sia ormai finita. Anche questa volta, la solita guerra innescata con gigantesche bugie per gli alleati, partecipanti creduloni, finisce con centinaia di civili morti, stermini scolastici e perfino religiosi. Tutto per tornare al punto di partenza? No, c'è il procuratore vittorioso. La figura dell'accompagnatore Maga la disegneranno i (presto) votanti nel Mid Term.
massimo lugaresi

sabato 14 marzo 2026

Sul Filo

Pur riconoscendo le capacità della Meloni, la camminata sul filo sottilissimo che ci divide dalla guerra, convince solo quelli sempre convinti. Al Senato afferma: Iran? Noi né complici né isolati. Pronti a intervenire sulla benzina. Crisi tra le più complesse degli ultimi anni. Ma l'Italia non vuole entrare in guerra e "minaccia" chi specula sul petrolio. Ha tentato di aprire un dialogo con l'opposizione, rappresentata (non tutta) dalla Schelin. La risposta era quella che la Ducetta aspettava. Troppo divisi, con amori diversi. La scelta della Premier di rimanere fedele a Trump è l'unica concessa alla destra, con un centro berlusconiano. La sinistra, apparentemente, è più libera e divisa, può usare affermazioni che alle volte meritano adesione. Oggi però si sentono critiche pesanti sull'antico padrone. Gli States hanno l'imbattibile record di iniziatori di guerre con tentativi di sbarco, spesso terminati in fuga. Anche questo conflitto conferma inutilità, morti, feriti e miliardi gettati per una crisi energetica, destinata a durare. Il prezzo (politico) finale sembra destinato a pagarlo Donaldone, se seguiamo le tracce della propaganda occidentale. Sono tragici avvenimenti che misurano le forze dei protagonisti e le debolezze degli spettatori, paganti un caro prezzo. Eppure qualcuno (pochi) aveva avvisato che l'Iran non era il migliore dei nemici. Confina con l'Afghanistan, dovrebbe ricordare qualcosa. A questo punto è difficile lanciare commenti su Donaldone. Il personaggio, usa le figure con una velocità sorprendente, rispetto all'età. La prima impressione è però quella di avere perso direzione. Le sue lapidarie affermazioni sulla durata dei conflitti, mai indovinate, confermano. 
massimo lugaresi

venerdì 13 marzo 2026

L'Isola che c'è

Pendolando tra Trump e la Ducetta italiana, senza dimenticare Salvini ed i nemici della destra, definita fascista, Dagospia sta "soffrendo" per le ultime gesta ed i possibili voti referendari di una sinistra, talmente divisa da farsi trainare dal carro stellato. Dagospia è il termometro dello stato semicomatoso. L'ultima sentenza colpisce Trump. A lui non interessa liberare gli iraniani dal regime teocratico che hanno scelto, forse non troppo liberamente. Vuole il petrolio, la ragione delle guerre ed invasioni a stelle e strisce. Donaldone vuole prendere il controllo dell'Isola di Kharg nel punto più angusto dello Stretto di Hormuz, dove passa fino al 90% dell'export di greggio. Principale infrastruttura petrolifera dell'Iran. Operazione che naturalmente coinvolgerà il finora silente drago cinese. Una ne fa e (purtroppo) altre ne pensa. Nel 2025 la Cina ha importato da navi uscite dallo Stretto di Hormuz, il 48% del suo fabbisogno di petrolio, senza contare gli acquisti opachi di greggio iraniano sotto sanzioni. Questo conflitto vede diretto protagonista Trump, con previsioni (putiniane) di durata. Molto più pericolosa con la probabile espansione e coinvolgimento dei colossi bellici. Chiedere notizie della Schlein, diventa ridicolo.
massimo lugaresi 

giovedì 12 marzo 2026

Stiamo Vincendo???

L'imprevedibile Trump, sembra (obbligatorio) abbia lanciato una delle sue malriuscite previsioni: Stiamo vincendo, la guerra terminerà presto. Intanto i mercati, poco convinti, precipitano in basso. Oggi le guerre vengono definite operazioni, con allegate frettolose previsioni, mai indovinate. La perfidia, ovviamente democratica, che alloggia a Dagospia, pensa che le esternazioni di Donaldone siano emesse per non sapere come uscirne. Ammettendo che il procuratore Netan sia d'accordo. Un'altra guerra delle bugie, dove gli attacchi, cari al nostro Occidente, provocano disastri immani, senza mai toccare bambini, solo i parroci sono in pericolo. Il regime di Teheran, usando il necessario sembra, sta mettendo in seria difficoltà i gemelli in guerra. L'intuizione iraniana che ha provocato stallo e ripensamenti è avere coinvolto e colpito gli alleati degli Usa, nel Golfo Persico. Non è stata una "passeggiata" venezuelana. Anche la nomina di Mojtaba Khamenei come guida suprema è un altro schiaffo alle presunzioni manifestate. Dagospia continua a dimenarsi tra le correnti piddine. Il partito di riferimento si spacca e divide ad ogni avvenimento, il referendum lo sancirà. I partitini, anche familiari che lo accerchiano, in attesa di brulicare qualche consenso fuggiasco, hanno bisogno delle faide piddine. Diversa e più seria l'alleanza strategica (?) con il movimento di Travaglio. Rimane indiscutibile il crollo dell'Unione Europea ed il fallimento della reginetta tedesca. Un'altra rovina da ricostruire, tenendo presente che non esiste più il padrone americano. Anche la montagna di sanzioni contro Putin si rivela errore strategico. Oggi, come non mai, avremmo bisogno di energia a buon prezzo. Rimane Macron che non vogliono nemmeno i francesi. Senza avversari credibili, la Ducetta imperversa e riferisce, quello che vuole, in Parlamento.
massimo lugaresi 

mercoledì 11 marzo 2026

Le Staffe

Volere, presuntuosamente, mantenere i piedi dell'informazione&propaganda nelle classiche due staffe, costringe la cosiddetta sinistra ad acrobatici cambi di posizione. Antico sport, presto olimpico, che vede nei 5 stelle, gli interpreti migliori. Ultimo sconcertante esempio: festeggiare o piangere, in piazze vicine, il funerale di Khamenei, voluto da Netan e provocato dal fedele Donaldone. Elkann ha già venduto La Stampa, non la Juventus, lasciando Repubblica con l'antagonismo sfrenato de La 7, ritrovo dei Pigi Bersani, quelli che dimenticano per chi tifavano nel vecchio campionato giudiziario. La guerra di Trump, su procura di Netan, sta andando di male in..greggio. Una delle meno riuscite battute di Dagospia che riassume la confusione della sinistra. Con chi stiamo? Seguiamo la Elly oppure i compari di Epstein? Le borse vanno male e l'ondata speculativa ci ha subito sommerso. Festeggiano mandanti, procuratori e venditori del materiale bellico occorrente. Alcuni insospettabili. Dagospia si barcamena in mezzo alla correnti del partito di riferimento che per sperare di vincere almeno un referendum, deve tradire le vecchie certezze. Nello specchio del veloce travestimento ha un nemico/compagno più agile. Il Medio Oriente ribolle, sembra che (anche) Russia e Cina entrino nel conflitto come potenti supporter dell'Iran. Anche questa si è trasformata in una guerra delle propagande. L'Europa o quello che rimane, sembra emettere qualche gemito per confermare l'esistenza. Zelensky e quello che rimane dell'Ucraina, sarebbe l'errato capitolo da chiudere.
massimo lugaresi 

martedì 10 marzo 2026

Stato Confusionale

Sufficiente lo sguardo e la veloce lettura di Dagospia per capire lo stato confusionale che regna a sinistra, con le nicchie familiari di Bonelli&Fratoianni e il rapace movimento stellato, consegnato al regista dei fasti al 110%, sotto tutela di Travaglio. La confusione regnante nel Nazareno è paragonabile al casino del Pd. Difficile capire dove o da chi partire. L'ultima trovata bellica di Trump su procura dell'amico Netan, lo pone all'altezza dei predecessori democratici. Qualcuno era perfino riuscito ad intascare un Nobel, naturalmente pacifista. L'8 marzo, definito festa delle donne, spinge l'antagonismo femminile a "mescolare" la storica protesta contro il patriarcato, alle richieste di pace. Non credo sia ipocrisia come scrive Dagospia, sempre felice quando può nascondere la guerra in atto nel suo partito. Il blog non si ferma, curando la comprensibile confusione. Ora che Donaldone e Netan bombardano, le attiviste si indignano, ma sono state in silenzio quando Khamanei (padre) reprimeva nel sangue le proteste. Sembra che anche il blog, più romanista che piddino, debba virare verso gli interessi israeliani. Niente di strano, anzi una delle ragioni che spiegano la potenza nucleare di un piccolo stato e l'ansia di ampliare i confini. Che vi siano anche gli Epstein's files è solo una conferma. Il silenzio papale?  
massimo lugaresi

lunedì 9 marzo 2026

E Ridaiie

Nbc, rete televisiva nazionale americana, è una emittente che Donaldone vuole chiudere, per l'evidente contrasto politico. Domanda facile: da chi, Dagospia, ha copiato l'articolo della prima pagina quotidiana? La succitata Nbc riporta che nelle riunioni riservate (?) "The Donald" ha espresso un serio interesse a schierare le truppe Usa sul territorio iraniano, per assicurarsi che, alla fine della guerra, l'uranio di Teheran venga messo al sicuro. Il Caligola di Mar-a-Lago, altro brevettato nick name, vuole la resa incondizionata degli ayatollah, altrimenti non ci sarà alcun accordo. Non basta, vuole anche decidere chi sarà la nuova Guida Suprema. Altro "calcolo" americano sbagliato? Presto per dirlo, al momento sono visibili ed accertabili le conseguenze per la mandria d'accompagno. Gli iraniani continuano a bombardare le basi Usa in Kuwait e le navi da guerra. Anche questa iniziativa ha le sembianze tragiche dell'ennesimo colpo di tracotanza. Non è vero che non siamo coinvolti. Le aziende di armi festeggiano il loro idolo. 
massimo lugaresi

domenica 8 marzo 2026

Le Orme del Conflitto


Per comodità ho scelto due guide, diventate completamente diverse tra loro, con la matrice piddina. Il partito
-miscuglio si è ulteriormente diviso e sono iniziate le fughe di personaggi conosciuti, ma il potere (regionale e locale) che ancora mantiene, frena la diaspora. La guerra in Ucraina aveva già prodotto incrinature, senza visibili partenze. L'ennesima aggressione americana, questa volta su procura israeliana, ha prodotto un silenzioso terremoto nelle ex Botteghe Oscure, oggi veri Nazareni. Dagospia si barcamena tra flottiglie e antagonismo landiniano, abbandonando al suo destino la presunta segretaria scelta (si vede) da Prodi. Anche nel racconto di questa guerra che fa pendere l'oroscopo verso il terribile terzo conflitto mondiale, si avvertono gli sbandamenti della sinistra abbandonata. L'Iran cerca di allargare il numero dei contendenti per interessi difensivi, mentre gli States di Trump dichiarano solo sei morti ma miliardi di dollari già gettati al vento dei droni. Noi, intesi come governo eletto, interpretiamo la comica figura dell'obbedienza silenziosa. Insulti e lamenti li lasciamo alle figurine della politica. Capaci di cambiare ogni giorno maggioranza, abiti e posizione. Rimane impossibile trovare resoconti attendibili. I social servono per aumentare volutamente la confusione regnante. Secondo una delle fonti di natura non accertata, Dagospia racconta che gli Stati Uniti (?) stanno vincendo le prime battaglie costosissime, ma (al solito) potrebbero perdere ancora la guerra. Intanto il "seminarista" democratico Talarico, vince le primarie nel Texas, dicono sia un altro pericolo per Trump. La Ducetta (sempre cit.Dagospia) sembra imbattibile anche in guerra. Per abbattere i droni iraniani, apparentemente inesauribili, gli americani sprecano costosissimi missili, difficili da produrre. Se il conflitto si prolunga calano le difese aeree per la patria. Vi immaginate se dovesse cadere anche un giocattolo vestito da drone vicino alla White House? Intanto Donaldone è difficile da trovare, possiede tante abitazioni sparse nella Great America. Ho riportato questa notizia per mostrare la difficoltà anche della stampa nel raccontare l'ultima (?) guerra accesa. Rimane una constatazione: Trump è a guinzaglio, noi dietro. L'affermazione che non siamo in guerra, sembra una azzardata speranza.
massimo lugaresi

sabato 7 marzo 2026

Les jeux son faits

Dagospia appartiene alla propaganda della sinistra con predilezione per il Pd, perfino in gestione renziana. Oggi gira tutto e tutti al contrario e cerca di barcamenarsi nell'acquitrino democratico. Usando, come una volta, foto erotiche, mostrando favolosi anteriori, con qualche stupendo deretano. La scelta del corner piacevole, permette di non parlare della desolata situazione nel Pd. Non cito la presunta segretaria, chiamata ad un compito senza avere nessuna vocazione. Il blog usa, continuamente, voci isolate, vengono pluralizzate e vendute come di tutti. Vecchio trucco per la moltiplicazione di noi coglioni. Macron, Merz e Starmer, la triade bellica europea, divisi tra loro, si preparerebbe agli scenari (?) di guerra, come fossero film innocenti. La nostra Ducetta, invisa a sinistra, quasi come Salvini, sembra aspettare ordini d'oltreatlantico. L'attacco a Cipro che ospita una base britannica viene considerato un atto di guerra, noi che abbiamo decine di quelle postazioni, sempre aggiornate ed orientate verso il nuovo nemico, siamo un oasi tranquilla? La sinistra, eccetto qualche pattuglia antagonista non rompe nemmeno con l'America di Trump. Galleggia in altalena. La destra non è messa meglio, il loro Donaldone chiamato da Netan, compie il suo dovere. Devono terminare la Pulizia del Medio Oriente. Palestina e Cisgiordania e Libano sono quasi sistemate, rimane l'Iran. La scusa del riarmo nucleare viene sbandierata da mesi. Poi magari succede come in Irak, non hanno trovato niente, ma seppellito migliaia di persone, anche americane. Les jeux sont faits.
massimo lugaresi

venerdì 6 marzo 2026

Crosetto: Dubai?

Caro Dagoreport, intelligence di Dagospia, possibile, con quello che (per il momento) sta succedendo nel mondo, il problema sia Crosetto? Il ministro della difesa italiano, andato a Dubai per i ca..suoi, senza sapere cosa preparavano i padroni americani e gli intimi israeliani. Anche oggi il blog della disperata corrente piddina, definita democratica per altezzosa consuetutidine, in prima pagina mette e colpisce il misterioso viaggio di Crosetto a Dubai che veniva bombardata, senza il doveroso avviso dei gemelli in guerra. Tralascio le motivazioni che hanno spinto l'antico e reciproco amore, all'ultimo passo verso la terza guerra di tutti contro qualcuno. La visione e l'ascolto televisivo è ormai completamente meloniano. Le reti definite berlusconiane, stanno agevolmente battendo la disponibile tv pubblica, con qualche rimasuglio della sinistra piazzaiola, il modello (una volta) di moda. Crosetto merita tutta questa importanza? O volete anche voi mascherare le difficoltà nel proteggere una opposizione inguardabile. La vostra corrente rimane in mezzo al guado. Almeno la Spagna ha emesso un debole vagito. Perfino Mattarella ha perdonato il ministro della nostra impalpabile difesa che non usa la scorta. Sono convinto che il vezzo durerà poco. E' una guerra che l'assalito vuole allargare per renderla insostenibile. Il costo rimane altissimo ed il diritto internazionale cancellato. Cercasi tracce di bombe nucleari anche artigianali.
mssimo lugaresi 

giovedì 5 marzo 2026

Bollettino di Guerra

Mentre i fedeli domestici del centro destra vengono "oscurati", lasciando il ministro della nostra difesa, in zona di guerra, la sinistra continua con gli scioperi del fine settimana e la segretaria (si fa per dire) del Pd, al seguito del nume Landini. Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno contribuito a dividere ancora più l'opposizione che non sia quella familiare dei più a sinistra. Il movimento 5 stelle adotta la vocazione che lo ha reso, con Grillo, elettoralmente forte. Conte abusa. Travaglio scrive e cerca di mantenerli in careggiata. E'indubbio che anche la nostra debole e sottomessa politica sia stata bombardata. Non parliamo poi della Unione Ursula, scomparsa dalla scenografia. La guerra, inevitabilmente, si allarga. Noi conosciamo solo le imprese riuscite alla società bellica Trump&Netan e subiamo le conseguenze finanziarie. Le motivazioni sono sempre bugiarde. Lo Stretto di Hormuz conferma. Il bollettino di guerra pubblicato da Dagospia, cerca di tenere i piedi sulle (almeno) due staffe democratiche. Pestando i calli al governo. La guerra si allarga ed aumenta la paura degli atti terroristici. Il domestico nucleare di Netan usa un metodo collaudato negli anni, inventando una debole scusa per bombardare. Il premier israeliano approfitta per chiudere vecchie rappresaglie al LIbano. Cina e Russia rilasciano ancora missive tranquillizzanti. Sembra un grande focolaio, senza l'intenzione di diventare mondiale. I diritti internazionali sono argini ridicoli e calpestabili. La propaganda occidentale mostra "Io sono Io" interpretato da Trump e posso fare quello che voglio, se mi chiama Netan, quello che vuole lui. 
massimo lugaresi

mercoledì 4 marzo 2026

Sottomesso

La sottomissione americana ai voleri bellici di Israele, non è iniziata con Trump. Donaldone, ha solo reso più evidente l'aspetto come fa con tutte le sue molteplici esagerazioni. Ho letto su Dagospia un articolo, tratto naturalmente dai migliori fornitori di politica estera, ovviamente in salsa democratica. Lucio Caracciolo ha scritto che gli americani hanno eletto Trump, ma comanda Netan. Oggi l'America sta agendo da cliente di Israele. Uno scenario ideale per Cina e Russia. Il Financial Times insiste pesantemente: il presidente americano non ha un piano per il futuro dell'Iran, sembra il ventriloquo del premier israeliano. C'è anche un pesante riferimento agli Epstein files che lo terrebbero per le pa...Ha rinunciato all'isolazionismo Maga, quello che ha permesso l'abbandono dell'Europa, modello Ursula. La (fu) superpotenza globale è spinta da una potenza regionale. La propaganda democratica italiana è divisa come le due correnti principali del Pd. Marco Travaglio, il giornalista che mantiene vivo il movimento stellato, aggiunge che nessuno può sapere perche il Tycoon abbia rinnegato l'isolazionismo Maga che lo aveva (prepotentemente) eletto per impelagarsi in un guerra dagli esiti incerti, in pieno negoziato con lo stesso paese. Le accuse sono le solite, usate per Vietnam, Afghanistan ed Irak, terminate con fughe clamorose. Sembra che perfino la Cia escluda che Teheran sia una minaccia, ma solo una grande produttrice di gas e petrolio. Lo Stretto di Hormuz lo conferma. Putin ringrazia, scendendo nella graduatoria dei tiranni pericolosi.
massimo lugaresi

martedì 3 marzo 2026

Servi della Gleba

Meglio dello schiavo. L'ennesima guerra, con durata e dimensioni ancora indefinibili, mostra senza dubbi, il nostro ruolo di servi della gleba occidentale. Il duo Trump&Netan nel festival bellico canta e bombarda assieme. La scusa è l'armamento nucleare del nemico iraniano, per caso, altro paese fortemente dotato di petrolio. Forse per Netan non è la ragione preponderante, mentre per il Tycoon ed i 27 psichiatri che lo hanno giudicato è sufficiente. Crosetto era rimasto bloccato a Dubai. La nostra Ducetta non si è mossa. Dal Pd nessun vagito, chiederanno di sentire il racconto della Meloni. L'Iran proclama 40 giorni di lutto ed annuncia chi sostituirà Khamanei, magari più duramente. Difficile per Israele aumentare in quella direzione il numero delle colonie. E' stato un colpo con inevitabile risposta che la nostra Europa ha dovuto ingoiare senza avvertimenti. Segnale utile per stabilire il nostro peso ed importanza nello scacchiere che conta. Mentre gli attuali 27 paesi europei, con il via vai del Regno Unito, sono divisi su quasi tutto. L'Iran proclama 40 giorni di lutto ed assesta colpi pesanti in risposta. Impossibile per il duo bellico in azione condurre a lungo una guerra di questo tipo. Un errore molto simile a quello di Putin. Intanto l'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, la rotta petrolifera più importante. Lo potete vedere già nel veloce aumento di benzina e gas. I nostri partiti (quasi tutti) sono silenziosi in attesa di ordini Supremi.
massimo lugaresi 

lunedì 2 marzo 2026

Quel Matto di Trump

Con Dagospia ho avuto difficoltà nella scelta degli articoli, usabili al contrario. Ammetto di avere visto, quasi interamente, la serata dell'ex Festival (canoro) del Pd&Associati, dedicata alle cover. Bella serata, con alcune interpretazioni stupende. Ho sentito invece che i dati d'ascolto, per la propaganda giornalistica, oggi contraria, erano bassissimi. Secondo Conti, non accreditabile a destra, sono invece i più alti degli ultimi 30 anni. Più o meno quelli del prossimo Dominio Meloni. Trump intanto esegue il doveroso lavoro, quando Netan chiama. Un bombardamento con avviso di quello che potrebbe succedere. Le armi nucleari nelle mani della ex Guida Suprema Khamenei, vengono considerate da Israele una minaccia troppo vicina. Trump ascolta e provvede. La paura di scatenare un'altra invasione, stile afgano, con la solita ritirata ed un prezzo altissimo pagato, non frena l'ennesima guerra scatenata dal Tycoon. Poteva almeno avvisare la fedele Ducetta ed il ministro della difesa (?) in visita familiare a Dumbai. Solo piccoli particolari di una vicenda con sviluppi imprevedibili. La Guida Suprema "sembra" sia stata colpita. Intanto lo scandalo Epstein, nato per liquidare Donaldone, colpisce più le icone presidenziali democratiche. Allora non rimane che trovare almeno 27 psichiatri americani per diagnosticare la personalità pericolosa di Donaldone, con megalomania ed egotismo straripante. Strano che per Biden nessuno abbia pensato di chiamare almeno il medico di famiglia.
massimo lugaresi 

domenica 1 marzo 2026

Chi Vince

Prende tutto. Sembra questo il pensiero della Meloni, espresso nel cosiddetto Stabilicum, nuova proposta di legge eletttorale. L'esito del referendum stabilirà anche altri aspetti. Se vince il Si, la destra centro lancerà anche la proposta di legge elettorale che "premia" chi raccoglie più voti. La sinistra degli antagonisti, con (almeno) uno sciopero settimanale e miliardi per Zelensky, negati al lavoro, attende trepidante. Sarebbe il definitivo accantonamento del Campo Largo, arato per vincere, anche con il peggiore nemico di una volta. La premier accelera, nervosamente, la legge elettorale per paura di perdere il referendum e Mario Lavia di Linkiesta, cerca disperatamente la lucina di speranza. La proposta dello Stabilicum arriva in Parlamento con un premio di maggioranza oltre i limiti già bocciati dalla Consulta e senza confronto (impossibile) con le opposizioni. Una forzatura che rischia di rafforzare la narrazione anti destra di Pd e grillini. Se vince il Si questo rischia di essere il capolavoro del centrodestra. Una proposta di legge elettorale che la sinistra già bolla come la nuova legge truffa. Con un meccanismo che prevederebbe un premio di maggioranza troppo ampio che (sperano) verrà fulminato. Contano sull'intervento della Corte Costituzionale. La coalizione che prenderà il quaranta per cento, recita la proposta, otterrà più del cinquantacinque per cento dei seggi. Se la Ducetta arriva a questo, il Campo Largo è stata una inutile invenzione per battere un fascismo visibile solo con adeguata tessera. La situazione si ingarbuglia, avanza un altra guerra e l'Europa (noi) contiamo sempre meno. 
massimo lugaresi

sabato 28 febbraio 2026

Ancora Tu?

Non dovevamo parlarci più? Ho letto (visto) Dagospia e la prima pagina, ancora dedicata alla Ducetta, responsabile della "politicizzazione" del referendum. Comunque vada, forse male, anche a destra ci sono quelli che ascoltano più volentieri il Presidente, nella sua instancabile maratona tra la neve e ghiaccio olimpico e le visite, dopo i disastri della natura. Siamo così, lo diceva una splendida canzone. Maledetto il giorno che è stato indetto questo referendum, sarebbe l'imprecazione sfuggita alla Premier, attanagliata dal dubbio amletico: metterci o non metterci la faccia? Secondo l'intelligence del Blog, La 7 e Bersani, c'è la crescente rimonta del No. Quindi andremo a votare per l'altro fatale referendum: Schlein o Meloni? Allora zittiscono, parla solo Conte, quello dei quattro venti. Il Pd disastrato ha assunto, con i resti dei giornaloni, Mattarella come guida. Ci voleva poco per sostituire la segretaria di Landini. Sembra che l'esito sia nelle mani dell'elettorato moderato che, a rigor di logica, non quella della Gruber e Parenzo, ha sempre scelto la destra. Considerando il calo dei votanti, l'esito è difficilmente prevedibile. La sinistra ha fatto la solita figura grillina. 
massimo lugaresi

venerdì 27 febbraio 2026

Sanremo: Che Palle!!!

Il Sanremo di destra (quasi) ha regalato, con questo titolo, a Dagospia il titolo della Prima Pagina mattutina. Finiti i tempi dello stretto rapporto, direi intimo con la scuderia cantanti dem, mescolati con qualche intellligenza woke. Era inevitabile, secondo Dagospia, ci fosse un disastroso calo dell'audience. Non ho guardato, dopo l'incazzatura per l'ennesimo furto con scasso alla mia Juventus. Hanno scelto un arbitro che fischierà la sua ultima partita, ma doveva terminare il servizio consegnato. L'espulsione di Kelly è una autentica presa per.. già sperimentata con Kalulu. A questa Juventus puoi fare quello che vuoi. Eccetto Spalletti, buon allenatore, il resto è (quasi) tutto da vendere, se trovi il compratore. Una volta, tanto tempo fa, in attesa della Cresima e Comunione per tre giorni eri in ritiro dalle suore di Viserba. Ricordo che la Madre Superiore ci aveva radunato attorno a lei, mentre suonava il pianoforte. Le prove per testare un coro. Dopo qualche gorgheggio, mi invitò, dolcemente, a tornare a giocare con il pallone in giardino. Stessa carenza in disegno. Non sono quindi un condivisibile critico per il Festival della Canzone Italiana, meglio la Selvaggia Lucarelli. Fausto Leali però mi ricorda qualcosa di bello. Non pubblico il giudizio su Fedez. Torno sulla fine, meritata, del pastrocchio, chiamato democratico che vale per quasi tutti. Mi rivolgo al "santone" Dagostino, sponsor dei resti anche fotografici di un partito inventato, aritmeticamente, per il potere. Come può continuare un blog a criticare pesantemente, spesso correttamente, il mondo contrario alla indefinibile vocazione democratica, senza guardare nei giardini di casa? Chi comanda e cosa vuole oltre a mostrare il curato ditino? 
massimo lugaresi

giovedì 26 febbraio 2026

Tre Anni Dopo

Dall'arrivo (prenotato) della Schlein, sono passati tre anni, la stessa anzianità del governo di destra, con qualche apparizione di Taiani per renderlo più centrista. La Ducetta, ha imperversato, diventando una delle migliori attrici della politica. La sua (presunta) rivale ha compiuto il percorso inverso. Dividendo, senza alcuna necessità, il Pd e collocandosi al servizio di un sindacalista, in attesa della sostanziosa buonuscita, con la (solita) poltroncina parlamentare. Risultato disastroso, partito e sindacato divisi e litigiosi. Ho letto, dopo un pò, Linkiesta il blog della corrente di Davos e dei tormentati Volenterosi di continuare la guerra con Putin. La settimana prevista, si è trasformata in centinaia di miliardi regalati al comico, migliaia di morti, solo russi, mezza nazione volata via e le rovine da pagare. Eppure si ritrovano ancora con la Ursula, immortalati dalla stessa becera propaganda. Il destracentro della Meloni volteggia tra Donaldone e la peggiore Europa. Termino con questa osservazione: tre anni dopo l'arrivo (prodiano) della 3 cittadinanze, la sinistra è guidata in piazza da Conte, per conto di Travaglio, il vero ed indispensabile grillino. Il guru della destra è sempre Donaldone con i suoi dazi e le intemerate dichiarazioni di semiguerra. Primum vivere, senza futuro.
massimo lugaresi

mercoledì 25 febbraio 2026

Mani Avanti

Dagospia, dopo avere pubblicato il solito quintale di notizie, selezionate dalla intelligence di casa o tratte dai giornali che Elkann non riesce a vendere, ad un mese dalla sentenza referendaria, calma i bollori democratici ed inizia a mettere le mani avanti. Nonostante le previsioni del No in grande recupero, sembra che gli italiani non la pensino così. Speriamo. Non succederà niente, ma sarà difficile per il governo fare finta. Cosa farà e dirà il Quirinale? Il vero pericolo è la netta, forte, irrecuperabile divisione, causata da chi, senza argomenti convincenti, ha cercato e trovato la rissa. L'interpretazione peggiore è del Pd, diviso e lacerato, spinto dai grillini, professionisti del cambio rapido di opinioni, seguendo il vento, al momento favorevole. L'arte del Blog è dovuta soprattutto ai fantastici nickname, confezionati per i nemici. La nostra Ducetta ne ha già collezionati una decina. Meno di Salvini. Così ad un mese dal referendum sulla giustizia, diventato il giorno del giudizio per l'Armata Branca-Meloni (cit.Dagospia), non si hanno notizie dell'opposizione. Rivolgersi a La 7. Le elezioni, tra un anno, avranno (solo) il "supremo" compito di eleggere il successore di Mattarella. A Palazzo Ghigi non sono previste novità mentre l'opposizione antagonista, affittuaria del Campo Largo, non concede notizie confortanti. In alcune realtà cerca di coinvolgere anche la Chiesa, attenta alle divisioni su temi che non la toccano. L'abbraccio stellato sembra la favola della rana e lo scorpione. 
massimo lugaresi

martedì 24 febbraio 2026

Ancora un Mese

Il rapido sguardo a Dagospia è sufficiente per capire la distanza tra le due coalizioni. La Donna del Popolo, ovvero Giorgia Meloni, sarebbe ideale come premier della sinistra, più capace anche nelle vesti antagoniste. Origine, formazione e temperamento, la rendono inarrivabile per 3 cittadinanze, oggi conflittuali. La discussione sui temi del referendum è stata spostata dalla sinistra, proponendola come scontro prettamente politico, non la necessaria riforma giudiziaria. Cavallo di battaglia e persuasione del partito comunista. Nei primi anni 80, l'intera componente della sinistra nel Consiglio Comunale di Rimini, venne processata in diretta tv. La condanna dopo i soliti 10 anni fu cancellata a Bologna dalla Corte d'Assise. Le voci consideravano i magistrati riminesi più vicini alla destra, i bolognesi al contrario. Uno dei tanti processi, considerati politici. Anche la mia "costretta" conoscenza della Dozza, si può considerare una copiatura delle Mani Pulite, allora vero ascensore giudiziario. Colpa della Meloni o di Crosetto, diventato perfino un bevitore? Credo sia la paura di perdere il potere acquisito, dividendo le competenze e perfino le sedi giudiziarie. Finisce qui? Una riforma che dovrebbe vedere la politica unita, la colpa è di chi, in mancanza di argomenti persuasivi, preferisce la rissa. Avete mai visto in quali paesi hanno da (quasi) sempre adottato gli stessi criteri? Donaldone non c'entra niente, per una volta. Riuscirà a recuperare.
massimo lugaresi 

lunedì 23 febbraio 2026

Per Fortuna

E' viva più che mai. La decisione della Corte Suprema americana, grazie ai due voti repubblicani, ha cancellato quasi tutti i dazi applicati dal Tycoon. Colpo inaspettato? Donald Trump ha detto che è pronta la sua risposta. Difficile capire se la rivoluzione in atto produce consensi e voti oppure segna il definitivo allontanamento. Strano paese,  per i predicatori e premonitori che usiamo. Intanto Dagospia, senza scomodare l'intelligence di casa, afferma che la democrazia americana è più viva che mai, anche senza i Clinton e Obama usati da Epstein. Doveva pagare Donaldone, invece lo scandalo dalle dimensioni irreali, sta bruciando la componente democratica. Donald Trump si deve piegare alla Corte Suprema ma annuncia nuovi dazi più digeribili al 10% ed accettabili dalla legge. Non era mai successo che giu
dici repubblicani della Corte, votassero contro il loro presidente. Questa sarà un'altra vicenda da seguire, non l'ultima. I democratici non hanno mai fatto questo torto. Stanno cercando il prato per un campo a stelle e strisce.
massimo lugaresi

domenica 22 febbraio 2026

Si o No?

Sono convinto ed anche sicuro che se la (cosiddetta) sinistra non avesse scatenato l'inferno con La 7, usato il Gassmann che sente la voce dei vicini e rispolverato perfino la Bindi Rosy, sarebbe stato un normale e poco partecipato quesito, al pari dei tanti precedenti. Volerlo trasformare in una disputa pro o contro la Meloni mostra la debolezza della sinistra ed il fallimento del campo largo. La magistratura descritta mirabilmente dal pentito Palamara, ha bisogno di una robusta iniezione di vera autonomia, cancellando le correnti politiche che sono cresciute come funghi velenosi. Mattarella ha fiutato il vento ed ha lanciato il messaggio conciliante, forse tardivamente. Nella guerra tra le due fazioni che vede (al solito) la sinistra dimenticare le antiche battaglie e gettarsi nelle braccia degli ex grillini, che per molto meno hanno cambiato opinione. La sconfitta prevede il licenziamento della segretaria? Anche questa potrebbe, lo è, una spinta per i tanti si che provengono dallo schieramento dell'opposizione. 
massimo lugaresi

sabato 21 febbraio 2026

Strabismo

Invece di guardare in casa o nel Nazareno litigioso e diviso, la spocchia democratica scrive, critica quello che fanno i governanti, naturalmente ubbidienti al padrone, prima del mondo ora solo dell'Italia. Il trumpismo americano ha cambiato i precari equilibri.  La nascita di un'altra coalizione e le guerre scatenate, descritte con il (solito) strabismo occidentale, hanno cambiato propagande sempre esistite e veri armamenti. La guerra in Ucraina viene descritta sempre con lo strabismo europeo (dicono) maggioritario. Il nemico di tutti deve essere Putin che "rivuole" i territori russi. L'Europa Ursula e noi al seguito, hanno assecondato la versione ufficiale. Sono passati 4 anni, migliaia di morti, rovine miliardarie, tonnellate di bugie sparse e siamo al punto di partenza. L'Europa abbandonata dal padrone, anche della Nato, sembra la mia Juve che, imbottita di mezzi giocatori, deve contrastare i potenti nemici nel campionato della false capriole. Le offese, camuffate con brutta ironia, colpiscono la nostra Ducetta e perfino Taiani, definito il "maggiordomo" di Casa Meloni ed il presunto antitrumpismo della figlia del Cavaliere defunto. Il prossimo rivelatore sarà un referendum che a sinistra è stato subito insozzato con becera politica. Il Pd si è esibito, cancellando decenni di opposte e valide ragioni. Tenutario del campo largo, paga un prezzo pesante per mantenerlo in vita. Brutta botta al Daziere.
massimo lugaresi

venerdì 20 febbraio 2026

Schiaffoni

Dalla Chiesa, solito plurale maiestatis, arriva uno schiaffone alla Trumpetta (cit.Dagospia). Il segretario di stato Parolin fa sapere che il Vaticano non parteciperà al Board of Peace per Gaza e, secondo il blog del disperato Pd, "critica" la decisione della sempre più Ducetta. Ho copiato le parole del blog, manifesto della confusione regnante a sinistra. Mostra la sicumera di essere punto di riferimento nel mondo. La Chiesa vaticana mostra un aspetto politico diverso da quello praticante. Siete sicuri che (tutti) i cattolici italiani la pensino come il cardinale? Secondo storiche appartenenze, la sinistra è stata un avversario, spesso radicale, fino al miscuglio piddino, mentre a destra si festeggiano ancora i Patti Lateranensi. La Chiesa (ufficiale) ha sponsorizzato accoglienza e porti spalancati, la maggioranza, in aumento, degli italiani li vuole chiudere. Danno miliardario per migliaia di cooperative che garantivano il voto. Non so cosa pensa l'attuale Pontefice, la sua perdurante terzietà avrà una ragione. Viene a Rimini in agosto. Successo vescovile. Il problema non è ll nostro governo, con una valenza dalle Alpi al futuro Ponte di Salvini, ma il conflittuale rapporto con l'America di Trump ed i cattolici che lo sorreggono. Cosa sarebbe successo se ci fosse stato ancora un Gentiloni?
massimo lugaresi